,-f iw^wm%^ 42t A M<* #P > '.^ ^^ ^J^ W'j^'^Vu- -^^ i^ikarji ai i^t Sits cum COMPARATIVE ZOOLOGY, AT HARVARD COLLEGE, CAMBRIDGE, MASS. jFounTielJ bj prfbate suhscrfptfon, fn 1861. C'-Tt-cnx . ANNALI DEL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE DI GEIsrO^TA VOLUME IV. .c> >s~^ ANNALI DEL mm 01 mm mum DI GENOVA PUBBLICATI PER CURA Giacomo Doria VOLUME lY. rVovemlbre IS-TS GENOVA TIPOGRAFIA DEL R. ISTITUTO SORDO-MUTI ■Ì.VVL' 1S73 CATALOGO SISTEMATICO DEI RAGNI DEL CANTONE TICINO CON LA LORO DISTRIBUZIONE ORIZZONTALE E VERTICALE E CE.\i\I SLLL'ARWEOLOGIA ELVETICA PEL P O T T. P. P A VE S I Professore Ut Zoologia ed Anatomia comparata nella R. Università di Genova. PREFA-ZIOInTE Nel mentre mi accingo a pubblicare il catalogo dei ragni della Svizzera italiana credo utile di farlo precedere da al- cuni schiarimenti. I materiali per questo lavoro erano già riuniti da Cjualclie anno, ma mi mancò il tempo e 1' opportunità per darli alle stampe e non ultima causa si fu il voler raccogliere quanto più potessi della bibliografia su quest' ordine di animali , per confronti della nostra fauna con quella di altri paesi , specialmente d' Europa. Ma benché questo ritardo non mi fosse vantaggioso da una parte (se pure oggi ancora si deve credere che ne venga gran merito contribuendo pili o meno alla fabbrica di specie nuove), d' altra parte ne sono ben lieto perché mi servi moltissimo, potendo prendermi a guida due opere di prim' ordine, che il \)VoL Tuorell pubblicò nel frattempo con quella « exquisita rerum scientia et apta concinnitate , qua 6 p. PAVESI distingui sull'Ut plericjue suecoruin lubores » , come avrebbe (letto l'illustre VA>f der HoEVE>f. I.a prima, dal titolo Oìl European Spiders (^), sciolse per me la quistione dell'ordinamento zoologico da seguirsi, né rimasi in dubl)io un solo istante suU' adottare piuttosto la classificazione proposta dal Thorell, o quella già usata due volte nelle memorie che il prof. Canestrini dell' Università di Padova td io abbiamo pubblicate sui ragni italiani (^). La classificazione dell' eminente aracnologo d' Ujisala, colle modificazioni eh' egli vi ha portato ne' suoi Remarks on Sij- ìionyms of european Spiders C^) , come ben dissero già il dott. L. Kucii, il prof. Ausserer, il dott. van IIasselt, risponde alle richieste ed alle tendenze della scienza attuale e vi segna un vero progresso. Egli è bensì vero che il signor E Simon, in questi ultimi giorni, neir introduzione alla seconda memoria sugli Aranèides nouveaux ou peti conìiiis da midi de l' Europe {''), cerca di mo- strare alcuni difetti della classificazione di Tiiqrell e quindi vien proponendone un' altra. Il chiarissimo araneologo di Parigi , invece di cominciare dal sott' ordine Orhilelariae, dà principio con le Theraphosae , per la ragione che queste costituiscono un gruppo a carat- teri così esclusivi che bisogna assolutamente isolare agli estremi dell' ordine e non intercalare fra altre famiglie. Le Theraphosae di Simon corrisponderebbero però alle Terrilelariae di Thorell, più la famiglia Filislatidae, da quest' ultimo posta fra le Tubitelariae, ma giustamente alla fine e come termine di passaggio alle Terrilelariae. Il secondo sott' ordine , Gnaphosae , di Simon comprende le Dysderidae^ poste da entrambi presso alle Filistalidae , e le (.') Upsala, 1869-70 in Nova Acta -R. Soc. Scient. Upsaliensis, serie III, voi. VII. (2) ArarMcli italiani, Milano 1869 in: Atti Soc. Ital. Se. Nat., voi. XI, 1808 — Catalogo sistematico degli Araneidi italiani, Bologna 1870 in: Archivio per Iji Zool. Anat. Pisiol., Serie li, voi. II, con due tavole. (») Upsala, 1870-73. ■ ('*) Bruxelles, 1873 in: Mém. de la Soc. roy. dcs sciences de làège , serie II, lom. V. RAGNI DEL CANTONE TICINO 7 Scylodidae, che il Tiiorell fa entrare coi PJiokus nelle Reli- telariae. Le Phokidae sono portate dal Si mux ben lontane , mentre ne sono senza dubbio molto atìini; la sua idea non è nuova ed è stata già discussa dal Tiiorell. Il sott' ordine Araneae di Simus i4unisce un gran numero di, famiglie, appartenenti a diversi sott' ordini, secondo Tho- BELL, ed infatti di tipi differenti. Vi notiamo la famiglia Dic- tynidae separata dalle Agclenidae , che formerebbero semplice- mente due sotto-famiglie nel sistema di Tiiorell. Ed anche questo non è nuovo, perchè si ritornerebbe cosi alla famiglia Ciniflonidae od Amaurobiidae di Black v^all e L. Kocii, mutando il nome e nulla più. E, con ragione, il Thorell osservò già essere i generi Coelotes e Cijhaeus più vicini agli Amaurohius di quello che lo sieno alle Agalenidae, nella quale famiglia da tutti sono posti, l due gruppi si separano soltanto pel crl- bellum e pel calamislrum , organi ai quali si è voluta dare forse troppa importanza. Per la stessa ragione, e del resto se- guendo Blackwall e Kevserli\g, il Slmo?^ separa dalle Epeiridae le Ulohoridae. Mentre poi invece inserisce fra le Drassidae il suo genere Miltia, primamente messo nelle Enyidae, e tras- portato in seguito di C[ua e di là , finché L. Kocii e Tiiorell r hanno creduto degno di costituire una famiglia a parte. La quistione sul posto degli Eresus , Palpimanus e generi atìini è più difficile forse , ed il Simon se ne serve appunto bene per combattere il sistema di Tiiorell , giacché fra le specie d'un genere solo altre sono tubicele, altre terricole, altre saltigrade, mentre per Tiiorell entrerebbero tutte nel sott'ordine Sallijradae. A riguardo dei generi, il Simon ne aggiunge parecchi , sia perchè scoperti da lui od introdotti di nuovo nella scienza dà altri dopo 1' opera di Thorell , o perché ritrovati proprii anche d'Europa, od infine per causa ch'egli dà una classifi- cazione dei ragni d' Europa non solo, ma della regione Lusi- tanica. Ma forse spinge un po' troppo innanzi la suddivisione dei generi, tendenza che disgraziatamente vediamo predominare 8 r. PAVESI nei zoologi e che Menge ha seguita con quell' esagerazione che si conosce, specialmente poi nelle Theridldae, da render quasi desiderabile una nomenclatura niononimica. Ond' è che troviamo separati i P/iolcus rivukUus e caadulua dagli altri , formando il genere Holocnemus ; nello stesso modo avrebbe potuto separare genericamente la sua Sperìnophora elevala y giacché ebbe a dire che « La S>p. elevata est à la senoculata, presque ce que les Holocnemus sont aux Pholcus (p. 52) ». Adotta i generi Erigone , Neriene e Walckenaera ; distingue i generi Ci/rtophora e Ci/closa, ecc. Il Simon insiste anche sui nomi generici dati da lui ed in- scrive p. e. il genere Hersilidla a preferenza di Hersiliola ; e questo si capisce meno quando si leggano in Tiiorell (*) le seguenti parole : » The name Hersiliola has, as I am informed in a letter by Mr Simon, the priority ». II nome Ly cosina , ch'egli sostituì, fino dal 1864, ad Aulofiia C. Kocii , perchè Ericiison ha chiamato AiUonium un genere di coleotteri, resta, come se Thorell non avesse già detto (-) che quest' ultimo nome era respinto senza ragione. Il Simon denomina Oroodes quel genere, che contiene ì'Epeira paradoxa Lue, già detto Cijr- larachne da Tiiorell , in sostituzione di Cyrlogasler Keyserling. Ben inteso poi, il chiarissimo autore della monografia degli Attidi non recede dalle sue divisioni generiche segnate in questa famiglia, la quale richiede ancora nuovi studi. Ma in complesso le due classificazioni di Tiiorell e Simon non dilferiscono cosi come si crederebbe, e quasi soltanto nei sott' ordini, quindi nella disposizione successiva delle famiglie; né trovo ragioni sufficienti \\qy preferire 1' ultima a quella di Tiiorell cosi ampiamente discussa, clie ho seguita. Il prof. Tiiorell, colle suo eruditissime Note, ha compiuto poi neir araneologia una rivoluzione necessaria circa la questione delle sinonimie, che si presenta sempre più imponente e spa- ventosa al naturalista. Ond' è che non posso più riferirmi alle (') K(!iu. Syii., p. G03, nota i. (2) Oli Eur. Spid., p. 38. RAGNI DEL CANTONE TICINO ^^inoiiimie viete delle memorie sui ragni italiani e ne darò delle nuove. Né questo apparisca cosa superflua e si pensi che in Italia, od in lavori italiani, le sinonimie di Thorell o le revisioni delle sinonimie nel senso di Tiioreli. e della British Association for the advancement of science, riescono nuovissime; di più r indirizzo e lo scopo delle mie sono ben diversi. Nello sinonimie del Thorell vediamo una ricchissima enumerazione e critica di tutti i nomi adottati in quante opere si cono- scono, per indicare una medesima specie, e spesso egli non cita che i lavori originali. Le sinominie eh' io inscriverò , senza essere in fondo divergenti , si riferiscono però soltanto a quelle opere, che sarebbero più facilmente alla mano di chi volesse far oggetto di studio questi animali, e che sono asso- lutamente indispensabili per la buona determinazione d' una specie: le opere di Walckenaer, Haiin e Kocn e poi Westring, Blackwall, Mevge, le grandi faune descrittive insomma. Le quali citazioni saranno sempre precedute dalla originale , in cui fu per la prima volta nominata e descritta od anche figu- rata la specie; e chiuse sempre da quella dei Remarks di Thorell. Accompagnate poi dalle citazioni di monografie o quadri sinottici di famiglie e generi, come sono l'eccellente monografia dei Drassidi, (|uella degli Amaurobii , dei Cheira- canthium ecc. del chiarissimo dottor L. Kocii , degli Attidi di E. Simon, i quadri di Ausserer per le specie europee dei ge- neri Zilla e Singa; le monografie dei Pholcus di Simon, delle Tegenarie di Lucas, dei Tomisidi di Pracii ecc., sebbene queste ultime non ne varrebbero la pena. Le sinonimie, che presento , sono anche una caparra della determinazione delle specie del mio catalogo, giacché le ho verificate tutte, non copiate di seconda mano, e, in quei rari casi in cui non avessi potuto assolutamente farlo, ho indicato r autore sulla fede del quale mi riferisco a citazioni anteriori. In quest'anno, colle nuove idee, io ho ristudiato da capo e con quanta cura e coscienza potessi le mie collezioni , elimi- nando dal catalogo tutte le specie incerte, come di Drassus , Clabiona , Erigane, ecc. xNò perciò farà meraviglia se molte 10 p. PAVESI specie inscritte noi cataloghi anteriori , come proprie del Cantone Ticino , adesso non vi figureranno più in causa delle numerose correzioni. Ed inoltre si comprenderà come molte specie, comuni quasi ovunque in Europa , non entrino nella mia lista. Fanno seguito alle sinonimie le indicazioni delle località del Canton Ticino, la loro altitudine sul livello del mare, la dispersione, il tempo in cui ho presa la specie. Riguardo alle prime , volendo introdurre i più minuziosi dati, chiudo tra parentesi le località , raggruppate per di- stretti, e davanti pongo un segno indicante il nome del di- stretto ('), con divisioni ben inteso naturali e lasciando Ma- gadino e la sponda sinistra del Lago Maggiore con Locamo, perchè tanno parte d' un bacino speciale. Onde risultasse poi meglio la cosi detta distribuzione orizzontale delle specie nel Cantone, ho cominciato dal distretto più meridionale o dalle località più meridionali d' un distretto , proseguendo sempre verso il nord ed inoltrandomi lino alle vette della catena centrale alpina. Mancheranno i dati delle valli Maggia, Ver- zasca e Blenio , finora inesplorate , giacché le specie inscritte nel catalogo sono state raccolte tutte da me direttamente. I dati di altitudine sono tratti dalla « Carta topografica del Cantone Ticino » (^) o a questi riferiti; ma segno sol- tanto i limiti estremi inferiore e superiore , a cui ho riscon- trato la specie. Ed infine la frequenza ed il tempo , che si riferiscono pure soltanto a ciò che risulta dalle mie ricerche. Queste ultime indicazioni potranno forse servire anche per gli studi sulla periodica comparsa degli animali, intorno alla quale abbiamo già estesa una memoria di Bòck (^), appunto sui ragni. (') M. == Mendrisio, Lug. = Liigano, Loc. = Locamo, Lev. = Leventina, B. = Bellinzonn. (*) Estr. litogr. deU' Atlante federale di Dukour, Berna 18(57. (3) Ueber das periodische Er&cheinen der Spinnen und das zweckmassigste Einsammeln rtersellien, in Corresp. blatt d. Vereins f. Natiirk. zu Presburg, T, 18(-?. RAGNI DEL CANTONE TICINO 11 La descrizione di specie nuove , come tutte le altre osser- vazioni, fanno parte di note; ed a cjuesto proposito avverto anche eh' io ho sempre studiati e descritti gli esemplari im- mersi neir alcool. Rimando specialmente ai lavori di Thorell, L. Koch e Simox la critica delle specie. Invece mi lusingo di aver reso più utile il mio catalogo (almeno ho tentato di rendere un ser- vigio ad un ramo attraentissimo della zoologia) coli' ag- giungere r estensione geografica ed altimetrica di ciascuna delle specie. Finora a questo pochissimo o nulla si è badato. Non parlo degli autori antichi , ma anche gli araneologi del periodo di WALCKE>fAER e C. Kocii , e più recenti , credono di aver detto tutto quando scrivono che la tal specie si trova in Francia, Germania e Svezia. In questi ultimi anni soltanto il dott. L. KocH pei Drassidi , il Simox pegli Attidi, Zim.mer- MA\N e Thorell ampliarono queste indicazioni; anche Dole- sciiALL nell'introduzione al catalogo dei ragni austriaci, e Canestrini ed io abbiamo cercato di mostrare la distri- buzione geografica di generi e famiglie. Ma i cultori della zoologia sarebbero in diritto di sapere qualche cosa di più da noi. Moltissimi cataloghi o semplici enumerazioni sono troppo spesso sconosciute, non curate, dimenticate; l'Italia e la Svizzera sono quasi sempre ommesse , come se non esi- stessero, né vi fossero dei lavori araneologici su questi paesi e cosi va dicendo. Ond'è che oggidì ancora non si ha un'idea adequata della distribuzione delle specie araneologiche. L' area occupata da ciascuna delle specie di ragni è spesso immensa e superiore certo a quella dove suol vivere la maggior parte delle specie animali; simili esempi si tro- vano soltanto nei volatori, e particolarmente nei lepidotteri tra gì' insetti ed in molti uccelli , che presentano specie co- muni ai due emisferi , o che si estendono per lo meno per tutto il mondo antico. Invece in quest' ordine gli esempi sono facili a trovarsi. Lasciamo pure di quelle specie che vivono nei paesi confinanti col Mediterraneo , che sono mol- tissime; ma per esem],)in 1' Epcira sollers Walck. trovasi in 12 r. PAVESI tutt' Europa, a Bombay e Ct3ylan, nel sud-est dell' Africa equa- toriale e all'isola S. Elena! La Misumena valia (Cl.) vive in Europa, Asia, Africa ed America. La Segeslria Jlorenllna (Rossi) in Europa , Asia occidentale , Africa , isole Canarie , isola di S. Elena. I^a Segeslria senoculata (Linn.) fu presa nell'Asia settentrionale, ed è propria di tutta Europa, come del nord- Africa e Madera. La Scylodes llioracica Latr. vive dal nord-Eu- ropa fino air Africa equatoriale, in Persia ed a Giava. L' Ejieira adianta Walck. fu trovata al Chili, a Nicobar, come in Africa ed in tutt' Europa. Molte specie sono comuni all' Europa e al Canada. V Erlgone long ipal pis (Sund.) dell' estremo nord , Groenlandia , Spitzberg , Nuova Zembla , figura anche tra i ragni italiani! Forse a molte cause potrà ripetersi questa maggiore estensione, non ultima al perdio i ragni sopportano climi variabili ed anche rigorosi freddi, si chiudono in bozzoli durante la stagione invernale, hanno abitudini eminentemente cacciatrici , ecc. Ma i fatti stanno e non sempre concordano colle leggi tracciate fino dal Latreilliì nelle belle pagine dell' Introduciioìi à la géographie generale des araehnides et des insecles (^). Sare binerò necessarii molti buoni lavori come gli « Sludien over den Pholcus opilionouLes » di van Hasselt (^j ])riina di poter venire a considerazioni generali. Ma intorno alla distribuzione geografica })ur qualche cosa sappiamo o possiamo meglio fare; invece in })Oggiori con- dizioni ci troviamo a riguardo della distribuzione verticale delle specie. La quale non è di lieve importanza, comecché è la rappresentante della distribuzione orizzontale ad una stessa latitudine. La specie, che vivono al piano, sono sempre più meridionali; quelle, che vivono esclusivamente sulle vette delle nostre montagne , sono specie del nord. « Lorsqu'on » s'élève sur des montagnes à une hauteur où la temj)cra- » ture, la vegetation, le sol, sont les mémes que ceux d'une '> contrée bicn jìlus scptentriunalc , on y decouvre plusieurs (') Mém. du Museum d'hisL. nat-, t. 3, 1815; o in Mém. sur divers sujets d'iiist. nat. des insecfces, 1819. (') Tijdschr. voor Knlomol., 2." serie, V, 1870, p. 159. RAGNI DEL CANTONE TICINO 13 » espèces qui soiit particulières à celui-ci et qu\)ii clierclieraii » en vain dans les plaines et les vallons qui sont au pied » de ces montagnes » disse Latreille nella memoria succi- tata, e poco prima: « C'est ainsi que les Alpes sont l'habi- » tation de plusiours espèces d'insectes que Fon ne trouve » qu'au nord de l'Eurojie ». È un fenomeno ampiamente di- mostrato pel regno animale e vegetale sulle Alpi, come sulle Ande e suU' Himalaya. E la Svizzera, di natura eminentemente montagnosa, fu sem})re il paese prediletto per studiare i rap- porti della distribuzione degli animali secondo le influenze del clima, del terreno, della vegetazione e dell'altitudine sul li- vello del mare. Leggiamo lavori del più grande interesse dalle « Bemerkungen iiber die hochsteii Greiizen der Thieve », nella Geografia fisica delle Alpi dei celebri fratelli Schlaginweit, all' attraente libro di Tsciiudi « Dos Tìiìerlehen der Alpenwell i> . Nella Svizzera 1' entomostatica e la malacostatica furono col- tivate con ardore, come ne fanno fede i lavori di Ciiarpentiee, di Desor, di Heek, di Meyer-Dìirr, di Bremi ed anche dell'ab. Stabile: né furono ommessi gli studi sui vertebrati da questo punto di vista. E stato appunto il chiarissimo entomologo e bota- tanico di Zurigo, il prof. 0. Heer, che si occupò anche dei ragni ed in due memorie speciali , che avrò occasione più innanzi di esaminare, dimostrò come i ragni sono precisa- mente quelli, che più di tutti si spingono in alto, arrivando fino agli estremi limiti p(jssibili della vita animale. Anche il SoRDELLi, neir introduzione al catalogo dei ragni lombardi , ha toccata la quistione. E parecchie interessanti notizie si trovano pure nel lavoro sugli aracnidi del Tirolo del prof. Alsserer, nelle memorie del dott. L. Kocii, ecc. Onde io ho riunito a' miei dati, quanto ho potuto trovare di qua e là sparso, trascrivendo le indicazioni in metri o piedi come mi occorreva di leggerle; e fia questa almeno una pietra posta per r aracnostatica avvenire. Divido cincpie regioni di altezze diverse, cioè a dire chiamo regione bassa, del piano e delle colline, fino a 250 m. s. m.; submontana da 250 fino ad 800 m. circa; montagnosa da 800 a 1300 m, ; alpina da 1-300 a 2500 14 p. PAVESI metri; dei (jìiiucci e nevi da questo punto tino alle più alte vette delle montagne. f*rima di chiudere queste righe , voglio soddi^ifare ad un dovere e dire a' miei amici araneologi , e specialmente al prof. T. TiiORELL dell'Università d'Upsala, al dott. L. Koch di Norimberga ed al sig. E. Simon di Parigi , eh' io sono loro riconoscentissimo delle gentilezze che. mi usarono, facendomi molte interessanti comunicazioni, e più anche aiutandomi nella determinazione di specie, per me dubbie. Faccio pure i miei più vivi ringraziamenti al march. Giacomo Doria , che gene- rosamente mi offerse ad esame le ricche collezioni aracno- logiche del Museo civico di Genova, da lui fondato, e lar- gheggiò, com'è sua squisita consuetudine, nel procurarmi ogni altro mezzo di studi. CENNI STORICI E CRITICI SUIL.L.'.A.]E\A.lSrE:03L,0G-IA. ELVETIG-A. Io vorrei qui passare ad esame le diverse pubblicazioni, clie riguardano ragni della Svizzera, onde poter mostrare lo stato attuale delle cognizioni e gli equivalenti nomi odierni delle specie, dagli autori enumerate o descritte. A questo scopo ho interpellati parecchi cultori delle scienze naturali nella Svizzera , onde mi dessero ragguagli intorno ad alcune raccolte di ragni, che esistessero per caso o che vi erano in fatto , come quelle dell' entomologo Bremi-Wolf, del prof. 0. Heer , ecc. Ma essi mi risposero che , disgrazia- tamente, le raccolte andarono perdute. Ciononostante, per mezzo di alcuni miei amici, cercai di provvedermi di ragni di certe località svizzere, che servissero a dilucidare alcune questioni , giacché « maximi nobis esse momenti crediderim • penitus cognovisse, quae formae in iis regionibus gignantur, » ubi vixerit et animalia collegerit scriptor, cuius speciae sint » detihiendae » , come scrisse già da tempo il Thorell nella sua Recensio critica. IC) p. PAVKSI Con (jLiesto, benché piccolo e limitato, materiale, imprendo la mia rassegna, fidando poi moltissimo sull'interpretazione delle descrizioni, o])pure sulle sinonimie dagli autori indicate, le quali fossero già spiegate da altri e specialmente dal Tiiorell. Premetto anche di non essere arrivato a conoscere V opera di SuLZER, pubblicata a Zurigo nel 17G1 « Die Kermzeichen der Insekten^ nach Anleitung dcs kunigl. schwcd. Rittcrs Karl Lin- naeus » e quindi di non sapere se l' autore vi citasse dei ragni come provenienti dalla Svizzera. Spero però di aver potuto esaminare tutte le altre pubblicazioni, ben inteso oc- cupandomi soltanto di quelle, che datano dai tempi della nomenclatura binonimale. Gli studi sulla classe degli aracnidi in generale nella Sviz- zera furono trascuratissimi, mentre sarebbero abbastanza im- portanti; essa è forse il paese meno esplorato d'Europa. Tuttavia abbiamo alcuni lavori araneologici. E questi sono di tre periodi distinti; il primo, cioè, che io chiamerò linneano, dal 1760 al 1790; il secondo, o periodo di Walckenaer e Koch, corrisponde al ventennio 1830-1850; l'ultimo od alluale dal 1850 ad oggi. Periodo linneano. — A questo appartengono i lavori di FL:ESSLl>f , SlLZER RaZOUMOWSKY. Il « Verzeichìtiss der ilim bekannlen Schweitzer ischen Jnsecklen, mil einer aiisgemahllen Kupferlafeln: nebsi der AnkUndiguny eines neucn IiìMclen Werks » di J. G. Fuesslin , pubblicato a Zurigo e Winterthur nel 1775, è il primo ed anzi uno dei più estesi che si conoscano. Oltre a pochi aracnidi egli dà l'enumerazione di 21 specie del genere Aranea , dalle quali bisogna ora togliere però quella al num.' 1199, perchè rac- colta fuori dei limiti della Svizzera attuale, cioè a Chiavenna; è VA. sanguinolenta (= Philaeus chrysops (Poda) ) , unica specie eh' egli figuri nell' annessa tavola (tig. 4). Quasi tutte sono indicate come della Svizzera in generale , senz' altra indicazione di località, meno l'yl. phalangoides e r.4. lon- gipes, citate di Ginevra. RAGNI DEL CANTONE TICINO 17 La critica di questo lavoro non è difficile, giacché Fi'esslin si riferi specialmente a Linné , ed anzi all' edizione Xll del Systeììia Naturae^ della quale, per riguardo ai ragni , abbiamo già r eccellente Rccemio di Thorell. Le altre sue citazioni si riferiscono a Frisch, Schaeffer, Gloffroy e Petiver, in via se- condaria. Ecco la lista dei ragni di Fuesslin : (Pag. 60, n.o H90). Araiiea diadema = Epeira diademata (Clerck). (Pag. 60, n.o n9i). » cucurbitina= » cucurbilina (Cl). (Pag. 60, n.o 1192). » calj'cina = Misumeìia vatia (Cl.). La citazione « sp. 2. Linn. » per A. cucurbilina, come l'altra « sp. 3. Llvx. » per l'^l. calycina , sono erronee, ma forse però non vi ha che un errore di stampa, in luogo dei nu- meri 3 e 4. (Pag. 60, n.o 1193). Arauea bipunctata = Steatoda hipunctata (Lm.v.). (Pag. 60, n.o 1194). » aruudinacea =- Z)/c/;/«a arwwfimacm (LiNN.). (Pag. 60, n.o 1195). » augulata = Epeira angulata (Cl.). (Pag. 60, n.o 1196). » domestica ^=::^'ì Tegenaria domestica {Cl.). Questa porta la sinonimia « LiJ(>f. 9 » , che la farebbe riferire alla Tegenaria Derhamii (Scop.) o civilis auct. ; ma questa è poi probabilmente anche il suo num. 1210 A. lon- gipes (sec. Tiiorell , Rem. Svn. , p. io7), onde resterebbe troppo dubbiosa 1' interpretazione e forse si deve riferire alla vera T. domestica (Clerck). Fuesslin aggiunge , per se- conda citazione « Schaeffer Icones insect. Ratisb. , t. 19, fìg. 10 » ma io non conosco quest'opera. (Pag. 60, n.o 1197). Arauoa labyrinthica= Agalena labirinthica (Cl.). (Pag. 60, n.o 1198). » redimita = Phyllonethis lineata (Cl.). (Pag. 61, n.o 1200). » notata = Theridium sisyphium (Cl.). (Pag. 61, n.o 1201). » extensa = Tetragnathaextensa (Listi.). (Pag. 61, n.o 1202). » 4-punctata =rr Drassus 4-punctatus (Linn.). (Pag. 61, n.o 1203). « holosericea = Clubiona pallidiila (Cl.). (Pag. 61, n.. 1204). » scenica ^= Epiblemum scenicum (Cl). (Pag. 61, n.o 1205). » saccata rz= Lycosa amentala (Cl.). (Pag. 61, n.o 1206). « virescens -=:-'i Micrommalavirescens[CL.). 18 p. PAVESI L' autore dà le seguenti citazioni « Linv., sp. 42 » e « ScHAEFFER, Ratisl). t. 49, f. 8 ? » . La specie linneana chia- mata virescens sembra il giovane del Dolomedes Jimbriatus (Cl.); ma, siccome FL•EssLI^f aggiunse « Nicht selten in den Garten » , mi pare probabile eh' egli volesse parlare piut- tosto della Mlcrommata virescens (Cl.) , mentre il Dolomedes vive esclusivamente nei luoghi paludosi e nelle umide praterie, (Pag. CI, n.» 1207). Aranea viatica = ? Xijsticus crislatus (Cl.). La citazione « Lixv. sp. 43 » fa ammettere la sinonimia sopra scritta , ed io posseggo lo X. cristalus dalla 'Svizzera transalpina (C. Ginevra); ma, in tanta confusione a riguardo di questa specie, potrebbe darsi benissimo che Fuesslin indi- casse cosi lo A', viaticus C. Koch (= .Y. Kochii Thor.). (Pag. 61, n.« 1208). Aranea laevipes = Artanes margaritalus (Cl.). (Pag. 61, n.o 1209). » phalangoides = P/w/a• cioè dal Cantone Ticino, dove appunto io non ne ho mai trovata al- cun' altra, che meglio le si assomigli. (Pag. 254, tav. XXX, f. 5). Aranea ornata =:; Artanes margarilalus (Cl.). (Pag. 254, tav. XXX, f. 6). » extensa ^:= Tetragnathaextensa [Lìss.]. Nel 1787, il conte di Razoumowsky scrive la « Lettt-e d Mr. RiìYNiER sur ime Araignée » (Journ. de Physique, XXXI, p. 372) , nella quale dà la descrizione di una nuova specie di ragno , presa a Losanna , e discute la quistione di con- •fronto con quella di Fabricils e di Poiret. Non pertanto la sua Aranea pulchra era già conosciuta, ed è 1' Argiope Brun- nichii (Scop.) (= Epeira o Nephila fasciata auct.). Però, due anni dopo, lo stesso autore, nell' Histoire natu- relle du Jorat et de ses eiwiroìis et celle de trois lacs de Neuf- chatel, Morat et Bienne: precedées d'un Essai sur le climat , les productions j, le commerce , les animaux de la par tie du Pays de Vaud ou de la Suisse Romande , qui e?itre dans le pian de cet ouvrage (Lausanne, 1789), enumera, con alcune note e sinonimie, 13 specie di ragni e ne figura anche una (tav. 3, fig. 14), che è di nuovo V Araìiea pulchra. (Pag. 243, § 330). Aranea diadema = Epeira diademata (Cl.). (Pag. 242, § 331). » pietà = ? » patagiata (Cl.). Secondo Thorell (Rem. Syn. , p. 546), VA. pietà Razolm. sarebbe, almeno in parte, 1'^. patagiata Cl. , sebbene io creda che la frase sia insufficiente a farla riconoscere. Non posso consultare la sinonimia « Geoff. Ins. , p. 647 , n. 9 , t. 21, fig. 2 », ma quella di « Lister, Aran. fig. 1 » è am- messa da tutti per la Meta segmentata (Cl.). Però tenderebbe a confermare 1' opinione di Thorell il fatto che io })Osseggo del C. di Vaud un esemplare di E. patagiata (Cl.). (Pag. 243, § 332). Aranea 3-lineata = Liuyphia bucciilenta (Cl.). (Pag. 241. § 333). » pulchra = Argiojìc Brilmiichii (Scop.). (Pag. 245. § 334). a depressa = Coriarachne depressa (Kazoi m). 22 r. PAVESI Non può essere certamente V A ranca depressa Walck. (;=^ BaUus depressus (Walck.)); soltanto per la disposizione degli occhi , figurati in margine , non è un Attide. Nem- meno può riferirsi all' A'/jf^ //-a umbralica (Cl.). invece tutto mi conduce ad ammetterle sinonimo il Thomisiis depressus C. Kocii Th. deplanalus Westr. ed a restaurare il nome di Razolmowsky. La brevissima frase « A. thorace nigro » minuto, abdomine depresso , supra allndo punctis excavatis » notato, ambitu fusco, pedibus 4--anticis geniculatis » può la- sciare alcuni dubbi, che sono in parte dissipati però dalle note descrittive. Quanto agli occhi, che dice « noirs quoiqu'assez gres, » teJlement serrés, cju'on a peine de distinguer leur forme », osservisi che infatti nel Th. depressus gli occhi posteriori sono più vicini agli anteriori che in tutti gli altri Tomisidi e questo è uno dei caratteri del genere Coriaraclme. Per riguardo ai « pedibus geniculatis » fatto eh' egli spiega nel modo seguente: « Ses pattes d'un brun fauve, sont transpa- » rentes avec des taches plus foncées et des poils noirs; les » quatre anterieures sont remarquables par un renilement en » forme de genou à la première articulation , et une espèce » d'appendice qui embrasse la partie supérieure du second ar- » ticle » ricordo come infatti gli autori danno al Th. depressus le zampe anteriori pallido-sporco con le patelle fosche e la colorazione fece certamente risaltare questo articolo al Ra- zoLMowsKY , che lo credette un rigonfiamento speciale ed un appendice, la quale abbracci la tibia. La descrizione dell'ad- dome si confà anche meglio « Le corps est rond, gres, pres- » que glùbuleux, mais applati en dessus, d'un blanc jaunàtre, » avec huit taches enfoncces disposées en deux lignes paral- » lèles au milieu du dos Il est entourù d'une large bande » brune, irregulière, comme striée et decoupée à sa circonfe- » rence intérieure , et toute parsemée de petits sillons creux » tortueux, ou de petits irous irregulièrement allonges, et en- » trouverte vers la base de l'abdomen , où cet entredeux est » rempli par une tache bianche chagrinée en dessous », come appunto Wiìstkixg dice : « Alxlomen in fundo brun- RAGNI DEL CANTONE TICINO 23 » neura, rugiilis lateralibus et posticis crebris, albidescentibub; » intervallis rugularum punctis impressis luteo brunneis ad- » spersis ecc. ». Sono obbligato a ricorrere alla descrizione e figura degli autori, perchè io sfortunatamente non posseggo questo singolare Tomiside. Anche il luogo dove 1' autore 1' ha trovato, cioè « panni les bois de notre bucher » è la dimora solita del Th. depressus , che abita sotto la corteccia delle piante , nei cespugli ecc. (Pag. 346, § 335). Aranea fimbriata = ? Dolomedes Jlmbriaius (Cl,). Non possiamo riferirla che con dubbio a questa specie; r habitat non è proprio al Dolomedes , ciò che venne rico- nosciuto anche dall' autore , il quale si meraviglia d' averlo trovato in casa, mentre Lin.vé , Geoffroy, Fabricius glielo indicavano come aquatico. (Pag. 247, § 336). Arauoa saccata = Lycosa amentata (Clerck) + ? Pirata Knorrii (Scop.). Le citazioni corrispondono al primo sinonimo indicato. Ma la var. di Estavayer, di cui parla in seguito « noire marquee de petites taches blanches semblables à des pustules » , quantunque potrebbe essere benissimo la stessa, ne fa dubitare l'aggiunta « le petit sac aux oeufs qu'elle traìnoit après elle etoit aussi » très-blanc » . La L. amentala ha un ovisacco verdiccio e non bianco; ond'è che suppongo che l' autore possa avervi confuso anche la P. Knorrii o Potamia piscatoria C. Kocii, che è nerastra appunto, con macchiette bianche, ha un ovisacco bianco e vive precisamente « au milieu d'herbes humides ». (Pag. 247, § 337). Araiiea palustris ^= Dolomedes Jimbriatus (Cl.) -\- Pirata jìiraticiis (Cl.). Mi par chiaro che 1' autore abbia confuso, sotto questa de- nominazione, almeno le due specie indicate. Le citazioni si rife- riscono al Dolomedes (è erroneo il richiamo « Fn. suec. 12021 » invece di 2023) e la frase « A. abdomine oblongo nebuloso » lineis lateralibus albis » è quella dell' ediz. 2." della Fn. suec. di Li>f.\É. Kgli soggiunge « quelquefois les lignes du » corselet sont jaunes », come infatti occorre spesso di tro- 24 F. PAVESI vare questa varietà di colore. Ma certamente non parla più del Dolomedes quando dice: « Sa couleur toujours nébuleuse » varie beaucoup. C'est un fond brun , ou fauve taché de » couleur de souris , coupé de taches blanches irregulières , » et ces couleurs sont formées par un duvet très fin ». E qui credo vedervi il Pirata piraticus (Cl.). (Pag. 247, § 3381. Arauea nigrofasciata ~- Epeira ine. spec. Forse l'autore volle chiamare così VE. cornuta (Cl.) o VE. pa tag lata (Cl.). Più avanti, nel «Supplement à la Zoologie Vaudoise», il Razoumowsky indicò: (Pag. 303). Aranea bipunctata = Steatoda hipunvtata (Linn.). (Pag. 304). » domestica = Tegenaria Derhamii (Scop.). Io posseggo di Losanna tanto la T. domestica (Cl.), come la T. Derhamii (Scop.); però, mi pare, che l'autore voglia di- scorrere di quest' ultima , giacché frase e citazioni vi corri- spondono. (Pag. 304). Aranea montana = Linyphia triangularis (Cl.). (Pag. 304). » lutea = Epeira marmorea (Cl.) var. pgramidata (Cl.). Thorell (Rem. Syn. , p. 547) crede che V A, lutea Razoum. possa essere probabilmente un giovane dell' J. diademata Cl. var. peleg o dell' /l. marmorea Cl. var. pgramidata. Non mi pare che si possa stare in forse dopo le parole « Cette pe- « tite araignée est entiérement jaune à 1' exception » d'une grande tàche noire à l'anus, qui représente une » espèce de triangle tronqué à son sommet ». L' A. peleg ha una serie di macchie bianche , che si succedono sulla linea mediana longitudinale dell' addome, né é cosi manifesta una macchia nera triangolare sopra 1' ano. Periodo di Walckenaer e Koch. — Dopo Razoimowsky , non so che altri abbia indicati dei ragni svizzeri lino ad Hahn , C. Koch e Walckexaer nelle loro grandi opere « Die Arach- niden » e « Histoire natui'elle des Insectes aptères » . RAGNI DEL CANTONE TICINO 2o Hahn, nel 1831, cita ancora di Svizzera: (I, p. 117). Atypus Sulzeri = Atypus piceus (Sulz.). (I, p. 123). Drassus nigritus. HAH>f vi riferirebbe come sinonimi 1' A. niyrlla Fabr. , che è altra specie, come osservò già il Thoeell (Rem. Syn., p. 193); inoltre « Sulzeu. Abgek. Gesch. d. Ins. » . Sulzer , nell' opera indicata, non ha mai parlato di un' A. nigrita, né tampoco di un Drasside qualunque ; certamente Hah.v riportò questa cita- zione dal RoEMER, che annovera infatti (pag. 65, tav. XXXV, fig. 12) un' A. nigrita, ma in aggiunta alle figure di Sulzer, eh' egli ha riprodotte, e senza dirne la provenienza. C. KocH, nel 1841, indica nella Svizzera meridionale: (Vili, p. 36) Tegenaria longipes. Però fondandosi sulle citazioni di Fuesslin e Sulzer; ma, siccome V Aranea longipes di questi autori, come s'è visto più sopra, è un' altra specie, anche questa indicazione sarebbe da cancellarsi. Lo stesso, nel 1846, pubblica come nuova specie il (XIII, p. 26). Pyrophorus Helveticus = Salticus Jbrmicarias (De Géer). E più avanti, nel 1848, riferisce di nuovo alla Svizzera me- ridionale : (xvi, p. 72). Atypus Sulzeri :^= Atgpus piceus (Silz.). Altrettanto poca importanza, e nessuna novità, nelle due sole citazioni di ragni svizzeri del Walckenaer (1837 e 1847): (1, p. 245). Oletera atypa = Atypus piceus (Si'lz.). (IV, p. 520). Attus helveticus = Salticus formicarius (De Géer). Invece questo periodo è più importante per l'araneologia elvetica , in causa dei due seguenti lavori del chiarissimo prof. Osw. Heer. Il primo , come si comprende dal titolo « Ueber die ober- slen Griìnzen des thierischen und pflatiz lichen Lebeiis in wiser en Alpen (An die Zùrcherische .lugend auf das .lahr 184o , von 20 p. PAVESI der Naturforschenden Gesellschaft , XLVII Stuck) » è un im- portante saggio di fitostatica e zoostatica. Fra le diverse specie di animali che, assai probabilmente, passano l'intero anno nella regione delle nevi, l'autore dice che 13 appar- tengono agli aracnidi ; di questi o vivono lino a 9 - 10,000 piedi s. m. ed anzi una si spinge fino a 10,700 e stabilisce i confini della vita animale nelle Alpi svizzere. Riducendo le mie osservazioni ai soli ragni , il prof. Heer accenna prima a tre specie e poi più avanti descrive una varietà d' una di esse e due altre specie nuove , le quali tre sono figurate anche nell' annessa tavola. (Pag. 7). Melanophora oblonga = Prosthesima oblonga (C. Kocn). (Pag. 7). Textrix torpida = Histopona torpida (C. Kocn). (Pag. 7 e 14, fig. 3). Lycosa blanda, var. obscura = Lycosa blanda (C. Kocii). Questa varietà ha ben poco di rimarchevole e non è men- zionata dal Kocn a proposito della specie L. blanda (Arachn. XV, p. 21, tav. DX, fig. 1428-30), quantunque, con tutte le probabilità 1' avrà conosciuta per mezzo dello stesso IIeer. (Pag. 15, lìg. 4). Micryphantes Koc]ììì = Erigo ìie o /,m//y;/?^a ine. spec. La descrizione di questa nuova specie di Heer è cosi vaga che può applicarsi a molti diversi Terididi, particolarmente fra quelli pubblicati in questi ultimi tempi dal dott. L. Koch e presi pure a grandi altezze sulle- Alpi; e la figura non può aiutarci affatto a sciogliere la quistione. (Pag. 15, fig. 5). Macaria chlorophana = Mmr/a c/i/orop/ifma C. Kocii. Questa specie, trovata dall' Heer, fu da lui comunicata al Kocn, il quale ne trasmise una breve descrizione al suo sco- pritore, che l'ha pubblicata « Kocn in Hit. ». Ma il Kocn non l'illustrò mai nell'opera « Die Arachniden ». Sembra ancora una buona specie; sospettando che potesse essere la iV. al- pina, pure delle alte Alpi e recentemente descritta, io })re- sentai il mio dubbio all'autore dottor L. Kocn, accompa- RAGNI DEL CANTONE TICINO 27 gnandogli la descrizione data in Heer, ma egli mi rispose le ragioni per cui non le si può confondere. Fece tosto seguito a questa memoria la pubblicazione del volume « Der Kanton Glarus » per 0. IIeer e J. J. Blimer-Heer (St. Gallen u. Bern, 1840), che fa parte della raccolta « Ge- màlde der Scliweiz ». Come di solito, è questo una descrizione storica, geografica, ecc. del Cantone di Glarona ed il regno animale fu trattato dal prof. 0. Heer , il quale vi comprese un capitolo interessantissimo sugli aracnidi. L'autore premette alcune generalità, sempre dal punto di vista della distribu- zione verticale , e poi accenna alle diverse specie trovate nel Cantone; pare certo ch'egli siasi servito dell'opera di KocH per la determinazione delle specie, spesso però non ne indica gli autori , onde ci lascia in alcuni dubbi. Limitandomi ai ragni, eccone la lista; (Pag. 213). Lycosa saccata =: Li/cosa amcìitata (Clerck). È assai probabile che 1' autore abbia inteso parlare della L. saccaia LiN>f. , Sund. , Hau^, ecc., che avrebbe questo sino- nimo , piuttosto che della L. saccaia C. Kocii (= L. hortensis Thor.) non per anco pubblicata nel 1846. (Pag. 213). Lycosa ruricola = Trochosa ruricola (De Géer). (Pag. 213). » monticela = ? Li/cosa monlicola (Clerck). (Pag. 213). » alpina Hahx = Trochosa ruricola (De Géer). (Pag. 2i3\ Lycosa blanda Kocii var. = Lycosa blanda (C. Kocii). (Pag. 213). Segestria scnociiìnt'dVJ \LCK.=^Scgeslriaseiioculata (LIN^f.). (Pag. 213). Dysdera er^thrina =? Dysdcra Caìubridgii TnoR. (Pag. 213). » rubicunda = ? » rubicunda (C. Kocii). LPag. 213). Meìanophora subterranea = Proslhesima Peliuerii (Scop.). (Pag. 213). Drassus cinereus Haiin' = ? JJrassus gracilis Westr. (Pag. 213). Amaurobius montanus Kocn. ^^^ Amaurobius claustra- rius (IIahn). (Pag. 213) Clul)iuiia liolosericea Walck. =^ Clubiona pallidida (Clerck). = HeUophanus cupreus (Walck. 28 r. PAVESI fPag. 213). Macaria chlorophana Koch = Mkaria chlorophana (C. Koch). (Pag. 213). .Xysticus viaticus = Xysticiis Kochii ThoPì. (Pag. 213). Philodromus awreoÌMi = Philodromus au?^eolus (Clerck). (Pag. 2i3\ Sparassus virescens = Micrommata virescens (Clerck). (Pag. 213). Thomisus calycinus Koch = Misumena valia (Clerck). (Pag. 213). » dorsatus = Diaea dorsata (Fabr.). (Pag. 213). Calliethera scenica = Epibkmum scenicum (Clerck). (Pag. 2131. Heliophanus cupreus i (Pag. 213). » chalybeus| (Pag. 213). Euophrys brevipes = Ballus depressus (Walck). (Pag. 213). Tegenaria labyrinthica Latr. Io non so cosa abbia voluto significare l' autore con la Tegenaria lahyrijithica, mentre più avanti l'inscrive di nuovo, col nome generico di Agelena. Tegenaria domestica ^= Tegenaria domestica (Clerck). Textrix torpida Kocii = Hislupona torpida (C. Kocn). Philoica notata =:= Liocranum domesticiim (Rei ss). Tegenaria civilis = Tegenaria Derhamii (Scop.). » campestris = Tegenaria agrestis Walck. Agelena labirinthica =: Agalena labyrinthica (Clerck). Meta fusca = Mela Menardi (Latr.). » cellulana =^ Nesticus cellulanus CClerck). Theridium simile =^ Theridium simile C. Koch. » irroratum =^ Theridium tinctum Walck. . Steatoda redimita = Phyllonelhis lineata (Clerck). .Micryphantesrurestris= Erigone fuscipalpis (C. Kocn). » rubripes =-^ » graminicola (Sund.). Epeira diadema --^^ Epeira diademata (Clerck). » umbratica = Epeira umbratica (Clerck). Miranda cucurbitina ::= Epeira cucurbitiìia (Clerck). Tetrag natila extensa = Tetragnatha exlensa (LIN^f.). Zilla montana = Zilla montana (C. Koch.) » reticulata = Meta segmentata (Clerck). A. Mi:nzi;l il « Kilrzer Abriss einer Na- (Pag. 213 (Pag. 213, (Pag. 213 (Pag. 213 (Pag. 213 (Pag. 213 (Pag. 213 (Pag. 213 (Pag. 213 (Pag. 213), (Pag. 213 (Pag. 213. (Pag. 213 (Pag. 213 ^Pag. 213 (Pag. 213 (Pag. 213 (Pag. 213 (Fag. 213 Abbif imo {)0i RAGNI DEL CANTONE TICINO 29 lurgeschichte dvr Spinnen (Ein Festgeschenk tur die Jugend, Zurich 1849), » che è un cenno popolare sulla storia na- turale dei ragni , con caratteri delle famiglie e delle più importanti specie, a cui è unita una tavola colorata. Dis- graziatamente pochissime delle specie sono indicate della Svizzera, cioè: (Pag. 1-2, fig. 17). Dolomedes Scheuchzeri Bremi = Ocyale mira- b ill's (Cllrck). Io non so meglio di Thorkll (Rem. Syn. , p. 3oO) dove Bremi possa aver chiamata cpiesta specie col nome di Schel- chzer; suppongo che si tratti di una semplice comunicazione epistolare. Il chiar. prof. M. Perty dell' Università di Berna , r autore dell' opera sugli articolati del Brasile , in proposito interpellato , mi rispose già da tempo assicurandomi che Bremi non ha pubblicato niente sugli aracnidi. (Pag. 15. fig. 21). Clubiona holosericea L. =Cluòiona pallidula (Cl.). Finalmente trovo indicati per incidenza, come viventi anche nella Svizzera, due ragni, nell' opera « Historia Jisica y politica de Chile » .di C. Gay (1849), dove gli Aracìmidos furono stu- diati da H. NicoLET. (Ili, p. 488). Epeira adianta = Epeira adimila (Walck.). (Ili, p. 4S9). )) diadema = » diademata (Clerck). Periodo attuale. — Nel riassumere le indicazioni date da diversi autori sui ragni della Svizzera in questo periodo , mi limiterò a quelle per le quali io non ho contribuito, o con i dati pubblicati nei Cataloghi degli Araneidi italiani col Prof. C.\NESTRiNi (nel primo entrano già 65 specie del Cantone Ticino, nel secondo portate a 461), oppure con le mie comunicazioni a parecchi aracnologi. Questi materiali , che appartengono a me, devono far parte del presente lavoro. Seguendo 1' ordine cronologico , comincio a dire che il Thorell , nella « Recensio critica aranearum suecicarum » (Upsala, 1856) ha indicato della Svizzera la (Pag. 17). Epeira Schreibersii Hahn. 30 p. PAVESI Simon neW Ilistoire naiurelle des Arai'g?ìées (Pslyìs, 18G4) inscrive di Svizzera (Catal. synon. d. Aran. d'Europe) : (Pag. 497, n. 319). Nephila ti'c[nia\[nn'd =^ArgÌGpe Bru/tmchii (Scov.). (p. 508, n. 400). PyYoi)]ioi'alìeì\'etìcsi=Sa/tici(sJormicarius[T)EGÈEu). 11 dottor L. Kocii, nell'opera « Die Arachniden-FmniUe der Drassiden » (iNiirnberg , 186G — . . ) annovera di Svizzera: (Pag. 11). Pytlionissa muscorum = Gnaphosa muscortim (L. Kocii). (Pag. 29). » helvetica = » helvetica (L. Kocii). (Pag. 294). Clubiona genevensis = Cluliona genevensis L. Kocii. Questa specie non é per anco descritta e figura soltanto nel Quadro sinottico del genere Clubiona. Io credo bene che sia stata presa per lo meno a Ginevra dal nome che il Kocii le ha imposto. Il prof. C. GiEBEL dell' Università di Halle pubblica poi la memoria « Zur sckweizerischen Spinnenfaiina (Zeitschr. fùr die gesammt. Naturwiss., XXX, n. XI, XII, Nov. e Die. 18C7), che merita speciale considerazione, pel nostro proposito. È una enumerazione, con molte note, di 30 specie di aracnidi, fra le quali 20 appartengono ai ragni ; anzi specie di ragni vi sono descritte come nuove. 11 lavoro è interessante, ma le determinazioni non ispirano completa fiducia e la descrizione delle specie nuove è quasi sempre insulìlciente a farle riconoscere; anche Thouell (Rem. Syn. , p. 14, 303, ecc.) ed Ausserer (Neue Radsp. , p. 832, nota 2) ebbero oc- casione di esprimere l' incertezza nella quale si rimane. Io non passerò in rivista che le specie prese nel territorio svizzero, trascurando quelle che l'autore raccolse in Savoia, da lui comprese nelh'i stesso catalogo. (Pag. 126, sp. 1). Epeira diadema ■=^ Epeira diademata (Clerck). (Pag. 429, sp. 3). » quadrata = » (juadrata (Clerck). (Pag. 428, sp. 2). » Hava =^ » ine. spec. Questo nuovo ragno fu da lui considerato per quahdie tempo corno una varietà gialla dell' E. (/uadrata , ma poi RAGNI DEL CANTONE TICINO 31 distinto come specie. Con ragione, il Tiiouell osserva (Rem. Syn. , p. 14): If the statement, that its abdomen is « vorn mit augepragten Mittei-und Seitenecken » he correct , it is of course far removed from E. quadrata. E , se non vi fos- sero questi tubercoli, io la credei'ei piuttosto V E. marmorea (Clerck) forma principalis. (Pag. 430, sp. 4). Epeira scalaris =: Epcira marmorea (Clero k). var. pyramidata. (Pag. 431, sp. 5). » apoclisa = » me. spec. E impossibile dire di quale o piuttosto di quali specie intenda parlare l'autore, che ve ne confonde insieme pa- recchie; vedasi più avanti l'interpretazione deìV E. apoclisa in altro lavoro di Giebel. (Pag. 432, sp. 6). Epoira umbratica = Epeira imihratica (Clerck). (Pag. 432, sp. 7). Zilla reticulata = Meta segmentata (Clerck). (Pag. 434, sp. s). » calophylla = Zilla x-notata (Clerck). (Pag. 435, sp. io\ Theridium varians = Tlieridium varians Haiix. V autore cita in sinonimia la fìg. 10o7 di Kocii (Arachn. , XIIl, p. 134), ma dubita che la sua singolare varietà possa essere una specie distinta , che si astiene dal pubblicare perchè non son ben conosciuti i limiti della variabilità di questo Theridium. Ora il dottor L. Koch (Beitr. z. Kennt. d. Arachn. ftiuna Tirols, II, p. 254) li avrebbe fissati, consi- derando specialmente gli organi genitali. (Pag. 435, sp. 11). Linyphia montana = Liwjphia triangularis (Cl.) (Pag. 436, sp. 12). Linyphia resupina = » montana (Clerck). (Pag. 436, sp. 13). Tegenaria similis =^ Tegenaria ine. spec. Questa nuova specie di Giebel è fondata su di un giovane esemplare, probabilmente, giacché dice « Genitalgegend nicht ausgezeichnet « . L' autore aggiunge che essa differisce dalla « 'Tegenaria marina s. longipes » soltanto per la colorazione, ma che non si potrebbe giustificare una simile riunione. Però la breve descrizione è cosi imperfetta che resta una specie troppo dubbia. 32 p. PAVESI (Pag. 'ISO, sp. 11). Pytlionissa fumosa = G nap hosa fumosa (C. Kocii). (Pag. 437, sp. -25). Clubioiia palleiis = Clubiona pallens (Hahn). (Pag. 437, sp. 17). Thomisus aureolus = Philodromus aureohcs (Cl.). (Pag. 438, sp. 18). Thanatus rombicus = Thanatus formicinus (Cl.). (Pag. 438, sp. 19). Sparassus longipes = Micrommata longipes (Gieb.). Se veramente questa è una Micrommata , sarebbe diversa dalle specie conosciute. (Pag. 439, sp. 20). Ocyale murina = Ocijale mirabilis (Clerck). (Pag. 439, sp. 21). Leimonia puUata = Lycosa pallata (Clerck). (Pag. HO, sp. 22). Pardosa monticola = ? » palustris (Linn.). Gli esemplari svizzeri , che corrispondono press' a poco alla fìg. ìk'vl dell'opera Die Arachn. di C. Koch, sembrano riferirsi alla specie succitata, a preferenza della L. monti- cola (Clerck). (Pag. 440, sp. 23). Pardosa obscura = Li/cosa ine. spec. L'autore la trova affine alla Lycosa monticola, ma vi ri- conosce tali differenze da stabilirne una specie a parte; Thorell (Rem. Syn. , pag. 288) ripete questa opinione dal Giebel. a me pare che si allontani piuttosto dal gruppo della L. monticola per approssimarsi a quello della L. blanda C. Koch, ma con una descrizione cosi vaga e breve, senza alcun cenno sugli organi genitali, non si può venire a capo di nulla. (Pag. 441, sp. 24'. Pardosa striatipes =-^ Lycosa striatipes (C. Koch). (Pag. 441, sp. 25). Trochosa trabalis =^ Trochosa terricola (Thor.). Il signor E. Simon nella « Monographic dcs espéces euro- péennes de la famille des Attides » (Annales Soc. entom. France, IV serie, torn. Vili, 1868) illustra alcune specie nuove scoperte in Isvizzera, commentate poi nella sua Ré- vision des Attidae européens (Ann. cit., V serie, t. I, 1871). (Pag. 50 [40]; Révis., p. 152 [28]). Attus cingulatus SlM. (Pag. 544 [78]). Attus pratincola (C. Kocn). (Pag. 599 [13.3], tav. II. fìg. 5; Rt^vis., p. 215 [91]). AttUS SCrìptUS SlM. RAGNI DEL CANTONE TICINO 'VA (Fag. 608 [14--']; Révis., p. ni [17)]. Attìfs iiiiser Sl.M. (Pag. 676 pioj; Révis., p. 312 [120J). Ih'Hop/ianus inomalu.s Sim. (Pag. 685 [219]; Révis., p.315 [123]). » heCtlCUS Sl.M. (Pag. 691 [225]; Révis., p. 3.19 [127]). » imcinatUii SlM. Il prof. GiEBEL, in una seconda memoria « Am Vierwald- slàdter See (Zeitschr. gesamm. Naturwiss. , XXXIV, n. X, ot- tobre 1869), » dove parla un po' di tutto, di paleontologia, metereologia, ecc. dei dintorni del Lago dei Quattro Cantoni, dà una nuova enumerazione di ragni, sul genere di quella pubblicata nel 1867. Ma anche su questa memoria valgano gli stessi appunti, che abbiamo fatto su quella. Qui sono indi- cate 23 specie di ragni, comprese quattro nuove. (Pag. iss, sp. 1). Epeira diadema = Epeira diademata (Clerck). Gli esemplari scuri, di cui parla , sembrano essere la var. stellala C. Kocn. (Pag. 300, sp. 2). Epeira apoclisa = Epeira cornuta (Clerck) -\- E. palagiata (Clerck) -\- E. sclopelaria (Clerck). L'autore ripete qui una confusione di diverse specie sotto il nome comune di E. apoclisa Walck. e poi conchiude che gli esemplari svizzeri corrispondono preferibilmente alla E. cornuta. « Letzte (cioè VE. sclopelaria) ist jedoch viel » schlanker als alle unsere schweizerischen Exemplare und » weicht nach Menges und nach Kochs Angaben in der » Zeichnung wesentlich ab; erste (cioè VE. corìntia) wiirde » in der Zeichnung iibereinstimmen (p. 301) ». (Pag. 301, sp. 3). Epeira flava V. Oss. , pag. 30. (Pag. 301, sp. 4). » umbratica =• Epeira umhralica (Clerck). (Pag. 301, sp. 5). Meta segmentata = Mela segmejitata (Clerck). (Pag. 301, sp. 6). » muraria ^= » Merianae (Scop.). Thorell (Rem. S3 n. , p. 37 e j55) opina che la M. mu- raria C. Kocii sia soltanto una varietà della M. segmentala (Clerck) ; mi pare preferibile 1" opinione di Blackwall (Spid. of Gr. Brit. , p. 351), che la mette sinonima della Epeira 34 p. PAVESI antr irida (= Meta Merkmac (Scop.)). Gli esemplari di Giebel presentano qualche piccola differenza nella colorazione. (Pag. 301, sp. 7). Zilla calophylla = Zilla x-notata (Clerck). (Pag. 301, sp. 8). Miranda carinata = Cercidia prominens (Westr.). Questo sinonimo è ammesso con dubbio dal Tiiorell (Rem. Syn. , p. 554) ; io ho confrontato la descrizione di Giebel con esemplari adulti della C. prominens , presi a Pavia , e mi persuade 1' opinione di Tiiorell. Non è che questo Epei- ride, il quale sia appunto « sehr charakteristisch durch einen mittlen stumpfen Kiel vorn am Hinterleibe » e che sia « dicht behaart » ai lati della « hellgelben Kieles » cioè che abbia delle spinule ai lati della base dell'addome, tanto che TOiilert, pure credendola una specie nuova, la chiamò Atea spinosa. (Pag. 303, sp.9). Theridium cruciatum =^ Slealoda bipunctata (Lixx.). Questo « so auffàllig charakteristische » disegno a mac- chie brune crociate, divise da linee bianco-gialliccie, che servi air autore per separare questa specie da tutte le altre conosciute , è proprio d' una certa varietà di colore della S. bipunctata e pare che essa sia comune nella Sviz- zera transalpina, perchè io ne ho molti esemplari di Lo- sanna. Si osservi la fig. 58 di Haiin Die Arachn. ; vi si ve- dranno anche le « zwei gelblichweisse Puntllecken » alla metà dell' addome, ecc. Anche gli occhi mediani sono « sehr wenig gròssern » ed i laterali « dicht neben einander und nàher an jenen beiden als diese selbst an einander » perchè non è un Tlieridlum pr. diet., ma una Sleatoda. (Pag. 303, sp. 10). hinyphm montami =: Linyphia triangularis (Cl.). Sebbene l' autore scriva « L. montana Clerck » credo di riferire questa specie alla L. triangularis (Cl.), perchè nella memoria precedente, p. 435, qui richiamata, siamo condotti a questa conclusione, in seguito alle citazioni di Walcke- NAER e KOCH. (Pag. 303, sp. u). Linyphia resupina = Linuphia montana (Clerck). (Pag. 303, sp. 12). » furcula = = » nebulosa Siind. RAGNI DEL TANTONE TICINO 35 (Pag. 303, sp. 13). Linyphia pentophtlialmica = Pachygnatha Lisleri SUN'D. L' autore dice che i suoi esemplari e/" d' una Lini/pina « zeiclmen sich in der Augenbildung so merkwiirdig aus, dass man sie generiseli trennen kann ». Questa specie in- fatti ha i due occhi mediani anteriori molto ravvicinati ed in uno spazio scuro, cosi da simulare un solo occhio ed i laterali pure vicini assai, onde pare che gli occhi limitino un pentagono^ col vertice agli anteriori. Ma si comprende, anche dalla descrizione di Giebel , che in fatto gli occhi sono otto ed il nome da lui impostole conduce in un' idea falsa. Le mandibole « sehr langen, scherbengelb und am Innen- rande stachelig, » i palpi « hellgelb mit dickem braunen Endgliede, » il disegno e colore dell'addome, indicati dal- l' autore sono precisamente caratteri di questa specie di Pachygnatha. (Pag. 304, sp. 14). Tegenaria domestica, var. petrensis = Tegenaria domestica (Clerck), (pqg. 301, sp. 15). Clubiona phragmitis :=: Clubiona holosericea (De Géer). (Pag. 304, sp. 16). Thomisus aureolus ^= Philodromus aureolus (Cl.). (Pag. 304. sp. 17). Thomisus cristatus = Xysticus sabulosus (Haiin). L'autore, nella memoria precedente, dà sinonimi al Th. cristatus i seguenti: Th. pini, ulmi , sabulosus, lateralis; e, dice che 1' esemplare di La Flegère a Chamounix corrispon- deva al Th. pini Haiix. Ora 1' esemplare svizzero è indicato del tipo Th. sabulosus Kocii. (Pag. 304, sp. 18). Lycosa (Leimonia) pullata =: Lycosa pullata (Cl.). (Pag. 305, sp. 19). Lycosa (Tarantula) vorax = Tarenlula trabalis (Clerck). (Pag. 305, sp. 20). Lycosa atra = Lycosa ine. spec. L' autore dice che, probabilmente, la Pardosa obscura Gied. è la forma alpina di questa; né 1' una né l'altra sono ri- conoscibili. Ormai senza una precisa descrizione degli organi genitali è inutile parlare di specie nuove. 30 p. PAVESI (Pag. 300, sp. il) F^ycosa (Pardosa) nionticola = Lijcosa montkola (Clerck) saltern ad part. (Fag. 306, sp. 22). Attus scenicus i^ Epiblemum scenicum (Clerck). GiEBEL non trova suiìicienti ragioni per distinguere gene- ricamente questa specie dagli Atlus; ed ammette che la Calliethera histrionica C. Koch sia la stessa specie. (Pag. 307, sp. 23). Attus cupreus = Hellophanus cupreus (Walck). L'autore non ha presi che esemplari della specie tipica; ma però aggiunge fra i sinonimi: Sallicus aeneus Hahn , {=: H. muscorum (Walck.)), H.flavipes ^ auratus , dubius, ecc., figurati in Koch Arachn. f. 1311-1322, evidentemente con- fondendo assieme molte buone specie. 0. P. Cambridge poi, nella memoria « General List of the Spider of Palestina and Syria (Proceedings of the Zool. Soc, 1872) incidentalmente indica di Svizzera lo (Pag. 312). Sparassus ornatus == Micronimata ornata (Walck,). E per ultimo il prof. Thorell , nell' opera « Remarks on Synonyms of european Spiders (Upsala 1870-73) accenna ad alcune sn^cie da lui pure raccolte nella Svizzera: (Pag. 8). Epeira diademata (Clerck) , var. stellata (C. Koch). (Pag. 35). Zilla montana (C. Koch). (Pag. 18). Linyphia phrygiana (C. Koch). (Pag. 60). » luteola (Blackw.). (Pag. 190). Gnaphosa lugubris (C. Koch). (Pag. 265). PJnlodromus aureoliis (Clerck). iPag. 404). Enophrys frontalis (Walck.). (Pag. 533). Lycosa Wayleri Wkws. CATALOGO SISTEMATICO DEI I^^G-N"! DEL. GiklSTTOI-TE TIGUSTO con la loro distribuzione orizsontale e verticale e descrii ione di specie nuove Ord. ARANEAE Sino. 1833. SiNDEVALL, Consp. Arachn. Fam. EPEIRIDAE Thor. 1870. [Epeiroidac] Thouell, On Eiirop. Spid., p. 47. Gen. ARGIOPE Sav. Aud. I82.T-27. Savigny et Audoin, Descript, de l'Égypte, 2.* ediz., XXII, p. 3-2S 1869. TnoRELL, On Eur. Spid., p. 49, ol. 1. A.. I3i*u.iinioliii (Scop.). Sin. 1772. Aranea Brunnìchii Scopoi.1, Annales liist. nal., a. V, p. 125. 1839. Nephila transalpina C. KocH, Arachn., V, p. 33. tav. CLIII, fig. 356, 857. 1841. Epeira fasciata Walckenaeb, Iub. apt., II, pag. 104. 1845. Nephila n C. Kocu, Arachn., XI, p. 159, tav. CCCXCIV, fig. 954. 1873. Argiope Bruenntchii Thokell, Rem. Syii., 4, p. 518. Loc. lie. — M. (M." 3 Crocette sopra Stabio , Ligornetto) — Lug. (Rovio, Pazzallo, alture di Lugano, Castausio) — B. (Ca- stello di Unterwalden sopra Bellinzona) — Loc. (Locamo, Sllzer). Ali. — 300-^iOO^ Dis;p. — Da giugno ad ottobre , rara. Una sola volta presi il maschio, incompletamente sviluppato. 38 r. PAVESI NOTE. — Eslens. yeogr. — È specie meridionale ; però fu tro- vata anche fino a Berlino (C. Kocii) e nel gov. di Pietroburgo (SiEMSCHK.), cioè fino al 60^ kit. N. Ma Nord.mann^ contesta al SiEMASCiiKO che questa specie si trovi nella Russia setten- trionale, perchè quest'ultimo scrisse di essa « das erste Drittel des Leibes aufgetrieben und e kig (Verzeichn. d. in der Umgeg. v. St. Petersburg vork. Arachn. , ùi Ilorae Soc. Entom. Ross., I, p. 118) » ; e dice che non si spinge più al nord delle steppe di Ekaterinoslaw. Vive del resto nella Germania meridionale (C. Kogh) , Galizia (L. Koch) , Tran- silvania (Sill) , Tirolo (Auss.) , Svizzera (Cant. Vaud , Razoum. ; Ginevra, Sllz.), Francia (Walck.; Simox in litt. anche nel nord, ma rara). Spagna (Walck.), Corsica (Slmon in litt.), in tutta Italia dal nord al sud e nelle sue isole Sardegna e Sicilia (Canestr. e Pavs.) , e verso l' est in Istria e Dalmazia (Do- lesch.), is. di Creta (Lue), Grecia (C. Kocn) , Crimea (Walck.), fino agli Urali (Pall.), steppa di Jaik (Lepecii.) ecc. È propria anche dell' Africa settentrionale , cioè dell' Algeria (Walck., Lucas) e dell' Egitto (Forsk., Walck. ; del Cairo ne posseggo anch'io degli esemplari, avuti dal prof. Panceri di Napoli) e pare che si spinga fino ad Hongkong (Bòck (*)) e a Giava (van Hasselt, Aran. exot. 1871). Alt. — La massima altitudine, alla quale arrivi, è indicata da 900 a lOOO"" (in Lombardia, Sord.), cominciando dal li- vello del mare (io ne ho visti esemplari di Albissola marina in Liguria, Mus. civ. Gen.). Gen. EPEIRA (Walck). ISOo. Walckenaer, Tabi. d. Aran. p. 53 {ad part.). 1869. TiioRELL, On Europ. Spid., p. 49, 53. (') In genere le citazioni di Bòck sui ragni del viaggio della Novara (Uebers. Spinn. Reis. Freg. Novara, in Verhandl. zool. boi. Gesellsch. in Wien, XI, p. 389 si debbono ritenere come dubbie. Cosi ades. egli indica la Zilla ìnontana C. Kocn di Madera, Rio Janeiro e Shanghai, mentre Ausserer {JVeue Radsp. in op. cit,, XXI, p. 832, nota 1) , il quale ebbe pure occasione di esaminare quella rac- colta araneologica, dice che non vi trovò nemmeno una specie del genere Zilla!. RAGNI DEL CANTONE TICINO 39 2. E. diademata (Clerck). sia. 1757. Araneus diadematua Cleuck, Sv. Spiudl., p. 25, pi. I, tab. 4. 1834. Epeira diadema Hahn, Arachu., Il, p. 22, tav. XLV, fig. 110. 1841. n n Walck., Ins. apt., Il, p. 29. 1845. n n C. KocH, Araehu., XI, p. 103, tav. CCCLXXXIV, fig. 910. 1845. n stellaln id. ivi, p. 105, fig. 911. 1862. Il diademata- Westkino, Arau. Buec, p. 26. 1804. n diadema Blackwali., Spid. of Gr. Brit., II, p. 358, tav. XXVI, fig. 258. 1866. n diademata SIb\-ge, Preuss. Spiun., I, p, 42, pi. 1, tab. 1. 1870. n II TuoEELi,, Rem. Syn., 1, p. 8. Loc. tic. — M. (I.igornetto , Val Muggio, M." Generoso, M.'" S. Giorgio) — Lug. (Rovio, Curio, Novaggio, M.'' S. Sal- vatore, Lugano e dintorni, M.'* Brè, Val Colla, Val d'Isone, M.'* Ceneri) — Loc. (Ascona, Intragna) — B. (Bellinzona e suo alture) — Lev. (Faido, Quinto, Airolo, Val Bedretto a Villa, Fontana, ecc.). Alt. — Fino a 1400-". Disp. — Da maggio a novembre, comunìssima. Ad Airolo (1179'"), nel luglio, trovai quella var. denomi- nata da C. Kocii E. stellata; la var. bruno-rossastra non è rara in novembre nelle pianure dei dintorni di Lugano. NOTE. — ■ Riguardo ai costumi di cjuesta specie, sulla quale s' è scritto moltissimo , avrei da aggiungere qualche cosa di nuovo, se ciò non sarà una conferma di quanto avesse già detto il Terby, in una memoria, ch'io sono dolente di non poter consultare (Bullet, de l'Acad. roy. de Belgique, 2* serie, XXI) I, n. 3, 1867). Quando 1' Epeira fa la sua ragnatela nei viali d' un giardino, o altrove, fra all)eri alquanto discosti , suole attaccarla con fili ai lati; ma ogni leggiera brezza basterebbe talora ad agitarla, a sollevarla specialmente e renderla quindi inutile al suo scopo. Allora l' industriosa filatrice annoda un filo a due degli angoli inferiori del poligono della rete , che con- verge tosto al compagno e si unisce a lui , per formare un filo unico, che discende a perpendicolo e lega e sostiene un coìitrappeso. Questo può essere una foglia secca, un pezzetto di legno od altro , ordinariamente poi è un sassolino della ghiaia dei viali. Quando la rete sia tesa molto in alto, è fa- 40 r. PAVESI cile vederlo , giacché la rete sta sollevata d' alquanto dal suolo; spesso però riesce ditìicile ed allora bisogna rimuo- vere colla mano il filo verticale, per trarre con se il sasso- lino di contrappeso , che poggia quasi sul suolo. La foglia , il ramoscello secco, ecc. potrebbero dirsi caduti e casualmente fermatisi su uno dei fili della ragnatela; ma il sassolino no. Ed in ogni modo si può convincersi che è messo apposta e con questo scopo, giacché si trova al 1 acetato ; e poi, solle- vando il contrappeso sul palmo della mano, si solleva pure la rete posta in alto, e spesso lontana, e sempre più quanto s'innalza il contrappeso, che la tende di nuovo, abbandonolo a se. E ammirevole questa avvedutezza del ragno, questo giusto apprezzamento del peso necessario a tendere la rete ; tutto ciò potrà far strillare chi non vede negli animali più in là di un istinto, potrà farmi credere un visionario, ma ri- peto che il fatto è vero ed io 1' ho constatato più volte nel parco Ciani a Lugano, insieme ad altre persone e special- mente col dott. GABRI^fI , che fu il primo ad osservarlo ed a mostrarlo a me quasi incredulo. Non solo, ma, avendo tolto il contrappeso , abbiamo visto il ragno discendere pel filo verticale a verificare ciò che era avveimto ed una volta lo vidi giungere fino a terra ad annodarlo ad un altro sassolino. Abbiamo provato ad accavalcare questo filo sopra un' altra ragnatela e, dopo uno scompiglio nei due padroni spostati, uno di essi fini col troncare il filo del contrappeso per lasciar balzare in aria il novello nemico colla sua tela. Tutte (jueste astuzie richiedono senza dubbio diversi ragionamenti tutt' altro che semplici. Estens. geogr. — Questa specie si conosce di tutta Europa, estendendosi dal Capo Nord della Scandinavia (Tuor.) e Lap- ponia (NoRDM.) a tutto il mezzodì, Crimea (Menge, Nordm.), Italia ecc. ; fu trovata persino nella Siberia orientale (Gride), in Islanda (Ouafss.) , Groenlandia (Fabr.) , al Chili (Nicolet in Gay) ed in Egitto (io ne posseggo esemplari del Cairo). Si spinge quindi al di là del 7F lat. N. Vive in tutta la Svizzera (Fiessl., Gied., Nicol.). E citata RAGNI DEL CANTONE TICINO 41 specialmente del Cantone di Vaiid (Razoum. ; anch'io ne pos- seggo diversi esemplari di Losanna), del C. Berna, del Furka, dei dintorni del Lago dei Quattro Cantoni (Gikb.), del C. Gla- rona (Heer, Gieb.) e dell' alta Engadina (Thor.). A II — Si inoltra a grande altezza sulle montagne. NVal- CKEN'AER la trovò a Eaux-Bonnes nei Pirenei ; C. Kocii lino a 4000' sui monti di Ratlihaus nel Salisburgliese ; Alsserer sui monti del Tirolo da 4000-6000' ; Heer l' indica pure tra le specie, che si spingono fino a GOOO'; Thorell la prese a St. Moritz e Giebel sul Furka a 7600'. Onde , dal livello del mare , giunge fin dentro alla regione delle nevi perpetue. 3. E. aiig-ixlatsi (Clerck). Sin. 1757. Araiieus angulatus Clerck, Sv. Spindl., p. 22, pi. I, tab. 1. 1757. n rirgalus ID. ivi., p. 42, pi. 2, tab. 2. 1834. Epeira angulala Hahn, Arachn., II, p. 19, tav. XLIV, %. 108. 1841. n n Wai-ck., Ins. apt., p. 121 (ad part.). 1845. n n C. KoCH, Araehn., XI, p. 77 (ad part.), tav. CCCLXXIX, fig. 892, 893. 1845. V pinetorum ID. ivi, p. 95, tav. CCCLXXXII, fig. 904, 905. 1862. ti aiiguìala Wkrtring, Aran, suec, p. 23 (ad part.). 18Ù4. n 11 Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 360, tav. X.WII, fig. 259. 1866. T! n Menoe, Preuss. Spinn.,d, p. 47, pi. 2, tab. 2. 1870. n n TnORELL, Rem. Syn., p. 3. Loc. lie. — M. (iMendrisio, Valle di Muggio, M." S. Giorgio) — Lug. (Valle Magliasina a Curio e Novaggio, M." S. Salva- tore , Lugano e suoi dintorni , M." Brè , Val Colla) — Loc. (Madonna del Sasso) — B. (alture di Bellinzona). Alt. — SSO-IOOO"-. Disp. — Da aprile a luglio, comune. La var. pinetorum, cioè quella con una macchia lanceolata bianca sulla parte anteriore dell' addome , l'u presa da me raramente in Val di Muggio, a Lugano ed in Val Colla, fino a 600-. NOTE. — Eslens. gcogr. — Non si può dare un' adequata co- gnizione dell'estensione geografica di questa specie, avendo gli autori confuse insieme diverse specie. Ma è certo che vive dalla Lapponia (Nordm.) all' Algeria (Lue.) e pare che si spinga nella Turchia asiatica (so però non è 1' E. regia C. Koni 42 I^- PAVESI quella che di quest'ultima località cita il Dolesciiall, nel Verzeichn. Spinn. Oesterr., p. 634, giacché ve la mette fra i sinonimi) e fino alle is. della Sonda e Nuova Olanda (Bòck) ! In Europa si conosce inoltre d'Inghilterra (Blackw.), Scan- dinavia (aut. sved.), Finlandia (Nurdm.), gov. di Pietroburgo (SiEM.) e Russia Baltica (Gride) Germania in generale (aut.), Tirolo (Ai:ss.), Svizzera (Flessl.; Zurigo, Sulz.), Francia (Walck., LiCAs) , Italia (dal Trentino al Napoletano Canestr. e Pavs.) , Istria (Walck.), Dalmazia (Dol.) e fino in Crimea (Menge). li. E. Sclxreilbersii IIahn. Sin. 183-i. Epeira Schreibersii Hahjj, Arachn., II, p. 20, tav. XLIV, fig. 109. 1841. n cornuta Walck., Ins. apt., II, p. 123. 1845. n Schreibersii C. KocH, Arachn., XI, p. 90, tav. CCCLXXXI, fig. 900, 901. 1870. n 11 Thokell, Kem. Syn., p. 5, 6, 7. Loc. tic. — M. (M.'" Penso a S. Stefano, Ligornetto, Men- drisio, Val di Muggio) — Lug. (Curio, Lugano e suoi din- torni) — Loc. (Magadino, Locamo) — B. (Bellinzona, Tiiur.). Ali. — SOO-OOO-". Disp. — Da maggio a luglio, comune. NOTE. — Estens. geogr. — Questa specie, molto alfine alla precedente, è conosciuta soltanto dell'Europa meridionale; Tirolo (Ai;ss.) , Francia (merid.% Si.mox in litt.) , Spagna (L. Du- four) , Italia (dal nord , Canestr. Pavs. , al Principato citeriore, TiioR.), Istria (Walck.), Dalmazia (Haiin) e Grecia (C. Koch). Essa troverebbe dunque il suo limite settentrionale nel 48° lat. N., estendosi fino al 36» e dal 10» long. 0. al 25° E. Par. Alt. — Dal livello del mare, pare che non s' innalzi sopra 800"" (Sordll.). 5. -E. niannorea, (Cleuck). -Sin. 1757. Araiieus mrirmoreus Clekck, Sv. Spindl., p. 29, pi. 1, tab. 2. 1757. Il bahel iv. ivi, p. 30, pi. 1, lab. 6. 1757. Il ]iijrrimidatuH id. ivi, p. 34, pi. 1, tab. 8. 1834. Epeira acalaris Hahs, Arachn., II, p- 27, tav. XLVII, fig. 114. 1839. n marmorea C. Koch, Arachn., V, p. 03, tav. CLXII, fig. 379, 380. 1841. 1) si-alaris Walck., Ins. apt., II, p. 46. 1841. Il marmorea ID. ivi, p. 58. RAGNI DEL CANTONE TICINO 43 Sin. 1845. Epeira pyramidala C. Kocu, o\>. cit., XI, p. 107, tav. CCCLXXXIV, fìg. 812. 1858. n marmorert TiiOBELL, Om Epeira marmorea och pyramidata, m Ofvers. k. Vet. Akad. Forlì., XV, p, 237. 1862. TI pyramidata Wkstkiso, Aran, suec, p. 28. 1862. n marmorea ID. ivi, p. 29. 1864. „ scalari) Blackwall, Spid. of Gr. Brit., II, p. 331, tav. XXIV, fig. 240. 1866. 71 pyramidata Me.voe, Preuss. Spinn., I, p. SO, pi. 3, tab. 3. 1866. n marmorea ID. ivi, p. 51, pi. 4, tab. 4. 1870. n 11 Thorell, Rem. Syn., p. 9. Log. tic. e disp. — La vai-, a o forma principalis Tiior. (= marmorea auct.) è poco comune e la riscontrai a M. (Ligor- notto) e Lug. (dintorni di Lugano) nell'autunno avanzato. Alt. — 280-360^ La var. y Tiior. (= pyrainidala o scalaris auct.) è più co- mune, ma la presi soltanto nel Lug. (M."' S. Salvatore, Lu- gano e dintorni , Sorengo). Si trova frequentemente in autunno, lino al dicembre, ma già nel maggio compajono i giovani, precisamente quali li ha figurati Panzer (Fn. Germ., fas. IV, t. 24). Alt. — SSO-SSO-". Di amendue non presi che esemplari femminei, nò mi oc- corse mai di vedere la var. B. o intermedia Tuur. NOTE. — Dopo che il prof. Thorell ha dimostrato nel 1868 il passaggio tra VE. marmorea e la pyramidata , forme estreme e divergenti di un'unica specie, siamo tenuti a dare questa sino- nimia, che però non troviamo ammessa dagli autori posteriori. Estens. geogr. — E specie preferibilmente del settentrione, ma io la vidi anche nel Napoletano. Fu riscontrata dal paese dell' Amur e regione di Nicolajevsk nella Siberia orientale (Gride) , Lapponia , Finlandia (Nord.m.) e Scandinavia (aut. sved.), alla Gran Brettagna (Black.), Francia (Walck. ; lino al Nizzardo, Risso), Olanda (Sl\) , Germania in generale (aut. ted.) dalla Sassonia (Gieb.) all'Ungheria (Bock), Boemia (Bahia), Carniola (Scop.)? Tirolo (Auss.), Svizzera (C. Vaud, Razou.m. ; C. Zurigo , Sllz. ; C. Glarona , Gjeb.) , ed Italia (Ca- NESTR. Pavs.). Forse vive anche negli Stati Uniti d'America (IIen'tz , ? Epeira insularis). Ali. — Walckexaer la trovò noi Pirenei e parecchi altri nelle alte valli alpine; il Sig. Kerim , persiano, jirese al colle Si, . 1757. Aran 1839. Ejiei 1841. „ 18(52. „ 1864. ., 180(i. „ 1870. ., 4 1 r. PAVESI Theodul sul M.'" Rosa la var. pijramidala (Mus. civ. Gen.). S1.M0N (in litt.) la rinvenne fino a 1200"' presso Grenoble. Dalle basse pianure (Pavia, io) s'inoltra quindi nella regione mon- tagnosa. 6. E. ri"ua,cli'a,ta, (Clerck). ^eus quadratus Clerck, Sv. Spinili., p. 27, pi. 1, tab. 3. a quadrata C. KoCH, Arachn., V, p. 66, tav. CLXII, tig. 381, 382. n Walck., Ins. apt., II, p. 56. !) Westkino, Aran. Suec, p. 30. „ Blackw., Spid. of Gr. Biit., II, p. 324, tav. XXIII, tij;- 236. !) Mesge, Preuss. Spian., I, p. 53, pi. 5, tab. 5. !i Thoiìell, Rem. Syn., 1, p. 13. Loc. tic. — Lug. (Pazzallo, dintorni di Lugano, M."' Camoglièj. Alt. — 200-2000-. Disp. — Dal giugno all' ottobre , rara. Non ho presi che pochi esemplari 9 g non conosco il e/". NOTE. — Estens. geogr. — Anche questa specie è eminente- mente nordica. Dal paese dell' Amur (Grube) e dalla Lapponia (Westr.) si spinge però fino alle provincie settentrionali d' I- talia (Canestr. e Pavs.). Ond'è che, dal 70° lat. N., trova già il suo limite meridionale nel 44''. Si conosce inoltre d' In- ghilterra (Blackw.), della Scandinavia (aut. sved.), di Finlandia (NoRD.M.), gov. di Pietroburgo (Siem.) , Livonia, is. Oesel ed Estonia (Grlbe), Prussia (Ohl., Menge), Slesia (Zi.mmer.m.), Olanda (Six), Galizia (L. Kocii), Boemia (Barta , Prach), Ungheria (Bòck), Austria (Dol.), Carniola (Scoi».)? Tirolo (Auss.). Sviz- zera (C. Glarona, Gieb.) e Francia (Walck., Llcas). Alt. — Nelle Alpi s'innalza fino a 7000' (Acss.), cioè fino alla regione alpina superiore. 7. E. ixmlbi-atica (Clerck). Sin. 1757. Arniieus iim'ivniicnx Clp^kck, Sv. Spindl., p. .TI, pi. 1, tal). 7. 1834. Kpeira umbralica Hahn, Araclin., II, p. 24, tav. XLVI, tìg. 112. 1841. 1, n Walck., Ins. apt., II, p. 66. 1845. „ „ C. Koch, Arachn., XI, p. 128, tav. CCCLXXXIX, tìg. 930, 931. 1862. „ n Westrisq, Aran, suec, p. 32. 1864. „ „ Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 333, tav. X.XIV, fig. 241. 1870-73. ,. ■• ThoRELL, Boni. Syn.. p. 14, 545. RAGNI DEL CANTONE TICINO 45 Loc. ile. — ■ Lug. (M." S. Salvatore, Lugano e suoi dintorni) — Lev. (Airolo). .1//. — ^71-1179'". Disp. — Da marzo a novembre, non comune. NOTE.. — Eslens. gcogr. — Vive in Inghilterra (Hlackw.j, Lapponia (Nord.m.), Scandinavia (aut. sved.) , Curlandia (Grube), Olanda (Six) , Francia (Walck. , Lucas) , Germania (aut.) , com- presa la Boemia (Prach , Barta) , Transilvania (Sill , SEmL.) ed Ungheria (Bock), Carniola (Scop.), Tirolo (Auss.), Svizzera (C. Berna e Svitto, Gieb. ; C. Glarona, Heer; io ne ho pa- recchi esemplari del C. Vaud) in tutta Italia (sett." Caxestr. e Pays. ; io la vidi anche nel Napoletano) , Russia meridionale (NoRDM.). Si spinge inoltre più al sud, cioè in Egitto (Sav. Ald.), nell'Algeria (Lue.) e lino all'isola di Madera (Walck.). Onde l'area da essa occupata ha questi limiti: dal 69° lat. N. (Enare in Lapponia) al 31°, 20' circa (Damietta m Egitto) e dal 20° long. 0. (Madera) al 29°, 30' E. circa (Damietta). Alt. — Dal livello del mare (io ne esaminai un esemplare di Albissola marina in Liguria, Mus. civ. Gen.) alle estreme abitazioni dell' uomo nelle alte Alpi (Auss.). Heer la mette fra le specie che si spingono lino a 6000'. 8. E. corniita (Clepck). Sin. 1757. Araneus cornutlts CleRCK, Sv. Spindl., p. 39, pi. 1, tab. 11. 1834. Epeira apoclisa Hahn, Arachn., II, p. 30, tav. XLVIII, fig. 116. 1841. n n Walck., Ins. apt., II, p. 61 (ad part., var. A.). 1845. „ arundiimcea C. KoCH, Arachn., XI, p. 109, tav. CCCLXXXV, fig. 913. 1862. n cornuta AVestrino, Aran, suec, p. 34. 1864. r, apoclisa Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 325, tav. XXIII, fig. 237. 1866. n cornuta Mf.nge, Preuss. Spinn., I, p. 58, pi. 8, tab. 8. 1870. 11 11 Thorell, Rem. Syn., 1, p. 13. Loc. tic. — M. (Pontegana presso Chiasso, Capolago) — Lug. (Val Mara d'Arogno, Lugano e dintorni) — Loc. (Piano di Magadino). Alt. — 200-600". Disp. — Da aprile a novembre , piuttosto rara. NOTE. — Este?is. geogr. — Non è facile stabilire l'estensione geografica di questa specie, che fu ordinariamente confusa 40 P, PAVESI colla seguente sotto il nome comune di E. apocllm Walck. ; sebbene, nel d^ adulto il lungo processo del bulbo genitale e nella 9 1' epigina, servino a contraddistinguerla con facilità. L' E. cornuta vive nella Scozia ed Irlanda (Blackw.) , Scandi- navia (aut. sved.) , Lapponia (Nordm.) , gov. di Pietroburgo (SiEM.) e Russia Baltica (Grube) , Prussia (Ohl. , Mexge) , Sas- sonia (GiEB.), Olanda (Six), Slesia (Zimm.) , Galizia (L. Kocn), Boemia (Prach , Barta) , Ungheria (Bòck) , Tirolo (Auss.) , Sviz- zera (C. Berna, lago dei Quattro Cantoni, C. Glarona, Gieb,), Italia (dal sett.' al mezzodì, Caxestr. Pavs. ; nel Napoletano io la presi frequentemente), Sicilia (Blackw^.), Grecia (C. Kocii), steppe del mare d'Azow (Mej^ge). Onde potè passare in Palestina (Cambr.), Egitto (Sav. Aud,), Tunisia (io, race, il sig. Keri.m) ed Algeria (Lue). 9. E. pattig-iata (CLEncK). Sin. 1757. Araneas patagiatus Clkrck, Sv. Spinili., p. 38, pi. 1, tab. 10. 1757. ji ocellalun iD. ivi, p. 36, pi. 1, tab. 9. 1834. Epeira dumelorum Haiin, Arachn., II, p. 31., tab. XLVIII, fig. 117. 1841. n apocli.ia Walck., In», apt., ,fl, p. 61 (ad part. var. B-G). 1845. n palagiata C. KocH, Arachn., XI, p. 115, tav. CCCLXXXVI, fig. 910-019. 1845. n aUina ID. ivi, p. 122 (in testo per errore alpina), tav. CCCLXXXVIII, fig. 924, 925. 1802. !i patagiata Wf.strino, Aran, suec, p. 36. 1804. n V Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 329. tav. XXIV, figg. 239. 1800. )) 11 Menge, Preuss. Spinn., I, p. 60, pi. 8, tab. 9. 1870. n n Thokell, Rem. Syn., 1, p. 10. Loc. tic. — M. (Pontegana presso Chiasso, Capolago) — Lug. (Lugano e dintorni). Alt. — 240-280'". Disp. — Da aprile a novembre, più comune della precedente. NOTE. — VE. alsina C. Kocn non è certamente VE. alsine Walck. (^^= E. lutea auct.) come osservò già il Thorell (op. cit. p. 18), che aggiunge « E. alsina C. Kocn appears to be very nearly related to E. patagiata ». I miei esemplari sono iden- tici alle figg. 924 e 925 di Kocn, onde ho potuto convincermi che VE. alsina C. Kocn, è una delle var. rossogiallastro, della E. patagiata (Cl.). Lo studio degli organi genitali mi hanno condotto a questa conclusione. RAGNI DEL CANTONE TICINO 47 Estens. geogr. — L' E. patagiata si riscontra in tutte le lo- calità europee dove trovasi la precedente, nella Gran Bret- tagna in generale, nell'Austria anche (Dol.), Svizzera (C. Vaud, Razoim. ed io; lago dei Quattro Cantoni, Gieb.), Italia (sett." Caxkstr. e Pavs. , E. alsina) e nell'America del Nord, secondo Walckexaer (1. cit., var. G. Epeira apoclisa Americana); ma questi credette che fosse stata importata nel nuovo continente con piante dell'antico. 10. E. clalmatica, DoLKScn. Sin.l 1852 Epeira dalmatica Doleschall, Syst. Verzeìchn. d. Oesterr. Spinueii, in Sitzungsb. d. k. Akad. d. Wissensch., IX, p. 048. 1873 n 71 THORELt,, Rem. Syn., 4, p. 549-31. Loc. tic. — M. (Mendrisio) — L o e. (Ascona). Alt. — 200-3yo^ Disp. — In giugno e luglio, due soli esemplari, d'ambo i sessi. NOTE. — La sinonimia di Doleschall per me resta ancora alquanto dubbia, sebbene L. Kocii e Tiiokell credine di adot- tarla. Il TiioRELL riferisce a questa specie degli esemplari rac- colti da lui stesso al lago Maggiore, ed altri avuti dal pro- fessore Canestrixi , sotto il nome di E. agalena Walck. , provenienti da Modena, l miei esemplari concordano perfet- tamente colla descrizione di Tiiorell , quantunque giovani , in ispecie la 9- ^^^ ^o'^ P^r tanto è a dirsi che l'^. dalmatica sia la rappresentante sud-europea dell'i]', agalena, perchè in- dividui ch'io presi a Pavia sono indubitatamente riferibili a quest'ultima ed identici alla fig. 8 dell' £. Sturmii Hahx Die Arachn. ; come pure io ne posseggo un esemplare 9 di Capri. Del resto il Doleschall dà anche VE. agalena d'Istria e Dalmazia. Estens. geogr. — La sua area, da quanto si conosce, è ri- stretta nei limiti seguenti : 45*^ — 42° lat. N. , 5^ — lìjo long. E. Vive nell'Italia (sett.' Tiior. ; Caxestr. Pavs., E. agalena ad part.) ed in Dalmazia (Dolescii.). 48 p. PAVESI II. E. sollei's Walck. Sin. 1830. [Epfiia sollers] Èpéire adroite Walckenaer, Fn. franp. Arachn., tav. 9, fig. 7. 1834. 1, agalena Hahn, Arachii., II, p. 29, tav. XLVII, 6g. 115. 1841. n solers Walck., Ins. apt., II, p. 41. 1845. :, sclopelaria C. KocH, Arachn., XI, p. 134, tav. CCC.XC, fig. 934, 935. 1RG2. 11 BoUers Westking, Aran, suec, p. 41. 18G4. 11 solers Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 336, tav. XXIV, figg. 243. 1866. 1) n Mbnge, Preuss. Spinn., I, p. 63, pi. 9, tab. 11. 1870. 11 sollers Thorell, Rem. Syn., 1, p. 18. Loc. tic. — M. (Capolago) — Lug. (M." ArLostora a S. Grà, Lugano e suoi dintorni, Val Colla) — B. (Giubiasco). Alf. — SSO-SOO-". Disp. — Da aprile a novembre, piuttosto rara; comune in autunno nei dintorni di Lugano. Raccolsi molte volte anche le var. descritte da Westring e figurate da Umih e Blackw.\ll. NOTE. — Esten-!, geoffr. — E una delle specie che occupa un'area immensa. Fu trovata in Egitto, Palestina, sul M." di Mosè nella penisola del Sinai, a Bombay -e Ceylan (Gambe.), nelle regioni sud-est dell'Africa equatoriale (Blaorw.) e all' is. di S. Elena (Ca.mbr.); oltre che in cjuasi tutta Europa. Quivi la si conosce d'Inghilterra (Blackw.), Svezia (Westr.), Livonia ed is. Oesei (Grube) , Prussia (Menge), Olanda (Six), Slesia (ZiM.M.), Galizia (L. Kocii) , Baviera (Haiin, C. Koch), Tirolo (Auss.), Svizzera (io n'ebbi un esemplare 9 dal C. Ginevra), Francia (Walck., Llx.), Italia (sett.% Canestr. Pws.), Sardegna (Mus, civ. Gen.), Corsica (Si.mon: in litt.), is di Capri (io), Sicilia (Blacrw.). Gli esemplari raccolti nelle regioni meridionali sono però più grandi e Cambridge du- bita che siano di una nuova specie, c{uantunque non abbia trovate differenze nella struttura dell' epigina; certamente rappresentano una forma divergente dal tipo. Anche quelli di Sardegna e Capri, che io ho esaminati, sono molto più grandi di quelli che si prendono nell' Italia settentrionale e nella Svizzera. RAGNI DEL CANTONE TICINO 49 12. E* dioidiii W.\LCK. Sin. 1802. Aranea dioidia Walckesaer, Fu. paris., II, p. 200. 1839. Zilla albimacula C. KoCH. Arachii., VI, p. 144, tav. CCXV, figg. 534, 535. • 1841. Elvira dioidia Walck., Ins. apt., II, p. 53. 1864. n albimacula Blackw., Spid. of Great Brit., II, p. 335, tav. XXVI, figg. 256. 1873. 51 dioidia Thorf.li., Rem. Syn., p. 455. Loc. tic. — M. (Stabio, Val Maggio, M." Generoso, M."" San Giorgio) — L u g. (M.'" S. Agata diRovio, M.'^ Caprino, M.'« S. Sal- vatore, Pian Scairolo, Lugano e suoi dint., M." Brè, M.'" San Bernardo di Cornano, M.'" Bigorio, Val d'Isone, M."' Ceneri) — Loc. (Locarno). Alt. — 200-1 000-". Disp. — Da marzo a luglio , comune. NOTE. — Estens. geogr. — Questa specie manca alla Scandi- navia, Lapponia , Finlandia ed Europa settentrionale in ge- nere; però fu trovata fino a Piercefield, presso Chepstow, in Inghilterra (Blackw.), cioè ha l'estremo limite N. nel o^*^ circa. Vive poi in Francia (Walck.), Germania (C, Kocii) e più precisamente Galizia (L. Kocii), Ungheria (Bòck, Z. albo- maculata Kocii laps, typ.), Tirolo (Auss.), Italia (dal Trentino al Napoletano, Canestk. e Pavs.) ed in Sardegna (Mus. civ. Gen.). Alt. — E propria delle colline e della regione montagnosa. 13. E. dromedaria Walck. Sin. 1802. Aranea dromedaria Walckenaer, Fn. paris., II, p. 191. 1841. Epeira n ID. Ins. apt., II, p. 126. 1845. n -, C. KocH, Arachu., XI, p. 98, tav. CCCLXXXIII, fig. 906, 907. 1862. n n Westring, Aran, suec, p. 47. 1866. ■, bicornis Menge, Preuss. Splnn., I, p. 66, pi. 10, tab. 13. 1870. 1) dromedaria Thorell, Rem. Syn., p. 21. Loc. tic. — M. (Val Muggio, Tremona , M.'' S. Giorgio) — Lug. (M.'^ S. Salvatore, Pian Scairolo, rive del lago di Lu- gano, M.'" Brè, M." Bigorio, Val Colla). Alt. — 271-1000"\ Disp. — Maggio e giugno, abbastanza comune. 4 50 p. PAVESI NOTE. — Eslens. gcogr. — Fu raccolta in Isvezia (Westu.), Prussia (aut. pruss.), Olanda (Six)^ Boemia (Prach, Barta), Galizia (L. Kocii), Baviera (C. Kocii), Tirolo (Aiss.), Svizzera (io n'ebbi esemplari del C. Ginevra), Francia (Walck.), Italia (sett.% Canestr. e Pavs.), Sardegna e Sicilia (Mus. civ. Gen.), Crimea, Ekaterinoslaw, ecc. (Menge, Nordm.). Onde non va più oltre del 56*^ lat. N. circa (Scania nella Svezia merid.) e arriva al 38^ (Palermo). ii. E. eiieurlbitina (Cleuck), Sin. 1757. Araneus cucurbi/iitus Clekck, Sv. SpinJl., p. 44, pi. 2, tab. 4. 1839. Miranda ciicurbitina C. KoCH, Arachn., V, p. 53, tav. CLIX, fig. 371, 372. 1841. Epeira r, Walck., Ins. apt., II, p. 76. 1862. n n WcsTKiifG, Aran, snec, p. 5'). 1864. -n r> Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 342, tav. XXV, figg. 247. 1866. Miranda „ Menoe, Pi-euss. Spinn., I, p. 68, pi. 10, tab. 14. •« 1870-73 Epeira „ Thobkli., Rem. Syn., p. 23, 547. Loc. tic. — M. (Ligornctto, M."" Generoso, Capolago) — Lug. (Val Mara d'Arogno, M." S. Salvatore, Pian Scairolo, Agra, Lugano e suoi dint., Viganello, Sala, Val Colla) — Loc. (Intragna) — Val Riviera. Alt. — 250-1300-. Disp. — Da aprile a luglio, non troppo comune. NOTE. — Eslens. geoyr. — Vive dalla Lapponia (Nordm.), al- l'Algeria (Lue.) e Palestina (Camijr.); si trovò nella Sil)eria orientale al paese dell'Amur, e persino nell'America settentrio- nale a Briar-Creet in Georgia (Abbot) e a Montreal nell'alto Canada (Blackw.). Gli esemplari della Georgia però sono più grandi e Walckenaer propendeva a riconoscere in essi una specie distinta. hi Europa ci è conosciuta inoltre della Gran Brettagna ed Irlanda (Blackw.), Scandinavia (aut. sved.), Livouia e is. Oesel (Grl'be), Prussia (Ohl. Menge), Olanda (Six, van IIass.), Boemia (Pracii, Barta), Ungheria e Slavonia (Dol., Bock), Transilvania (SiLL, SEmL.), Carniola (Scop.), Germania in generale , Tirolo (Auss.), Svizzera (Fuessl.; C. Glarona, Meer; io ne posseggo del C. di Ginevra), Francia (Walck. j, Italia (Canestr. Pavs.), Sar- RAGNI DEL CAMONE TICINO 51 degna (Mus. civ. Gen.), Sicilia (Dlackw.), Itjtria e Crimea (DOL.). Alt. — Dalle basse pianure (io la presi a Pavia) si spinge molto in alto nelle montagne ed Heer ed Alsseker la trova- rono lino a GOOO'; io ne ho esaminati parecchi esemplari di Gressoney St. Jean nelle Alpi Pennine a 1600°' (Mus. civ. Gen.). Però nelle alte Alpi è sostituita dall' £. alpica L. Kocii. 15. E. aea-lyplia VValck. Sin. 1802. Aranea acalypha WalckenaEH, Fn. Paris., p. 199. 1831. Epeira genistae IIahn, Araclin., I, p. 11, tav. Ili, flg. 7. 1839. Zilla acalypha C. Koch, Arachn., VI, p. 139, tav. CCXIII, fig. 530, 531. 1841. Epeira i, Walck., Ins. apt., II, p. 50. 1864. n ' n Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 341, tav. XXV, figg. 246. 1866. Mirandan Menoe, Preuss. Spinn., I, p. 71, pi. U. tab. IO. 1873. Epeira n Tuokell, Rem. Syn., p. 454. Loc. tic. — M. (M.'" di Pcdrinate, M.'" 3 Crocette, Stabio , Genestrerio, Besazio, Rancate, Tremona, M."' S. Giorgio, Ca- polago, Mendrisio, Coldrerio, Val di Muggio) — Lug. (Val Mara d'Arogno, M." Arbostora, M,'" S. Salvatore, Pian Scairolo, Lugano e suoi dint., M.'" Brè, M.'° Boglia, M.'* S. Bernardo di Cornano, M." Bigorio, Val Colla, Val d'Isone, M.'" Ceneri) — Loc. (Locamo, Ascona^ Brissago). Alt. — 200- 1400-. Disp. — Da aprile a luglio, comunissima. NOTE. — Esteìis. geogr. — E una specie assai rara nel Nord, fu trovata però in Inghilterra (Blackw.), Svezia (Thor.) e Russia Baltica (Grlbe). Abita poi nella Prussia (Ohl., Menge), Olanda (Si.x , va\ Hasselt), Slesia (Zi.mm.), Galizia (L. Koch), Boemia (Barta), Transilvania (Sill, Seidl.), Ungheria (Bòck), Tirolo (Auss.), Svizzera (io la ricevetti dal C. di Ginevra), Francia (Walck.), Italia (sett.% Canestr. Pavs.; io la vidi anche del Pistojese Mus. civ. Gen. e la presi nel Napole- tano), Sardegna (Mus. civ. Gen.) ed in Crimea (Menge). Si sareb])e trovata fino a Madera (Bòck). 5-i P. PAVESI ,4//. — Gli esemplari del Pistojese, sopra ricordati, proven- gono dall'Appennino a S. Marcello; vive dunque dalle basse pianure (io la raccolsi a Pavia) alla regione alpina. 16. FI. eitiìeintsL Waixk. Sin. 1802. Aranea adianta Walckknaer, Fn. Paris., II, \t. 199. 1839. Miranda pictilis C. Koch, Aracbii., V, p. 60, tav. CLVIII, fig. 3G9. 1841. Epeira adianta Walck., Ius. apt., II, p. 52. 1862. n rt Westrixo, Aran, suec, p. 51. 1864. n li Blackwai,!,, Spid. of Gr. lìrit., II, p. 348, tav. XXV, figg. 2r,I. 1866. Miranda :, Menge, Preuss. Spiuii., I, p. 69, pi. 11, tab. 15. 1870. Epeira „ Thorell, Rem. Syn., I, p. 23. Loc. tic. — M. (i\I.'' di Pedrinate, Pontegana presso Chiasso, Stabio, M.'" Generoso) — Lug. (Monte Caprino, M.'" S. Sal- vatere, M."" Bré, M." S. Bernardo di Coniano, Val d'Isone). Alt. — 27;3-1200"'. JJisp. — Da maggio a luglio, non comune. NOTE. — Eslens. geogr. — Propria dell' antico e nuovo Mondo, giacché fu trovata a Nicobar (Bock), in Palestina (Ca.mbr.), in Algeria (Lue.) ed al Chili (Nicol, in Gay), come in pa- recchie località d' Europa. Cioè in Inghilterra (Blackw.), Svezia (Westr.), Prussia (Menge Oiil.), Slesia (Zìmm.), Bassa Austria (Dol.) , Tirolo (Auss.) , Svizzera (Nicol, in Gay) , Francia (Walck.), Italia (dal Trentino al Napoletano, Canestk. e Pavs.), Sardegna (Mus. civ. Gen.), Corsica (Simon in litt.), Sicilia (C.WESTR. Pavs.), Grecia (C. Kocn), Crimea (Mexge) e Russia meridionale (Nordm). Alt. — Dal livello del mare (io la presi a Palermo) fino alla regione montagnosa. Gli esemplari delle Alpi però, sebbene adulti, sono sempre molto più piccoli di quelli del mezzodì. 17. E. eeroi->og"ia, Walck. Sin. 1802. Aranea ceroptgia Walckenaer, Fn. Paris., II, p. 199. 1834. Epeira nclopelaria Haiin, Aracha., II, p. 46, tav. LVII, fig. 131. 1839. „ ceropegia C. Koch, ivi, V, p. 51, tav. CLVIII, fig. 370. 1841. ij 11 Walck., Ins. apt., II, p. 51. 1862. n 11 Westrino, Aran, suec, p. 55. 1864. 1, ,1 Bdackw., Spia, of Gr. Brit., II, p. 347, tav. XXV, figg. 250. 1806. 11 11 Menge, Preuss. Spinn., I, p. 72, pi. 11, tab. 17. 1870-73. 11 11 Thorell, Uera. Syn., p. 24, 551. RAGNI DEL CANTONE TICINO 53 Loc. tic. — M. (M.'" Generoso) — Lug. (M.'" la Crocetta sopra Rovio, Colmo di Creccio) — B. (M."" Camoghè) — Lev. (Val Plora). Alt. — 1200-2000"". Disp. — In giugno e luglio , non molto comune. NOTE. — Estens. geogr. — Abita in Inghilterra (Blackw.), Lapponia e Svezia (Westk.), is, Oesel in Livonia (Gai be)?, Prussia (Menge), Galizia (L. Kocii), Boemia (Prach, Barta), Transilvania (Sill), Austria e Croazia (Dolesch.) , Tirolo (Aiss.), Svizzera (Vallese, Simon in litt.), Francia (Walck.), Italia (sett.% Canestr. e Pavs.). Alt. — Il prof. AissERER la prese fino a GOOO' in Tirolo; il Sig. Sordellj a 1700'" a Santa Caterina in Val Furva (Lom- bardia); i Sigg. G>fECCo e Kerim sul Monte Rosa, quest'ul- timo al colle Theodul. Da noi è una specie eminentemente alpina e quando io giungeva nella zona dei Rhododendron era quasi sicuro di trovarla; ma Ausserer dice d'averla presa sulle conifere anche nelle pianure del Tirolo, come pure il Sig. Simon m'informa che nelle Basse Alpi e nel Vallese abita il fondo delle valli. 18. E. carlboiiaria L. Kocn. Sin. 18G9. Epeiia cai-bonaria L. Kocii, Beitr. xui- Kenatniss der Aracliu. fauna Tirol' s, p. 108. $ , p. 206 AussERER, Neue Radsp., p. 825. 1873. n n Tuorell, Rem. %'n., 4, p. 456-57. Loc. tic. — Lug. (M." Generoso vers.' di Rovio). Alt. — 1000"' circa. Disp. — In giugno, due soli esemplari, un eira inclinata Walck., Ins. apt., II, p. 82. 18C2. Meta i^egTnentata Westring, Ai-au. suec, p. 80. 1864. Epeira inclinata Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 354, tav. X.WI, figg. 255. ' 1866 Meta segmentata Menge, Preuss. Spinu., I, p. 86, pi, 14, tab. 24. 1870-7.'). „ 11 Thorf.ll, Retn. Syu., p. 39, 556. Loc. tic. — M. (Val Muggio, M.'" Generoso, M.'" S. Giorgio) — Lug. (Val Mara d' Aronne, M.'" S. Agata di Rovio, rive del Ceresio, M."= S. Salvatore, Gentilino, Agra, M.'" di Caslano, Novaggio, Lugano e dint., M.'^ Brè, M.'" Boglia, M."= S. Ber- nardo di Cornano, M.'" Ceneri) — Loc. (Ascona) — B. (alture di Bellinzona) Alt. — 270-l/»00'". KAONI DEL CANTONE TICINO GÌ Disp. — Da marzo a dicembre, come la specie precedente. NOTE. — Il chiar. Tiiorell mette fra i sinonimi di C|uesta specie r Armiea senoculata Cirillo « sec. Canestrini » , a cui è sfuggito di aggiungere « et Pavs. » ; dico questo perchè , nella memoria Aran. ital. dove citasi il Cirillo, potrei quasi assumermi particolare responsabilità della interpretazione delle specie degli antichi araneologi italiani. Eslens. geogr. — Si rinvenne nella Gran Brettagna ed Ir- landa (aut. ingl.) , Scandinavia (aut. sved.) , P'^inlandia (Nordm.), gov. di Pietroburgo (Siem.) , Russia Baltica (Gruije) , Prussia (aut. pruss.), Galizia (L. Kucii), Boemia (Pracii e Barta), Un- gheria (Bock), Austria (Dol.), Tirolo (Alss.) , Svizzera (Gieb.; specialmente citata del C. di Berna, Gieb.; e del C. di Gla- rona , Heer e Gieb.) , Belgio (Sfmon) , Francia (dall' is. di Ro- scoff nel Finistére, Lucas; alla Savoia, Gieb.; e Nizza, Risso), Italia (dal Trentino al Napoletano , Canestr. e Pays.) , is. di Capri (io). Alt. — Dal livello del mare (io race, a Napoli) fu trovata fino a 5000' in Tirolo (Auss.), a 5200' sopra La Flegére a Chamounix (Gieb.) , e G600' nelle Alpi svizzere (Heer) ; quindi fino alla regione alpina. Gen. TETRAGNATHA Latr. 1804. Latreille, Nouv. Diet. d'IIist. Nat., XXIV, p. 135. 1869. TnoRELL, On Europ. Spici., p. 50 e 62. 27. T, extensa (Li.wé) Sin. 1758. Aranea e.vten.m Linné, Syst. nat., ed. 10, I, p. 621. 1834. Tetragnatha „ Haiin, Avaclin., II, p. 43, tav. LVI, fig. 129. 1841. n II Walck., Ins. apt., II, p. 203. 1862. ,) Il Westkino, Aran, suec, pag. 84. 1862. 11 11 L. KOCH, Zur Araclin. gatt. Tetragnatha, in Korrcsp. Blatt zool. miaer. Vcreiiis in Regensburg, XVI, p. 79. 1864. r, n Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 367, tav. XXVII (laps. typ. è richiamata nel testo la tav. XXVIII), flg. 265. 1865. 11 11 Kevseklino, Beitr. z. Kenntn. Orbitelae, in Verhandl. zool hot. Gcsellsch. Wien, XV, p. 836, 838 e p. 844, tav. XXI, fig. 19-22. 1866. 11 II Menqk, Prcuss. Spian., I, p. 90, pi. 15, tab. 26. 1866. „ obtiisa ID. ivi, p. 93, pi. 15, tab. 27. 1870-73 „ exlensa Thoreli,, Hciii. Syii., \i. 40, 459. 62 p. PAVESI Loc. lie. — M. (Cliiasso, Staljio, Culdrcriu , Gonestrerio, Ligornetto, Besazio, Rancate, Tremona, Capolago, Val Muggio) — I^ug. (Rovio , rive del Ceresio, M." San Salvatore, Pian Scairolo, Agra, Lugano e dint., M.'" Brè, M.'" S. Bernardo di Cornano, M.'^ Bigorio, Val Colla, M.'" Ceneri) — Loc. (alt.' di Locarno , Ascona). AIL 200-1000". Disp. Da aprile ad ottobre, comunissima. NOTE. — La sinonimia colla T. ohiusa C. Koch e colla T. Solandri (Scop.) fu già dimostrata da TiioPcELL , che le chiama « incipient s];ecies » , come forme divergenti dalla T. exlensa vera; mentre L. Koch ne vorreijbe formare tre specie diverse , alle quali aggiungere la sua T. pinicola L. KocH, che sembra una cosi detta buona specie, lo trovai, nella Valle del Vedeggio, la T. obtusa C. Koch e aut. Il conte E. Keyserli^g (loc. cit.) diede un Quadro sinottico e la figura delle mandibole di tutte le specie del genere Telragnatlia a lui conosciute. Esiens. geogr. — Si cita di tutta Europa, ma fu trovata anche in Algeria (Lue.) e persino in China a Shanghai, ad Auckland nella N. Zelanda (Bòck), ed al Chili (Nicol, in Gay); gli esem- plari di Cjuest' ultima località devono costituire forse una specie diversa. La specie comune europea vive in Irlanda e nella Gran Brettagna (Blackw. , Cambr.), Scandinavia (aut. sved.) , Lapponia (Nordm.), gov." di Pietroburgo (Siems.), Russia Baltica ed is. Oesel (Grube) , Prussia (Menge) , Olanda (Six, van Hasselt) , Galizia (L. Koch), Boemia (Prach, Barta), Transilvania (Sill, Seidl.), Ungheria (Bock, Dolesch.), Austria (DoL., Thor.), Carniola ( Scop. ) , Tirolo (Auss.), Svizzera (FuESSL., Sllz. ; C. Glarona, IIeer; io la posseggo anche di Losanna e del C. Ginevra), Francia (Walck., Lue; lino alle Alpi marittime, Risso), Italia (dal Trentino al Napoletano, Canestr. Pavs.; 0. Costa l'aveva già trovata alla Solfatara di Pozzuoli), is. di Capri (io), Sardegna (Mus. civ. Gen.) e Sicilia (Blackw.). Alt. — Dal livello del mare può spingersi molto in alto RAGNI DEL CANTANE TICINO 03 sulle montagne uJ Hiìer la dà ira le specie che s' inoltrano fino a GOOO'. Gen. ULOBORUS Latr. -1806. Latreille, Gen. Crust, et Ins., I, p. 109. 1869. TnonELL, On Europ. Spid., p. 50 e 65. 28. U, Walekenaerii Latr. Sin. 1806. Uloborua Walckenncrius Latreille, Gen. Crust. Ins., I, p. 110. 1831. n „ Hahk, Arachn., I, p. 122, tav. XXXV, fig. 92. 1841. n 11 ■\Vai.CK., Ins. apt., II, p. 228, tav. 20, fig. 1. 1845. „ •! C. Kocii, Arachn., XI, p. 161, tav. CCCXCV, fig. 055, 056. 1861. Veleda tiiieata Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 150, tav. X, fig. 96. 1873. Uloborua Walckennerius Tiiokell, Hem. Syn., 4, p. 434. Loc. tic. — M. (M.'" Penso sopra Sesegiio, M." 8 Crocette di Stabio, S. Pietro) — Lug. (M." S. Salvatore, dintorni di Lugano). Alt. — 27O-500'". Disp. — In giugno, raro. In questo mese i (/ sono già completamente sviluppati. NOTE. — Estens. geogr. — (Questa specie è propria dell' Eu- ropa meridionale, ma si spinge fino all' Inghilterra (Ca.mbk. Blackw.) da una parte e dall' altra in Palestina (Cambr.). Si conosce inoltre di Francia (Latk., Walck.), Spagna (L. Di;f.) , Baviera (Hahn , C. Koch), Austria (Dol.), Tirolo (Auss.), Italia (sett.% Canestr. Pavs.) e Sardegna (Mus. civ. Gen.). Essa oc- cupa l'area limitata dal 50^ al 32"^ lat. N. e dal 4^ long. 0. al ^W long. E. Par. circa; cioè da Ljndhurst, nella New- Forest , a Gerusalemme e Gerico. Alt. — Fu trovata nei Pirenei, come sulle Alpi, ma non credo che giunga alla regione montagnosa. Fam. THERI33IDAE Thor. 1869. [Theridioidae] Tiiokell, On Europ. Spid., p. 72, 73. Gen. PACHYGNATHA Sund. 1823. SuNDEVALL, Gop. Aran. Suec, p. 16. 1870. Thorell, On Europ. Spid., p. 76, 77. 04 P- PAVESI 29. F*. Olerckii Sund. Sin. 1823. Pachygnatha Clerckii Sundevall, Spec. acad. Gen. Aran. suec. exibens, p. 16. 1834. Theridium maeiUosum Hahn, Araclin., II, p, 37, tav. LIII, fig. 122. 1841. I.inuvhia maxiUnna AValckenaek, Ins. apt., II, p. 267 {ad part.). 1841. ,) rierekii ID. ivi, p. 270. 1845. Paciiijijiiatha Usteri C. KocH, Araelin., XII, p. 142, tav. CCf'CXXX, fif. 1064. 1862. n Clerckii Wesi'RING, Aran, suec, p. 144. 1864. n r, Blackw., Bpid. of Gr. Brit., II, p. 318, tav. XXII, fi^'j,- 233. 1806. n n Menoe, Preuss. Spinn., I, p. 95, pi. 16, tab. 2S. 1870. n n Thorell, Rem. Syn., 1, p. 75. Loc. tic. — M. (Stabio , Valletta della Motta) — L u g. (Pian Scairolo, alture di Lugano). Alt. — :280-3yor Disp. Da marzo a giugno, non comune. isjOTE. — Eslens. fjcogr. — Abita l'Europa e sue isole, ma preferibilmente il nord. Si conosce d' Irlanda (Templ.), In- ghilterra (Bl.\ckw. , W.\lker), Svezia (aut. sved.) , Finlandia (NoRDM.), Russia Baltica (Grlbe)?, Prussia (Menge , Ohl.) , Slesia (ZiMM.), Olanda (Six), Boemia (Barta), Galizia (C. Kocn), Austria (Dol.), Baviera (Hahn, C. Koch), Francia (Walck., Si.m.), Italia (sett.% Canestr. Pavs.), is. di Capri (io). j{l(^ — Dalle basse pianure (Pavia, io) si porta appena fino alla regione montagnosa (Sappey 1000"", Si.mon' in litt.). 30. I*. De Géevii Sund. Sin. 1830. Pachygnatha De Geerii Sundevall, Sv. Spindl., in Vet. Akad. Handl., 1829, p. 211. 1834. Theridium vernale Hahn, Aracbn., II. p. 38, tav. LUI, fig. 123 (erron. 153). 1841. Linyphia De Geerii Walckenaer, Ins. apt., II, p. 269. 1845. Pachygnatha Clerckii C. Koch, Arachn., XII, p. 140, tav. CCCCXXX, fig. 1067. 1862. 11 De Geerii Westrino, Aran, suec, p. 147. 1864. n n Blackwall, Spid. of Gr. Brit., II, p. 321, tav. XXII, fig. 235. 1866. V 11 Mesoe, Preuss. Spiun., I, p. 98, pi. 16, tab. 30. 1870. n 11 Thorell, Rem. Syn., 1, p. 76. loc. tic. — M. (Valle di Muggio) — Lug. (rive del Ceresio, Pian Cresperà sopra Lugano). Ali.. — 251-aOO-. Disp. ■ — Da marzo a giugno, alquanto rara. jvoTE. — Estens. geogr. — Abita 1' Irlanda , Scozia ed Inghil- terra (Templ., Walker, Blackw.), Svezia (aut. sved.), Fin- RAGNI DEL CANTONE TICINO 05 laiiJia (NoKUM.) , gov.° di Pietroburgo (Siem.) , Prussia (Oiil.) , Slesia (ZiMM.), Olanda (Six, van Hass.), Doemia (Prach, Barta), Galizia (L. Koch), Transilvania (Sill), Bassa Austria (Dol.), Baviera (IIaiin), Tirolo (Auss.), Italia (sett.% Canestk. Pavs.). Ali. — Secondo Ausserer fu trovata in Tirolo fino a 5000', ma nelle pianure però sarebbe più comune, loccliè })Osso af- fermare, confrontando il Cantone Ticino con la bassa Lom- bardia (a Pavia è abbastanza comune) ; Slmon" (in litt.) la trovò pure a lOOO"" a Sappey. Onde giunge appena alla regione alpina. Gen. FORMICINA Canestr. 1868. Cakestrim, Nuovi amen, ital., in Annuario Soc. Nat. Modena, III, p. 197. 1869. Tfiorkll, On Europ. Spid., p. 75, 78. 31. F. Miutinensis Canestr. Hill. 18G8. Formicina mutinensis Cankstrini, Nuovi aracn. ital., p. 197. 1870. :, Il Canestr. e Tavs., Catal. sistem. Aran, ital., in Archivio Zoo). Auat. Fisici. II, serie II, tav. Ili, fig-. 8. Loc. lie. — Lug. (M."" Brè). Alt. — GOO" circa. Disp. — Al 15 maggio, un unico esemplare 9 adulto. NOTE. — Simon (Aran. nouv. ou peu connus du midi de l'Europe, 2." Mem., 1873, p. 129) crede che la F. pallida Canestr. (Annuario Soc. Nat. Mod., IH, p. 199; Aran, ital,, p. 85G, (119)) ne sia una semplice varietà di colorazione; ma il prof. Canestrini, pure recentissimamente (Nuove specie ital. di aracn., p. 8, in Atti Soc. Ven. Trent, di Se. Nat., II, fase. 1, maggio 1873) dimostra come sieno diverse. La spina, che sporge dagli organi sessuali femminei, sarebbe più lunga nella ìnulinensis che nella pallida^ a me ignota. Eslms. geogr. — Finora non si conosce che d' Italia (Lom- bardia Scroll., ed io a Pavia; Emilia, Canestr.; Spezia, Mus- civ. Gen.), e Corsica (Slm.), Io ne posseggo pure, di que- st'ultima località, due esemplari d'ambo i sessi, donatimi dal signor Simon. CG p. PAVESI Gen. EPISINUS Walck. 1809. Walckenai.r , in Latr. , Gen. Crust, ct Ins., IV, p. 37i, I8G9. TnoRELL, On Europ. Spid. p. 77, 79. 32. E. ti'iinotxtiis Waick. Sin. 1809. Episinus Iruncatus Walckenaer, in Latkeille, Gen. Crust, et Ins., IV, p. 371. 1841. I, 11 ID., lus. apt., II, p. 375, tav. 21, fig. 1. Ì 1845. 11 11 C. Koch, Arachn., XI, p. 166, tav. CCCXCVI, figg. 958, 959. 1862. „ n Westk., Aran, suec, p. 194. 1864. Theridiiim aiif/idaliim Bi,ACKW., Spid. of Gr. Brit., II, p. 202, tav. XIV, figg. 133-. 1870. Episiiitis IniucatHS Thokeli,, Rem. Syn., 1, p. 90. Loc. tic. — M. (M."" 3 Crocette di Stabio, Valletta della Motta, Val Muggio , M.'" S. Giorgio) — Lug. (M.'" S. Agata di Rovio, alture di Lugano, Sonvico) — Loc. (Santuario di Brissago). Alt. — 250-700'". JJisp. — Da maggio a luglio, non è molto comune, ma in certe località, come a Sonvico, lo trovai frequentissimo. NOTE. — SiMOx (Aran. nouv. ou peu connus, 2.^ meni, 1873, pag. 123-125) crede che C. Kocu figurasse, sotto il nome di E. truncatus , una specie nuova, che egli trovò in Francia, Corsica e Spagna , cioè 1' E. lugubris Siw. Estens. geogr. — E una specie propria della fauna Lusita- nica, ma si trova, sebbene rarissima, anche nel nord di Europa. Infatti si conosce d' Inghilterra (Bl.\ckw.) , Svezia (Westr., Thor.) , Russia Baltica (Grube), Prussia (Menge , Oiil.), Slesia (ZiM.M.) , Olanda (Six) , Boemia (Pracii , B.\rta) , Bassa Austria, Baden (Dol.), Baviera (C. Kocii , Tiiok.) , Tirolo (Aiss.), Russia merid.' (Nordm.), Italia (sett.% Canestr. Pavs; lo vidi anche della merid.% preso dal prof A. Costa), Corsica (Simon), Francia (Walck., Sim.), Spagna (Bòck), Algeria (Llc , E. algi- ricus)^ Marocco (Si.mon). Esso ha dunque i suoi limiti geo- grafici dal 59'' al 34° lat. bor. all' incirca. Alt. — Simon (in litt.) lo trovò fino a 1200'" a Bastelica in Corsica; onde, dalle basse pianure (Pavia, io) s' inoltra fino alla regione montagnosa. RAGNI DEL CANTONE TICINO 07 Gen LINYPHIA I,atu. i«(Ji. Latrkiixe, ili Nouv. Diet. d'IIist. Nat., XXIV; p. I.'U (ad paiij. 1869. Thoreij,, On. Eiirop. Spid. p. 75, 81. 33. L. eliitlxrata, Sund. b-iii. 1830. Limjphia cìathrata SundevALL, Sv. Spindl., in Vet. Akad. Haudl. 1829, p. 218. 1837. 71 multiguttala Walck., Ins. apt., II, p. 232. 1845. n v C. KocH, Arachn., XII, p. 111. tar. CCCCXXI, Hg. 1037. 1862. n cìalhrata Westk., Aran, suec. p. 94. 1864. Nerigne marginata Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 249, tav. XVII, tìgg. 167. 1866. Linijphia rlathrala Menge, Preuss. Spimi., I, p. 107, pi. 18, tab. 34. 1870. •! !, Thoreli,, Rem. Syu., p. 45. Loc. lie. — L. (dintorni di Lugano). Alt. — SSO". Disp. — In maggio, un unico esemplare 9- NOTE. — Estens. geogr. — Abita 1' Inghilterra (Blackw.) , Svezia (aut. sved.), is. Aland e Finlandia (Nordm.), Livonia (Grube: L. multiguttala j non cìathrata), Prussia (Menge, Ohl.), Olanda (Six) Slesia (Zimm.), Galizia (L. Koch), Beerfelden (Reuss), Germania in generale (C. Kocii, ecc.), Tirolo (Auss.), Italia (sett.% Canestr, Pavs.), Francia (Lucas, Simon in litt.). Alt. — Io la trovo molto più frec^uente nelle basse pianure (a Pavia) che non in montagna. 3i, L. triang'vilari.s (Ci-erck) Sin. 1757. Araneus triangularis Clerck, Sv. Spindl., p. 71, pi. 3, tab. 2, fig. 1 (descr. e fig. J'). 1841. Linijiìhia montana Walck., Ius. apt., II, p. 233. 1845. „ „ C. Koch, Arachu., XII, p. 113, tav. CCCCXXII, figg. 1038, 1039. 1862. r) triangularis Westr., Aran, suec, p. 96. 1864. „ montana Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 211, tav. XV, figg. 138. 1866. „ marrognatha IVIenoe, Preuss. Spinn., I, p. 101, pi. 17, tab. 31. 1870. n triangularis Thorell, Rem. Syu., I, p. 46. Loc. tic. — M. (Ligornetto, Tremona, Mendrisio, Val Muggio, M."' Generoso) — Lug. (Val Mara d'Arogno, M.'" S. Agata di Rovio, M." Caprino, M.'' Arbostora, M." S. Salvatore, Monta- gnola, Lugano e dintorni, M.'" Brè, M." Boglia, M." Bigorio, Val Colla) — Loc. (Magadino , Locamo) — B. (Bellinzona) — Lev. (da Quinto ad Airolo , M.'' Fongio, Val Bedretto). 68 p. PAVESI .1//. — 200-2000'". Disp. — Da maggio a novenibre , coiiiuuiìs.siiiia. NOTE. — Eskns. gcogr. — Vive presumibilmente in tutta Europa, e fu citata in particolare d' Irlanda e Scozia (Blackw.), Svezia e Norvegia (aut. sved.) , is. Aland , Finlandia (Nordm.), gov.o di Pietroburgo (Siem.) e Russia Baltica (Gkube), Prussia (Menge, Ohe.: L. moìitana non triangularis), Slesia (Zjmm.), Olanda (Six, L. montana) ^ Sassonia (Gieb.), Boemia (Pkacii, Barta), Galizia (L. Kocii), Ungheria (C. Kocii, Bock), Tran- silvania (Sill , L. montana), Banato (C. Kocii), Bassa Austria (DoL.), Tirolo (Auss.), Francia (Walck., Sim., Lue), Svizzera (dapertutto, secondo Giebel; fu presa certamente però nel Cantone di Vaud, Razoum ; di Berna e di Glarona , Gieb.), Italia (sett." Canestr. Pavs.; Napoletano, io), is. di Capri (io). Alt. — Dal livello del mare e dalle più basse pianure si inoltra alquanto in alto sulle montagne, cioè nella regione alpina; fu presa anche sul M." Rosa e a Gressoney-St. Jean nelle Alpi pennino a 1600'". 35. L. mai-g-inatà C. Kocii. Sin. 1834. Linijphia marginata C. Kocn, in Herr. Schaeff., Deutsclil. Ins., 127, 21. 22. 1841. ,1 triangiilarin Walck., Ins. apt., II, p. 240. 1845. „ marginata C. KoCH, Arachn., XII, p. 118, tav. CCCCXXIII, figg;. 1041 1042. 1862. 1) triangularis Blackw., Spia, of Gr. Brit., II, p. 212, tav. XV, fifrg. 139. 1870. 1) marginata Thorell, Rem. Syii., I, p. 51. Loc. tic. — M. (Val Muggio, M.'^ Generoso, M.'" S. Giorgio) — Lug. (M.'^ Caprino, M.'" Salvatore, M.'" di Caslano) — Loc. (Magadino). Alt. 300-1000"'. Disp. Da maggio a luglio, non rara. Al M.'" Caprino ])oi in luglio è comune. NOTE. — Estens. geogr. — Inghilterni. (Walker, Blackw.), Svezia (aut. sved.), Lapponia (Nord.m.), Danimai-ca (Walcken.), Russia Baltica (Gruhe), Slesia (Zimm.), Beorfeldcn (Reiss), Boemia (Barta), Galizia (L. Kocn), Bassa Austria (Dol.), Tirolo (Auss.), Francia (Walck., Sim.), Italia (sett.% Canestr. I*avs. ; Napoletano, io). RAGNI DEL CANTONE TICINO 69 3(ì. Ij. fìru.tetoi-u.111 C. Kocit. Sin. 1834. Liiiyiihia fi-uteloi-um C. Kocu in Uerk. Schaeff., Deutschl. lus., 127, 19, 20. 1841. n :, Walck., Ins. apt., II, p. 248. 1S4J. 1) n C. KocH, Aracbii., XII, p. 123, tav. CCCCXXIV, tìgg. 1044, 1045, (^adpart.: nou var. t/i fig. 1046). 1870. Il n Thokell, Rem. Syn., I, p. 49. Loc. tic. — M. (M." di Pedrinato, M.'" 3 Crocette, Coldrerio, Besazio, Rancate, Tremona, 1M,'° Generoso) — Lug. (Rovio, Val Mara d'Arogno, Cavallino, M." S. Salvatore, Agra, Lugano, M."^ Brè, M.'" Boglia, M.'" S. Bernardo di Coniano, Val Colla — Loc. (Magadino, Madonna del Sasso a Locamo, Ascona) — B. (dintorni di Bellinzona). Alt. 200-1500". Disp. — Da aprile a luglio, comunissima. NOTE. — Estens. geogr. — Non riesce facile compito dare delle indicazioni circa questa specie, che fu spesso confusa colla L. Iiortensis Sund. , la cjuale è certamente diversa. Als- SEREE, Canestrini ed io l'abbiamo inscritta sotto il nome di horlensis; Sordelli (Ragni lomb., p. 471 (13)) scrive per errore L.frutelorum Wider; questi (in Reiss, Mus. Senkenb., I, p. 244) la chiamò invece L. quadrala, contemporaneamente al Kocu. Vive nella Russia Baltica (Gride), Prussia (Ohl. Menge), Olanda (Six), Boemia (Barta), Ungheria (Bock), Bassa Austria (DoL.), Baviera (C. Kocu, Tiior.), Tirolo (Auss.), Francia merid.% Spagna, Corsica (Simon in litt.), Italia (sett.% Canestr. Pavs.; merid.% io la vidi dal prof. A. Costa, e ad Amalfi la prese Thorell). Finalmente fu anche trovata in Palestina (Cambr.). Alt. — Dalle basse pianure (Pavia, io), al principio della regione alpina. 37. Xj. Ca-iiostviuii Pavs. Sin. 1870. TJnijiihia nlhomaculain Canestrini r Pavesi, Calai, sistem. Ara», ital., p. 40, in Ardi. Zool. Aiiat. Fisici., 2 serie, II. Loc. tic. — Lug. (M.'" Brè, M.'' S. Bernardo sopra Carnago). ,4//. _ /,riO"'. 70 p. PAVESI Disp. — In principio di giugno, due soli esemplari, sotto i muschi nel terreno. NOTE. — Cangio il nome primitivo per la ragione di prio- rità che ha quello di Grubk, il quale descrisse, fino dal 18G1, una L. albomaculata della Siberia orientale (Beschr. neuer in Amurl. u. in Ostsibir. gesamm. Arachn. , p. 9 , in Bull, de l'Acad. Se. St. Petersbourg, t. IV; Melanges biolog.). Anche Ohlert (Aran. d. Prov. Preuss. , p. 81) nel 1867 chiamò albo- maculata un' altra specie (^L.freìiala Reuss). Il sig. Simon, al quale ho comunicato V unico esemplare, che mi rimane in collezione, crede che possa essere la L. clalhrata Slnd. Col D.' L. Kocn , che pure V ha visto , non divido quest' opinione ; questi du))iterebbe piuttosto che fosse la L. Jurtiua Cambr. , eh' io non conosco. Eslens. geogr. — Finora non si sa che viva altrove fuori dell' Italia settentrionale (Canestr. Pavs.). 38. L. Ixoi'tensis Sund. Sin. 1830. Linijphia hortensis Sundevall, Sv. Spindl., in Vet. Akad. HaiuU., 1829, p. 213. ? 1841. „ paxciieiisis Walck., Ins. apt., II, p. 251. 18G1. n horteuìtis Westr-, Aran. Buec, p. 99. ISG-l. 1) praìeiisis Blackw. , Spid. of Gr. Brit., II, p. 213, tav. XV, fig. 141, 18CG. 11 hortensis Menoe, Preuss. Spimi., I, p. 108, pi. 18, tab. 33. 1870. „ „ Thokbll, Rem. Syn., 1, p. 48. Loc. He. — M. (M.'^ S. Giorgio) ~ Lug. (M."" la Crocetta sopra Rovio). Ali. — 900-1300"'. Disp. In maggio e giugno , soltanto due esemplari 9 adulti. NOTE. — Eslens. geogr. — Tiiorell , mentre dice diiìicile sceverare, nelle opere degli aracnologi , la vera hortensis da altre specie, crede poi che non sieno certi altri sinonimi fuori di cjuelli sopracitati e la L. albicincta Cambr. (Descr. of 24 new Spec, Zoologist, 1863, p. 17). Onde non possiamo conoscer Ijene la sua distriìjuzione geografica; è certo però che vive in Inghilterra (Blackw. , Cambr.), Svezia (aut. sved.), Prussia (Menge) e Francia (Walck., Simon in litt.). RAGNI DEL CANTONE TICINO /l 39. L. pusilla SuND. '^/H- 1830. Linijphia pasilUi Sunuevall, Sv. Spiudl., in Vet. Akad. Haudl. 1821», \>. 2U (.x*osa Ohl. Sin. 1865. Liiiijplun leprosa Oiilert, Arachn. Studiea, p. 12. 1870-7.3. n n Thokell, Rem. Syu., 56, 557. Loc. tic. — Lugano. Alt. — 280"'. Disp. — In novembre, un unico esemplare 9 in luogo umido sotto le pietre, però non è forse cosi rara. NOTE. — Eslens. geogr. — Inghilterra (Cambr. , Tiior.), Svezia, Finlandia (Tiior.), Prussia (Ohl,), Francia (Simun, in litt.), Italia (sarebbe la prima volta che viene indicato di cjuesta località, ma io ne ho un esemplare di Pavia). Fu rinvenuta persino in Palestina (Cambr.). 42. L, tenel:»ricola, Wider. Sin. 1834. LiniipJiia tenebricola Wider in Reuss, Zool. Mise, Arachn., Mus. Seukcnb., I, p. 260 (266), tav. XVIII, %. 2. 1841. ,1 n Walck., Ins, apt., II, p. 257. 1862. Il pygmaea Westk., Aran, suec, p. 126. 1864. n tenuis Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 230, tav. XVI, figg. 152. 1864. 11 terricola id. ivi, p. 231, figg. 153. 1866. Buthijpliantes pijgmaeus Mexge, Preuss. Spinn., 1, p. 114, pi. 20, tab. 40. 1870. Linyphia tenebricola Tuorell, Rem. Hyn., 1, p. Go. Luc. tic. — M. (Tremona) — Lug. (M." Caprino, gallei'ia di S. Martino alle falde del M.'" S. Salvatore , Lugano). Alt. — 280-800"'. Disj). — In giugno e luglio, rara. NOTE. — La L. terricola C. Kocu (Arachn., XII, p. 125, tav. CCCCXXV, figg. 1047, 1048) si riferisce in parte alla L. alacris Blacrw. , ed" in parte a cjuesta specie; preferibil- mente poi alla var. B. lerricula, giacché la L. tenebricola \Vid, cambia moltissimo e Thorell ne distinse tre [)rincipali varietà (var. a forma princ. = tenebricola o pygmaea; var. li. terricola; var. y. tenuis). Eslens. geogr — Escludendo pure; le citazioni riferite alla />. terricola C. Kocu, si conosce questa specie d' Irlanda, Scozia od Inghilterra (Hl\ci;\v.), Svezia (ant. svod.), Lapponia (Norpm.), 74 p. PAVESI Livonia (Gkude), Prussia (Menge , Ohl.), Slesia (Zimm.), Galizia (L Koch), Germania in genere (Thor.), Tirolo (Auss.), Francia (Walck., Luc), Corsica (Simgh in litt.), Italia (sett/, Canestk. Pays.: L. tenebrkola -\- L. pygmaea), is. di Capri (io). Alt. — Fu trovata a ICOO" a Gressoney St. Jean nelle Alpi pennine (Mus. civ. Gen.) e fino a oOOO' sui M." di Hotting in Tirolo (Auss,), cioè fino alla regione alpina. i3. TLi. eoiieoloi' Wideh. Sili. 1834. Linijphia coiicolor WiDEii in Eeuss, ZuoI. Mise, Arachn., Miis. Senkenb., I, p. 261 (267), tav. XVIII, fig. 3. 1841. „ „ Wai.ck., Ins. apt., II, p. 270. 1862. n 1) Westkinii, Arau. siicc, p. 134. 1864. Theridiun fiìipes Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 206, tav. XIV, fig. 136. 1866. Stijlophora concolor Menge, Preuss. Spiuu., I, p. 128, pi. 24, tab. 51. 1870-73. Limjpliia n Thobell, Kem. Syn., p. 70, 558. Loc. tic. — Lugano. AU. — 280"'. Disp. — In marzo e specialmente novembre, sotto le pietre in luogo umido, comune. Eslens. gcogr. — Vive in Inghilterra (Blackw.), Svezia e Norvegia (Westr., Tiior.), Finlandia (Nord.m.), Livonia (Grube), Prussia (Menge), Galizia (L. Koch), Tirolo (Auss,), Francia (Simon in litt.) ed Italia (sett.', Canestr. Pays. : L. conco- lor -Jr Erlgone ovata). Cioè dal 60" al 44^^, 30' lat, bor. 4*. L. gitici ìli is L. Koch. Sili. 1872. Lini/pitia ijlacialis L. Koch, Beitrag z. Keiuitu. «1. Aracliii. fauna Tii-ols, II AbliaiuU., in Zcitsciu'. (1. Fonliuamlcunis, p. 240. Loc. tic. — Lev. (M," Fibbia e M." Prosa ai lati del jjasso di S. Gottardo, Passo della Niifenen), Ali. — 1440-2742"'. Disp. — In luglio, comune in (queste alte regioni, . 269. Loc. tic. — Lev. (Monte Fibbia, Val Lucendro). Alt. 2200-2742"'. Disp. In luglio , comune ; sessi completamente sviluppati. NOTE. — Vedi la stessa osserv. per Liiigphia glacialis. Eslens. geogr. e ali. — E s})ecie nuova per l'Italia. Finora non era indicata che del Tirolo (L. Kocii), o vive nel!' alt;i re- gione aljiina o delb^ nevi pci'petue. RAGNI DEL CANTONE TICINO / / Gen. ERO (C. Kucu). 1837. C. KocH, Uebers. d. Araclin. Syst. 1, p. 8 {ad pari.) 18G9. TiioRELL , On Europ. Spici., p. 76, 89. i9. E. tulbereiilata, (De Géee). Sin. 1778. Aranea tubercuìata De Géek, Mèra., VII, p. 220, tav. 13, fi;;. 1-9. 1841. Theridion aphane Walckesaer, Ins. apt., II, p. 330. 1845. Ero atomaria C. KocH, Araclm., XII, p. 106, tav. CCCCXX, flg. Iu3:ì. 1845. 11 tubercuìata id. Ivi. p. 107, figg. 1034 1862. n 11 Westking, Aran, siiec, p. 1.^0. 18G6. " „ Menqe, Preuss. Spinn., I, p. 149, pi. 28, tab. 62. 1870. 1, „ TuoRELi,, Rem. Syu., 1, p. 77. Loc. ile. — L u g. (Drossa in Val d' Isonc). Alt. — 700™. Disp. — In giugno presi 1' unico esemplare ^ . NOTE. — Eslens. geogr. — Abita la Francia (Walck.), Olanda (De Géer, Six), Prussia (Mexge) , Doemia (Barta), Bassa Austria (DoL.) , Baviera (C. Kocii, Tiiou.), Italia (sottentr., Caxestr. Pavs.) , Sardegna (Mus. civ. Gen.) , ed inline la Palestina (Cambr.). Gen. MIMETUS Hentz. 1832. IIentz, On Norlh Amer. Spid., ài the Amor. Journ. of Sciences and Arts, XXI, p. 104 (V. anche: Boston Journ. of Nat. Ilist., VI, 1850, p. 31). Questo genere, non ammesso nei Quadri di Tiiorell co- mecché esotico, deve entrare invece nelle classificazioni dei ragni europei, giacché vi appartiene senza dubbio l'Ero lae- vigata Keys, di Dalmazia. Né, con Simon", mi pare necessario di istituire per essa un nuovo genere Ctenophora, come ha fatto Blackwall (Spid. coli, in Sicily , in Ann. and Magas. of Nat. Ilist., 4 serie, V, p. 401) e confermato Tiiorell (Rem. Syn., 4 , p. G02) con la semplice mutazione di nome in Cle- nancala, poiché Clenophora serve già da tempo ad indicare un genere di dittori. Infatti Tiiorell stesso dice che il genere « Ctenancala seems to be closely allied to Mw^^/z^s Hentz ». 78 p. PAVESI Pei caratteri del genere }limelìi>i vedasi altresì Simon, Aran, nouv. OLI peu connus du midi de l'Europe, 12/ mem. , p. 7G, ;iO. IVX. laevig-atvis (Keys.). .S'(;i. 1863. Ero laevigata Kev.skui.tno, Besclii-. iicuer Spimi., in Vei-liandl. k. k. zool. bnt. Ge- sellscli. Wien, XIII, p. 378 (10), tav. X, figg. 8-11. Loc. ile. — I^ug. (Monte S. Salvatore). Alt. — :J00'" Disp. — In maggio presi 1' unico esemplare. NOTE. — 11 mio esemplare è un d^ incompletamente svi- luppato, però concorda già assai bene colla descrizione di Keyserling; più tardi ho potuto riconfermarmi nella stessa opinione , quando il sig. E. Simo.v me ne donò gentilmente due individui adulti d' ambo i sessi. Estens. geogr. — Finora si conosceva di Corsica (Sim.), Si- cilia (Bl.\ck\v., Clcnophora montkola) , Dalmazia (Keys.), Pale- stina (Cambr., Ci. montkola). La località ticinese è la più nordica. Lat. bor. 45'', 59'- Zk^ circa. Gen. DIPffiNA Thor. 18G9. TiiOREix, On Europ. Spid., p. 77, 91. 51. I>. melanogastei* (C. Kocii). Sin. 1945. Ateii mi-lnnnrinnler C. KoCH, Araclm., XI p. 143, tav. CCCXCII, fig. 941,942. 1873. Diincna „ Thobell, Rem. Syii., 4, p. .'ilC. Loc. ile. — L u g. (Val Colla) — Loc. (Ascona). Ali. — 200 -GOO'". Dkp. — In giugno ne raccolsi due soli esemplari 9 . NOTE. — Estens. geogr. — Questa interessantissima e rara specie si conosce finora soltanto d' Inghilterra (Cambr., The- ridium congener) , Germania (C. Kocii) e più particolarmente Boemia (Barta) e Tirolo (Auss.). Io 1' ebbi anche dalla Valle di Non nel Trentino ; Simon (in litt.) la prese nelle Basse Alpi ed in Corsica; Bocic scrive che fu trovata persino a Rio Ja- neiro ! ? RAGNI DEL CANTONE TICINO 79 Ali, — Fu raccolta dal Simon fino a 1::200"' nelle Basse Alpi; ond' è clie abita la regione delio colline e la monta- gnosa. Gen. PHYLLONETHIS Tiior. 1869. TnoRFXL, On Europ. Spid., p. 76, 90. o2. I?li. liiieatti (Clerck). Sin. 1757. Araneits: Unealux Clerck, Sv. Sinndl., p. 60, pi. 3, tab. 10. 1757. n ovntiis ID. ivi, p. 58, pi. 3, tab. 8. 1757. 11 redimìtus id. ivi, p. 59, pi. 3, tab. 9. 1831. Tìieridium redìmilum Hah.v, Araclin., I, p. 86, tav. XXI, fig. 65. 1841. Theridion lineatum Walck., Ius. apt., II, p. 285. 1845. Theridìum redimitum C. KocH, Arachn., XII, p. 133, tav. CCCCXXVII, figg. 1053-1055. 1861. n ìiiieatiim Westrinq, Aran, suec, p. 153. 1804. Theridion n Blackwall, Spid. of Gr. Brit., II, p. 176, tav. XIII, figg. 111. 1868. Theridìum n Menge, Preuss. Spinn., II, p. 165, pi. 31, tab. 72. 1870. PhìjUonethis lineala Thorell, Rem. Syn., 1, p. 78. Loc. tic. — M. (Chiasso, Monti di Pedrinate, Stabio, Ligor- netto , Rancate , Tremona , Mendrisio , Val Maggio , Monte Generoso) — Lug. (Colmo di Croccio, M.'" Caprino, Mj^ S. Sal- vatore , Lugano e suoi dintorni , Monte Brè , Monte Boglia , Monte S. Bernardo, Val Colla, Val Magliasina) — B. (alture di Bellinzona) — Lev. (bacino di Giornico, Faido e Quinto). Alt. — 230-l300^ Bisp. — Da aprile a luglio; comunissima la forma princ. o lineata , assai rare le var. redmita ed ovata , c^uantunque ne abbia presi parecchi esemplari , specialmente in Leventina ed anche nel Mendrisiotto. NOTE. — Estens. geogr. — Sembra che vivi in tutta Europa ed anche fuori, cioè fino dalla Siberia orientale (Gruhe) al mezzodì. Infatti si cita d'Irlanda, Scozia (Blackw.) ed Inghil- terra (Walker), Svezia (aut. sved.) , is. Aland (Nord.m.), is. Oesel e Russia Baltica (Gride) , Olanda (Si.x), Prussia (Menge, OiiL.), Slesia (ZiM.M.), Boemia (Pracii, Barta), Galizia (L. Kocii), Ungheria (Bòck), Bassa Austria (Dol.), Tirolo (Auss.), Sviz- zera (FuESSL.; C. Glarona, Heer), Francia (Walck., Lue.) Cor- sica (Si.MON in litt.) ed Italia (sett. - merid., C.vnestr. Pavs.). 80 P. PAVESI Gen. THERIDIUM Waick. 1805. [Ther/'dioii] Walcken.^er , Tabi. d. Aran., p. 72 {ad part.). 1869. TiiOREU-, On pAirop. Spid., p. 77, <)2. o3. Tlx. sisyplxium (Clerck). Sin. 1757. Ardiieits sisi/phius Clerck, Sv. Spiudl., p. 54, pi. 3, tab. 5. 1834. Theridlum nervosum Hahh, Aracha., II, p. 48, tav. LVIII, fig. 133. 1841. Tlmidion n Walck., Ins. apt., II. 301. 1841. Tìitiìdiiim sisyjylius C. Koch, Araclin., VIII, p. 73, tav. CCLXXIII, fiy. .54!. 18C1. 51 sisyphium Westking, Aran, suec, p. 170. 1864. Theridion nervosum Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 183, tav. XIII, figg. 110. 1868. .'ilenloda sisypliia Menge, Preuss. Spinn., II, p. 101, pi. 30, tab. 69. 1870. Theridimn sisyphium Tiiokell, Rem. Syii., 1, p. 86 ^y^._ //(;. — M. (Monii Ji Pcdriiiate, Monte 3 Crocette ili Stable, M/'^ Generoso) — Lug. (M.'" Doglia) — Loc. (In- tragna) — U. (Bellinzona, Valle del Ticino) — Lev. (bacino di Giornico , di Faide , di Quinto e d' Airolo , Monti di Fongio, Fontana ed Ossasco in Val Be dr etto). Alt. — SSO-^OOO-". Disp, ■ — In giugno e luglio, abbastanza comune, ma nei boschi di conifere; accompagna di preferenza questa vegeta- zione. I^OTE^ — Estens. geogr. — Pare che aìjiti tutta l'Europa, oltrecchè trovasi anche in Algeria (Lue.) e alla Nuova Zelanda (Auckland, Book)!? In Europa vive dall'Irlanda, Gran Brettagna (Blackw., Walker), Norvegia (Suxd.), Svezia (aut. sved.), Lapponia e Finlandia (Nordm.), gov. di Pietroburgo (Siem.), Estonia ed is. Oesel (Grube), e tutta la Russia insomma (Nordm.); all' Olanda (Six, van Hass.), Prussia (Mexge, Oiil.) e Slesia (Zi.mm.), Boemia (Prach, Barta), Galizia (L. Kocii), Bassa Austria (Dol.) Tirolo (Auss.), Svizzera (Fuessl.) , Francia (Walck., Lue), Corsica (Simon in litt.), Italia (sett.% Canestr. Pavs.) e Grecia (Walck.). j{l[_ — Si eleva alquanto sulle montagne, ed in buon nu- mero potè prenderne Walckenaer sulla montagna di Grammont nei Pirenei , come fu raccolto suU' alto del Monte Rosa (Mus. civ. Gen.) e fino a 7000' nel Tirolo (Ausserer). Onde dalle RAGNI DEL CANTONE TICIXO 81 basse pianure (Pavia, io) va fino al limite della regione ne- vosa. o4. Tli. tine tulli WAf.cK. Sin. 1802. Aranea lincia Walckenaek, Fn. paris., II, p. 208. 1838. Theridium irroratum C. Koch, Arachn., VI, p. 120, tav. CXLI, flg. 327. 1841. Theridion tinctum Wai.ck., Ins. apt., II, p. 308. 1862. Theridium n Westring, Aran, suec, p. 165. 1864. Theridion n Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 190 tav. XIV, fig. 121. 1868. Steatoda punrtulata Menqe, Preuss. Spinn., II, p. ICO, pi. 30. tab. 68. 1870. Tlieridium tinctum Thorell, Rem. Syn., 1, p. ?4. Loc. tic. — Lugano. Ali. — 280". Disp. — In giugno, raro. NOTE. — Estens. fjtìogr. — Abita l'Inghilterra (Cambr., Blackw.), Svezia (aut. sved.), Finlandia merid. (Nordm.), Prussia (Mexge), Slesia (ZiMM.), Galizia (L. Koch), Baviera (C. Kocii), Tirolo (Auss.), Svizzera (C. Glarona, Heer), Francia (Walck. , Lrc.) , Italia (sett., Canestr. Pavs.). Lat. bor. 61° - 44° circa. 55. Th. cleiitìculatuiii Walck. Sin. 1802. Aranea denticulata Walckenaer, Fn. paris., II, p. 20S. 1841. Theridion denticuìatum id. Ins. apt., II, p. 303. 1862. Theridium n Westring, Aran, suec, p. 162. 1864. Theridion „ Blackw., Spid. of Gr. Brit., Il, p. 185, tav. XIII, flgg. 118. 1868. Steatoda nndulala Menoe, Preuss. Spimi., II, p. 158, pi. 30, tab. 67. 1870-73. Theridium dcnticulafum Thorei.l, Rem. Syn., p. 83, 558. Loc. tic. — M. (M'' di Pedrinate, Campora in Val Muggio, M." S. Agata di Tremona, M.'^ S. Giorgio j — Lug. (Rovio, M.'" S. Salvatore, Valle Colla, M.'" Ceneri) — Loc. (Ascona, Brissago) — B. (Giubiasco, Bellinzona) — Lev. (bac. di Gior- nico e di Airolo , Val Bedretto). Alt. — 200-1 300-. Disp. — Da marzo a novembre, comunissimo. NOTE. — A Bellinzona ed in Val Bedretto ne presi delle var. quasi del tutto nerastre. Esteìis. geogr. — Abita l'Inghilterra (Blackw.), Svezia (Thor.), Prussia (Menge), Francia (Walck., Lucas), Tirolo (Auss.), Italia 82 p. PAVESI (sett., Caxestr. Pays.; io lo vidi, preso dal prof. A. Costa, nel mezzodì) , Sardegna (Mus. civ. Gen.), e finalmente in Pale- stina (Cambr.). I^at. bor. 60° - 32° circa. Alt. — Fu preso anche fino a IGOO" a Gressoney-St. Jean nelle Alpi pennino (Mus. civ. Gen.); onde vive dalle basse pianure alla regione montagnosa. 56. Tli. fbi'mosuiii (Clf.rck.). Sin. 1757. Aranem formasus Clekck, Sv. Spindl., p. 56, pi. 3, tab. 6. 1757. 11 ìunatus io. ivi p. 52, pi. 3, tab. 7. 1834. Theridium sisi/phum Hahn, Arachn., II, p. 47, tav. LVIII, fig. 132. 1841. Theridion i, Walck., Ius. apt., II, p. 298. 1841. Theridium hmntnm €. KocH, Arachn., Vili, p. 74, tav. CLXXIII, fig. 645. 1845. 11 „ JT>. ivi XII, p. 137, tav. CCCCXXIX, fig. 1060, 1061. 1862. 1, /ormosum Westring, Aran, suec, p. 157. 1864. Theridion sisyphum Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 179, tar. XIII, flgg. 113. 1866. Steatoda luna/a Me.vge, Preuss. Spinn., I, p. 150, pi. 28, tab. 63. 1870. Theridium formosum Thorell, Rem. Syn., 1, p. SI. loc. tic. — M. (M." di Pedrinate , Stabio , Coldrerio , Gene- strerio, Ligornetto, Tremona, Valle di Muggio) — Lug. (Rovio, M." S. Salvatore, Pian Scairolo, Lugano e suoi dintorni, Val d' Isone) — Loc. (Magadino, Madonna del Sasso sopra Locamo, Intragna, Ascona, Brissago) — B. (Bellinzona). Ali. — 200-800". Disp. — Da maggio a luglio, comunissimo. I^'OTE. — Vivono nel Cantone tutte le var. di colore, fino a quella con 1' addome interamente nero. Thorell insegna a preferire il nome aggettivo /orwosw;??, in luogo di lunatum, che avrebbe la priorità, per evitare con- fusioni con altre specie. Estens. geogr. — Abita forse tutta l'Europa; Inghilterra (List., Walker, Blackvv.), Svezia (aut. sved.), isola Aland e Willinge in Finlandia (Nordm.), Russia Baltica (Grlbe), Prussia (Mekge, Oul.), Olanda (Six), Slesia (Zi.mm.), Boemia (Prach, Barta), Galizia (L. Koch), Transilvania (Sill), Un- gheria (Bòck), Austria (Dol.), Tirolo (Auss,), Svizzera (io ne posseggo parecchi esemplari di l^osanna) , Francia (Walck.), Corsica (Simon in litt.), Italia (sett., Canestr. Pavs.; io lo RAGNI DEL CANTONE TICINO 83 presi nel Napoletano) , Sicilia (Canestr. Pays.) Si spinge però anche nella Siberia orientale (Giube) e fu trovato al Canada (Blackw.). Sundevall racconta che fu portato alle Indie orientali con un bastimento, vi si accl.'matò benissimo e depose le uova. Alt. — Nelle Alpi non sorpassa i 4000' (Auss.); cioè dalle basse pianure (l'avia , io) va fino ad abitare tutta la regione montagnosa. 37. T"!!. ripiix-iuin Blackw. Sta. 1834. Therìdion rfparìum Bi.ackwai.l, Researches in Zool-, p. 354. 1838. Theridium saxntile C. KocH, Arachn., IV, p. 116, tav. CXLI, fìg. 324, 32.".. 1841. Therìdion -, Walck., Ins. apt., II, p. 328. 1862. Tìieridiiim ri Westrinq, Aran, suec, p. 159. 1864. Therìdion riparium Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 182, tav. XIII, figg. 115. 1808. Stealoda saxatilis Menge, Preuss. Spinn., II, p. 153, pi. 29, tab. 64. 1870. Theridium riparium Thoreli-, Rem. Syn., 1, p. 82. Lnc. tic. — M. (Mendrisio) — l^ug. (M.'" S. Salvatore, Lugano, M." S. Bernardo di Cornano) — B. TBellinzona). Alt. — SSO-GOO'". Disp. — Da marzo a luglio, raro. NOTE. — Estens. geogr. — Abita in Isvezia (Westr.), Inghil- terra (Ca.mbr., Blackw.), Olanda (Six, van Hass.), Belgio (Si.m.), Germania sett. (Menge, Oul., Thor.), Slesia (Zi.mm.), Boemia (Barta), Galizia (L, Koch), Transilvania (Sill), Ungheria (Bòck), Baviera (C. Kocii), Tirolo TAuss.), Francia (SI.\Io^f, in litt.), Italia sett. (Canestr. Pays.). Alt. — In Tirolo fu trovato lino a 3000'. 08. Th. Tbiniaoula-tiiiix (Linn.). Sin. 1767. Aranea himaculata Linné, Syst. nat., ed 12. a, I, 2, p. 1033. 1831. Therìdion dorsiger Hahn, Arachn., I, p. 82, tav. XX, fig. 60 (non 61, come cita in testo). 1841. n Carolinum Walck., Ins. apt., II, p. 315. 1862. Theridium bimacnlatuni Westking, Aran, suec, p. 172. 1864. Therìdion carolinum Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 192, tav. XIV, figg. 123. 1868. Neottiura bimaculala Menqe, Preuss. Spinn., II, p. 103, pi. 31, tab. 71. 1870. Theridium bimaculatum Thobell, Rem. Syn., 1, p. 87. hoc. tic. — M. (M.'' di Pedrinate, Pontegana, Val Maggio) — Lug. (M.'" Caprino). 84 P. l'AVESI .1//. _ ii:)().(ioo-". Disp. — 111 giugTio e luglio , raro. NOTE. — lo Ilo raccolto, oltre i tipici, alcuni esemplari 9 di un color bruno violaceo uniforme all' addome, su del quale colla lente vedevansi specie di reticolazioni; la forma e dire- zione dell' epigina confermano non trattarsi d' altro che del Th. himaculalimi. Eslens. geogr. — Vive in Inghilterra e Oakland (Blackw.), Svezia (aut. sved.), gov. di Pietroburgo (Siem.), Livonia (Gkibe), Prussia (Menge, Oiil.), Slesia (Zimm.), Baviera (Haiin), Olanda (Six, van IIass.), Trancia (Walck.), Italia (sett., Canestr. Pavs.). Gen. STEATODA Sund. 1833. SuNDEVAi.L, Consp. Arachn., p. 1G {ad part.). 1869. TnoREix, On Eiirop. Spid., p. 77, 93. 59. S. Ibipiiiietata, (Link.). Sin. 1758. Aranea liipiinclatn LiNNÉ, Syst. Nat., cfESTR. Pavs.; nell'Italia merid. l'aveva già presa 0. G. Costa, il quale la figura nella Fn. neapol., tav. I, fig. G, testo inedito), Sardegna (Mus. civ. Gen.) , is. Capri (io), Grecia C. (Koch), Tunisia (io), Algeria (Lue; poi persino all' is. di S. Elena (Cambr.)! Fu quivi importata colle masserizie, sua solita dimora ? Gen. LITHYPHANTES Thor. 18G9. TnoRLLL, On Kurop. Spid., p. 77, 9i. 61. L. lianxatus (C. Koch). Sin. 1839. Phrittolithiis hamulus C. KocH, Araclin., VI, p. 105, tav. CCVI, fit'g- ó07, óus. 1870-73. LilhypììniileK ., Thorei.l, Rem. Syii., p. no, 509. Lue. Ile. — Lug. (Monte S. Bernardo di Cornano). .1//. „ (500"-. RAGNI DEL CANTONE TICINO 87 Disp. — In luglio, raro, lo ne presi un solo esemplare 9 jun., della lunghezza totale di 3 millira., ma ne vidi altri. NOTE. — Anche per questa specie e la seguente la sinonimia è abbastanza intricata; pare che il Thorell propenda a rite- nerla distinta, mentre per SjM0>f (Aran. nouv. ou peu conn., II mém., 1873, p. 82) sarebbe una semplice varietà o forma di L. dispai' (L. Dlf.). A proposito di questa egli scrive « Le male est beaucoup moins variable que la femelle , je » l'ai toujours vu comme L. Dufour e C. Koch (fig. o07) l'ont » decrit La femelle varie beaucoup de taille et de » coloration; ses deux formes principales ont été considerées » comme espèces distinctes par tous les auteurs qui n'ont pu » comparer un grand nombre d' individus. La première {Th. » payliullianum, Ph. hatnatus, Latr. ortiatus) .... La seconde » (Th. triste^ Ph. lunatus) ...... La frase e la figura di L. Dlfour pel d^ del suo Th. dispar (Descr. et fig. de quelques Arachn. , in Ann. Se. Nat., II, p. 210, tav. 10, fig. 6) mi inducono a credere che si tratti di questa specie piuttosto che della seguente, tanto più ch'egli dice « pedibus rufo-ferrugineis , geniculis nigris » mentre in quella sono uniformemente picee. Anche Thorell dubitò già che il ÌlÌ0110ÌcleS (SCHH.). 5(11. 1783. Aranea opiìionoides Schrakck, Enum. Ins. Austi-., p. 530. 1838. PholCHS „ C. KoCH, Arachn., IV, p. 95, tav. CXXXV, fij,'. 311. 1871. „ ,) Thokell, Rem. Syn., 2, p. 147. 1873. „ 11 Simon, Aran. uouv. ou peu conmis, 2. a meni. p. 47. Loc. tic. — M. (Val Muggio, Tremona, M."= S. Giorgio) — Lug. (Kovio, M.'" S. Salvatore, M.'" Brè, M.'^ S. Bernardo di Coniano, M.'" Boglia, Val d' Isone) — Lev. (bacino di Faido). Alt. — 300-900r Disp. — Da maggio a luglio , non molto raro nei campi , lungi dagli abitati. NOTE. — Estens. geogr. — Fu trovato a Pietroburgo (Siemask. — non comprendo perchè van Hasselt e Tiiorell attribuiscano questa citazione alla specie precedente , mentre Siemasciiko annovera « Ph. opiìionoides Kocii » e richiama la fig. 311 dell' opera Die Arachn., che è veramente del Ph. opiìionoides non pJialangioides) , nel nord-ovest di Germania, Polonia (Tiior. ), in Slesia (Zimm.) Boemia (Pracii, Bakta),? Ungheria (Bociv,il quale, seb])ene indichi Ph. phalangioides , aggiunge perù la citazione di Schiìanck , e poi quelle di Scopoli e Haiin che paiono rifei'irsi alla specie in discorso), Galizia (L. Kocu), Baviera (C. Kocii), Austria (Sciiranck , Tiiuu.), Francia e Cor- sica (Simon), Italia (settent.% Canestr. Pays.), Russia meridio- nale (NoRDM.). Tiiorell dice già che si spinge almeno fino al 'òT lat. N. Ali. — Il signor Simon mi comunica d' averlo preso fino a 1800'" nelle Basse Alpi, cioè fino nella regione alpina; ma vive anche nelle basse pianure (Pavia, io). RAGNI DEL CANTONE TICINO 93 GG. Ir*li. l'iT'iilatns (Forsck.). Si». 1775. Aranea rìvulaia Fokskal, Descr. anim., p. 8(j. 1837. Phoìrus rivulatus Walck., Ins. apt., I, p. 653. 1838. n imjiressus C. KocH, Arachn., IV, p. 99, tav. CXXXVII, fig. 313. 1866. •, Pluchii Simon, Monogr. des esp. europ. du genre Pholcus, p. 122, tav. 2, fig. 11. 1871. ., rivulatus Thokell, Rem. S.vu., 2, p. 149. 1873. Ilolocneìiius „ Simon, Aran. nouv. oii pen connus, 2. a mem., p. 49. Loc. tic. — Mendrisio. Ali. — Z'òo"'. Disp. — In giugno presi l'unico esemplare, 9* NOTE. — Io non esito punto ad accettare 1' opinione di TiiORELL , che il Ph. i/npressus C. Kocii sia il . arvmclinaeea. (Linn.) Sin. 1758. Aranea arundinacea Linné, Syst. uat., ed. 10. a I, p. 620. 1836. Dlrtyna benigna C. KoOH, Arachn., Ill, p. 27, tav. LXXXIII, fig. 184, 185. 1841. Theridion benignum Walck., Ius. apt., II, p. 337. 1861. Ergatis benigna Blackwall, Spid. of Gr. Brit., I, p. 146, tav. IX, fig. 93. 1862. Dictijna arundinacea Westk., Aran suec, p. 383. 1869. 11 n Menge, Preuss. Spinn., Ill, p. 245, pi. 47, tab. 143. TS71. 1, 1) Thorell, Rem. Syii., 2, p. 210. Loc. tic. — M. (Stabio) — Lug. (Lugano e suoi dintorni, Pian Scairolo) — Loc. (Madonna del Sasso, Ascona) — B. (Bellinzona) — Lev. (Val Bedretto). Alt. — 200-U00^ Disp. — Da marzo a novembre, comunissima nelle fendi- ture delle muraglie, sulle foglie delle piante ecc. NOTE. — Estens. geogr. — Vive dal nord d' Europa fino al Libano (Cambr.). La trovo citata di Scozia e di Inghilterra (Blackw.), Scandinavia (aut. sved.), Lapponia e Finlandia (NoRDM. , Westr.) , gov." di Pietroburgo (Siem.) e Livonia (Grube), Prussia (Mejjge, Oiil.), Slesia (Zimm.), Olanda (Six), Boemia (Pracii, Barta), Galizia (L. Kocii), Baviera (C. Kocn), Austria (Dol.), Tirolo (Auss.), Svizzera (Fuessl.), Francia Walck.), Spagna (Sim.), Italia (sett." e centr.", Canestr. Pavs.; io la presi anche nel Napoletano), Corsica e Sicilia (Sim.) e Palestina (Cambr.). Lat. bor. 67«, 02' - 34°. RAGNI DEL CANTONE TICINO " 97 70. I>. ^-i l'i dissi ma, (Walck.). Sin. 1802. Aranea vìridìs [Araìsnue verte] Wai.ck., Fu. pal-is. II, p. 212. 1837. Drassus viridissimits id. Iiis. apt-, T, i). 631. 1873. Dictyna riridisaima Thorf.li-, Rem. Syii., -1, p. 513. Loc. lie. — Lug. (M.*^ S. Salvatore, M." Ceneri) — Lo e. (Madonna de) Sasso). Alt. — 300-500'". Disp. — In maggio , rarissima. NOTE. — Alla Madonna del Sasso sopra Locamo mi ricordo d'aver preso anche un esemplare, die molto probabilmente dovevasi riferire alla D. puella Simon' (Aran. nouv. ou peu conn, du midi de l'Europe, L" meni., 1870, p. 31). Eskns. geogr. — La D. virldlssima è conosciuta finora sol- tanto di Beerfelden (Reuss, Theridioìi viride), Francia (Walck., LucAs), Corsica (Simon), Italia (sett.% Sordll. ed io, Lom- bardia; Liguria, Mus. civ. Gen. ; merid.', io la vidi presa dal prof. A. Costa) e is. di Capri (io). Nelle memorie « Aran, ital. « e « Catal. sistem. Aran. ital. » venne inscritta la si- nonimia della D. variabilis colla viridissima ; quella essendo una specie diversa, non posso più riferire le località in esse citate. Gen. TITANICA Thor. 1870. TiioRELL, On Europ. Spid., p. '119, 124. 71. T. ti'istis L. KocH. Sin. 1870. Latrodectus tristis Cankstr. e Pavs., Catalo;,'0 sistem. Aran, ital., tav. prima (III), flg. 9, in Archivio Zool. Aiiat. Fisiol., serie II, voi. II. 1872. Titanoeca r\ L. KocH, Ueb. d. ,Spiiinengatt. Titanoeca , !» Apterologjsches aus d. franck. Jura, p. 43 (Abliandl. nat. Gesellscli. Nurii- berg). Loc. tic. — Lug. (M.'' Arbostora, M."" S. Bernardo di Co- niano). Alt. — yoo-soo^ Disp. — In giugno trovai già i e/" adulti e riscontrai la specie fino a novembre, non molto comune, sotto le pietre. 98 p. PAVESI NOTE. — Noi r abbiamo inscritta e figurata sotto il nome specifico di L. Kocn, che ci aveva comunicato, prima delia sua pubblicazione; alla sua volta poi egli cita la nostra figura e località. Però attribuisce, a torto, al prof. Canestrim di averla scoperta in Lombardia; questa località, nel Catal. sist. Aran, ital., é inscritta per la ragione che io aveva trovato la specie a Pavia. Il Canestrini non la rinvenne che nell' Emilia. Eslois. geogr. — Si trovò finora soltanto in Grecia (L. Kucii), in Ilalia (sett.", Canestr. Pavs.) e nell' is. di Capri (io). La località ticinese è la più nordica. Lat. bor. 46'',03' - 3G"; long, or. Par. 6", 35' - 23^ Ali. — Vive dalle basse pianure ai limiti inferiori della regione montagnosa. Gen. AM-ilUROBIUS (C. Korn). 1837. C. KocH, Uebers. d. Arachn. Syst., I, p. 15 (ad max. part.). 1870. TnonELL, On Europ. Spiri., p. 119, 126. 72. A. fenestralis (Stroem). Sin. 1768. Aranea fenestraìis STRrEM, Beski'iv. ov Norske las. , 2 Sf., in Det. Trondhiemske Selskabs Ski-ift., Acta Niilros., IV, p. 302, tav. XVI, fig. XXIII (sec. Thorell). 1831. Chibiona alrnx Hahn, Arachu., I, p. 115, tav. XXX, fig. 87. 1837. 71 n Walck., Ins. apt., I, p. 605. 1843. Amaurobius „ C. KocH, Araclin., X, p. HG, tav. CCCLV, fig. 831. 1861. Ciniflo „ Blackw., Sp!d. of Gr. Brit., I, p. 140, tav. IX, fig. 88. 1862. Amaurobius ,i Westrinq, Aran, suec, p. 376. 186S. 1, Il L. Kocn, Dio Arachn. gatt. Amaurobins, Ccel. n. Cyb., p. 7, tav. prima, fìg. I, II, in Abliandl. natur. Geselìsch. Niirnberg. 1871. n feneslralis Thokell, Rem. Syn., 2, p. 205. 1872. „ „ Menuk, rrcuss. Spinn., IV, p. 290, pi. 52, tab. 168. Loc. ile. ■ — Lev. (sopiva Fontana in Val Bedretto). Ali. ~ 1400'". Disp. — In luglio race, un unico esemplare e/ incompleta- tamente sviluppato, in una pineta. NOTE. — Estens. geogr. — L. Kocn dice che sembra trovarsi in tutti i paesi d'Europa di clima freddo, e mancare nei paesi meridionali. Infatti al nord questa specie è comune e Thorell RAGNI DEL CANTONE TICINO 99 ci assicura che nella penisola scandinavica è la più comune del genere ; ma vive anche nel sud d' Europa , ove però è rara e non la troviamo che nelle regioni montagnose. Fu riscontrata in Iscozia ed Irlanda (Blackw.), Svezia (aut. sved.), is. Aland di P'inlandia (Nord.m.), Livonia (Grube), Prussia (Mevge, Ohl.), Olanda (Six), Slesia (^Zi.mm.), Transilvania (Seidl.), Galizia, Baviera (L. Koch), Boemia (Pracii, Barta), Austria (Dol.), Tirolo (Auss.), Francia (Walck. , Lucas) ed is. Roscolf nel Finistère (Lic), Italia (sett.% Caxestr. Pays.). Alt. — Ai'ssERER lo trovò fino a 4800' sulle alpi di Hotting in Tirolo, come pure fu raccolta a 1600"" a Gressoney-S.' Jean (Mus. civ. Gen.), da Sgrdelli fino a 1800"" nell'alta Lombardia e da Simun (in litt. ) sopra 1800'" nelle Alpi francesi. 73. A., fé vox (Walck.j. Sin. 1830. Chi'tioiia ferox Walckenaer, Fn. Frani;., p. 150, tav. 7, fig. 7. ID. Ins. apt., I, p. 606. C. Koch, Arachn., VI, p. 41, tav. CXCI, fig. 460, 4C.I. Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 142, tav. IX, fiff. 90. Westring, Aran, suec, p. 374. L. Koch, Araohn. gatt. Amaur. Coel. Cyb., p. 11, tav. prim», fig. Ill, IV. Thoreli,, Rem. Syn., 2, p. 204. Menge, Preuss. Spinn., IV, p. 289, pi. 52, tab. 167. Zoe. tic. — M. (Rancate, cantine di Capolago) — Lug. (No- vaggio. Curio, Caprino, Lugano, Val Colla) — Lo e. (Ascona, Intragna) — B. (Giubiasco). Alt. — SOO-GOO", Disp. — Da marzo sino alla fine di novembre, non comune. NOTE. — Esteììs. geogr. — Dal nord al sud d' Europa, nel- r America settentrionale (a Baltimora, L. Koch) e persino nella Nuova Zelanda (Auckland, Bock). In Europa se ne ac- certò l'esistenza in Isvezia (Westr., Thor.), Inghilterra (Ca.miìu., Blackw.), Olanda (Six), Prussia (Mevge), tutta la Germania (L. Kocii e aut. ted.) Francia (Si.mon, inlitt.), Svizzera (ione posseggo un esemplare di Losanna) ed Italia (dal sett.*" al Napoletano, Canestr. Pavs. ; a Roma, L. Koch). 1837. n 1839. Amaurobius 1861. Ciniflo 1862. Amaurobius 186S. " 1871. „ 1872. „ 100 p. PAVESI 74. A. ci'assSpalpis Canestr. e Pays. ain. 1870. A iiw lu-olii Ili rrn.ii:fpaìijis CANEsrr.INI e PAVESI, Catal. sist. Armi. it,il., \>. 41, tav. se- conda (IV), fise. 2 (il Arcliivio Zool. Aiiat. Fis., serie II, voi. II. Loc. lie. — Lug. (M." S. Salvatore). A II — yOO"" circa. Di'sp. — In giugno presi l'unico esemplare, e/ completa- mente sviluppato. NOTE. — Ho comunicato al D.' L. Koch il mio esemplare , perchè il signor Simon m'aveva fatto sorgere dei dubbi, cre- dendo che fosse VA. obuslus L. Kocii; ma questi mi risponde recentemente essere per certo una buona specie (gewiss eine selbststandige Species). Eslens. geogr. — Questa specie è conosciuta inoltre soltanto del Trentino (Canestr. Pavs.). 75. A.. jiig-oi*uriT L. Koch. Sin. 18(38. AiiKinrobiu^ Jiir/nriim L. Koch, Arachn. gatt. Amaur. Coel. u. Cyb., p. 24, tav. prima, tÌR. XI. Loc. tic. — M. (Mendrisio, Valle di Muggioj — Lug. (al- ture di Lugano, M."' S. Salvatore, M.'^ Brè, M."" Doglia). Alt. — 350-1000". Disp. — In maggio e giugno io presi questa specie abba- stanza frequentemente, che abita di preferenza nelle fendi- ture delle roccie. È la più comune del genere. NOTE. — Anch' io non sono riuscito che a prendere 9 ; il e/ deve essere estremamente raro e resta sempre ignoto. Estens. geogr. e alt. — Nel 1868 fu trovato in Tirolo (Auss., L. Koch), fino a 4000*"; né venne poi indicato che del Cantone Ticino. 76. A. Ei'lbei*ìi (Kevs.). Sin. 1863. Cinijlo Erberii Keyskkling, Bcsehr. neuer Spimi., in Verhanill. k. k. zool. bot. Gesellsch. Wien, XIII, p. 373 (5), tav. X, fig. 5, 6. 1868. AmaurobiM n L. Koch, Arachn. gatt. Amaurobius, Coel. u. Cyb., p. 21, tav. prima, fig. IX, X. RAGNI DEL CANTONE TICINO 101 Loc. tic. — M. (M.'= S. Giorgio) — Lug. (M."' Caprino, M.'^ S. Salvatore, Lugano e suoi dintorni) — B. (Giubiasco, alture di Bellinzona). Alt. ^30-800'" circa. Disp. — Da marzo a luglio, non raro. NOTE. — Estens. geogr. — Mi risulta che vive anche nella Spagna, Francia (Basse Alpi) e Corsica (Simon, in litt.), Italia (dal sett." al Napoletano, Caxestr. Pavs.) , is. di Lesina (Keys.) e Sira (L. Kocii). Ond'é specie propria della fauna mediterranea. Gen. COELOTES Blackw. I8il. Blackwall, The dilTer. in the numb, of eyes . . . , in Trans, of the Linn. Soc, XVIII, 618. 1870. TnuRELL, On Europ. Spid., p. 120, 128. 77. C. 8Ltroi>os (Walck.). Sin. 1830. Drassus atrnpos Walckenaek, Fq. frani;., Arachn., p. 170 (sec. Thok.). 1837. I, :i ID. Ins. apt., I, p. 627 (ad part.). 1839. Amaitrobius lerrcslrin C. KoCH, Araehn., VI, p. 45, tav. CXCII, fig. 463, 464. 1861. Cmlotes saxatiUa Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 169, tav. XII, fig. 109. 1868. n terrestris L. Koch, Die Arachn. gatt. Amaur. Coel. u. Cyb., p. 42, tav. se- conda, fig. XX, XXI. 1873. n ntropos Thorell, Rem. Syn., 4, p. 437. Loc. tic. — Lev. (Val Tremola, Valle di Sella, M." Prosa, Valle di Fortunei). Alt. — 1 700-2500'". Disp. — In luglio, raccolsi sotto le pietre parecchie 9 ed un e/" ancora incompletamente sviluppato, cjuantunque L. Kocii dica che nelle Alpi sia già adulto nel giugno. Pare quivi comune. NOTE. — Estens. geogr. — Non fu trovato finora nella Scan- dinavia e Russia Baltica; vive però 'in Inghilterra e Galles (Blackw.), Francia (Walck. , L. Kocii), Olanda (vax Hass., Tijdschr. v. Entom., 1872), Prussia (Menge, Ohl.), Slesia (Zim.m.), Galizia (L. Kocii), Baviera (C. Kocii), Boemia (C. Koch, Prach, Barta), Transilvania (Sill, Seidl.), Ungheria (Bòck), Austria (DoL.), Tirolo (Alss.), Italia (Lombardia, Sordll. ed io; M." Rosa, Mus. civ. Gen.), Istria (Caxestr. Pavs.). E finalmente ci viene indicato dell' Indostan (Madras, Bòck)!? 102 p. PAVKS! All. — Si riscontra di solito a grandi altezze, ed in Tirolo venne trovato fino a 7000' (Auss.); Si.mox però lo prese a soli 1000"' a Sappey, ed io ne lio un esemplare delle basse pianure di Pavia. 78. C solitai'iiis L. Koch. Sin. 1868. Coelotes soUtarius L. KocH. Aracliii. gatt. Anmur. Coel. u. Cyb., p. as, tav. secoutia, fig. XVIII (= $ ). 187L'. „ „ lu. 2. Beitrag z. Kenntn. der Arachn. fauna Ti i-ols, m Zeit- schr. d. Ferdinaudeums, p. 293 (:= a'). Zoe. tic. — Lug. (M.'^ Doglia) — Lev. (Val Plora, M.'" Fibbia). Alt. — 1000-2500"'. Disp. — In giugno, ambo i sessi completamente sviluppati; ne trovai soltanto tre esemplari. Estens. geogr. — Non si conosceva che di Galizia, Transil- vania , Tirolo (L. Koch) e Francia (Simon, in litt.). Divente- rebbe specie nuova per la fauna italiana. Alt. — Come la specie precedente. Il Simon lo prese sopra 2000"' al M.' Genèvi'e nelle Alpi francesi. Gen. TEGENARIA Latr. 180i. Latreille, in Nouv. Diet. d'Hist. nat. , XXIV, p. 13 i (ad part.). 1870. ThorI'LL, On Europ. Spici., p. 120, 129. 79. T. domestica, (Clehck). Sin. 1757. Araneus Homesticus Clekck, Sv. Spindl., p. 76, pi. 2, tab. 9, tìg. 1 {descr. ad pnri.). 1841. Tegenaria domestica Walck., Ius. apt., II, p. 2, tav. 16, fig. 2. 1841. „ „ C. Koch, Arachn., Vili, p. 23, tav. CCLX, tìg. 607, 608. 1841. „ petreiisis u>. ivi, p. 27, tav. CCLX, fìg. 609. 1862. „ domestica Westking, Ai-an. saec, p. 307. 1871. „ „ Thobell, Rem. Syn., 2, p. 155. 1871. Philosca „ Me.noe, Pi-euss. Spimi., IV, p. 274, pi. 50, tab. 160. Loc. tic. — M. (Val di Muggio, Mendrisio, Ligornetto, Tre- mona) — Lug. (Rovio, Curio, Novaggio, Caprino, Pazzallo, Lugano, Val Colla, Isone) — Loc. (Locamo, Intragna) — B. (Giubiasco, Bellinzona) — Lev. (Faido, Airolo, Bedretto). Alt. — 200-1300"'. RAGNI DEL CANTONE TICINO 103 Dbp. — La vidi tatto 1' anno, meglio da maggio a no- vembre, comunissima. NOTE. — Eskms. geogr. — Propria di tutta i' Europa centrale e meridionale , manca od è rarissima nel settentrione sebbene Grlbe la citi della Siberia orientale; d' altra parte si spinge anche alle coste mediterranee dell' Africa (Egitto , Sav. Aud.; e alle is. Canarie (Llcas in Webb e Berth.). Infatti è sco- nosciuta all'Inghilterra, alla Lapponia e Finlandia, governo di Pietroburgo e Russia Baltica , vive però nella Svezia (aut. sved.j, ma sembra soltanto nelle provincie meridionali ed occidentali (Tiiou.). Ed è poi nota della Prussia (Mexge, Ohl., Grlbe), Slesia TZimm.) , Polonia (Grube) , Ungheria (Bock), Galizia (L. Kocn), Austria (Dol.) , Tirolo (Alss.), Svizzera (FuEssL.?; C. Glarona, Heer; Svitto e Untervaldo, Gieb. ; io ne posseggo anche un esemplare di Losanna ed un altro di Ginevra della var. pelrensis), Olanda (Six), Francia (Walck., T. domestica ad part.; Si.Mo>f, in litt.) , Italia (dal Trentino al Napoletano, Caxestr. Pavs.) , is. di Capri (io), Sicilia (Ca- NESTR. Pavs.). Le citazioni di Boemia (Prach, Barta) e d'Al- geria (Lue.) restano incerte, siccome gli autori si riferiscono alla T. domestica Linné (= T. Derhaiìtii Scop. o T. civilis auct.); quanto alla Tegenaria di Boemia, credo che si tratti piuttosto della domestica Cl., ma per riguardo a quella di Algeria si rimane sempre in dubbio, giacché il Lucas, seb- bene abbia scritto una monografia delle Tegenarie, ha im- brogliato deplorevolmente la sinonimia, ed ha fatto entrare parecchie specie differenti insieme a questa. Ali. — Essa, dalle basse pianure, si spinge fino alle estreme abitazioni dell'uomo; Simox (in litt.) la prese a lOOO"" alla Grande Chartreuse ; Heer fino nelle capanne sopra Fo e Mùhlebach nel C. di Glarona. 80. T. liarietina, (Fouhcr.). Sin. 1785. Aratiea parietina Fourcroy, Entomol. Paris., (. incompletamente svi- luppata, con l'addome bruno-rosso uniforme, sia sul dorso che alla parte ventrale, senza traccia di accenti circontiessi e fascio longitudinali |)iù chiare, come osservasi nei giovani ordinarli, descritti anche dal Walckexaeu (op. cit. , p. 21). Eslo/s. f/coyr. — Si trova in tutta 1' Europa e fu specialmente indicata dell'Irlanda ed Inghilterra (Lister, Blackw.), Svezia (aut. isved.), Finlandia e is. Aland (Noru.vi.), Russia Baltica (Grube), Prussia (Mexge, Ohe.), Olanda (vax IIass.), Slesia fZiM.M.), Boemia (Pracii, Barta) , Ungheria (Walck., Bòck), Galizia (L. Kocii) , Austria (Dol.), Carniola (Scop. , A ranca Roeselii), Tirolo (Auss.), Svizzera (Flesse.; C. Glarona, IIeer) , Francia (Walck., Llc), Italia fsett." e nierid.', Canestr. Pavs.), RAGNI DEL CANTONE TICINO 109 Corsica (Si.Mo>f, in litt.), Sardegna e Sicilia (Mas. civ. Gen.). Lat. bor. GOo, 20' — 38» circa. Alt. — Abita le basse pianure (Pavia, io) come le regioni montagnose. Walckexaer la prendeva in grande quantità nei Pirenei; in Tirolo arriva tino a 5000' (Auss.). 8o. A. .simili!^ Keys. sin. 18C3. Agelena similis Keyserlino, Beschr. neuer Si)iiin., in Verhaiidl. k. k. zool. bot. Go- scllsch. Wien, XIII, p. 374 (6), tav. X, iig. 2, 3. 1871. Ayalena „ Thobell, Rem. Syn., 2, p. 160. 1871. n :i Menuk, Preuss. Spimi., IV, p. 282, pi. 51, tab. 164. 1873. ,1 n TuoRELL, Rem. gyii., 4, p. 565. Loc. tic. — M. (Ligornetto) — Lug. (Ponte Tresa, Lugano) — B. (Bellinzona) — Kiv. (Val Riviera, Biiisca) — Lev. (Pol- legio, Giornico). Alt. — 230-400"'. Disp. — In luglio specialmente è comunissima, ed in alcuni luoghi più della sua congenere. NOTE. — TiioRELL dubita die 1' A. gracilens C. Kocn (Araclin. Vili, 1841, p. 51), tav. CCLXIX, tig. G34) possa esserne si- noni ma. Eslens. gcogr. — E nota finora solamente di Galizia (L. Kocii), Baviera (Keys.), Tirolo (Keys., Alss.), Francia (Lucas), Cor- sica (SiMox, in litt.), Italia (sett.' e merid.% Canestr. Pays.). Ma è probabile assai che si trovi in molte altre località, dove sarà stata confusa colla A. labyrinfhica. Gen. HISTOPONA Thor. 1870. TnoMELL, On Eiirop. Spici., p. 120, 133. 86. H". loi-pida, (C. Kocn). Sin. 1841. Textrix torpida C. Kocn, Araclin., Vili, p. 48, tav. CCLXVI, figg. 623, 626. 1847. Tegenaria „ Walck., Ins. apt., IV, p. 464. Loc. tic. — Lug. (M."' di Caslano). Ali. — 500". 110 p. PAVESI Disp. — Al 5 maggio due soli esemplari d' ambo i sessi , ma il (f ancora incompletamente sviluppato. NOTE. — Estens. geogr. — E indicata di Slesia (Zimm.) , Galizia (L. Kocii), Prealpi di Salzburg, Baviera, Boemia (C. Kocu), Tirolo (Auss.) , Svizzera (C. Glarona , IIeek) , Francia (Simon , in litt.), Trentino (Canestr. Pavs,). Ali. — C. Kocii dice che abita di preferenza le regioni montagnose , Simon la trovò comune nelle Alpi francesi a 1000"', ed Heek lino alla regione delle nevi perpetue. Gen. TEXTRK Sund. 1833. SuNDEVALL, Consp. Arachn. , p. 19. 1870. TiioRELL, On Eiirop. Spid., p. 120, 134. 87. T. denticolata. (Oliv.). Sin. 1789. Aranea denliculata Ol.lvlEK, Encycl. iiii'-tliml., IV, p. 213. 1841. Tegenaria hjrnsina Walck., Ins. apt., II, p. 15. 1841. Textrix „ C. KocH, Arachn., Vili, p. 4G, tav. CCLXVI, figg. 623, G24. 1844. Tegenaria Jiiligtnea LucAS, Note monogr. sur le» Aran. gcnr. Tegenaria, p. 408. 1861. Textrix lycosina Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 172, tav. Xll, figg. 110. 1862. „ n Westr., Aran, suec., p. 311. 1871. „ denliculata Thorbll, Rem. Syn., 2, p. 160. 1871. „ lycosina Mesce, Preuss. Spinn., IV, p. 277, pi. 51, tab. 162. Loc. tic. — M. (Val di Muggio, Ligornetto, M.'" S.Giorgio) — Lug. (M."" S. Agata di Rovio, M." Arbostora, Caprino, M." S. Salvatore, Pian Scairolo, Gentilino ed Agra, Lugano e suoi dintorni, Pian Cresperà, M.'" Bigorio) — Loc. (Locamo, Intragna) — B. (Giubiasco, alture di Bellinzona) — Lev. (bacino di Faido , M." Fongio). Ali. — '^00-1 oOO". Disjì. — Da marzo a novembre, comunissima. KOTE. — Eslens. geogr. — La conosciamo d' Irlanda (Templ.) e Gran Brettagna (Blackw.) , Svezia (aut. sved.) , Francia (Walck.), Olanda (Si.\), Belgio (Simon), Prussia (Menge, Oiil.), Bassa Austria (Dol.), Tirolo (Auss.) , Italia (sett.", Canestu. Pavs.; merid.', jiresa dal prof. A. Costa), is. di Cajìri (io). RAGNI DEL CANTONE TICINO 111 Alt. — Mi risulta die abita dalla regione delle colline ai limiti dell'alpina; anche SiMoy (in litt.) la raccolse nelle Al[ìi francesi a 1000"". Fam. DRASSIDAE Fuor. 1870. [Dmssoidac} Thorki.l, On Eiirop. ?pid., p. 137. Gen. ZORA (C. Koch). 184S. C. Koch, Arachn., XIV, p. 9i (ad part.). 1870. Thurell, On Europ. Spid., p. 139, MO. 88. Z. iiiaovilata (Blackw.). 5i>i. 1833. Hecaerge inamidata Blackwai,l, Charact. of some unJescr. sp. of Aran., in Loud, a. Ediub. Phil. Mag., 3.a serie, III, p. 103. 1837. Dolomedes lycaena Walck., Ins. apt., I, p. 348. 1848. Zara spinìmana C. KocH, Arachn., XIV, p. 102, tav. CCCCLXXXI, figg. 1343, 1344. 1861. Hecaerge „ Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 41, tav. Ili, figg. 21. 1862. Zara macaliila Thorf.ll, Rem. Syn., 2, p. 168. Zoe. tic. — Ne vidi un unico esemplare nei dintorni di Lugano. NOTE. — Estens. geogr. — Abita la Scozia ed Inghilterra (Blackw.), Svezia (aut, sved.), Finlandia (Nordm.), Russia Baltica (Grube), Prussia (Menge, Ohl.), Olanda (Six), Slesia (ZiMM.), Baviera (C. Kocii), Boemia (C. Kocii, PraciiJ, Austria (DoL.), Tirolo (Auss.) , Francia (Walck.), Corsica (Slmox, in litt.), Italia ('sett.% Ca.vestr. Pavs.). Pare che preferisca le regioni fredde, giacché nel nord di Europa è comune, e al di qua delle Aljìi invece assai rara. Gen. LIOCRANUM L. Koch. 1866. L. Koch, Die Aracliniden-Fam. d. Dnissidon , p. 2. 1870. Thorell, On Europ. Spid., p. 139, 143. 89. Hi. doiixesticurn (Wider). Sin. 1834. Clnhiona domestica WiDEK in Rf.uss, Zool. Mise. Arachn. Mus. Scukenb., I, p. 208, tav. XIV, iig. 9. 1841. Philoica notata C. Koch, Arachn., Vili, p. 55, tav. CCLXVIII, figg. 631, 632. 1861. Clìihiona dontestica Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 132, tav. Vili, fig. 84. 1873. Liorranum d'mifi'lk-um Thokei.l, Keni. Syn., 4, p. 432. 112 p. PAVESI Loc. tic. — Lug. (Ponte di Cassarina e Sassa sopra Lugano, M." S, Bernardo di Cornano) — B. (Castello di Unterwalden di Bell inzona). Alt. — 300-0(10"'. Disp. — Da maggio a luglio, abbastanza raro, fra i cre- pacci delle muraglie e delle roccie. NOTE. — Eslens. gcogr. — Aljita 1' Inghilterra (Blackw.) , la Svezia (TiioR.), i dintorni di Pietroburgo (Suòm.), Boemia (Bauta), Baviera (C. Korii), Beerfelden (Recss) , Tirolo (Auss.), Svizzera (C. Glarona, IIeiìr; ne posseggo anch' io un esemplare di Losanna), Francia (Simov, in litt.), Italia- (Canestr. Pavs.), Sar- degna (Mus. civ. Gen.). Il dott. VAN IIasselt (Aran, exoticae, i?i Tijdschr. v. Lntomol., 1871) lo dà fra i ragni di Giava! Gen. ANYPH(ENA Sund. 1833. SuNDEVALL, Consp. Arachn., p. 20. '1870. Thorell, Oh Europ. Spiri., p. 139, 143. 90. A. aceeiitiiatii (Walck.). Sin. 1802. Aranea accentuala Walckenaer, Fu. paris., Il, p. 22fi. 1834. Clubiona punctata Hahn, Arachn., II, p. 8, tav. XXXIX, fig. 99. 1837. n accentuata Walck., Ins. apt., I, p. 594. 1861. „ n Blackw., Spiil. oC Gr. Brit., I, p. 131, tav. Vili, fi^S. 83. 1862. Anyphaena, i, Westu., Aran, siiec, p. ,371. 1866. „ ,7 I>. KocH, Drass., V , p. 219, tav. IX, fifC. 143-145. 1871. „ ;, TliOKELI., Rem. Syii., 2, p. 2u4. Loc. tic. — Lug. (Lugano e suoi dintorni, M."" S. Salvatore) — Loc. (Ascona). Alt. — 200-GOOr ììlsp. — Da marzo a novembre , non comune. .NOTE. — ■ EsLcììs. geogr. — L. Kocu ce l'indica di tutta Eu- l'Opa, ma vive inoltre in Palestina (Cambr.). Sappiamo poi nominatamente che abita l'Inghilterra e Galles sett.' (Bl.vckw.), Svezia (aut. sved.), Russia Baltica (Gruiìe), Prussia (Menge, OiiL.) , Olanda (Six), Slesia (Zì.m.m.), Boemia (Barta), Galizia (L. Kocii), Austria (Dol.), Baviera (C. Koch), Tirolo (Ai:ss.), Francia (Walck., Lue), Italia (sett.', Canestr. Pavs.) e Cor- sica (Simon , in litt.). RAGNI DEL CANTONE TICINO 113 Gen. CLUBIONA Latr. \804. Latreille, in Nouv. Diet, d' Hist. nat. , XXIV, p. 134 (ad part.). 1870. TiioRELL, On Eur. Spid., p. 139, 144. 91. C eox'tica.lis Walck. Sin, 1802. Aranea coriicalìa Walckexaek, Fn. Paris., II, p. 429. 1837. Clubiona „ id. Ins. apt., I, p. 593. 1861. n „ Blackwall, Spid. of Gr. Brit., I, p. 126, tav. VII, fig. 79. 1862. TI 71 Westrino, Aran, suec, p. 401. 1866. n n L. Koch, Drassiden, VI, p. 301, tav. XII, fiff. 192. 1871. 7, 77 Thokell, Rem. Syn., 2, p. 225. Loc. tic. — Lug. (falde del M.'* S. Salvatore alla Cà-di-Biss, Gora di Lago sul M." Bigorio). Alt. — 330-1 lOO". Disp. — In maggio e giugno , ne presi soltanto tre esem- plari 9 adulti sotto le pietre e la corteccia di piante. NOTE. — Eslens. geogr. — Fu trovata finora in Inghilterra (Blackw.), Svezia (Westr., Tuor.), Baviera (Thor. in L. Kocii), Francia (Walck., Sim.), Italia (sett.% Canestr. Pays.), Corsica (SiMoy, in litt.). La sua dimora preferita pare che sia il nord d'Europa, nella Svezia ad es. è frequentissima, mentre da noi sembra molto rara. Lat. bor. 60° — 41° circa. Alt. — In Corsica (a Vizzavona) Simon la prese fino a loOO"". Kisulta perciò che è propria della regione delle colline e mon- tagnosa. 92. C. moiita-iia L. Koch. Sin. 1837. Clubiona montana L. KocH, Drass., VII, p. 308, tav. XII, fig. 197. Loc. tic. — Lug. (M." S. Salvatore) — Loc. (Ascona). Alt. — 200-yOO". Disp. — In giugno, ne presi appena tre esemplari, gen- tilmente determinatimi dallo stesso dott. L. Kocn. NOTE — Da c|uanto mi risulta, il e/ non fu per anco de- scritto. Esso è più piccolo e di colore più scuro della femmina. 114 p. PAVESI La conformazione de' suoi palpi e specialmente del l)ull)o genitale è caratteristica. Al lato esterno dell' apice della tibia si osserva un processo breve, diviso superiormente in due rami arcuati; l'inferiore dei quali più sottile e diretto prima all' innanzi, poi rivolto all' insù, il superiore breve. La lamina del tarso è rosso-bruna. 11 bulbo, un po' sporgente, presenta in alto due piccoli denti; alla base, dal lato interno, sorge un processo iiagelliforme, che si prolunga cioè in un filo, il quale segue il margine interno della lamina e gira fino a ritornare alla base , dal lato esterno , poi di nuovo si ri- piega in alto e si curva, stando un po' distaccato dalla superficie del bulbo. Lungh. tot. -i-G millim. Esteììs. gcogr. — Questa specie è nuova per l' Italia. Abita gli Lrzgebirge boemici (L, Kocii), Francia e Corsica (Simon, in litt.), Canato, Russia meridionale e Caucaso (L. Kocii). Alt. — Simon la trovò a 1800'" nelle Alpi francesi; però, come si vede, si abbassa alquanto e fino alla regione delle colline. 93. C terresti'is Wiisin. Sin. 1850. Chibiona terreslrli Westring, Fortccknint; ofv. Svfr. Siiindol. (Emim. avau.), p. W (sec. TiloK.). IRfil. n amnrantìin BlACKw., Spirt, of Gr. Brit., I, p. 123, tav. VII, fig. 70. 1862. n terrestris Westu., Aran, succ, p. 395. 1867. ., n L. Koch, Brass., VII, p. 38, tav. XIII, fig. 211, 212. 1871. „ J! Thokell, Rem. Syn., 2, p. 222. Loc. lie. — M. (Valle di Muggio) — Lug. (M.'" S. Salvatore, Lugano). Ait. — 275-500". Disp. — Da giugno a novembre ; ne posseggo tre esem})lari , ma forse è più comune di cjuanto mi risulta. NOTE. — Eslens. gcogr. — Abita la Scozia ed Irlanda (Blackw.), Svezia (WiiSTH.), Baviera e Tirolo (L. Kocii), Francia (sett.", Simon in litt.), ed Italia (sett.% Canestr- Pays.). RAGNI DEL CANTONE TICINO 115 94. e fx'utetorura. L. Kocn. ■Sin. 1867. Cluhiona fruteinrum L. Kocn, Drassiden, VII, p. 344, tav. XIV, figg. 224-226. 1871. n -.ì Thorell, Rem. Syn., 2, p. 216. Loc. tic. — Lug. (M." S. Salvatore, Pian Scairolo, Gentil ino, Lugano e suoi dintorni , M." Brè). Alt. — 271-800-. Disp. — Da maggio a novembre; pare piuttosto comune e la presi anche nei giardini sotto la scorza di alberi, special- mente dei platani. NOTE. — Estens. geogr. — E conosciuta inoltre di Svezia (Thor.), Francia e Corsica (Simon, in litt.), Galizia, Baviera, Banato e Caucaso (L. Kocn). 95. O. oompta C. Kocn. Sin. 1839. Cluhiona comta C. KoCH, Arachn., VI, p. 16, tav. CLXXXV, fig. 440. 1841. n compia Walck., Ins. apt., p. 478. 1861. ji comta Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 128, tav. VII, fig. 81. 1862. n n Westr., Aran, saec, p. 403. 1866. n n L. KoCH, Drass., VI, p. 294 (in Quadro anal, delle specie del gen. Clubiona), tav. XVI, figg. 237-239. 1871. n compia Thorell, Kem. Syn., 2, p. 225. Loc. tic. — Lug. (M."' Brè). Alt. — GOO"'. Disp. — In maggio , ne presi un unico esemplare 9 . NOTE. — • Estens. geogr. — Sebbene sia sempre una specie rara, è però molto sparsa in Europa, come appare di leggieri quando si sappia che fu trovata in Fnghilterra (Black w.), Svezia (Westr., Tiior.), is. Oesel nella Russia Baltica (Grube), Prussia (OiiL.) , Slesia (Zlmm.) , Baviera (C. Kocn) , Boemia (Barta), Olanda (Six, van Hass.), Francia e Corsica (Si.mo.v, in litt.), Svizzera (il prof. Frey me ne procurò un esemplare del C. Ginevra), Trentino (Canestr. Pavs.) ed is. di Capri (io). Lat. N. GO" — 40°, W. 116 p. PAVESI Gen. CHIRACANTHIDM C. Koch. \'9'ò^.'[Clieiracantliium] C. Koch, Arachii., VI, p. 9. 1870. TnoRELL, On Eur. Spid., p. 131), \ l'ò. 96. Clx. italicum Canestr. Pa vs. fiin. 18C9. Cheiracanthium italicum Canestrini e Pavesi, Aran, ital., in Atti Sor. Ital. Se. Na- tur., XI, 1868, p. 851 (114). 1870. n n I»- ii>. Catal. sistem. Aran, ital., in Archivio Zool. Anat. Fisiol., serie II, vol. II, tav. IV, fig. 3, 3a. Luc. lie. — Lug. (Agra, Pazzallo, dintorni di Lugano). All. — 280-600"". Disp. — In ottobre e novembre, comune. NOTE. — In principio di novembre trovai i suoi grandi boz- zoli, chiusi in foglie accartocciate di quercia od altra pianta, con gran numero di giovani già nati, insieme alla loro madre. Esleiis. geogr. — Si sa che abita Francia e Russia meridio- nale (L. KocH), oltre die l'Italia sett.° (C.\nestr. Pays.), sic- come è quella forma di maggiori dimensioni, della quale parlarono già Walckenaer e L. Kocii a proposito del Ch. nu- Irix del sud d'Europa. Io ne ho esaminato un esemplare 9 della Francia meridionale (Mus. civ. Gen. , don. Simon). 97. Clx. IMilclei L. Roch. Sin. 1864. ChciracanlhiuiH Milriei L. KocH, Die eiirop. .\rten d. Araehn. gatt. Cheiracanthium p. 8, in Abhandl.. nat. Qesellsch. Nurnberg. 186S. ,, n ID. Drass., V, p. 253, tav. X, flgg. 161-163. Loc. lie. — M. M." di Pedrinate , Stabio , Ligornetto, M.'" San Giorgio) — Lug. (Valle Magliasina, Agra, M." S. Salvatore, M." Caprino, Lugano e suoi dintorni, M." Bigorio, Val Colla). Ali. — 280-1000"'. Disp. Dalla primavera all' autunno , comune. NOTE. — Da novembre a marzo sta racchiuso nel suo boz- zolo sericeo, bianco, relativamente grande; in luglio presi il e/' completamente sviluppato. RAGNI DEL CANTONE TICINO 117 Estens. gcogr. — Vive aiiclie nel Tirolo (mei'id.% L. Kocu, Auss.), Spagna e Corsica (Simon, in litt.), Italia (sett.% Ca- NESTR. Pavs.; Napoletano, io); is. di Capri (io), Sicilia (Simon, in litt), Dalmazia (L. Kucii), Corfu (Cambk.), Caucaso (L. Koch), Palestina (Cambr.). Lat. bor. 4G°, 40' — 31°, 30'; ond' è specie propria della fauna mediterranea. Alt. — Vive ugualmente nelle basse pianure che nella re- gione montagnosa. 98. Olx. earnifex (Fabr.). Sin. 1775. Aranea carni/ex F.VBKiciua, Syst. Entomol., p. 436. 1837. Clubiona erratica Walck., Ins. apt., I, p. 602. 1839. Cheiracanthiam ciriii/ex C. Koch, Aracha., VI, p. 14, tav. CLXXXIV, figg. 438, 439. 1862. fl erraticuììi Westr., Aran, suec, p. 380. 1864. n rnrnifex L. KocH , Die europ. Art. d. Aracliu. gatt. Cheiraeaii- thium, p. 13. 1866. n „ ID. Drass., VI, p. 258, tav. X, figg. 164-166. 1871. CliiracanthiuìK n Tuokell, Rem. Syn., 2, p. 209. Loc. de. — M. (M." di Pedrinate, M.'^ 3 Crocette e Stabio, Coldrerio, M.'" Generoso) — Lug. (M." S. Salvatore, Lugano e suoi dint., M.'^ Brè, M.'" S. Bernardo). ^1//. — 280-1200^ Disp. — Maggio e giugno, non molto comune; in giugno presi i e/ completamente sviluppati. NOTE. — L. Kocu cita con dubbio la soprascritta sinonimia di "Walckenaer; e Thorell quella di Fabricius. La Clubiona errallca di Blackwall é altra specie (vedi Thorell , Rem. Syn., p. 432). Estens. geogr. — Vive anche in Isvezia (Westr.), Finlandia (NoRDM.), Belgio (Sim.), Prussia (Menge, Oiil."), Slesia (Zimm.), Galizia (L. Kocu), Boemia (Pracii) , Transilvania (Sill), Ba- viera (L. Kocu), Austria (Dol.), Tirolo (Au^s.) , Francia (Walck.j, Italia (sett.% Canestr. Pavs.; della merid.' io ne vidi esemplari nel Mus. zool. Univ. Nap.), Sicilia (Blackw.). Onde le recenti ricerche non diedero ragione al dott. L. Kocu, che la credeva mancante nell'Europa meridionale. 118 r. PAVESI Gen. PHRUROLITHUS C. Koni. isao. C. Koch, Arnchn., VI (ad part.}, p. MO, 111. 1S70. TiioRKLL, On Enr. Spid., p. 1.39, li-'i. 99. F*Ii. miiiiiiavis C. Kocii. Sin. 1830. PhruroHtlms minimvs C. KocH, Araclin., VI, p. HI, tav. CCVII, fig. 513. 1862. „ n Westring, Aran, succ, p. S2fl. 1866. „ L. Koch, Drassid., V, p. 227, tav. IX, fig. 146, 147. 1871. „ „ Thokell, Rem. Syn., 2, p. 1G9. Loc. tic. — M. (M.'^ S. Giorgio) — Lug. (M.'" S. Agata di Rovio, M." Arbostora, M."' S. Salvatore, Lugano e Cassarago) — Loc. (Intragna) — Lev. (bacino di Quinto). Alt. — 280-1 100^ Disp. — Da maggio a luglio , piuttosto raro. NOTE. — Estens. geogr. — Vive in Isvezia (Tiior., Westr.), Baviera (Tiior.), Boemia (C. Kocii), Tirolo (Auss.), Francia (SiMOX , in litt.), Italia (sett.", Canestr. Pa vs.). Alt. — Io lo trovai anche nelle basse pianure (Pavia) e AussERER (in Tirolo) fino a 3500', cioè fino ai limiti inferiori della regione montagnosa. Gen. MICARIA Westr. 1851. Westring, Fortekn. ofv. Sver. Spindel. (Enum. aran.), p. -i6. 1870. TiioRKi.L, Oli Eur. Spid., p. 1.39, ]IG. 100. M. fuliyons (Walck.). Sin. 1802. Aranea faìijeiis Walckenaer, Fn. Paris., II, p. 222. 1834. Drnaaiis reìiicens Hahs, Arachn., II, p. 55, tav. LXI, fig. 143. 1837. n fuìgena Walck., Ins. apt., I, p. 022. 1839. Macaria fasluosa C. Kooii, Arachn., VI, )i. 02, tav. CCIII, fig. 498. 1862. Micaria fiil'.i'jnii Wf.stk., Aran, suoc, p. 331. 1866. „ ., L. Kocu, Drassid., II, p. 72, tav. IV, figg. 62-54. 1871. „ „ Thoueli., Rem. Syn., 2, p. 170. 1872. n 11 Menoe, Preuss. Spiim., V, p. 321, pi. :>T, tal). 184. Lue. tic. — Lug. (M.'- S. Bernardo di Gemano). AH. — (100"'. RAGNI DEL CANTONE TICINO 119 Disp. — Al 31 marzo, ne presi un unico esemplare 9. NOTE. — Estens. (i"ogr. — Abita la Svezia (aut. sved.), Fin- landia (NoRDM.), Prussia (Oiil,, Me.vge), Slesia (Zi.mm,), Boemia (Prach), Olanda (Six), Francia (Simon, in litt.), Tirolo (Auss.), Italia (sett.% Canestr. Pavs.). Alt. — In Tirolo vive dalle pianure a 7000' (Auss.); in Lom- bardia fu trovata fino a 2400'" (M." Stelvio, Soudll.); cioè va fino alla regione delle nevi perpetue. Gen. DRASSUS Walck. 1803. Walckenaer, Tabi. d. Aran., p. 45 {ad part.). 1870. TiioRELL, On Eur. Spici., p. 140, 147. 101. 13. via,toi* L. Kocii. .5(<». 18SG. Drassus viator L. KocH, Drassid., II, p. 84, tav. IV, flg. 67. Loc. tic. — M. (sopra Rancate) — Lug. (Lugano). Alt. — SSO-ooO". Disp. — In giugno, rarissimo. NOTE. — Estens. geogr. — Questa specie è propria dell'Europa meridionale e dell' Africa. Fu trovata ^ìrecisamente in Dalmazia (L. Kocu) , Italia (sett.^-merid.", Canestr. Pavs.) , Sicilia , Francia merid." e Spagna (Simon, in litt.) ed inoltre nell'oasi Diserà del Sahara (L. Kocii). 102. I>. 1-twìclu.s nov. spec. CephaloUiorax brunaeo-testaceus, longior quain latus, fere quam patella -\- tibia pedum IV paris, parce minutimque granosus; series oculoruin antica curva, oculis mediis multo majoribus quam lateralibus; oculi medii postici Inter se plusquam 1 diametro distantes; palporum articuli aculeis armati, tibiae in apicis latere exlerno spinula brevi, oblique truncala; bu!!)us geni- talis ovalis, productus, antice unco brevi externo, procursu exili stiliforuii interno, cui in lamina seta superest; pedes IV paris ceplialothorace 3 y« longiores; abdomen griseo-murinum, indumento panilo evidenter, spatio antico mediano excepto denudato, testaceo. — . RazoiiiiioTvslcyi nov. spec. Ccphalolhorax Ilavescente-brunneus, patella ~\- tibia pedum IV paris fere aequans; oculi multo adproximati, mediani postici magni, ovati et oijiique positi; palporum (. ti'og-lodytes C. Koch. Sin. 1839. Drassns troijlodijles C. Kocii, Arachn., VI, p. 35, tav. CLXXXIX, fìgg. 455, 456. 1841. Clabioua n Walck., Ins. apt., II, p. 480. 1861. i9m.Mii» clavator Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 109, tav. VI, fìg. GG. 1862. 11 troglodijies Westr., Aran, suec, p. 345, 1866. n n L. Koch, Drassid., III, p. 116, tar. V, figg. 73, 74. 1871. „ 1, Thorell, Rem. Syn., 2, p. 183. Loc. tic. — Lug. (M." Arbostora) — Lev. (Val Plora, Ospizio di S. Gottardo, Val di Sella, M."^ Prosa). Alt. — 700-2500^ Disp. — Da maggio a luglio, non raro. NOTE, — Estens. geogr. — Dalle notizie sparse, che posso raccogliere, sembra che viva in tutta Europa, ma si è spinto anche in Palestina e Siria (Cambr.) e nella Tunisia (io). Abita l'Inghilterra (is. Portland, Blackw,), Svezia (Westr., Thor.), Finlandia (NoRDM.), Russia Baltica (Grube) , Prussia (Ohl.), Baviera (C. Koch), Tirolo (Auss.), Francia e S^^agna (Slmon , in litt.), Italia (sett.% Can'estr. Pavs.), Corsica (Slmon, in litt. ), Sardegna (Mus. civ, Gen.), Dalmazia (L. Kocn). Lat. bor. 60", 10'— 30« circa. Alt. — Vive tanto in pianura come in montagna ed anche sulle alte Alpi (L. Kocii); fu trovato in vero sul Betta-Fiirke nel gruppo del M.'" Rosa (Mus. civ. Gen.) e fino a 7000' in Tirolo (Auss,), cioè fino alla regione delle nevi. 126 p. PAVESI 105. D. lapiclioola, (Walck). Sill. 1802. Arnnea laiiidicola [Inpidosa] Walckenaer, Fn. Paris., II, p. 222. 1834. Clubiona „ Hahn, Arachn., II, p. 20, tav. XL, fig. 100. 1837. ,1 htpidicolens Walck., Ins. opt., I, p. 508. 1839. Drassus lapidicoia C. Koch, Arachn., VI, p. 28, tav. CLXXXVIII, figg. 450, 451. 1861. n lapidicolens Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 116, tav. VI, fig. 70. 1862. 11 ìapidicoìa Westr., Aran, suec, p. 361. 1866. n n L. Koch, Drassid., Ill, p. 126, tav. V, figg. 80, 81. 1871. 1, n Thoreld, Kern. Syn., 2, p. 202. I Zoe. tic. — M. (M," di Pedrinate, Valle di Muggio, M.'^ Ge- neroso, Tremona, M." S. Giorgio) — Lug. (M.'" S. i^gata di Rovio, M." Arbostora, M." S. Salvatore, M.'* Caprino,, Luga.no e suoi dintorni, specialmente le alture, M.'" Brè, M." Doglia, M.'' S. Bernardo di Cornano, M." Bigorio) — Lev. (monti del bacino d'Airolo, Val Bedretto). Alt. — sso-aooo-. Disp. — Da marzo a novemln-e , comunissimo. NOTE. — Estens. geogr. — Esteso in tutta Europa dall' estremo nord al sud (1j. Kocii), vive anche in Palestina e Siria (Camde.) e nell'Algeria (L. Kocii); non è però citato nei cataloghi dei ragni della Russia Baltica e Slesia. Invece si conosce nomi- natamente d'Inghilterra (Leacii, Cambr. , Blackw.), Svezia (aut. sved.) , is. Aland (Nordm.), Prussia (Me\ge, Ohl.) , Boemia (Pracii, Barta), Galizia (L. Kocii), Transilvania (Sill, Seidl.), Ungheria (Bock), Austria (Dol.), Tirolo (Auss.), Sviz- zera (io ne ho esemplari del C. Ginevra), Olanda (Six), Francia (Walck.), Italia (sett.' e merid.', Canestr. Pavs.), Sardegna (Mus. civ. Gen.). Alt. — Fu trovato tino a 8000' nel Tirolo (Aiss.); anche nei Pirenei è comunissimo (Walck.). Onde, dalle più basse regioni , si S})inge molto in alto sulle Alpi e lino alle nevi perpetue. 106. H). lieex-ii nov. spec. Ccphalothorax rufo-fiiscus, ])ubescens, panilo lirevior qu?m patella -|- tibia podum IV paris; series oculorum rectae, oc\\\\ modiani postici rotundi, RAGNI DEL CANTONE TICINO 127 inter se satis distantes; pedes IV pnris cephalothorace circa quadruplo lon- giores; palporum (o^) tibiae, in apicis latere externo, processa brevi, lato, postremo falcato, instructae; tarsi latiores quam reliqui arliculi; bulbi pars basalis inflata , in medio emarginata, onde dens validus aduncus, superne processu spiriformi; abdomen rufo-brunnenm , unicolor, pubescens; vulva insignis, costa semilunare nigra, postico interrupta, e qua lamina triangu- laris obtruncata exit, utrinque tui)erculum. Fé 111 in a. — Il cefalotorace è un po' })iù breve della patella e tibia del IV." pajo di zampe (o '^/s'"'"), con la maggiore lar- ghezza (4 y.,"""') 'il davanti dell' inserzione del III." pajo , e bruscamente si ristringe al capo. Questo è in volta e molto sporgente. La rima mediana del torace piuttosto breve. La superficie totale ha una minutissima pubescenza e peli più lunghi nell'area oculare. Il colore è rosso-bruno, più scuro al capo e specialmente dove sono gli occhi; senza margine nero. Gli occhi della serie anteriore formano una linea quasi dritta e distano un diametro dal margine del clipeo; i me- diani sono rotondi , in uno spazio nerastro , meno distanti tra loro che dai laterali, cioè un diametro; i laterali ovali. La fila posteriore è dritta ; gli occhi mediani rotondi , non inclinati e convergenti, distano dai mediani anteriori una mezza volta di più di questi dal margine del clipeo; gli occhi laterali distano molto più dai mediani di questi tra loro, cioè circa tre diametri. Mandibole rosso-bruno scuro; lunghe come i metatarsi del I." pajo di zampe, e più grosse dei femori di questo , assai convesse alla base , quasi dritte all' esterno ; leggermente pelose all' esterno , molto all' in- 128 p. PAVESI terno e con lunghe setole all' avanti. Il margine anteriore della doccia in cui è ricevuto l'uncino porta tre denti, quel di mezzo più forte; il margine posteriore due molto robusti. L'uncino é lungo quant' è larga la mandibola, più scuro alla base e rosso lucente all' estremità. Mascelle dritte , non piegate sul labbro, col margine esterno concavo, l'interno dritto, anteriormente arrotondate; riccamente setolose dalla metà del margine anteriore a tutto l'interno. Labbro lungo circa la metà delle mascelle, d'unifurme larghezza, un po' ritondato all' avanti , ove porta pure molti peli. Mascelle e labbro rosso-bruno, più chinro all'estremità. Slcrno ovale, al- l' avanti leggermente concavo, puntuto all' indietro, con in- taccature sui margini, ove s'inseriscono le zampe ed una punta in corrispondenza della metà della base delle coscio; a superficie pelosa; rosso-bruno, più chiaro in mezzo. Palpi giallo-bruito, l'ultimo articolo più scuro; femore incurvato all'interno, dopo i due terzi porta sopra 1. punta ed alla fine dal lato interno 2. setole; la patella ha i. setola sottile al lato interno; la tibia 1. forte e lunga setola alla base e 2. all'estremità, sempre dal lato interno; l'articolo terminale 2. setole dal lato interno, una alla base e l'altra verso l'e- stremità, più 1. all'esterno alla base. Le zampe sono giallo- bruno, coi metatarsi più scuri; tutte riccamente pelose, anzi l'estremità della tibia del L" e IL" pajo porta molti peli uni- formemente lunghi da far passaggio alla scopula dei tai'si ; al in." e IV." pajo ciò diventa un ricco ciuffo di peli, scopula foltissima ai metatarsi e tarsi del I." e II." pajo ed ai tarsi delle paja posteriori. Armatura delle zampe. Le patelle sono tutte inermi. I." e IL" pajo. — Femore sopra 1. 1. avanti 1. 1. — Tibia I. 2. (nel II." pajo semplicemente 2.) — Meta- tarso sotto 2 alla base. IH." » — Femore sopra 1.1. avanti 1. 1. dietro 1. 1. — Tibia avanti 1. 1. dietro 1.1. sotto 2. 2. 2. RAGNI I>Er. CANTONE TICINO 129 — Metatarsi sopra 1. avanti 1. 1. ^. dietro ì.±± sotto 1. IV. " pajo — Femore sopra 1. 1. avanti 1. dietro 1. — Tibia avanti 1. 1. 1. sotto 1. 1. 1. dietro :2. 2. 1. — Metatarsi sopra ì. 1. avanti 1. 1. 1. 2. dietro 1. 1. 1. 2 sotto 1. 1. 1. Addome giallo-bruno, pubescente, unicolore, con traccio di accenti circonflessi alla parte })Osteriore del dorso. FUiere ìjrevi e rosso-brune. Lo spazio genitale abbastanza grande, ovale, ma tronco posteriormente. Vulva limitata da una costola sa- liente nera in forma di semicerchio, sotto la quale sporge una lamina triangolare, tronca all'estremità, ai cui lati sono due sporgenze ovali lucide. Dallo spazio genitale provengono due file di punticini rossicci, che convergono all'ano senza raggiungerlo; ai lati delle eguali sono due altre file, che arrivano fin quasi alle filiere. Una punta rosso-bruna si dirige air avanti, verso lo sterno. Lunghezza del ceMotorace 5 millim. » dell'addome 8 » » del L^ pajo di zampe IG '/., " del IV.» » 19 y. Maschio. — L molto più piccolo e colorato un po' più inten- samente in tutte le parti, rivestito ugualmente della stessa armatura delle zampe e dei palpi (il mio esemplare però è un po' guasto e manca del IIL" pajo). Addome molto più stretto. I palpi sottili circa come i metatarsi del L" pajo di zampe. All'apice della tibia, dal lato esterno, vi è un pro- cesso, lungo come il diametro di essa, terminato a doppio gancio , cioè con intaccatura semilunare , il ramo inferiore restando però più grosso del superiore. L'articolo tarsale è grosso almeno come il femore del L° pajo di zampe e lungo il doppio della larghezza. La lamina n' è ovata, bruna, più scura degli altri articoli del palpo. Il lulbo ge?ii(aie e abba- stanza complicato; alla base sporgono due corpi rosso-bruni. 130 p. PAVESI lunghi, l'intei'no dei quali attraversato da un canaletto; al- l'interno di questo e verso il centro del bulbo sorge un dente Itreve, grosso, curvo, diretto all' innanzi; e poi comincia un processo, che gira in spira come un cavaturaccioli e termina in alto in punta lucente rosso-chiaro; il secondo giro di (juesta spira è più stretto e pellucido. Lunghezza del cefalotorace 4 millim. » dell' addome 5 » » del I." pajo di zampe lo » » • del IV." >. 16 V2 » Questa specie può rassomigliarsi a prima vista al D. lapi- dicola , ma con tutta facilità se ne distingue pel carattere degli occhi posteriori mediani, degli organi genitali, ecc. L'ho presa sul monte Fongio, al colle di Nùfenen ed in Val di Sella nel gruppo di S. Gottardo (2200-2300"' s. m.) nel luglio 1870 e fu trovata nuova recentemente anche dal dott. L. Kocii. Gen. PROSTHESIMA L. Korn. 1870. [Melanophom] TnonrLL, On Eur. Spid., p. UO, 119. 1872. L. KocH, Apterologisches aus d. Friink. Jura, p. 130, in Ahiinndl. nat. Gesellsch. Nlirnberg. 107. Ir*i'. elivioola. L. Kocii. Sin. 1870. Melanophnra rliviroln L. Koch, Beiti-, z. Keuiiln. il. Ai-achn. fauna Galizieus, p. 26, in Jahrb. d. k. k. acscINcli. in Ki-aka\i, XLI. Loc. tic. — Lev, (Val di Sella). Alt. — 2200". Disp. — In luglio , soltanto due esemplari 9 • NOTE. — Il mio esemplare fu determinato dallo stesso dott. L. Kocii. Estens. geogr. — Finora è conosciuta di Galizia, Baviera, Tirolo (L. Kocii). F specie nuova per l'Italia, e Simon (in litt.) la trovò nella Svizzera (a Zermatt nel Vallese). Lat. bor. oO" — /.6°. RAGNI DEL CANTONE TICINO 131 Alt. — Vive esclusivamente nei luoglii montagnosi e nel Tirolo fu })resa fino a 7000' (L. Kocii); abita la regione al- pina e delle nevi perpetue. 108. IPi*. i:)r'ixclica, L. Kuch. Sin. 1866. Melanophora praejira L. KocH, DrassiJ., Ili, [i. 155, tav . VI , fiijg. 97-99. 1871. ■n n Thouell, Rem. Syn., 2, p. 107. Loc. tic. — M. (M.'" Penso). Alt. — iOO". Disp. — In giugno, ne presi un solo esemplare 9 adulto, XOTE. — Eslens. geogr. — Vive nella Svizzera C Vallese, Simon' in litt.), Italia (sett.% Canestr. Pavs,), Dalmazia e Basso Da- nubio (Orsova) (L. Kocii). Lat. bor. 4G'', 20' — 48° circa. 109. r»r. F»etiverii fScor-.). Sin. 1763. Aranea Peliverii Scopoli, Ent. cani., p. 398, see. Thorf.li, {ad part). 1839. Mclanojìhora subterranea C. KocH, Arachn., VI, p. 85, tar. CCI, fig. 491, 492. 1861. Drassus ater Blackw., Spid. of Great Brit., I, p. 106, tav. VI, figg. 63 {adpnrt.). 1862, Melanophora suhterranea Westrixg, Aran, suec, p. 355 {ad part.). 1866. n n L. Koch, Drassia., IV, p. 170, tav. VII, fig-. 110-112. 1871. » Petiverii Thoreli,, Rem, Syn,, 2, p. 194. 1872. n n ME>fGE, Preuss. Spinn., V, p. 305, pi. 55, tab. 175. 1873. Frosthesima n Tiiouell, Rem. Syn., 4, p. 411, .567. Loc. tic. — M. (M."' Generoso, M." S. Giorgio) ■ — Lug. (M.'" S. Salvatore, M.'^ Brè , M.'" S. Bernardo di Coniano, M.'^ Bigorio) — Lev. (M." di Fongio). Alt. — oOO-lSOO-". Disp. — Da aprile a luglio, non è rara, comune poi al M." S. Bernardo. In luglio trovai i cT adulti. NOTE. — Estens. geogr. — Abita tutta l'Europa (L. Kocii) ed infatti la conosciamo dell'Inghilterra (Blackw.), Svezia (Westr., TnoR. ), Finlandia (Nord.m.) , Prussia ^Mexge, Ohl.), Slesia (ZiMM.) , Galizia (L. Kocii), Transilvania (Sill), Boemia (Pracii, Barta), Beerfulden e Francoforte s/M. (Reuss) , Austria (Dol.), Camicia (Scop.), Tirolo (Arss.), Svizzera (C. Glarona, Heer), Olanda (Si.\), Francia (Lrc), Spagna (L. Kocii), Italia (fino V.V2 V. PAM^SI ,•(1 mezzodì, I.. Kocii, Canesth. Pa vs. j, Basso Danubio (Orsova, I;. KOCIl). .1//. — Preferisce i luoghi montagnosi e si spinge anche in alto nelle Alpi (Blackw. , L. Kocn); Heer 16 dà soltanto fino a 3000', e fino a 1000" pure la trovò Simun (in litt.) a Sappey. Onde risulta che si innalza dalle basse pianure (Pavia, io) fino alla regione alpina. 110. P*r. iii;^x-ita, (Fabr.). Sin. 1775. Aranea nigrita Fabricius, Syst. Entora., p. 432 (see. Thorfxl). 1839. Me!anophorn pusilla C. KoCH, Arachn., VI, p. 90, tav. CCII, fif;. 496. 1843. Dransiis piisìUii.'! ID. ivi, X, p. Vii, tav. CCCLVI, fìg. SSó. 1861. „ ,1 Blaokw., 8pi(l. of Gr. Brit., I, p. 107, tav. VI, fiftg. 64. 1R62. Blelniwphora pusilìa Westring, Aran, suec, p. 357. 1S6G. ,1 n L. KocH, Drassid., IV, p. 179, tav. VII, figg. 117-119. 1S71. n nigrita Thokell, Rem. Syn., 2, p. 199. 1872. n 11 Menge, Preuss. Spinn., V, p. 311, pi. 56, tab. 179. 1863. rrosthesimn ,, Tiiorei,!,, Rem. Syn., 4, p. 411, 567. Loc. tic. — L u g. (M,'" S. Agata di Rovio, dintorni di Lugano). Alt. — 280-750". D/sp. — In giugno e novembre, ne presi soltanto due esemjdari 9 , uno dei quali nelle fenditure d'un gelso. NOTE. — Estens. geogr. — E una specie abljastanza sparsa in Europa. Dall'Inghilterra (Blackw.) e Svezia (Westr. Tiior.), si estende fino al sud , essendosi trovata anche in Prussia (Menge , Ohl.) , Slesia (Zi.mm.) , Ungheria (Bock) , Baviera (C. KocHj, Tirolo (merid.% L. Kocii, Auss.), Francia (sett.% Simon in litt.) , Italia (sett.% Canestr. Pavs.) e Basso Danubio (Orsova, L. Kucii). Lat. bor. 00° — U°, 40', Alt. — Vive dalle basse pianure (Pavia, io) fino al prin- cipio della regione montagnosa. Gen. GNAPHOSA La tu. 1801. Latrkille, in Nouv. Diet. d'IIist. nat., XXIV, p. 13i (dd part.). 1S70. TiioRELt., Oli Enr. Spid., p. \M, 149. 111. G. liigiilbr'is (C. Kocn). Sin. 18.39. Pijthminsn ìiign'iria C. KocH, Arachn., VI, p. 60, tav. CXCV, fig. 473. ISGG. „ 11 L. KocH, Drassid., I, p. 8, tav. I, flg. 4. RAGNI DEL CANTONE TICINO 133 Loc. Ile. — M. (M."" S. Giorgio) — Lug. (M." Ai-bostora, M."* S. Bernardo di Coniano) — Lev. (Passo della Niifenen in Val Bedretto). Ali. — COO-SSOO". Disp. — Da maggio a novembre; abbastanza comune, spe- cialmente in certe località , come al M."" S. Bernardo. NOTE. — II e/" pare ancora sconosciuto, per lo meno non descritto; io ne presi uno adulto nel maggio sui M.'' Arbo- stora. Esso ha il cefalotorace j)iù stretto alla testa che nella 9, addome più chiaro, zampe più scure, ma con la stessa armatura; l'articolo femorale dei palpi curvo, lungo come il metatarso del I pajo di zampe; tibia un po' più stretta e breve della patella , che sommate assieme sono lunghe quanto r articolo tarsale. Si distingue poi tosto per il bulbo genitale, il quale è sporgente e giallo-bruno, chiaro in mezzo; una grossa spina rosso-bruna esce da una smarginatura anteriore, si dirige all' innanzi , piegandosi leggermente all' esterno , fi- nisce in una punta acuta ed è lunga tanto da poter arrivare quasi all'estremità della lamina; al lato interno vi è un dento bruno-nero ed in basso un corpo rotondo lucente e due spor- genze brune. Lunghezza del cefalotorace . . 4 ^3 millimetri » dell' addome . . .0 */., " » delle- zampe I pajo . 14 » » » IV pajo . 15 » Eslens. geogr. — Questa specie abita la Francia (Simun, in litt.), Svizzera (Vallese, Simun in litt.; alta Engadina, Tiior.), Italia (sett.'', Canestk. Pays.), la regione del Danubio (Wel- temburg , L. Kocii) e Grecia (C. Kocii). Alt. — Dalla regione delle colline s'innalza fino all'alpina. 112. O. I>tvclia L. KocH. .Sin. 1866. Pylhonisua badia L. KocH, Drassid., I, ]). 22, tav. I, fi};- Ij ( ? )• 1872. Onaphosa -i ID. 2. Bcitrag ?.. Kcimlii. il. Aiachu. fauna TiioLs, in Zcit^chi-. '1. Fcrdiuaudeums, p .303 (o'). 134 p. PAVESI Loc. lie. — Lev. (Val Plora, Ospizio di S, Gottardo, Val Solla;. Ali. — ISoO-SSOO-". Disp. — In luglio , pare piuttosto comune in queste località. NOTE. — Eslens. geogr. — Finora non mi è conosciuta che di Baviera, Tirolo (L. Kucii) e Spagna (Simon, in litt.). E specie nuova per la fauna italiana. Ali. — In Baviera fu presa negli Hochgebirge, in Tirolo fino ad 8000' (L. Kucii). Vive soltanto nella regione alpina e delle nevi perenni. 113. 0-. IbiCOloV (IlMINJ. Sin.' 1831. Drassua bicolor Hahs, Arachn., I, p. 123, tav. XXXVI, fig. 94 (sec. Thokell). 1839. Pythonissa tricolor C. KoCH, Ai-achn., VI, p. G7, tav. CXCVII, fig. 479. 1841. Drassus „ Walckenaek, Ins. apt., II, p. 48G. 1862. Pijthonissa femoralis Westrin», Aran, suec, p. 352. 1866. n tricolor L. KocH, Drassiil., I, p. 24, tav. I, figg. 16-18. 1871. Giwì'hosa bicolor Thoreli,, Rem. Syn., 2, p. 191. 1872. :■, II Menge, Preuss. Spinn., V, p. 301, pi. 54, tab. 173. Luc. Ik. — Lug- (M." S. Agata di Rovio sulla vetta, M." Boglia). All. — 900-934"'. Disp. — In giugno, due soli esemplari, adulti però e d'ambo i sessi. NOTE. — Eslms. geogr. — Abita la Svezia (Westk., Tiiok.), Prussia (Menge, Oiil.) , Galizia (L. Kocii) , Baviera (H.vhn, C. Kucii), Ungheria (Buck), Tirolo (Arss.), Francia (sett.% Si.mon in litt.), Italia (sett.% Canestr. Pavs.). Lat. bor. (jOo— 44°, 40'. ili. G. iioetui-na (Linné). Sin. 1758. Aranea nocturna Linxé, Syst. nat., cil. 10, p. C21. 1837. Drassus nocturmvi Walck., Ins. apt., I, p. 615. 1837. 11 gnaphosus id. ivi, p. 616. 1839. Pythonissa maculata C. Kocii, Arachn., VI, p. 61, tav. CXCVI, fig. 474, 475. 1862. Melanophora nocturna Westking, Aran, suec, p. 357. 1866. Pythonisstt n L. Kocu, Drassid., I, p. 37, tav. II, figg. 27-30. 1871. Gnaphoaa ,i Thokell, Rem. Syn., 2, p. 199. 1872. n maculata Menue, Preuss. Spiun., V, p. 317, pi. 56, tab. 182. 1873. 1, nocturna Tuouell, Rem. Syn., 4, p. .567. Loc. lie. — M. (Alpe Baldovana sul M."" Generoso, M.'" San Giorgio) — Lug. (dintorni di Kovio, M." S. Agata, M.'" Boglia), RAGNI DEL CANTONE TICINO 135 Alt. — aOO-1300'". Dtsp. — In giugno e luglio, piuttosto comune sotto i sassi ed i muschi. NOTE. — Eslens. geogr. — Abita la Svezia (aut. sved.j , Finlandia (Nurdm.), dalla Prussia (Mexge) lino al Basso Da- nubio (Orsova, L. Kocii), Tirolo (Ai'ss.), Italia (sett.% Ca- NESTR. Pays. ; io ne ho visto anche un esemplare preso dal prof. A. Costa sui monti della Majella nell'Abruzzo), Francia (Walck.), Corsica (Si.uux , in litt.), Sicilia (Mus. civ. Gen.j. Una 9, incompletamente sviluppata, della Tunisia forse le si deve riferire. Ali. — Pare che non viva in pianura, ma soltanto nelle regioni montagnose ed anche molto elevate nelle Alpi (L. Koch). In Tirolo fu presa soltanto fino a 4000' (sui M." di Hotting, Auss.); in Corsica fino a 1800'" (nella foresta di Vizzavona, Simon). Wò. G. exoniata, (C. Kocii). Sin. 1839. Pi/tlionissa exornata C. Kocii, Arachn., VI, p. 63, tav. CXCVI, fig. 470, 477. 1841. Drasaus exornatus Walckenaer, Ins. apt., II, p. 486. 1866. Pìjthonissa exornata L. KocH, Drassid., I, p. 44, tav. II, fig. 32-33. 1873. Gnaiilwsa n TuoKELi,, Rem. Syu., 4, p. 502. Loc. tic. — M. (M.'" Penso) — Lug. (M."^^ S. Salvatore) — L e. (Ascona). Alt. — 2OO-0OO"'. JJisp. — In giugno, rara. NOTE. — Eslens. geogr. — Secondo il dott. L. Kucii, vive in tutta l'Europa meridionale e nell'Africa settentrionale. Abita quindi le is. greche, Tirolo meridionale (L. Kocii), Italia (L. Kucii; dal sett.' al Napoletano, Canestr. Pays.), is. di Capri (io), Sardegna (Mus. civ. Gen.), Corsica (Si.mon, in litt.), Spagna (L. Kocii), Tunisia (io), e tino il Sahara (L. Koch). Fam. DYSDERIDAE Thor. 1870. [Dijsdcroiilai'l Tiuiulll, On Eur. Spid., p. l')2. 1:J(» r. PAVESI Gen. SEGESTRIA Lath. 1801. Latreilli:, //( Nouv. Diet, d'llist. nal. , XXIV, p. 13i. 1870. TnoRELL, On Eur. Spid. , p. \'ò:i, \lil. 116. S. senociiltvlix (Linné). Kill. 1758. Aranea senoculata Limné, Syst. nat., ed. 10, I, p. 622. 1831. Segeslria „ Haun, Aracbii., I, p. G, tav. I, tig. 2. 1837. „ „ Walck., Ins. apt., I, p. 208. 1839. „ „ C. Koch, Araclin., V, p. 75, tav. CLXIV, fig. 38S. 18G2. „ „ Westr., Aran, suec, p. 300. IStìl. „ n Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 374, tav. .XXVIII, tig. 270. 1871. „ „ Thorell, Rem. Syn., 2, p. 152. 1872. „ ,j Mesge, Preuss. Spinn., V, p. 300, pi. 54, tab. 172. Loc. tic. — Lug. (Cavallino presso Caprino, Lugano) — B. (Giubiasco). AIL — 230-271"'. Disp. — In giugno , rara. NOTli:. — Estens. (jeogr. — Questa specie è molto sparsa; dalla Siljeria orientale (Guube) si estende per tutta l'Europa e vive anche in Algeria (Lvc.) ed a Madera (Bòck). In Kuropa è conosciuta d'Irlanda ed Inghilterra (Bl.vckw.), Svezia (aut. sved.), Finlandia (Nord.m.), Livonia (Grube), Prussia (Menge , OiiL.) , Slesia (ZiM.M.), Galizia (L. Kocn), Baviera (C. Kocii), Boemia (Pkacii, Barta), Ungheria (Bock), Austria (Dul.) , Ti- rolo (Auss.), Svizzera (C. Glarona, Heer), Olanda (Six), Francia (Walck,, Slm. , Lue), Italia (dal N. al S., Canestr. Pays.), Sardegna (Mus. civ. Gen.), is. di Creta (Lue). AlL — Dal livello del mare s'inoltra a 1000"' nelle Alpi (Gressoney St. Jean, Mus. civ. Gen.) e lino 2000" (Bourg d'Oisans, SuMoN in litt.) , cioè fino alla regione alpina. 117. S. Ibavavioii (C. Kocn). 1843. Spgesirùi hat-arica C. Kocn, Araclni., X, p. 03, tav. f.'C'CLI, f'j;. 818. 1862. „ „ Wfstring, Aran, mii-c, p. 238. 1871. n , :i TiiOKEi,!,, Kcm. Syu., 2, p. 152. RAGNI DEL CANTONE TICINO 137 Loc. tic. — M. (Genestrerio) — Lug. (Rovio , M.'" S. Salva- tore, Gentilino, Lugano e suoi dintorni, M." Bigorio) — B. (alture di Bellinzona) — Loc. (Pian Magadino). Alt. — 200-1000". Disp. Da maggio a novembre, comune e più frequente delle altre sj.ecie del genere. NOTE. — Estens. geogr. — Forse per molto tempo andò con- fusa colla S. scnoculata; ne è certa però l'esistenza in Svezia (is. Hisingen , Westr.), Baviera (C. Kocii), Tirolo (Arss.), Francia (sett,-, Simox in litt.j, Italia (sett.% Canestu. Pays.), is. di Capri (io). Alt. — Anche in Tirolo fu trovata fino a 3000' (Auss.), cioè nella regione montagnosa; ma del resto vive pure in pianura. 118. S. flox'eiitiiia (Rossi). Nili. 1790. Aranea fiorentina P. Rosai, Fauna Eti-usca, II, p. 133, tav. IX, lii;. 3. 1831. Segestria n Hahn, Araclin., I, p. 5, tav. I, fig. 1. 1837. ,, perfida Walck., Ins. apt., 1, p. 2(57. 1839. n fiorentina C. KocH, Arachu., V, p. 72, tav. CLXIV, figg. 383-387. 1864. n perfida Blackw., Spld. of Gì-. ISrit., II, p. 373, tav. XXVIII, %. 269. 1873. „ fiorentina Thobeli,, Rem. Syu., 4, p. 469. Loc. tic. — M. (Ligornetto, Mendrisio) — Lug. (Kovio, Caprino, Lugano). Alt. — 271-500"'. Disp. — Da marzo a novembre , non molto rara. NOTE. — Estc'ììs. geogr. — Questa grossa specie è prevalen- temente meridionale e manca alla Scandinavia , Russia Bal- tica, ecc.; però fu trovata fino al 50% 20' lat. N. in Inghil- terra (Plymouth, Leacii sec. Blackw.) e all' is. Roscoff nel Finistère (Lucas), Abita poi la Francia (Walck., Lue, Si.m.J, Ungheria (Bòck), Istria (Dol.), Italia (dal sett." al Napoletano, C.VNESTR. Pays.; il prof. A. Costa la prese fino a Lecce), is. di Capri (io), Corfu (Camiìu.), is. di Creta (Lue), e Grecia (C. Kucii "^'^ Lue). Di dove passò, fuori d'Europa, in Palestina (') Non è vero che G. Kocii l'abbia presa in Germania, come dice Simon (Hist. nat. d. Araignées, p. 102); egli l'ebbe di Grecia dal dolt. Sciiuch. 138 p. PAVESI (C.v.Muu.), penisola Sinaitica (Camhk.), Egitto (Sa v. Aud.), Al- geria (Lue), is. Canarie (Lue. in Weììb e Berth.) e finalmente fu trovata all' is. di S. Elena (CAAnm.). Gen. DYSDERA Latr. ISOi. Latheilli- , in Noiiv. Diet. d'IIist. nat., XXIV, p. 134 {ad pari.). 1870. TfloiiELL, On Europ. Spid., p. -154, 157. 4 19. r>. ei'oeotti (C. Kocn). Sin. IS39. Dijsdei-a crocola C. KocH, Arachn., VI, p. 81, tav. CLXVI, fig. 392-394. 1841. „ crocata Walck., Ins. apt., II, p. 444. 1853. n II UoBLiKA, Beitrag z. Mouogr. d. Spiuneugesch. Dysdera, in Verliaudl. d. zool. bot. Vereiiis in Wien, III, p. 119. 1864. n rahicumla Blackw-, Spid. of Gr. Brit,., II, p. 371, tav. XXVIII, fig. 267. 1873. 11 crucota Thoreli-, Rem. Syu., 4, p. 468, 469. Loc. tic. — Lug. (Lugano e M.'" S. Salvatore). Alt. — 280-400"'. Disp. — Da giugno a settembre ne presi soltanto tre esem- plari. NOTE. — Estens. geogr. — Credo che spesso vi abbiano con- fusa la D. punctorìa (Vill.) (= D. erytlirlna Walck.). La D. crocota mi è conosciuta d'Inghilterra (Blackw.), Svizzera (io ne Ilo un esemplare di Losanna), Italia (dal sett." al Na- poletano, Canestk. Pays.), Sardegna (Mus. civ, Gen.), Grecia (C. Kocii), e is. di S. Elena (Camur.). 120. 13- Pavesii Tiiur. Sili. 1873. Dijsdera rm-esii Thokki,l, Rem. Syiu, 4, p. 564. Loc. tic. — Lug. (M.'" S. Salvatore). Alt. — 800"" circa. Disp. — In marzo , un unico esemplare. NOTE. — Il mio esemplare è 9 ''^^- Non può essere rife- rito alla 1). panciata C. Kocii, né alle D. ntcveensis e lu&vigata di TiiuRELL , c|uantunque sia dello stesso gruppo , le cui specie sono abbastanza diiììcili a distinguersi. Gli conviene invece la descrizione della Dgadera che Tiiorell si compiacque di dedi- RAGNI DEL CANTONE TICINO 139 cai'iiii; ma preseiita pure qualche piccola differenza e soltanto la scoperta del J^ deciderebbe del tutto la quistione. L' ad- dome è beni! olivaceo reticolato ; però alla base , in corri- spondenza del cuore, vi è una breve linea giallo-chiaro , una macchia dello stesso colore sta sopra le filiere e le circonda lateralmente, allontanandosi da esse, ed un'altra breve linea chiara, alla faccia ventrale, si parte dalle filiere , dirigendosi air innanzi ; le prime due paia di zampe sono rosso-fosco , le posteriori rosso-croceo vivo. É anche un po' più grande, cioè ha una lunghezza totale del corpo di 9 Y'^ millim., del I pajo di zampe di 13 7',.> mentre poi la sua tibia supera di poco i !2 Y3 millim. Tuttavia concordano i caratteri essenziali. Eslens. geogr. — Gli esemplari descritti da Tiiorell furono presi dal Canestrini in Italia. Gen. HARPACTES Templ. 1834. Templeton, On Ilio Spici, of the gen. Dysclera , p. iOI. 1S70. Tiiorell, Oii Eiir. Spici, p. ISi, 157. 121. IT. Hoiixlberg-ii (Scop.). Sin. 1763. Àranea Hombergii Scopoli, Eatom. earn., p. 403. 1834. Dijsdera TempJetonii Vigors, in Templet., On the Spid. of the geii. Dyadera (yi Zool. Journ., V, p. 402 {sec. Tuokell). 1843. 1) Homhcrgii C. Kocu, Arachu., X, p. 95, tav. CCCLI, figg. 819, 820. 1847. ,, liarpactes Walck., Ins. apt., IV, p. 380. 1830. 11 Ilombergii Dobl., Mouogr. d. Spinnengeschl. Dvsdera, p. 120. 1862. II u Westr., Aran, suec., p. 302. 1864. n 1 Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 371, tav. XXVIII, «gg. 268. 1871. Harpacten ,, Tuorell, Rem. Syu., 2, p. 153. Log. tic. — l-'Ug. (Lugano e alture sopra S. Lorenzo, M.'" Bigorio). All. — !280-1100'". Disp. — In maggio ed ottobre, rara, fra i muschi di piante, i crepacci delle roccie e sotto i sassi. NOTE. — Un più attento esame della Dijsdera tessellata Ca- NESTu. Pavs. (Aran, ital., p. 110 = 9; Catal. sistem. Aran, ital., p. :VJ = (/} mi ha persuaso che questa specie non è altro 140 p. TAVKSI se 11011 VE'. Uombcrgit ; nessuna differenza presenta anche il bulbo genitale maschile. In seguito a ciò , io ho comunicato gli esemplari d'ambo i sessi, che servirono alla descrizione della Z). tessellala, al dott. L, Kocii, il quale pure non esitò a dichiararli identici alla D. Homherijìi C. Kocii e aut. Le figure di Blackwall le corrispondono però assai meglio di quelle di Koch. Estens. geogr. — Per quanto mi risulta, essa vive in Irlanda (Te.mpl.) ed Inghilterra (Blackw,), is. Ilisingen di Svezia (Westr.), Sassonia (DoitL.), Belgio (Simon), Francia (Walck., Simun), Beer- felden (Reuss, Dgsdera gracilis), Baviera (C. Kocii, Tiior.), Carniola (Scoi».), Italia (sett.% Canestu. Pays.: D. Honibergii H- D. tessei kila) e Spagna (Dobl.). Gen, OONOPS Temil. 1834. TumPLKTON, On the Spici, of tlic gen. Dysdei'ii, la Zool. Joiiru., V, p. iOi. 1870. TiioRKLi., On Europ. Spici., p. 154, 158. 122. Oonops puleliei* Temi-l. Sin. 1834. Oonops puìcher Templeton, Oh the Spid. of tlio gen. Dysdera, p. 404, tav. XVll, tig. 10. 1847. Dysdera pulchra Walck., Ins. apt., IV, p. 382. 1804. Ooiwps jiukher Blackw., Spid. of Gr. Brit., II, p. 377, tav. XXIX, fipg. 271. 1873. „ n TiioRELi., Rem. Syu., 4, p. 439. Loc. lie. — Lugano (al giardino Vassalli). Ali. — 280"'. Disj). ■ — In novembre; parecchi esemplari sotto i muschi di una conifera, esaminati anche dal Sig. E. Simon. NOTE. — Eslens. geogr. — Fu trovato soltanto in Inghilterra (Templ., Blackw.), Italia (sett.", Canestr. Pays.), Francia (Simon, in litt.). Lat. bor. ;34° circa — 44", 40'. Fam FILISTATIDAE Tiior. 1870. [FUisUUukluc] Tiioukll, On Europ. Spici., \). 158. Gen, FILISTATA Latu. 1810. Eatiu;ii.m;, Consider, gi'-n. sur Ics Criisl. ,Siari)ii. ci Ins., p. 121. 1870. TnoRU.i., On Eur. Spiti., p. I GO. RAGNI DEL CANTONE TICINO 141 123. F. 11 a, 11 a, Simon. Sili. 1868. Filislata nana Simon, Sur quelques Aran, du midi de la France, p. 7, in Revue et Mag. de Zool., 2.a serie, XX. Zoe. tic. — Lugano. Alt. — 27■i^ Disp. — In autunno , un unico esemplare 9 . NOTE. — Estciìs. geogr. — Questa specie fu trovata prima- mente in Val Chiusa (Sim.), poi nell'alta Italia (Canestk. Pays.). Lat. bor. 40)0 — 44°, 10'; la località ticinese è la più settentrionale. Fara. THOMISIDAE Thor. 1869. [Thomi.'inidac'] Thorell, On Europ. Spici, p. 170. Gen. MICROMMATA Latr. 1804. [Microviafa] Latreille, in Noiiv. Diet. d'Flist. nat., XXiV, p. 133 (ad part.). 1870. TnoREiJ,, On Eur. Spici., p. 173, 173. 12i. 31. viresceiis (Clerck). fan. nói. Aranens rire^cens Cleiick, Sv. Spiudl., p. 138, pi. 6, tab. 4. 1757. n roseus id. ivi, p. 137, pi. 6, tab. 7. 1831. Micrommata smaragdina Hahn, Ai-achn., I, p. 119, tav. XXXIII, figg. 8fl. -1837. Sparaasus sunaragdulus Walck., Ins. apt., I, p. 382, 1845. n Kiresc.ens C. KocH, Arachu., XII, p. 87, tav. CCCCXVI, fig. 1019. 1861. Sparassun smaragdulus Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 102, tav. V, figg. iil. 1862. n virescens Westk., Aran, suec., p. 406. 1866. n n Pkach, Jlouogr. d. Thomisiden, in Verliandl. k. k. zool. boi. Gesellsch. Wien, XVI, p. 632, tav. XI, figg. :l-5, 22-25. 1871. Mirrommnta „ TiiORELi., Rem. Syn-, 2, p. 227. loc. tic. — M. (Mendrisio, M.'^ Generoso, Rancate, M.'" San Giorgio) — Lug. (M.'"' Caprino, M.'" S. Salvatore, Lugano e suoi dintorni, M.'^ Brè, M.'" S. Bernardo, M.'^ di Caslano). Ali. _ ^i7.j-1200'". Disp. — Da marzo a luglio, comune. NOTE. — Estens. geogr. — Abita tutta 1' Europa e di più si spinge fino in Palestina (Ca.mhr.) ed Algeria (Lic). Si conosce 142 r. PAVESI nominatamente d' Ingliilterra (Dlackw.), Norvegia e Svezia (aut. sved.), is. Aland, La^.ponia e Finlandia (Nordm.), gov. di ■Pietroburgo (Siem.) e Russia Baltica (Gride) , Prussia (Menge , Ohe.), Slesia (Zimm.), Boemia (Prach, Barta), Galizia (L. Kocii), Transilvania (Sill, Seidl.), Ungheria (Bock), Bassa Austria (DoL.) , Tirolo (Auss.) , Svizzera (Flesse.?; C. Glarona, Heer; io pure posseggo un esemplare del C. Ginevra), Olanda (Six, VAV Hass.), Francia (Walck.), Italia (lino al Napoletano, Ca- nestr. Pavs.), Corsica (Slmon, in litt.), Sardegna (Mus. civ. Gen.). Alt. — Dalle basse pianure (Pavia, io) si trovò lino a 5000' in Tirolo (Auss.) e fino a 7000' nelle Alpi svizzere (Heer), cioè al limite sup-eriore della regione alpina. 125. 31. ornata, (Walck.). Sin. 1802. Arniiea ornata Walckenaek, Fn. Paris., II, p. 226. 1837. Sjinrassiis oruatus ID. lus. apt., p. 583. 1845. „ ,1 C. Kocii, Araclin., XII, p. 90, tav. CCCCXVII, fig. 1021. 1862. ,) n Westrisg, Aran, suec, p. 408. 1866, „ n Pkach, Monogr. d. Thomisiden, p. 634. 1871-73. Mirrommatn ornata TlIOKELI,, Kem. Syii., p. 228, 508. Loc. tic. — Lug. (Monti Arbòstora, M." di Caslano , Lugano e suoi dintorni in Cresperà ecc.). Ali. — STo-SOO'". Disp. — Da marzo a novembre , non raro. NOTE. — Ausserer (Arachn. Tirols , p. 156 (20)), Cambridge (Spid. of Palest, and Syria, p. 312 (102)) e Thorell (Rem. Syn., p. o(j^) opinano che questa sia semplicemente una va- rietà di colore della N. virescens; anzi quest'ultimo ha potuto confermare ciò che aveva già visto Westring (loc. tic.) cioè che non vi sono differenze negli organi sessuali maschili. Io non presi che '^ o d^ incompletamente sviluppati, onde non posso esprimere alcuna opinione, seljbene trovassi non di rado in Lombardia dei giovani di color verde intenso, con piccole macchie sparse rosse, che rimasi sempre in dubbio se dovessi riferirli all' una o all' altra di questa specie. Ma al contrario Si.Mox, in una recentissima lettera, mi scrive ch'egli ha una prova cerla che queste sono due b'U09u' specie, ma che vi è RAGNI DEL CANTOME TICINO 143 una varietà della uircscens, che rassomiglia, pel colore sol- la }i lo , all' ornata. Eslens. geogr. — Fu trovata in Inghilterra (Black w. 1807), Svezia (aut. sved.) , Prussia (Menge , Oiil.) , Olanda (Six) , Boemia (Pracii, Barta), Ungheria (Buck, Dol.), Bassa Austria (DoL.), Baviera (C. Kocii), Tirolo (Auss.), Svizzera (Ca.mdr.), Francia (Walck.), Italia (fino al Napoletano , Canestk. Pays.), e finalmente in l'alcstina (Ca.mbr.). Gen. ARTANES Thor. 1870. TnoREi.L, On Eur. Spiti., p. 17i, 180. 126. A., nisxrg-ixritatiis (Clerck). Sin. 1757. Araneus margarilalun Clerck, Sv. Spindl., p. 130, pi. 6, tab. 3. 1831. Thomisìis laevipes Hahn, Arachn., I, p. 120, tav. XXXIV, fig. 90. 1S37. Philodromus jejutms Walck., Ins. apt., I, p. 551, tav. 11, fig. 1. 1845. Artamus „ C. KocH, Arachn., XII, p. 83, tav. CCCCXV, fig. lOlS, iniG. 1861. Philodromus paUidiis Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 93, tav. V, fig. 515. 1862. n -margnritatas Westring, Aran, suec, p. 454. 1866. Artamus laevipes Prach, Monogr. d. Thomisìden, p. 624, tav. XI, figg. 13-15. 1872. Arlanes margaritatus Tuorell, Rem. Sj-n., 3, p. 262. Loc. tic. — Lugano. Alt. — 27:3™. Disp. — In marzo; ne ho due esemplari e/" e 9 adulti, ma forse non è cosi raro. NOTE. — Il (/ misura in lunghezza totale o""" ed è molto più scuro della 9 > che è di color cinereo-verdiccio , a piedi testacei. Questa è lunga 7'""'. Estens. geogr. — Vive in tutta Europa; Scozia (Camhr.) ed Inghilterra (Cambr., Black w.), is. Mjòrn (Westr.) e Svezia (aut. sved.), Finlandia e Lapponia (Nord.m.), gov. di Pietroburgo (Siem.), Russia Baltica (Gru de) , Prussia (Ohl., Menge), Slesia (Zlmm.), Boemia (Prach, Barta), Transilvania (Sill), Ungheria (Bòck), Bassa Austria (Dol.), Baviera (IIaiin , C. Kocii), Tirolo (Auss.), Svizzera (Fuessl., Sulzer), Olanda (Six), Francia (Simon, in litt.), Italia (sett., Canestr. Pays.; merid. , io lo vidi nel Mus. zool. Univ Nap.). 144 p. PAA'ESI Alt. — Dalle basso pianure (Pavia, io) si spinge almeno lino a IGOO"', essendosi preso a Gressoney-St. Jean nelle Al[)i Pennine (Mas. civ. Gen.) , cioè nella regione alpina. 127. A., pooeilus Tiior. fìin.l 1837 PhUodìoiwis l/gniiiis Wai-ck., Ins. apt., I, p. óól. 1862. 11 II Wi;sTK., Aran, suec, p. 452. 1872. Arliines ]urcih(s Tiiokell, Ilcm. Syn., 3, p. 261. Zoe. tic. — Lug. (Lugano, Massagno, M." S. Bernardo di Cornano). Alt. — 27o-700">. JJisp. — Da marzo ad ottobre, non raro, specialmente sotto la corteccia dei platani nel parco Ciani in Lugano. NOTE. — Ho raccolti cr^ e 9 adulti, che corrispondono perfettamente alla descrizione di Westring (1. cit.) e molto scuri; ma inoltre una 9 Ji color testaceo pallido, colle mac- chio laterali della base dell' addome bruno-sbiadito , come pure i lati e la parte posteriore del cefalotorace ; 1' armatura delle tibie anteriori (5 spine), la disposizione degli occhi, ecc. mi conducono pui'e a ritenerla appartenente a questa specie. Esteas. geogr. — Si conosce finora di Svezia (Westk.), Russia Baltica (Grube), Slesia (Zim.m.) , Galizia (L. Kucii), Bassa Austria (Doe,)?, Tiiolo(AL:ss.)ed Italia (sott.', Canestr. Pays.: .1. tigrinas salt, ad part.). 128. A.. lallax (SuND.). Sin. 1833. Philudromiin fallcix Sundkvall, Sv. Spindl., in Vet. Akad. Ilandl. 1832, p. 226. 1862. „ „ WF.STR.j-Aran. Snec, p. 461. 1872. Ar/anen „ TnoRELL, Rem. Syn., X, p. 268. Zoe. tic. — Lug. (Monte S. Salvatore, dintorni di Lugano). Alt. — 280-400". Disp. — Da maggio a novembre , due esemplari, NOTP:. — I miei due esemplari sono giovani , onde la deter- minazione non è assolutamente certa ; però corrispondono assai bene alla descrizione dei giovani data da Westring (1, cit.). RAGMI DEL CANTOKE TICINO 145 Eslens. geogr. — Abita la Svezia (Westr.), Lapponia (Nordm.), Germania (Tiior.), Francia e Corsica (Si.mox, in litt.) ed Italia (sett., Canestr. Pays.). Gen. PHILODROMUS Watck. 1825 (?) Walckcnaeh, Fn. franc, Arnclin., p. 86 [ad part.). 1870. Thorell, Oti Ear. Spid., p. 174, 180. '129. F*lx. aureolus (Clerck). Sin. 1757. Araneua aureotus Clerck, Aran, suoc, p. 133, pi. 6, tab. 9. 1834, Thomisus „ IlAHN, Arachn., II, p. 57, tav. LXII, figg. 144, 145. 1837. Philodromns ,, Walck., Ins. apt., I, p. 55G. 1861. „ 1) Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 99, t.av. V, fig. .'59. 1861. 1) cespiticolis . id. ivi, p. 95, tav. V, figg. 58. 1862, n aureolus Westk., Aran, suec, p, 437. 1866. 1, n Prach, Monogr. d. Thomis., p. 628, tav. XI, figg. 6, 16-18. 1872. „ ,1 TiiOKELi,, Rem. Syn., 3, p. 2G4. Zoe. lie. — M. (Val Muggio, Capolago) — I-ug. (M." S. Salvatore, M." Caprino, Lugano e suoi dintorni, M.'" Doglia, M."* Bigorio — Loc. (Ascona) — B. (Giuljiasco) — Lev. (bac. di Faido , Val Bedretto). AIL — 200-1200^ Disp. — Da marzo a novembre, comune. NOTE. — Estens. geogr. — Abita in Inghilterra (Blackw., Walker), Norvegia, Svezia (aut. sved.) , Lapponia e Finlandia (Nord.m.), Russia Baltica ^Grube) , Prussia (Ohl., Mevge), Slesia (Zi.MM.), Boemia (Pracii, B.vrta), Galizia (L. Koch), Transilvania (Seidl.), Austria (Thor.), Baviera (IIahn), Tirolo (Auss.), Sviz- zera (TrioR.; io ne posseggo esemplari del C. Ginevra e di Losanna; C. Svitto, GiEit.; C. Glarona, Heer, Gieb,; C. Grigioni, Heer), Olanda (Six, vax IIass.) , Francia (Walck.), Italia (sett.-merid., Canestr. Pays.). Alt. — Dalle basse pianure (Pavia, io) s'inoltra fino a 8000' nella Svizzera (IIeer) , onde entra fin nella regione delle nevi perenni. Gen. THANATUS C. KocH. 1837, C. Kocn, Uebors. d. Arachn. System., I, p. 20. 1870. TiioRELL, On Eiirop. Spid., p. 17i, 181. IO 1-lG p. PAVESI 130. Til. rofitiioiniis (Clerck). Sill. 1757. Ai-aiiei(f formicinua Clerck, Sv. Spiiidl., p. 134, pi. 6, tab. 2. 1831. Thomhus rkomboicus Hahn, Araclin., I, p. Ill, tav. XXVIII, fig. 83. 1837. PJiifodroniiis rhombiferens Wat.ck., Ins. apt., I, p. 559. 1862. 11 formicinus AVestk., Aran, .suec, p. 465 (ad part.'). 1872. Thanntu» n Thobell, Rem. Syn., 3, p. 269. Loc. tic. — M. (S. Pietro di Stabio) — Lug. (M.'" S. Sal- vatore, Lugano e suoi dintorni, M." S. Bernardo). Alt. — ayb-ooo-". Disp. — Da marzo a novembre, comune. NOTE. — In luglio ne trovai le uova negli incavi dei sassi, ricoperte da uno strato orizzontale di seta bianca, su cui stava la femina. E molto ardito e lo vidi assalire ed uccidere persino un' Ocijale ìnirabilis. Estens. geogr. — Abita l' Europa e 1' Africa settentrionale. Infatti fu trovato nella Svezia (aut. sved.), Lapponia e Finlandia (NoRD.M.), gov. di Pietroburgo (Siem.j, Russia Baltica ((jrube), Prussia (Menge, Oiil.), Slesia (Zimm.), Boemia (Piiacii), Galizia (L. Kocii), Transilvania (Sill), Ungheria (Bòck, Dol.), Bassa Austria (DoL.), Baviera (Haiin), Tirolo (Auss.), Svizzera (P'urka, GiEB.), Francia (Walck.; Lucas, per errore Th. formicaria Cl.), Olanda (Slx), Italia (sett., Canestr. Pavs.), Sardegna (Mus. civ. Gen,), e finalmente l'Egitto (Sav. Aud., Cambr.) e l'Algeria (Lue). Lat. bor. 09° — 31°. Alt. — Dalle valli fino a AOOO' in Tirolo (Auss.); fu preso anche sul Monte Rosa (Mus. civ. Gen.). Tli. ai'eiiixriiis Thor. Sin. 1872. Thanatits arenarius Thoreli,, Uem. Syn., 3, p. 270. Loc. tic. — Lev. (Valle di Sella). Alt. — 2200"-. Disp. — In luglio , un esemplare. NOTE. • — Piuttosto che alle diverse specie di Thmiatus , pubblicate recentemente dal Slmon (Aran. nouv. ou peu connus RAGNI DEL CANTONE TICINO 147 du midi de l'Europe, I Mém. 1870), che me ne lia donati esemplari, mi pare che il mio (9 giovane della lunghezza tot. di 6""") debba riferirsi a quella di Thorell, se non fosse mai per caso una varietà giovane della precedente specie. Nel mio esemplare 1' addome superiormente é di color rosso mat- tone, con molti peli bianchi ai fianchi; ai lati della base dell'addome vedesi una piccola macchia nera; sulla linea mediana la macchia lanceolata è nera , marginata di bianco purissimo, e al di dietro di questa vi sono due fascio strette e sinuose, che formano una specie di macchia triangolare col vertice all'ano, divisa in mezzo da una linea bianca, poco manifesta, che comincia già alla punta della macchia lanceo- lata; questa punta è traversata pure da una breve linea nera. Estens. geogr. — Il Thorell 1' ha scoperto nella Svezia e L. KocH in Baviera. Lat. bor. G0° — 46°, 34'; la località tici- nese è la più meridionale. Gen. MONAESES Thor. 1870. Thorell, On Europ. Spid., p. 174, 182. 132. M. eiincolns (C. Kocn). Sin. 1836. Xijatir.ìis cuneohis C. KocH, in Hf.rk. Schaefp., DeutscM. Ins., fas. 134, 24. 1838. n 71 lu. Arachn., IV, p. 79, tav. CXXX, fig. 302. 1841. Thomisu» cuneatits Walcic., Ins. apt., II, p. 470. 1S66. Xysticus cuneolus Praoh, Monogr. d. Tliomis., p. 621. Loc. tic. — M. (M.'° S. Giorgio) — Lug. (M.'" S. Salvatore, Pian Scairolo, dintorni di Lugano, M."^ S. Bernardo). Ali. — STo-yCO"-. Disp. — Da aprile a giugno, piuttosto raro. NOTE. — Eslens. geogr. — Secondo Pracii abiterebbe tutta l'Europa centrale, ma ci è noto della Slesia (Zi.mm.), Boemia (Prach, Barta), Ungheria (Bock), Bassa Austria (Dol.) , Ba- viera (C. Koch), Tirolo (Auss.), Svizzera (ne ho tre esem- plari del C. Ginevra), Francia e Corsica (Si.mon, in litt.), Italia (sett., Canestr. Pavs.). 148 r. PAA-ESi Lat. bor. ol^, 10' — 41'' circa. Alt. — In Tirolo va fino a 4000' (Auss.); lo trovo più co- mune nelle basse pianure (Pavia, io). Gen. THOMISUS Walok. 180o. Walckenafr, Tabi. d. Aran., p. 28 (ad part.). 1870. TiioRELL, On Europ. Spid., p. 174, 183. l.-iS. Tli. omistiis Walck. Sin. 1903. Tlioniisii^ onuftns Walckexaf.r, TaW. d. Aran., p. ^2 (m-r. Thouell). 18.31. ,1 diadema Haun, Arachn., I, p. 49, tav. XIII, fig. 37. 1837. ,) abbreviatus Walck., Ins. apt., I, p. 51(3. 1838. „ diadema C. KoCH, Arachn., IV, p. 5), tav. CXXIII, fl^g. 281, 282. 1881. n abbreviatus Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 90, tav. IV, fìg. 54. 1873. 11 onii!>tu,(i(j C. Kocii, Arachii., IV, p. 42, tav. CXX, figg. 275, 276. 1873. Mifumena villosa Tuorell, Rem. Syn., 4, p. 539. Loc. tic. — M. (M.'" Penso, S. Pietro di Stabio) — Lug. (M."= S. Salvatore, M.'^ Brè). Alt. — s^o-y.jO"-. Dhp. — In maggio e giugno, abbastanza comune. NOTE. — Anche dopo la dotta discussione di Tuorell circa i sinoninji di cjuesta specie, io non sono ben persuaso clie il Tli. hirlus C. Kocii, al quale senza dubbio alcuno si riferi- scono gli esemplari che ho esaminati (C. Ticino, Lombardia, Liguria ed is. di Capri) , possa essere sinonimo del Tli. vll- losus Walck. La descrizione di Walckenaer non si confà RAGNI DEL CANTONE TICINO 151 cosi bene come dovrebbe. Thorell aggiunge anche il Th. villoms Lucas (Expl. de l'Algerie, Arachn., p. 192, tav. 10, fig. 8), sebbene con un ?; ma il ragno figurato da Lucas è troppo diverso dal Th. hirtus C. Kocii ed io credo che sia riferibile piuttosto al Th. Bì(£'onu Sav. Aud. , ch'egli mette pure in sinonimia. Io ho un esemplare del Cairo , rac- colto dal prof. Panceri , il quale vi concorda benissimo e l'ad- dome n'é ugualmente unicolore, come dice anche il Cambridge (Spid. of Palest, a. Syria, p. 308). Estens. geogr. — E specie propria del sud d' Europa. Vive in Ispagna, Francia meridionale e Corsica (Simon in litt.), Italia (C. Kocii, Canestr. Pays., Blackw. ; Thomisus clavealus Sordll.), is. di Capri (io) , Sicilia (Blackw.) e Grecia (C. Kocu). Gen. DIAEA Thor. 1870. TiiORELL, On Eur. Spid., p. 173, 184. 137. I>. ea,pi>a-riiia, (C. Kocii). Sin. 1845. Thomiìuì capparinus C. KocH, Arachn., XII, p. 58, tav. CCCCX, figg. 993-995. Loc. tic. — Lug. (Càsore sul Ceresio). Alt. — SJo-. Disp. — In maggio, un solo esemplare var. fig. 99o. NOTE. — Estens. geogr. — Vive in Transilvania (Sill, H. Otto), Ungheria (C. Kocii, Dol.) , Tirolo (Auss.), Svizzera (io ne pos- seggo un esemplare del C. Ginevra) , ed Italia (sett.", Canestr. Pays.). Alt. — Nelle basse pianure lombarde (Pavia, io) è più comune. 138. D. g-lolbosa, (Fabr.). Sen. 1775. Aranea globosa Fabkicius, Syst. Entomol., p. 432. 1831. Tliomisua globosus Haux, Arachn., I, p. 34, tav. IX, flg. 28. 1837. n rolundalus Walck., Ins. apt., I, p. 500. 1873. Dima globosa Thokell, Rem. Syn., 4, p. 542. Loc. tic. — Lug. (Pian Scairolo, Lugano e suoi dintorni, M.'^ Brè). 152 P- PAVESI Alt. — ^7o-7m<«. Disp. — Da giugno a novemljre, rara. NOTE. — Estens. gcogr. — È certamente una specie meridio- nale, perchè la troviamo assai più comune quanto più ci por- tiamo verso il sud, e perchè manca alle isole Brittaniche, alla penisola Scandinavica ecc. Ad onta di ciò fu rinvenuta al 59° lat. N. circa nella Russia Baltica (Grube) e si distribuisce nell' Europa centrale; dalla meridionale si estende alla regione mediter- ranea asiatica ed africana e finalmente fu trovata al Capo di Buona Speranza ed a Rio Janeiro (Bòck) ! Mi è nota , oltrecchè delle località succitate, di Sassonia (Fabr.), Boemia (Barta), Galizia (L. Kccn), Transilvania (Sill), Ungheria (Bòck,Dol.), Bassa Austria , Istria e Dalmazia (Dul.) , Tirolo ( Auss.) , Francia (Walck., Slm.), Spagna (Bòck, Simun in litt.), Italia (sett.% Casestr. Pays.; merid.*, io la vidi dal prof. A. Costa), Corsica (Simon, in litt.), Sardegna (Mus. civ. Gen.), Sicilia (Blackw. , Mus. civ. Gen.), is. di Creta (Lue), Palestina (Cambr.) , Egitto (Sav. Aud.), Tunisia (io) ed Algeria (Lue, Mus. civ. Gen.). Gen. XYSTICUS C. Koch. 1833. C. Kocii in Heru. Sciiaeff., Deutsclil. Ins., 129, 16, 17. 1870. TiioRELL. On Eiirop. Spici., p. \l'ò, 18-1 139. X. Ivocliii Thor. «71. 1R31. Thomim.i viaticus Hahn, Arachii., I, p. 35, tav. X, fig. 29. 1837. n crhtalus Walck., Ins. apt., I, p. 521 Qad part.). 1845. Xijstims vialicns C. KoCH, Araclin., XII, p. 70, tav. CCCCXII, figff. 1003, 1004. 1866. n II Prach, Monogr. d. Thomis. p. 613 (17) (^ad part.). 1870. „ Kuehii Thokeli,, Oh Eur. Spid., p. 185. 1872. „ n ID. Keiu. Syn., 3, p. 241. Loc. tic. — M. (Coldrerio, Novazzano, V. Muggio, M." Ge- neroso, M.'" S. Giorgio) — Lug. (M.'° S. Agata di Rovio, M.'" Caprino, Casore, M.'^ S. Salvatore, Lugano e suoi dintorni, M.'^ Brè, M.'" Boglia, M." Bigorio, M.''' Ceneri) — Loc. (Ma- gadino) — B. (Bellinzona) — Lev. (Val Bedretto). Alt. 200-1400"-. RAGNI DEL CANTONE TICINO 153 Disp. — Da aprile a luglio , comunissimo. NOTE. — La quistione della sinonimia è discussa colla mag- giore ampiezza dal Tiiorell, onde trovo inutile aggiunger verbo. Dirò soltanto che appunto per questo riesce impos- sibile offrire delle notizie geografiche dettagliate e precise. La qual cosa varrà anche per le tre specie seguenti , che furono confuse tutte collo X. cristatus (Clerck) = A. viatica LiXNÉ, Lo A'. KocJiii sembra mancare al nord e vivere invece in tutta l'Europa centrale e meridionale; si trova anche nella Svizzera transalpina (io n'ebbi dal C. Ginevra). 140. X. pini (IIahn). Sin. 1S31. ThomisiLS pini Hahn, Arachn., I, p. 26, tav. Vili, iig. 23. 1838. XysticHS cireneus C. KocH, Arachn., IV, p. 63, tav. CXXVI, fig. 290. 1845. n uiulaj: ID. ivi, XII, p. 74, tav. CCCXIII, figg. 1007-1008. 1861. Thoviisus n Blackw., Spiti, of Gr. ISrit., I, p. 70, tav. IV, fig. 39. 1862. n cristatus Westr., Arau. siiec, p. 418 ( o" ad part.). 1862. „ cinereiis ID. ivi, p. 424 (= ? ). 1872. Xysticus crislatu! Thokell, Rem. Syii., 3, p. 236 (var. pini), 1873. „ iHiti ID. ivi, 4, p. 421. Loc. tic. — Lo e. (Locamo, Ascona). Alt. — 200™. Disp. — In giugno , ne ho due soli esemplari 9 , ma deve essere più comune, perchè lo presi diverse volte, confonden- dolo collo X. Kochii. NOTE. — Estens. geogr. — Mi è noto che vive in Inghilterra (Blackw.), Svezia (Westr.), Lapponia e Finlandia (Nord.m.), gov. di Pietroburgo (Sie.m., ad part.: .Y. audax -f- A', pini), Prussia (Menge, Oiil.), Slesia (Zi.m.m.), Olanda (Six)?, Boemia (C. Kocn , Prach: A^ audax? ^ B.vrta) , Galizia (L. Kocii), Transilvania (Sill, Seidl.), Baviera (Haii^, C. Koch) , Tirolo (Auss.) ed Italia (dal Trentino al Napoletano, Canestr. Pavs.: X. audax -|- A', viaticus ad part.). Nella Russia Baltica pare che siasi preso dal Grube , ma confuso collo A', cristalus (Clerck); in Lombardia fu preso certa- mente dal SoRDELLi, che lo inscrive sotto il nome di A', late- ralis Hahn , il quale è specie diversa. 151 p. PAVESI All. — Vive, dalle basse pianure (Pavia, io), lino a i^OOO" in Lombardia (Sordll.). 141. X. ululi (IIahn). Sin. 1831. Tliomhus ulmi Hah.v, Aracliii., I, p. 38, tav. X, %. 30. 186i. n hiiHttatus Westr., Aran suec, p. 417. 1862. n Itimi lu. ivi, lì. 426 ( ^ ud jiart.). 1872. Xyalicus „ Thokei-l, Rem. Syn., 3, p. 240. Loc. tic. — Vive certamente nel Canton Ticino , ma io l'ho sempre unito, ad esempio della maggior parte degli aracno- logi , allo X. Kochii TnoR.; onde nuove ricerche soltanto mi porranno in grado di dare quelle indicazioni, che di solito ho messe per le altre specie. NOTE. — Estens. geogr. — Pare che viva in tutt' Europa, ma egli è certo che abita in Inghilterra (Cambr. : 77i. Weslivodii) , Svezia (Westr. , Thor.) , Lapponia (Nordm.) , Slesia (Zimm.) , Olanda (van Hass.), Galizia (L. Kocii) , Baviera (Hailv) , Italia (Pavia, io; Canestr. Pavs. : X. vkilicus ad part.). 142. X. !atei*alis (IIaiin). Sin. 1831. Tlwmisns lateralis Hahn, Arachn., I, p. 40, tav. X, fig. 31. 1845. Xystiais laiiio C. KoCH, ivi, XII, p. 77, tav. CCCCXIV, (ad part. J') fig. 1009. 1872-73. ,1 lateralis Thorell, Rem. Syn., p. 237, 537. Loc. tic. — Cantone Ticino (V. oss. sp. preced.). NOTE. — Il Thomisus lateralis C. Kocn (Arachn., IV, 1838, p. 43, tav. CXX, fig. 277) di Grecia, trovato anche dal Cam- bridge in Palestina, dev' essere una specie diversa e non è ci- tato nelle sinonimie del Tiiorell. Estens. geogr. — Vive nella Scandinavia (Thor.), Prussia (Menge, Oiil.: X. viaticus ad part,), Ungheria (Bòck), Baviera (Hahn, C. Kocii), Francia e Corsica (Si.mon, in litt.), Italia (Canestr. Pavs.: X. vialicus ad part.), Istria (Dol.). RAGNI DEL CANTONE TICINO 155 143. X. ealcaratns (Westr.). Sin.? 1845. Xysiicus Innio C. KocH, Araclin., XII, p. 77, {mi pnrt.) tav. CCGCXIV, fig. 1012. 18(52. Thomhns calraratus Westrino, Aran, suec, p. 420. 1872. Xysticus n Thorell, Kem. Syn., 3, p. 242. Loc. tic. — Cantone Ticino (V. oss. per A', ulmi). NOTE. — Io ho confrontati i miei esemplari anclie con uno che il Sig. E. Simon ebbe la gentilezza di mandarmi in dono, sotto questo nome di A^ calcaralus. Estens. geogr. — Vive nella Scandinavia (Tnoii.), Baviera (C. Kocu) e Francia (Si.\i.). E la prima volta che si cita di località italiana, ma io l'ho anche dell' is. di Capri. Lat. bor. o9o, 20' — 40o, 30'. 144. X. imj>a"viclu.s Tiior. Sin. 1845. Xysticus Ionio C. KocH, Ai-achn., XII, p. 77, (n:l part.'} tav. CCCCXIV, fig. lOll). 1862. Thomisus n Westk., Aran, suec, p. 412. 1872. Xysticus impavidus Thobell, Rem. Syn., 3, p. 230. Loc. tic. — M. (M.'" 3 Crocette di Stabio , M.'" Generoso) — Lug. (Pian Scairolo, Lugano e dintorni, M.'" Brè, M.'" Bigorio). Alt. — 280-800"". Disp. — Da aprile a giugno , non raro , ma presi le sole 9 . NOTE. — Estens. geogr. — Vive in Inghilterra (Cambr.: Th. Camhridgiì d^), Svezia (Westr., Tiior.), Prussia (Oiil.) , Italia (sett.% Ca-Vestr. Pays. : A'. Imiio ad part.; Pavia , io). E certamente fu preso in molte altre località, ma andò confuso collo A'. Icmio C. Kocii, sotto la quale denominazione si comprendono parecchie specie. 143. X. Ibifaseiatus C. Koch. Sin. 1837. Xysticus bifasriatus C. Kocn, Uebers. d. Araclin. Syst., I, p. 26. 1838. n r, ID. Araclm., IV, p. 59 {ad part.: ?), tar. CXXV, fìgg. 287, 288. 1845. n Ionio ID. Araclin., XII , p. 77 (ad part.: a" var. p. 79), tav. CCCCXIV, fig. 1011. 18GI. Thomisas bifasciatus Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 79, tav. IV, figg. 46. 1862. n n Westr., Aran, suec, p. 414. 1872. Xysticus n TaoREUi., Rem. Syn., 3, p. 234. 150 I'. TAVESI Loc. lie. — Lug. (al Roccolo sopra Rovio sul versante sett. del M.'" Generoso). Alt. — 1200". Disp. — In giugno , un unico esemplare J^, sotto le pietre. NOTE. — La sinonimia sopracitata è sec. Tiiorell. Il mio esemplare corrisponde quasi interamente alla fig. 1011 di Ktìcn, che Simos (in litt.) vorrebbe identificare collo A', ro- bustus M.viiv ; meglio poi corrisponde alla descrizione di We- STRING. Il confronto dell'armatura del bulbo genitale, anche colla figura di Blackv^all , non mi lasciano dubbio sulla de- terminazione. Esteìis. geogr. — Egli é molto probabile che questa specie sia inscritta sotto il nome di X. lanio o X. erraticus, onde le indicazioni di località riescono sempre incerte. Vive sicu- ramente però in Inghilterra (Blackw.), Svezia ed is. Ilisingen (aut. sved.), Lapponia e Finlandia (Nordm.), Russia Baltica (Grube) , Slesia (Zi.mm.), Boemia (C. Kocii, Barta), Ungheria (Bock) , Bassa Austria (Dol.) , Baviera (C. Kocii) , Tirolo (Auss.), Italia (Canestr. Pavs.: X. lanio ad part.; Pavia, io). 146. X. ei'ratieus (Blackw.). .Sili. 183-1. rhomi.iiis erraticus Blackw., Researches in Zool., p. 40?. 1838. Xijslicus bifaseiatas C. KoCH, Arachn., IV, p. 59 (ad part. : es (IIahn). Sin. 182 (?). TlinmisitK brevipes Haiim, Monogr. Aran., 4, tab. Ill, fig. C. 1831. :) 11 ID. Araclm., I, p. 30, tav. VIII, fig. 25. 1837. n n Walck., Ins. apt., I, p. 503. 1866. Xi/slicus n Prach, Monogr. d. Thomis., p. 617. 1872. n 11 Thoukll, Rem. Syii., 3, p. 254 («ci part.). 1872. „ pmio ID. ivi, p. 2J6 (n. I»s. apt., I, p. 3-11. 1848. 11 {Aiiloiiiri) n C. Kooii, Arachii., XIV, p. 20'J, tav. DIV, figg. 1411, 1412. Loc. tic. — M. (M."" S. Giorgio, M." Generoso) — Lug. (M." (li Caslano , Cassarago presso Lugano), AIL — 275-1000". Disp. — In maggio e giugno, non rara. NOTE. — Estens. geogr. — Questa bellissima specie è poco diffusa e preferisce i paesi meridionali , mancando alle isole Britanniche, alla penisola Scandinavica, a quasi tutto il nord d'Europa; però fu presa anche nel gov. di Pietroburgo (Siem.), cioè lino al GO'' lat. N. E vive inoltre in Galizia (L. Kocii), Baviera (C. Kocii), Tirolo (Ai'ss.), Francia (Walck.), Italia (sett.% Caneste. Pavs.), Corsica (Simon, in litt.) e Palestina (Cambr.). Alt. — Dalle basse pianure (Pavia, io) s'inoltra fino a 1800"" (Bastelica in Corsica, Simon), cioè alla regione alpina; fu trovata anche al passo di S. Teodolo noi gr." del Monte Rosa (Mus. civ. Gen.). Gen. LYCOSA Latr. 1804. Latreille in Nouv. Diet. d'Ilist. nat., XXIV, p. 135 (ad part.). 1870. Thorell, On Eur. Spid., p. 189, 190. 150. L. lu^vilbris Walck. Sin. 1802. Aranea Itigubrin Walckenaek, Fu. paris., Il, p. 239. 18.36. Lijcom silvicultrix C. KocH, Aracliii., Ili, p. 2.j, tav. LXXXII, fig. 182, 183. RAGNI DEL CANTONE TICINO 159 1937. Lycosa lugubris Walck., Iiis. apt., I, p. 329. 1848. „ iPardosa) atacr/.i C. KocH, Arachn., XV, p. 39, tar. DXIV, figg. 1443, 1444. 1861. -, lugubris Blaciìw., Spili, of Gr. Brit., I, p. 27, tav. II, figg. 10. 1862. n silvicola Westr., Aran, suec, p. 474. 1872. n luijubris Thokell, Rem. Syn., 3, p. 276. Loc. tic. — M. (M."" 3 Crocette di Stabio, M." Generoso, M.'^ S. Giorgio) — Lug. (M.'" S. Agata di Rovio, M." Arbo- stora, M." San Salvatore, M." Caprino, dintorni di Lugano, M." Brè, M.'" S. Bernardo di Cornano, M." Bigorio , Pian di Bioggio, M." di Caslano) — Loc. (Locamo). Alt. — 200-1200'". Disp. — Da maggio a luglio, comune. NOTE. — Estevs. 'jeofjr. — Vive in Inghilterra (Blackw.) , Scandinavia (aut. sved.), Lapponia, Finlandia e is. Aland ( NuRDM.) , Livonia ed Estonia (Gride) , Slesia (Zjmm.) , Boemia (Barta), Galizia (L. Koch) , Transilvania (SEmL.), Baviera (C. Kocii), Tirolo (Auss.) , Svizzera (io ne ho degli esemplari del C. Ginevra), Olanda (Six, van Hass.), Francia (Lue), Italia (sett.% Canestr. Pays.). Lat. bor. 67% 32' (Kittila in Lapponia) — 40". Alt. — Fu presa nelle basse pianure (Pavia, io), come fino a 1600"" (Gressoney St. Jean, Mus. civ. Gen.), cioè nella regione alpina. l.'Jt. L. Ixortensis Thop. Sin. 1848. Lycosa (Pardosn) saccata C. KocH, Arachu., XV, p. 51, tav. DXVII, figg. 1451-1432. 1872. n 1' Thokei-i,, Rem. Syn., 3, p. 299, 301-302. Loc. tic. — M. (Rancate, Tremona) — Lug. (Rovio, M.'" S. Agata di Rovio, iM." Arbostora, M." S. Salvatore, dintorni di Lugano, M.'" Brè, M." Boglia, M.'" S. Bernardo di Cornano, M.'" Bigorio, Pian di Bioggio, M."^ di Caslano, Curio, Novaggio, ecc.) — Loc. (Magadino). ^4//. _ ^00-1000^ J)lsp. — Da marzo a luglio, comunissima. NOTE. — Fu spesso confusa colla L. saccata (Linn.) e aut. , colla L. areìiaria C. Kocn, tanto die certamente vive in un 100 p. PAVESI maggior numero di paesi di quello che si possa sapere at- tualmente. Per piccolissime ditterenze negli organi genitali Thorell ne separerebbe una specie assai affine, cioè la L. annullala. Estens. geogr. — Da quanto mi risulta , questa specie abita in Olanda (Six)?, Princ." di Waldeck (Tiior.), Baviera (L. Koch in TiioR.) Svizzera (io ne posseggo esemplari del C. Ginevra e di Losanna) ed Italia (sett., Canestr, Pavs.: Pardosa arenaria ad part.). 152. L. i>a-lustr*is (Linn.). Sin. 1758. Aranea paUtsIris Linn£, Syst. nat., ed. 10, I, p. 623 (,ad part.) [sec. Thoreli.]. 1834. Lijcosa paludosa Hahs, Araclin., II, p. 14, lav. XLII, fig. 105. ? 1837. n agilis Walck., Ins. apt., I, p. 318. 1848. „ {Paìdosa) monticala C. KocH, Arachn., XV, p. 42 (arf ;7ar^) , tav. DXV, fig. 1447, tav. DXVI, fig. 1449. 1861. n exigna Blackw., Spid. of Gr. Bi-it., I, p. 29, tav. II, figg. 12 (od part.). 1862. Il tarsalis Westriso, Aran, suec, p. 490. 1870. n ,) L. Koch, Beitr. z. Kenntn. d. Arachn. fauna Galiziens, p. 41, 42, in XLI Jahrb. k. k. Gesellsch. Krakau. 1872. „ palustrls Thorell, Rem. Syn., 3, p. 288. Loc. tic. — Luganese. NOTE. — Il dott. L. Kocii (1. cit.) dà un buon Quadro sinottico delle Licose del gruppo monticola. Non posso offrire altre indicazioni , perchè la confusi colla L. monlicola (Clerck), sull'esempio della maggior parte degli autori, fintanto che il prof. Thorell gentilmente me la sce- verò dalla specie affine. Onde ne sono ristrette anche le co- gnizioni certe di distribuzione geografica. Non so che abiti altri paesi fuori della Scozia (Blackw.), Svezia (aut. sved.), Prussia (Oiil.: P. monticola j, sec. Tiior.), Galizia (L. Kocii), Francia (Walck.?; Lucas, laps. typ. L. tarsata) e Svizzei'a (io ne ho esemplari del C. di Ginevra). 10.3. L. moiitieola! (Clerck). Sin. 1757. Aranms mnniicolua Clerck, Sv. Spiiiril., p. 91, pi. 4, tal). 5. ? 1837. Lijcosa saccigera Walck., Ins. apt., I, p. 327 (iid jiarl.). 1848. „ {Pardosa) monticola C. Kocn, Aracliu., XV, p. 42, tav. DXV, figg. 1446, 1448 {ad pari.). 18C2. „ n WF.aTRiNa, Aran, suoc, p. 487. 1870. „ „ L. KoCH, Arachn. Galizien's, p. 42. 1872. „ ., Thorell, Rem. Syn., 3, p. 285. RAGNI DEL CANTONE TICINO 101 Loc. tic. — M. (Pontegona, M.'" Generoso, M.'" S. Giorgio) — Lug. (M." Arbostora, colline di Lugano, M.'" Brè, M.'" Doglia, M." S. Bernardo di Cornano, M." Bigorio) ■ — B. (M." Camo- gliè) — Lev. (Val Piera, M.'' del bacino d'Airolo, Val Be- dretto, Val di Sella, Val di Lucendro). Alt. — 2o0-2200"'. Disp. — Da maggio a luglio , comune. NOTE. — Io raccolsi nel Cantone Ticino diverse formo più meno riferibili alla L. monlicola (Clerck) ; ma bisognerà ri- fare delle ricerche avendole spesso confuse insieme, cre- dendo di riferirle tutte a questa specie, mentre parrebbe che non lo siano, secondo i lavori critici del Tiiurell. Il più comune (/ che si trova è quello figurato dal Kocn al n.» 1448. Gli esemplari poi raccolti da me sulle alte Alpi sono molto grandi, quantunque non a})partengano altrimenti che alla specie in discorso, secondo l'opinione anche del Thorell, che li ha esaminati. Estens. geogr, — Vive forse in tutta Europa ed é conosciuta di Scozia ed Inghilterra (Ca.mbr.) , Scandinavia (aut. sved.) , Lapponia e Finlandia (Nordm.) , spingendosi fino alla Siberia orientale (Grlbe), gov. di Pietroburgo (Sieu.) , Livonia ed Estonia (Grube), Prussia (Menge)?, Boemia (Pracii), Galizia (L. KocFi), Transilvania (Sill, Seidl.) , Austria (Doe.), Tirolo (Auss.), Svizzera (C. Glarona, Heek e Gieb.; Furka e dintorni del lago dei Quattro Cantoni, Gieb.), Francia (Walck. , Lucas), Italia (sett." e centr.% Can^estr. Pavs.). Alt. — S'inoltra a 5000' s. m. in Tirolo (Aiss.), cioè fino alla regione alpina. 154. L. cursoria- C. Kocii. Sin. 1848. Lycosa (Pardosa) ciu-.iorin C. Kocit, Araclin., XV, p. 49, tav. DXVI, fifi. 1450. 1870. n " I"- KocH, Beitr. /.. Keniitn. d. Arachu. fiiuiia Galiziena, p. 42. 1872. 11 11 TuoiiKi.r., Knm. Syn., 3, p. 287. loc. tic. — M. (M.'" Generoso) — Lug. (M."^ Boglia) — B. (M.'' Camoghè) — Lev. (Val Piera, M."" Fongio, M.'^ Fibbia, Val Bedretto). li 1()2 1'. PAVESI All. — 800-^2:200"'. Disp. — In giugno e luglio, comune; sessi completamente sviluppati. NOTE. — Il Signor SoKDELLi , che la trovò in Lombardia (Ragni lomb. , p. 474 (10)), aggiunge al nome di C. Kocn il sinonimo L. agilis Walck. , che sarebbe invece per la L. palu- sln's (LiNN.) ; la qual cosa venne già osservata dal prof. Tiiorell (op. cit. , p. 291). Ma io credo che il Sordelli abbia determi- nata la specie valendosi piuttosto della figura e descrizione di C. Kocn , che d' altri , onde concludo col riferire anche i suoi esemplari alla vera L. cursoria. Eslcns. geogr. — Vive in Boemia (C. Kocn, Bart.a, ecc.), Transilvania (H. Otto), Baviera (C. Kocii) ed Italia (sett.% Canestu. Pays,). Alt. — C. Kocn la trovava sempre sui monti, e Soruelli la prese fino a 2800"' in Lombardia; onde vive dalla regione montagnosa a quella delle nevi perpetue. ioli. I-j. I>iF3iseàtxttx C. Kocn. Sili. 1834. r.urnsn hif liscili ta C. Kocii, i,i Herk. Schaefp., Deutschl. Ins., fase. 123, 17, IS. 1848. „ (Pni-fJ.wn) „ i». Arachu., XV, p. 34, tav. D.XIII, figg. 1439, 1440. Loc. lie. — M. (M.'" 3 Crocette di Stabio) — Lug. (M.'" San Salvatore, M.'" S. Bernardo di Cornano) — Loc. (Lesone). Ali. — 240-600"'. Disp. — In giugno, assai rara. NOTE. — Un esemplare e/', con organi genitali incompleta- mente sviluppati, ha la colorazione perfetta di 9 e persino esagerata; se])bene, confrontato con altro esemplare e/" adulto, manifesti di aver raggiunte le dimensioni naturali. E.'ilens. geogr. e oli. — Non è citata che di Baviera (C. Kocii) e d' Italia (sett.", Canestr. Pays.). Si.mon mi scrive che la trovò abl)ondantissima in Corsica ed in Francia (Basse Alpi presso Digne) fino a 1200"'; io l'ebbi dalla Svizzera transalpina (C. Ginevra). RAGM DEL CANTONE TICINO 103 156. L. vìttatjx Keys. Sin. 1863. Lycosa vittata Ketserlino, Beschr. neuer Spinu., ih Verbandl. zool. bot. Gesellacli. Wieii, XIII, p. 369 (1), tav. X, fig. 7. Loc. tic. — M. (Pontegana) — Lug. (Pian di Bioggio, din- torni di Lugano). Alt. — 280^ Disp. — Da maggio a giugno, assai rara. NOTE. — I miei tre esemplari , che ho raccolti , sono pure tutte 9 j onde il . lìiixlbriatus (Clerck). Sin. 1757. Araneun fimhriatus Clerck, Sv. Spindl., p. 106, pi. 5, tab. 9. 1831. Dolomedes n IIahn, Arachn., I, p. 14, tav. IV, fig. 10. 1831. n lim'ialtis ID. ivi, p. 15, fig. 11. 1831. n marginalns id. ivi, p. 15, fìg. 12. 1837. 1) fimhriatus Walck., Ius. apt., I, p. 345. 1848. ,1 n C. Koch, Arachn., XIV, p. 116, tav. CCCCLXXXV, figg. 1352-1353. 1861. n ornntus Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 39, tav. II, fig. 10. 1861. :i fimbriatus ID. ivi, p. 40, fig. 20. 1862. !i :i Westk., Aran. Suec, p. 535 {ad jmrt.). 1872. -, I! Thokell, Rem. S.vn., 3, p. 346. Loc. tic. — M. (S. Pietro di Stabio, Genestrerio, Capolago) — Lug. (dint, di Lugano, Cresperà, Pian di Bioggio). 180 p. PAVESI All. — 280-500'". Disp. — Da marzo a novembre, comune. NOTE. — Estens. geogr. — Restano incerte moltissime indi- cazioni circa l'area occupata da questa specie, perchè, da quasi tutti gli araneologi, fu messa insieme colla seguente, la quale si credeva rappresentarne gl'individui giovani. Forse molte di quelle località, che indico qui sotto, si riferiranno esclusivamente al D. plantarius. Vive quindi in Inghilterra (Blackw.), Svezia (aut. sved.), Lapponia, Finlandia (Noudm.), gov. di Pietroburgo (Siem.) e Russia Baltica (Gkube), Prussia (Menge , Oiil,), Slesia (Zi.mm.), Boemia (Pracii), Galizia (L. Kocii), Ungheria (Bock), Austria (DoL.), Tirolo (Auss.), Svizzera (Razoum.), Olanda (Six), Francia (Walck., Simon in litt.), Italia (sett.^ e centr.% Canestr. Pays.), Grecia (C. Kucii). Si cita anche della Siberia orientale (Giiur.E) e della Nuova Zelanda (Bock)! 176. 13. pla.w.ta,i'iiis (Clehck). Sin. 17S7. Aranens plantarius Clebok, Sv. SiiincU., p. 105, pi. 5, tab. 8. 1834. Dolomedea riparius Hahn, Aracliu., II, p. 59, tav. LXIV, fig. 148. 1834. „ plantarius id. ivi, p. 60, tav. LXIV, fig. 149. ?1837. n 71 Walck., Ina. apt., I, p. 353. 1872. ,) 1) Thorell, Rom. Syn., 3, p. 347. Zoe. tic. — Lug. (Cresperà sopra Lugano). Alt. — SoO-. Disp. — In maggio, mi sembra più raro del congenere. NOTE. — Estens. geogr. — Vedi nota precedente. Si sa che vive nella Svezia (Clekck, Tiior.), Prussia (Menge, Ohl.), Un- gheria (Bòck), Bassa Austria (Dol.), Italia (Pavia, io); ma è certamente più estesa di quello che appare. Gen. OCYALE Sav. Aud. 1825-27. Savigny e Audoin, Descr. de l'Egypte, ed. 2.% XXII, p. 372. 1870. TnoRELL, On Eur. Spid. , p. 189, 194. Simon , nella nuova classificazione (Aran. nouv. ou peu conn., IP mcm. 1873, p. 11) lo trasporta, forse a buon dritto, nella famiglia seguente delle Oxgopidac. RAGNI DEL CANTONE TICINO 181 177. O. iiiivalbilis (Clerk). Sul. 1757. Araneiis mirabilis Clerck, Sv. Spiadl., p. 108, pi. 5, tab. 10. 183-t. Dolomedes n Hahm, Arachn., II, p. 33, tav. LI, fig. 120. 1837. n T) Walck., Ins. apt., I, p. 356. 1818. Ocjale n C. Koch, Arachn., XIV, p. 107, tav. CCCCLXXXII, fig. 1346. 1848. n riifn-fasciata id. ivi, p. HO, fìg. 1347. 1861. Dolomedes mirabiUs Blackw., Spid. of Gr, Brit., I, p. 37, tav. II, figg. 18. 1862. Ocyale n Westr., Aran. Suec, p. 537. 1872. n n Tuorell, Rem. Syu., 3, p. 349. Zoe. tic. — M. (Chiasso, M.'' di Pedrinate, Coldrerio, Men- drisio , M."' Generoso , M.'" S. Giorgio , Capolago) — Lug. (Bovio, M." Arbostora, M.'" di Caslano, Novaggio, M.'" S. Sal- vatore, Lugano e suoi dintorni, M."" Brè, M.'" S. Bernardo di Cornano, M.'" Bigorio) — Lo e. (Asconaj — Lev. (Val Be- dretto). Alt. — 230-1300". Disj). — Comunissima. NOTE. — Eslens. geogr. — Vive in tutta Europa (Hahn), non che in Algeria (Lue), a Madera e persino alla Nuova Zelanda (Bòck) ! La citano gii autori in Inghilterra (Blackw.), Svezia (aut. sved.) , is. Aland (Nord.m.) , Russia Baltica (Grube) , Prussia (Menge , OiiL.), Slesia (Zi.m.m,), Boemia (Pracii, Barta), Galizia (L. Koch), Transilvania (Sill, Seidl., H. Otto), Ungheria (Bòck), Tirolo (Alss.), Svizzera (Gieb.; C. Grigioni, Menzel), Olanda (Six, van Hass.), Francia (Walck., Lue), Spagna e Corsica (Simon, in litt.), Sardegna (Mus. civ. Gen.), Italia (sett." e centr.% Canestr. Pays.; io la vidi anche nella meridionale), Tunisia (io). Alt. — In Tirolo s'innalza fino a 6000' (Auss.), regione al- pina; mentre vive poi anche nello basse pianure (Pavia, io). Fam. OXYOPIDAE Thor. 1870. [Oxjjopoidae] Tiiurell, On Eur. Spid., p. 19G. Gen. OXYOPES Latk. 1801. Utreillh, in Nouv. Did. d'llisl. iial., XXIV, p. I3o. 1970. TtioRELL, On Eur. Spid., p. 196, 197. 182 r. PAVESI '178. O. tmnsalpintis (Walck.). Sin. 1800-08 Sphaaus traìisaìpinua Walckenaek, Hist. uat. il. Aran., fas. 4, tav. 8 (_scr. Walck., Ills. apt.). 1837. ,1 itaVcua ID. Ins. apt., I, p. 374, tav. 11, fig. 2. 1839. n geutilia C. Koch, Arachu., V, p. 97, tav. CLXX, fig. 404. 18GG. Oxijopes traiisalpiims SiMOM, Sur quelques Araignues d'Espagae, in Aun. Soc. Eutom. Franc, ser. 4, YI, p. 291. 1872. 17 itaUcus Tiiobell, Rem. Syn., 3, p. 354. Zoe. tic. — M. (sopra Seseglio). Alt. — 400-. Disp. — In giugno, un unico esemplare 9 jun. IVOTE. — Si.Mox (1. cit.) dà un Quadro sinottico e la descri- zione di tutte le specie del genere Oxijopes a proposito di una nuova. Io non ho sfortunatamente le opere di Walckexaer : Hist. nat. d. Aran, e Aran, de France, in cui l'autore descrive e figura questa specie. Non comprendo per quale ragione ne abbia cangiato })0Ì il nome di transalpinus in quello di ita- Ucus. La figura data dal Walckej^aek nell' opera Ins. apt., non richiamata nel testo, concorda sutìicientemente con quella dello Sph. gentilis di Kocii, e già il Walckenaer ne stabili la sinonimia. Però la descrizione di quest'ultimo autore si può ben dire col Slmox « deleslabk » , epiteto eh' egli applica anche alla figura. Estens. geogr. — Questa specie appartiene alla fauna Lusi- tanica ed è sempre più abbondante verso il sud. Fu trovata nella Spagna e Francia (merid.", Simon), Italia (sett.", Canestr. Pays.; centr.", Blackw.; Terra di Lavoro, io), Corsica (Si.mon, in litt.), Sardegna (Mus. civ. Gen.), Sicilia (Blackw.), Grecia C. Kocii), Palestina (Cambr.). Fam. ATTIDAE Thor. 1870. [Attoidae] TiioRFXL, On Eur. Spid., p. 203. Gen. SALTICUS Latiì. i80i. Latreille, in Nouv. Dui. d'IJist. iiat. , XXIV, p. 13-j {(id jiurt.). 1870. TiiuRELL, On Eur. Spid., p. 20G, 208. RAGNI DEL CANTONE TICINO 183 479. S. formicarìiis (De Géer). K(«. 1778. Aranea formicaria De Géer, Mém., VII, p. 293, tav. 18, figg. 1-5. 1837. Attits formicarius Walck., Ins. apt., I, p. 470. 1846. Pijrophorus seminifnn C. KocH, Araclm., XllI, p. 24, tav. CCCCXXXVII, fig. 1093. 1846. n ìielvelicus id. ivi, p. 26, figg. 1094-95 1873. n n Thobell, Kem. Syu., 4, p. 399. Loc. lie. — M. (Stabio, V. di Muggio, Mendrisio, M.'^ S. Agata di Tremona, M." S. Giorgio, Capolago) — Lug. (Rovio, Ca- sore, M." di Caslano, M.'" S. Salvatore, Caprino, Lugano e dintorni, M.'" Brè, M.'" Doglia, M.'" S. Bernardo di Coniano, Val Colla, M.'" Ceneri) — Loc. (Ascona) — Lev. (I)ac. di Quinto). jUl. — 200-1100"'. Disp. — Da aprile a luglio, comune. IS'OTE. — Estens. geogr. — Questa notissima specie fu trovata in gran parte d'Europa, ed inoltre nella Siberia orientalo (Cuuiìe) ed in Algeria ( Lue. ). LM (liis cupreus S.vv. Ari). dell'Egitto è diverso. Vive la prima m Inghilterra (Walkeiì, Blackw.), Svezia (aut. sved.), Finlandia e Aland (Nuuu.m.), Vo- 188 p. PAVESI Ionia (Simon), Prussia (Menge, Ohl.), Slesia (Zimm.), Boemia (PuAcii, Bakta), Galizia (L. Kocii), Unglieria (Dock), Austria (DoL.), Baviera (Haiix, C. Kocii), Tirolo (Auss.), Svizzera (al Lago dei Quattro Cantoni, Gieiì.; C. Glarona, Heer; io ne posseggo un J" del C. Ginevra), Olanda (Sjx, van Hass.), Francia (Walck. , Slm. , Lue), Spagna (Si.m.), Italia (sett.% Canestk. I'avs.; io la vidi della nierid." nel Mus. zool. Univ. Nap.), Sardegna (Mus. civ. Gen.), Corsica (Simon, in litt.). 184. H. museo rum (Walck.). Sin, 1802. Aranea miiscorum Walckenaer, Fu. pari?., II, p. 348 (xec. C. Kocn). 1831. Satlicus aeneiis Hahn, Arachn., I, p. 63, fav. XVII, fig. 49. 1837. A/tus mnseorum Walck., Ins. apt., I, p. 411. 1848. Heliophanus . Révis. d. Att., p. 140 (16). Loc. tic. — B, (Giubiasco). .1//. — 230"'. Dlsp. — In maggio, un solo esemplare. NOTE. — Simon (Révis., 1. cit.) le mette sinonima la « M. Nardoii Canestrini, Aran, ital., p. 131, n." 27, 18()y ». Puro accettando 13 194 r. TAVESi questa sinonimia, osservo che la specie non è di Canestrini, ma del conte Ninni; fu semplicemente inscritta nei Catal, di Canestrini e Pavesi, non ommettendo — cuique suum — di riferirci al Ninni , che ci aveva concesso di pubblicarla. È molto diiìicile stabilire il posto di questa specie, tipo d'un gruppo particolare (castaneus) di Attidi nella classifica- zione di Simon del 1809 e appartenente al gr. impcrialis in quella del 1871. Nei nostri Catal. Aran, italiani figura come una Mar possa e credo ancora che non se ne debba staccare, ad onta che Si.mon dica che la sua rassomiglianza colle specie di questo genere sia soltanto apparente. Questo Attide, come già scrisse Simon (Révis. p. 17'J (ojj), presenta nel sesso ma- schile il carattere importante delle mandibole proprio delle Marpessa; però più avanti (p. 187 (03)) lo stesso autore os- servò, con ragione, che Jia pure l'armatura dei metatarsi come nel genere De) al ryp] tanks Tiiok. Estens. geogr. — Vive in Ispagna, Corsica (Slm.), Italia (sett.% Canestr. Pavs.) , Dalmazia, Corfu, Siria (Simon), cioè nella regione mediterranea. Gen. EUOPHRYS C. Koch. 1834. C. Kocn, in IIeru. Schaeff., Doutschl. Ins., p. 123 {ad part. 7, 8). 1870. TfioRELL, On Eur. Spid., p. 207, 215. 194. E. frontalis (Walck.). Sin. 1802. Aranea froiilalÌ3 Walckenaer, Fn. paris., II, p. 240. 1837. Attns „ ID. Ins. apt., I, p. 415. 1848. n n C. Koch, Arachn., XIV, p. 44, tav. CCCCLXXIV, figs- 1304-05. 1861. Salticua n Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 52, tav. Ili, figt,'- 27. 1862. Attua striolatus Westring, Aran, suec, p. 691 {ad pari. $ ). 1869. „ frontitiis Simon, Monogr. d. Att., p. 597 (131). 1871. n n id- Rùvis- d. Att., p. 212 (88). 1873. Euoiihnjs n Thokell, Rem. Syn., 4, p. 404. Loc. lie. — M. (Cabbio , M.'" San Giorgio) — L u g. (M."^ Boglia ) — Loc. (Intragna). .1//. — 400-900'". Disp. — In maggio e giugno, raro. RAGNI DRL CANTONE TICINO 105 NOTE. — L'.l. sfrioladis C. Kocii ò altra specie, diversa da (juesta; come anche VA. J'ronlalis Westr. {= S. rcticulalus lÌLACKW.). Eslcns. geogr. — Fu rinvenuta in Inghilterra (Blackw.), Svezia (Westr., TiioR.), Prussia (Menge, Ohi,.), Slesia (Zimm.), Polonia (Si.M.), Beerfelden (Reuss), Pyrmont (Thor.) , Boemia (Prach, Barta), Alta Austria e Baviera (C. Kocii), Tirolo (Auss.), Svizzera (Oberland bernese, Tiior.), Olanda (Si.\), Francia (Walck. , LucAs, Si.Mox), Italia (sett.", Caxestr. Pays.; la ci- tazione « Lombardia » si doveva al Sordelli, che vi ritrovò VA. striolutus C. Kocii, creduto var. del j'ronlalis, onde dai Catal. Aran. ital. si dovrebbe togliere questa località, se io non l'avessi poi preso a Pavia). Alt. — Dalle basse pianure (Pavia, io) s'inoltra fino a 5000' (in Tirolo, Auss.), cioè fino alla regione alpina. 193. E. finitima (Simon). Sin. 1869. Atliis finitimus Simon, Monogr. d. Att., p. 591 (125). IS69. Ti difficilis ID. ivi, p. 591 (125) [ad part. ? ]. 1871. n Jimtimiis ID. Révis. d. Att., p. 198 (74). Loc. lie. — Lng. (M." S. Salvatore, Pian Scairolo, Lugano) — B. (alture di Bellinzona) — Loc. (Ascona), Ali. — 200-o00^ Disp. — In giugno e luglio , non raro , specialmente nelle case. NOTE. — Estens. geogr. — Vive nella Spagna (Si.mon, in litt.), Francia meridionale, Tirolo, Corsica (Sim.), Italia (sett.% Ca- NESTR. Pays.; campagna Romana, Lucas), is. di Capri (io), Sicilia (C.Ì.XESTR. Pays.), cioè nella regione Lusitanica. Gen. PHILAEUS Thor. 1S70. TiioRF.LL, On Europ. Spid., p. 208, 217. 19G. I*li. olirysops (Poda). ,ieoloi- (Walck.). .sv.i. 1802. Aranea blcolor Walckenaf.r, Fu. paris., II, p. 2-17 (sec. Walck., Iiis. apt.). 1837. Afiits xanthoyramma in. Ins. apt., I, p. 415 {sec. SuioN = $ iiin.1. 1837. ■, bicolor ID. ivi, p. 417. 18G8. „ ,1 Simon, Monof;r. rt. Att., p. 28 (18). 1871. n n lu. Révis. d. Att., p. 133 (14). Loc. tic. — Alture di Lugano. Ali. — SoO"-. Disp. — In maggio, un solo esemplare. NOTE. — Questa specie pare rarissima dovunque e spora- dica. Nel primo Catal. Aran. ital. di Canestrini e Pavesi fu inscritta, sotto il nome di A. xaiilliograìììma, teste Walckenaer, ma poi nel secondo venne eliminata, mentre ora dovrebbe figurarvi di nuovo. Eslms. geogr. — Vive in Francia (Walck., Sim.), Italia (Walck.) , Corsica (Sim.). Gen. ATTUS Walck. I80o. Walckenaer, Tabi. d. Aran., p. 22 (ad jnirt.). 1870. TnoRELL, On Eiirop. Spiti., p. 208, 218. 198. A.. a,x'cviixtu.s (Clerck). fin. 1757. Araneus arcmiliis Cleiick, Sv. Spiiidl., p. 125, pi. fi, tal). 1. 1831. Salticus grossipes Hahn, Aracliii., I, p. 53, tav. XIV, tig. lo. 1837. Attus ij Walck., Ins. apt., I, p. 424. 198 p. PAVESI 1848. Euoiihrys arcuata C. Kocu, Araelm., XIV, p. HO, tav. CCCCLXXIII,' fig. 1298, 1862. Attus arcuatus AVestr., Aran, suec, \>. T'i\). 1868. n „ Simon, Monogr. d. Att., p. HS (25), tav. 7 (III), figg. Mo. 1868. „ albociliatm id. ivi, p. 36 (26). 1871. 11 arcuatus lu. Révis. d. Att., p. 143 (19). 1873. )) 1) Thoreli,, Rem. Syn., 4, p. 390. Loc. tic. — M. (Stabio) — Lug. (S. Pietro di Pambio). Alt. — 290-400"'. Disp. — In maggio e giugno, due soli esemplari ad. NOTE. — Eslcns. geogr. — Abita la Lapponia (Wkstr.) e Svezia (aut. sved.), Polonia e Lituania (Si.m.), Galizia (L. Kocii), Transilvania (Seidl.), Austria (Sciiranck : Arcmea Goezcr/ii), Carniola (Scop.: ..4. Marcgravii), Tirolo (Auss.), Svizzera (io ne posseggo due esemplari c/^ dei dintorni di Ginevra) , Francia (Walck., Slm.) , Spagna e Corsica (Slmon , in litt.) , Italia (sett.% Canestr. Pays.). 199. A., faleatus (Clerck). Sin. 1757. Araneus faUatus Qlebck, Sv. Spimll., p. 125, pi. 5, tab. 19. 1757. 17 Jlammatus ID. ivi, p. 124, pi. 5, tab. 18. 1831. Sallicus abietix Haun, Arachii., I, p. 61, tav. XVI, fìg. 46. 1831. )) Blancardti id. ivi, p. 64, tav. XVI, fig. 48. 1837. Attus coronatus Walck., Ius. apt., I, p. 412. 1848. Euoplirys falcata C. KocH, Ai-achn., XIV, p. 24, tav. CCCCLXXII, figg. 1290-95. 1861. SaltiCHS coronatus Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 50, tav. Ili, fig. 26. 1862. Attus faìcatus Westr., Aran, suec, p. 579. 1869. n 1) Simon, Monogr. d. Att., p. 54 (44), tav. 5 (I), figg. 13-14. 1873. n n Thokell, Rem. Syn., 4, p. 394. Loc. tic. — M. (Stabio, V. Muggio) — Lug. (M.'" Caprino, M.'" S. Salvatore , Lugano e suoi dintorni , M.'" S. Bernardo di Comano). Alt. — SJo-llOO'". Disp. — Da maggio a luglio, comune. NOTE. — Estens. geogr. — Abita in Inghilterra e Scozia (Blackw.), Svezia (aut. sved.), Lapponia e Finlandia (Nord.m.), d'onde passò forse nella Siberia orientale fino ai dintorni di Nikolajevsk (Grube); ed anche nel governo di Pietroburgo (SiE.M.), Russia Baltica (Grihe), Prussia (Mevge, Oiil.), Slesia (Zi.M.M.), Boemia (Pracii, B.vrta), Galizia (L. Kocii), Ungheria RAOXI DEL CANTONE TIPIXO 199 (DuL.), Transilvania (Sill), Carniola (Scoi».: A. Blancardi) , Baviera (Hmin), Tirolo (Auss.), Svizzera (io ne ho un esem- plare del C. Ginevra), Olanda (Six), Francia (Walck., Sim., Luc), Spagna (Sim.), Sardegna (Mus. civ. Gen.), Italia (sett.", Canestr. Pays.; merid.", io lo vidi preso dal prof. A. Costa). Alt. — Vive dalle basse pianure (Pavia, io) fin più in alto di 4000' (in Tirolo , Auss.) , cioè fino alla regione alpina. 200. A. pixlbesceiis (Fadr.). Sin. ? 1775. Aranea pubescens Fabricius, Syst. Entomol., p. 438. 1831. SalticH» „ Hahn, Arachn., I, p. 68, tav. XVII, fig. 51. 1837. Attxis n Walck., Ins. apt., I, p. 405. 1848. E«ophr,js n C. KocH, Arachn., XIV, p. 9, tav. CCCCLXX, figg. 1278, 1279. 1861. Saltimis sparsus Blackw., Spid. of Gr. Brit., I, p. 49, tav. Ili, figg. 25. 18G2. Attua pubescens Westb., Aran, suec, p. 561. 1869. n n SiMOX, Monogr. d. Att., p. 543 (77). 1871. n ti ID. Eévis. d. Att., p. 163 (39). 1873. n n Thokell, Rem. Syn., 4, p. 381. Loc. tic. — B. (Giubiasco). Alt. — SSO"'. Disp. — In luglio; ne ho un esemplare e/", ma forse è più comune e ne trovai anche altrove. NOTE. — Estens. geogr. — Vive forse in tutta Europa e nella Siberia orientale (Grube). Ed infatti lo conosciamo d' Inghil- terra (Si.MON, in Révis. 1. cit., vorrebbe che fosse soppressa la località Inghilterra, da lui stesso citata nella Monogr.; ma vi corrispondono il S. sparsus Blackw., S. terebrafiis e S. pratin- cola Gambe.), Svezia (Westr., Thor.) , Russia Baltica (Grube), Prussia (Menge, Oiil.), Olanda (Six), Sassonia (Fabr.), Slesia (ZiMM.), Boemia (Pracii, Barta), Galizia (L. Kocii), Ungheria (Bock) , Austria (Dol.) , Beerfelden (Reuss : Salticus scolopax) , Baviera (C. Kocii, Tiior.), Tirolo (Auss.), Francia (Walck., Simun), Italia (sett.', Can'estr. Pavs.). 201. A., l'upicola C. Kocii. Sin. 1837. Euophrys rupicula C. Koch, Uebcrs. d. Aracliu. Syst., I, p. 34. 1848. „ n lu. Arachn., XIV, p. 19, tav. CCCCLXXl, fig. 12S0. 1868. A ttus floricola var. nqncola Simo», Monogr. d. Att., p. 41 (31). 1871. 1, rupicola ID. Révis. d. Alt., li. 147 (23). 1873. n V TuoiiELL, Rem. Syn., 4, p. 392. 200 p. PAVESI Loc. tic. — Lev. (Val Bedretto a Fontana, Ossasco, Ospizio air Acqua ed alpe di Monigolo). Ali. — 1 200-1 800^ Disp. — In luglio, quivi comune. NOTE. — Eslcns. geogr. e alt. — Questa specie abita le mon- tagne e venne trovata nelle Alpi, come nei monti dell' Al vernia e nei Pirenei; C. Kocii la rinvenne già fino a 5000', cioè nella regione alpina. Fu preso in Finlandia (Nurd.m.), Transilvania (Sill), Svizzera (Vallese) e Savoja (Slmon), Italia (sott.', Ca- NESTR. Pays.). Lat. bor. G0°, 10' — 45° circa. 202. A.. oiT*a,tieTis Walck. Siìt. 1825. Alius erraliciix Walckenaek, Fu. Frani;., Ai-achu., p. 4G. 1837. „ n ID. liis. apt., I, p. 4u0. 1847. „ n ID. ivi, IV, p. 409. 1843. Eiiophrys tigriiia C. KocH, Arachii., XIV, p. 6, tav. CCCCLXIX, figg. 1275-77. 1861. SaUicus dislincliis Blackw., Spid. of tìr. lìrit., I, p. 54, tav. Ili, figg. 29. 1862. Aitati tigrinus Westr., Aran, suec, p. 580. 1809. 11 erraticHK Simon, Monogr. d. Att., p. 588 (122). 1873. n „ Thoreli,, Rem. Syn., 4, p. 396. Loc. tic. — Lugano. Alt. — 280". Disp. — Da giugno a novembre, comune, specialmente sotto i muschi degli alberi. NOTE. — Estens. geogr. — Fu trovato in Inghilterra (Blackw.), Lapponia e Svezia (Nukd.m. e aut. sved.) , Russia Baltica CGribe), Prussia (Menge, Oiil.), Slesia (Zlm.m.), Transilvania (11. Otto), Boemia, Baviera (C. Kocii), Francia (Walck., Sim., Luc), Italia (sott.% Canestr. Pays.; merid.'', io la vidi nel Mus. zool. Univ. Nap.) , Corsica (Slmon , in litt.). 20.3. A.. tex*i-cstx^is Simon. .Sin. 1871. Alius tcrrestris Simon, Ri5vi3. <1. Attides, p. 2oO (85). Loc. tic. — Lug. (M.'" S. Bernardo di Coniano alla cima). Alt. — 700 ■". l)i$l). — Da maggio a novembre, abbastanza comune sotto lo pietre in quest'unica località. RAGNI DEL CANTONE TICINO 201 NOTE. — Eslcns. gcogr. — Questa specio , che io presi fino dal 18G9, non figura ancora nei Catal. degli Aran. ital. Il Simon la trovò in Corsica ed in Provenza ed io lo presi al- l' is. di Capri. 20i. A. lba.x*Tbipes Simon. Sin. 1869. Attus barbipes SiMOX, Monogr. d. Attides, p. 5G3 (97), tav. G (II), fig. 9. 1811. n n ID. Kévis. d. Att., p. 178 (54). Loc. tic. — Lug. (M.'" Caprino). Alt. — oOO"'. Disp. — In luglio, due esemplari 9 jun. NOTE. — Estens. geogr. — Finora non fu trovato che nella Francia (merid.", Simon), Italia (sett.", Canestr. Pays.) e Cor- sica (Simon , in litt.). Gen. AELUROPS Thor. 1870. TiiORELL, On Eur. Spid., p. 208, 219. 20?;. A el. lineatiis (C. Kocn). .SVn. 1848. EKophrya lineata C. KocH, Araclin., XIV, p. 43, tav. CCCCLXXIV, fig. 13o:'.. 18ij9. Attns liiieatns Simon-, Munojr. d. Att., p. 555 (89). 1873. Aelnropa Bresnieri TnoKELL, Rem. Syn., 4, p. 385 (ad part.). Loc. tic. — Lug. (M.'" Caprino). A it. — 1100-". Disp. — In luglio, ne presi un solo esemplare e non ne vidi che un altro nella stessa località. NOTE. — Il mio esemplare è identico alla figura di Kucn, coi femori però giallo-rossastro vivo ed il resto delle zampe tendenti al hruno; sul cefalotorace si osservano le quattro linee longitudinali, bianche, come descrisse e figurò il Koch, mentre Simun, parlando dello stesso esemplare tipico di lui, ne indica soltanto due. Questa divergenza fu già fatta risal- tare da TiiuKELL (1. cit.), il quale crede inoltre che il Sai- ticus Bresnicrl Lue. sia il e/'' della E. Lineata C. Kocii , sino- nimia ammessa anche dall' Ausserer. Io però, che posseggo 202 r. PAVESI diversi esemplari del Bresìiieri, presi a Capri , e che ho esa- minato (Mus. civ. Gen.) un Attus Bresnìeri determinato dal Simon , trovo ch(3 differisce alquanto dal Uncalus e non posso seguire in ciò l'opinione del prof. Thurell, ma quella di Simon e Cambridge. Estens. geogr. — Finora si sa che abita in Stiria (Camdr.), Tirolo (Auss.), Spagna (Sim.), Italia (Lombardia, Sordll. ed io), Sardegna (Mus. civ. Gen.), Sicilia (Simon, in litt.), Corfu (Cambr. in Simon), Grecia (C. Kucii) e Palestina (Cambr.). Alt. — Io lo presi anche nelle basse pianure (Pavia) od AussERER fino a 5000' (in Tirolo). Gen. YLLENUS (Simon). 1868. Simon, Monogr. d. Att., {ad part.) p. 16 (6) ecc. 1870. TiioRiiLL, On Eur. Spid., p. 208, 219. 206. 'Y. V-insig-nitus (Clrrck). Sin. 1757. Araneus ìitera V-insignitas Clekck, Sv. Spiudl., p. l'Jl, pi. 5, tab. 16 (= ^f). 1757. „ V-iìuignitiis id. ivi, ii. 154 (=; cT). libi. n ìitera V-iwtalus id. ivi, p. 123, pi. 5, tab. 17 (= $ ). 1757. „ V-iiotalus id. ivi, p. 154. (== $ ). 1834. Salticus qainque-partitus Haun, Aracliu., 11, p. 41, tav. LV, fig. 126. 1837. Attus „ Waluic, Ins. apt., I, p. 403 (= cT*). 1837. „ Utteratus id. ivi, p. 418 (= ? ). 1848. Euoplirt/s qtUnqucpartita C. Kocu, Arachn., XIV, p. 27, tav. CCCCLSXIII, tig. 1296 (nei J)a)•^ a')- 1862. Attus V-iiisiynitus Westk., Arau. suec, p. 559. , 1868. n insignitus Simon, Monogr. d. Att., p. 64 (54). 1873. YllenuH V-insignilus Thouell, Rem. Syu., 4, p. 377. Loc. tic. — Lug. (M.'" S. Bernardo di Coniano, M.'" Bigorio). Alt. — COO'". Disp. — In maggio e giugno , assai raro. NOTE. — Estens. geogr. — Venne trovato in Inghilterra (Cambr., Salticus nidicolens), Svezia (aut. sved.), Finlandia (NoRDM.), Prussia (Oiil. : Euophrys striata ad part.), Slesia (ZiMM.), Polonia (Simon), Transilvania (Sill), Baviera (IIaiin), Tirolo (Aiss.), Olanda (Six), Francia (Walck., Sim.), Spagna (SiM.), Italia (sett.', Canestr. Pays.), Sardegna (Mus. civ. Gen.) e Palestina (Cambr.). RIASSUNTO E CONFRONTI DELLA FAUNA ARANEOLOGICA DEL CANTON TICINO CON QUELLA D ALTRI PAESI Riassumendo qui sotto in un Prospetto, per generi e famiglie, il numero delle specie citate nel Catalogo, troviamo di: Epeiridae Argiope Epeira Cyrtophora Singa 1 17 1 3 Zilla Meta Tetragnatha Ulohorus 2 2(0 1 1 — 28 Therididae Pachygnatlia Formicina 2 1 Dipoena Phyllonethis 1 1 Episinus 1 Theridium 6 Liny pina 13 Steatoda 2 Erigone Ero Mimetus 3 1 1 Lithyphantes Euryopis 2 1 — 3o Scijtodidae Pholcus 3 Scytodes Spermophora 1 (') Ricerche posteriori a questo Livoro, già quasi interamente stampato, mi pongono in grado di aggiungere un'altra specie, cioè la Meta Menardi (Latr.), che trovasi comune in tutte le grotte ticinesi finora da me esplorate; l'ho presa anche in un'ombrosa valletta del Monte S. Salvatore, sopra Ca- prino, fra i sassi (agosto e settembre). 204 V . PAVESI Agalenidat' Dictyna Titanoeca 2 1 Ki] llahnia Agalena porto 1 2 08 Amaurobius Coelotes 5 ^ riistopona Textrix 1 1 Tegenaria 4 19 Drassidap Zora 1 Phrurolitlius 1 Liocranum 1 Micaria 1 Anyphaena Clubiona 1 Drassus Prosthesima 6 4 Chiracanthium 3 Gnaphosa 5 — 28 Dysderidae Seg'estria Dy sclera 3 llarpactes Oonops 1 1 — 7 FUlslatidae Filistata 1 — 1 Tlwmisidac Micrommata " 2 Thorn isus 1 Artanes 3 Misumena 3 Philodromus 1 Dioea 2 Thanatus 2 Xysticus 10 Monseses 1 — 2:; J.ijcusidae Aulonia 1 Pirata 3 Lycosa 12 Dolomedes 2 Tarentula 7 Ocyale 1 Trochosa 3 — 29 Oxi/opidae Oxyopes 1 — 1 A liidae Salticus i2 Euoj)]irys 2 Leptorchestes E})iblenium 1 1 Phyheus Attus 2 7 lleliophanus Ballus 2 Aclurops Yllenus I 1 Marpessa 3 — 28 Totale 200 RAP.NI DEL CANTONE TICINO 205 Finora dunque nel Cantone Ticino non ho riscontrato alcun rappresentante delle famiglie europee Enyidae ^ Uroc'teidae , HersUiidae , Teraphosidae ed E>'esidae. Nella famiglia Epeiridae ci mancano i generi Hypliotcs, Cer- cldia e Peniza (*). Tuttavia è interessante 1m. scoperta iìeì- V Epeira carbonaria L. Kucii, finora trovata soltanto in Tirolo; e della Singa sunijuinea C. Kocii e Zilla Slroemii Tuuk., tutt' e tre nuove anche per l' Italia. Nella famiglia Therididae ci fanno difetto i generi europei Argijrodes, Tapinnpa, Nestlcus (-), Asageìia, Plwlcomma, A riamnes. Meritano però speciale menzione la nostrale Formicina Mulìnensk Caxestr., la Lingphia Cane sir in il P.ws. , la L. giada lis L. Kocii, nuova per l'Italia e linora conosciuta del Tirolo. La scarsità delle specie di Erigone ha la sua ragione nelle ditìicoltà di ricerca e di studio; molte l'emine di specie differenti mi re- starono indeterminabili , come ben si comprende , sapendo ognuno che in questo genere senza i maschi adulti non si raggiunge lo scopo. Ma intanto, di 3 specie citate, due sono nuove per la fauna italiana, VE. Huthicailii Camiìr. e VE. moìitigena L. Kucii , descritta solo Tanno scorso colla L. glacialis. Il Mimelus laevigatus (Keys.) era una rarità lino a quest'anno, in cui il Si.mox ci annunciò che trovasi comune- mente in Corsica ecc. Nella famiglia Scgtodidae non ho trovati rappresentanti del genere Loxosceles ; presi però la Spenuop/tora smuculala (Dlg.), (•) Nel luglio dell'anno scorso io presi, nel R. Parco di Caserta, un esem- plare femineo della Penila ixoicles (Simon) ; questo genere è ancora da pochi conosciuto, e nuovo per la penisola italica. Ed insieme anche il Theridiiiìn gonygaster Simon, specie interessantissima giài,flgurata , ma non descritta. dal nostro O. G. Costa nella Eauna Neapolitana. (2) Questo genere vive pure nel Canton Ticino; rinvenni infatti Tunica specie Nesticiis celliUanus (ClerckX insieme alla Meta Menardi (Latr.) sopra ricordata, non solo in molte grotte, ov' è comune, ma anche nelle freddissime ed oscure cantine di Capolago. Onde le specie ticinesi salgono ora a iiOS, in- vece delle 206 citate nel Catalogo. Con quest'ultime trovai eziandio specie cavernicole di Linyphia ed Eì-igone, clie spero di poter indicare in una pros- sima Nota su tale argomento. 20G P. PAVESI elio non ò molto sparsa ed affatto meridionale, come la Scij- lodes ihoracìca Latr. ed il Pholcus rloulalus (Forsk.). Della famiglia Agalenidae ci mancano finora i generi Ar- gennu, Letìiia , Crypìioeca, Iladlles, Afjroeca, Argijroneta e Cho- rizomììia Simon delle grotte dell' Aiiège. In cambio abbiamo la T'Uanoeca Irislis L. Kocii recentemente descritta, V Amait- rohius crassipalpis Canestr. Pays, proprio soltanto del Trentino, il Coelotes solilarius L. Kocn non per anco citato d' Italia, una specie nuova di Tegenaria, ecc. Nelle Drassidae nostrali non si comprendono i generi eu- ropei Aposlenus , Trathelas, Tlujsa e Miliia (il quale dovrebbe formare, secondo L. Koch e Thorell, una famiglia a parte, ma SiMu.v lo vuole un Drasside); invece sul suolo ticinese rinvenni la Clubiona montana, la Prosihesima clivicola e la Gnaphosa badia, tre specie descritte dal L. Kocii e non per anco riscontrate in Italia, e nuove affatto sono tre specie di Drassus, che ho descritte. La famiglia Dijsderidae non ci off're i generi Schoenobates , Ariadne, Stallia e Leptonela Simon, pure cavernicolo come il Chorizomma ; ma sono interessanti la Dgsdera Pavesii TiioR., descritta quest'anno, V Oonops pulcJier Templ. raro sempre, ecc. L'unica specie nostrale della famiglia Filistadidae è la Fi- iistala nana Sjm. , da poco conosciuta. Nelle Thomisidae mancano i generi Sparassiis , Ileieropoda , Selenops , Coriaracìme , Aneles. Non per questo molte specie, che figurano da noi, sono meno importanti, come VArtanes fallax (SuNi).), VA. poecUìislwow. , ì\ lltanatus arenarius Tnoii., i due ultimi nuovi per l'Italia. Lo Xgslicus bifasciatus C. Kocii è pure raro nel mezzodì d' Europa. L'unico genere Cleìius ci farebbe difetto fra le Lycosidae , ed è ancor dubbio come sia rappresentato in Europa. E pure questa famiglia ci presenta delle rarità, cioè a dire la Ly- cosa vi/tata Keys., la L. j>ralioaga L. Kocn, sconosciuta finora alla fauna italiana, ed una s}iecie nuova di I.ycom , un'altra di Tarenlula , ecc. RAGNI DEL CANTONE TICINO 207 Le Oxijopklae , rappresentate dai soli generi Pasilhea ed Oxijopes , non ci offrono die quest' ultimo in una sola specie. Per ultimo la famiglia Atiidae ci è ben rappresentata e non mancherebbe che il genere Menemerus , quando si voglia col TiioRELL escluderne il M. falsijicus Si.m. , che pure abbiamo , 6 metterlo nel genere Marpessa , alla quale opinione il Simon sarebbe contrario. Importante si fu T aver preso il Leptor- chesles mutilloides (Lucas) cosi al nord, V Heliophanus exullans L. KocH pochissimo diffuso in Europa e da noi tanto comune, nuovi per l'Italia sono V H. Canibridgii Sim. e 1'//. Kochli Sim. Il Dallus biimpressus Dol. orarissimo, anzi l'esemplare nostro servi al Simon come tipo di descrizione del maschio, che era finora ignoto; rarissimo ovunque è pure il PJiilaeus bicolor (Walck.), nuovo per l'Italia V Alius terreslris Simon, ecc. Ond'é che, numericamente, la nostra fauna araneologica gareggia con quella di paesi già da più d'un secolo studiati sotto cjuesto rapporto e ben più vasti. Il Cantone Ticino in fine non ha che 28o0 chilom. quadr. di superficie; ed io non l'ho tutto esplorato e fui solo nelle ricerche, che fatte forse anche più assiduamente , ci porgerebbero occasione di redigere un ca- talogo ricco almeno d'una metà in più delle specie c|ui inscritte. Il Ticino trovasi in condizioni naturali non diverse da c{uelle del Tirolo, già decantate dal L. Kocii, ed infatti le due faunule si rassomigliano moltissimo. Abbiamo regioni meridionali abbastanza basse e calde e grado grado tutti i climi e tutte le vegetazioni fino alle nevi perpetue. Pel Lago Maggiore e pel Mendrisiotto , il Ticino è aperto al sud all' im- migrazione di specie dall' Italia , che è forse il paese d' Europa più ricco in aracnidi, come già lo mostrano le insufficienti indagini attuali; per la valle di Bedretto ed il passo della Niifenen comunica col Vallese , la valle Leventina è divisa soltanto per la sella del S. Gottardo da quella della Eeuss , che ci conduce nel cuore della Svizzera transalpina, ed anche per la valle Moesa siano portati nella Svizzera orientale e quindi nella Germania e nel centro d' Europa. Per ciò anche le specie del nord non possono trovar grave ostacolo a passare da noi. 208 p. PAVKSI Ma, appunto per queste condizioni, sarà sempre più facile trovarvi specie del sud, essendo le vie di comunicazione più facili, ed infatti la nostra fauna araneologica, senza cessare di essere una fauna di transizione, offre molte specie che sono prevalentemente meridionali. Cosi y.j delle specie della nostra fauna si trova in Corsica, Y,; ludla Sardegna (/), Spagna, Sicilia, Palestina e Siria, Y7 neli'is. di Capri, Grecia, Algeria, ecc.; come appare dal seguente Quadro. Cioè, delle 20() specie inscritte nel Catalogo, ne vivono in Corsica GG Sardegna 37 Spagna 3o Sicilia ..... 33 Palestina e Siria . 32 Algeria ..... 30 Isola di Capri . . . . 29 Grecia ..... 20 Egitto ..... 18 Tunisia C^) .... 13 Isola di Creta i) Coifù 5 Penisola del Sinai. 5 Madera 5 Isole Canarie. 2 Marocco 2 Saliara 2 Africa equatoriale (sud-est) . 2 E più stretti ra})porti si troverebbero so questi paesi fos- sero meglio studiati. (') Una nuova collezione entomolosioa dell'isola, falla in questa prima- vera daU'egregio mio amico dott. K. Gestro (alle cui ricerche devonsi i ragni di Sardegna esistenti nel Museo civico di Genova e citali nel Catalogo) col- l'aiuto del giovine abissino Said, ne aumenterà certamente il numero. (2) I ragni di Tunisia, ricordati nella memoria, furono raccolti quest'anno dal persiano sig. Abdul Kerim, in un con molti altri aracnidi; mi auguro (li poterni! dar in-oslo un' ICnumei'azionc. RAGNI DEL CANTONE TICINO 209 Ma parecchie delle nostre specie si rinvengono anche nel- r estremo nord , ond' è clie noi ne troviamo in Islanda . Groenlandia . Siberia orientale 1 4 14. Ed i paesi nordici più esplorati sotto il punto di vista ara- neologico ce ne offrono moltissime: Scandinavia . . IIG Inghilterra e Scozia . 103 Lapponia e Finlandia . OG Russia Baltica 64 Governo di Pietroburgo. 36 cioè più della metà nei primi due , Y3 in Lapponia, Finlandia e Russia Baltica, Ye ^^^ S^^- ^^ Pietroburgo. Ecco "poi i rapporti cogli altri principali paesi di Europa: Italia . 171 Francia . . I06 Tirolo . 121 Prussia . 96 Baviera . 80 Slesia . 73 Boemia . 71 Olanda . 70 Galizia . 63 Austria . 63 Ungheria 53 Transilvania 4o. Qualche specie nostrale infino trovasi anche in paesi lon- tanissimi : America del Nord . » del Sud . Isola di S. Elena . 10 5 'J 10 p. PAVESI Is. della Sonda .... 4 Nuova Zelanda .... 4 Capo di Buona Speranza . . 1. La nostra fauna araneologica insomma è eminentemente ita- liana, giacché Ys delle specie si riscontrano pure in Italia, alla quale, geograficamente parlando , il Canton Ticino appartiene. Questo Cantone è circondato dalla Svizzera transalpina , Piemonte e Lombardia. Sono specie comuni al Canton Ticino e Svizzera transalpina . . . 71 Piemonte ..... 80 Lombardia 132. Ma uno sguardo alla lista delle specie, che vivono in questi paesi e non furono per anco riscontrate da noi , ci potrà dare anche un' idea di ciò che sarà possibile rinvenire in appresso , e far presagire, quasi direi, molte delle scoperte future. Io mi prenderò a guida, onde redigere questa enumerazione, per la Svizzera di oltr' alpe i lavoi-i in principio esaminati , facendo qualche aggiunta in causa di due piccole raccoltine, ricevute dai Cantoni di Ginevra e di Vaud (*) ; pel Piemonte le poche notizie sparse che si leggono nei Catal. degli Ara- neidi italiani di Canestrini e Pavesi (nel Quadro sostituisco un asterisco alla solita citazione Canestr. Pavs., essendo l' unica per questa località); e finalmente per la Lombardia l'eccel- lente Catalogo del Sordelli e la mia Enumerazione dei ragni dei dintorni di Pavia (-). (') Mi rincresce di non poter aggiungere in questo luogo opportunissimo la breve lista di quei ragni che il dotto prof. H. Lebert dell' Università di Breslavia mi scrisse d'aver raccolto a Bex. Io lo richiesi di questa gentile comunicazione, mostrandogli lo scopo , ma sfortunatamente egli credette di rispondermi (in litt. 10 aprile 1S73) « ... ce que j'ai recueilli jusqu'à present est si peu de chose, si fragmentaire , si borné à une seule localité , Bex et ses environs, que cela n'a aucune valeur géographique » (?)• E mi rimandò a più tardi, quando avesse fatte nuove investigazioni. C*) Questa Nota non è ancora stampata, per cause indipendenti dalla mia volontà, ed uscirà nel prossimo fase. 1 degli Atti Soc. Hai. Se. nat., XVI, 1S73. RAGNI DEL CANTONE TICINO 211 tJ C-i x: NOME SPECIFICO SVIZZERA TRANS. o LOMBARDIA Epeira sclopetaria (Cl.) . . . Lago (lei 4 Can- toni (Gieb). — (Sordll.). E. bicornis (Walck.) .... — * (SoRDLL.). E. (Kjaìena (Walck.) .... — ♦ (io). Cjirtophora oculata (Walck.) . — * (io). Sini/a nitidula C. Ivocii . . . — — (io). S. Heril (II.\hn) (io la presi, ma dubito che la Sintja, citata dal Surdelli sotto questo nome, sivilaS.//f/v7WEST. Bl.Menge, non quel- la di Hahn). S. albovittata Westr M."- Salève e dint, della città di Ginevra (io). Cercidki prominens (Westr.) . Svitto (Gieb.). — (io). Zilla x-notata (Cl.) .... C. Glarona e — (Sordll.: Z. cai- Lago dei 4 Cant. lophijlla salt, ad (Gieb.); Losanna part., sec. comun.). Z. montana C. Kocii 1,10). C. Glarona (IlEER); Ober- land bernese e Alta Engadina (Thor.). Hyptiotes paradoxus (C. Kocii). ♦ (io e Sordll. in Atti Soc. Ital. Se. nat., XIV, 1871). Paclìfjgnatha Listeri Si'nd. . . Lago dei 4 Cantoni (Gieb.). — (io). Unii pimi inontana (Cl.) . . . C. Glarona e Lago dei 4 Can- toni (Gieb.). * (io). L. bucculenta (Clerck) . . . Losanna (Ra- ZUlM.). — (io). L. nebulosa Sund Lago 4 Cant. (Gieb.). — L. phnjfjiana C. Kocii. . . . Alta Engadina (TllUR.j. — — L. luteola Blackw Alta Engadina (Thor.). — — Eriijonc graminicola (Sund.) . . C. Glarona (IlEER). ♦ — E. fuscipalpis C. Kocn. . . . C. Glarona (IlEER). — — E. (b'ntipaìpis Wider .... — ♦ — E. rufipes (Linn.) — — (Sordll.). E Thorellii Westr — — (Sordll.: Micnj- i phantes acumina- tvs). 212 p. PAVESI K H '/T. NOME SPECIFICO SVIZZERA TRANS. o LOMBARDIA ? E. bifrons (Blackw.) .... _ * _ ? E. loiKjipdlpis (SrND.) . . . — — (io). ? E. rujìpa1i)is (C. Koch) . . . — — (SoRDLL.). Ero thoracica (Recss) .... — — (io). Theri.ium simile (C. Kocn) . . C. Glarona (IIeeu). — T. piilchcllum W.vLCK. . . . — — (SoRDLL.). T. pictmn Walck — ♦ (io). T. variatis Hahn C. Glarona (Ginn.) ■ — (io). T. pinastri L. Ivocn .... Monte Salève presso Ginevra / i / 1 ■» — ~ T. triste IIahn (io;. * LitlijipìiLOites corollatns (Linn.) . — * (io). Asiujnm plialerata (Panz.) . . — ♦ (SoRDLL. ed io). Ldtliroth'ctus 13-(juttatus (Rossi) — * — Pholciis rvber Pavs.? .... — — (io). Eni/o italica Canestr — — (io). Dictiina civica (Lue.) .... — — (SOUDLL.) D. latens (Fabr.) — * — Amanrobins ckmstrariiis (IIaiin) C. Glarona (IIeer). » (SoUDLL.). Tegenaria Derhamii (Scop.) . . C. Ginevra (FuES.).;C.Vaud (Razoum. ed io); Cantone Glarona (Heer). ♦ T. pagana C. Kocii — — (SoRDLL.). T. agrestis Walck C. Glarona (Hrer). — T. Tridentina L. Kocii . . . Losanna (io). — — ? T. invrina Walck — * — Hahnia pusilla C. Kocn . . . — — . (io). Argiiroìu'ta aquatica (Cl.) . . — ♦ (SoRi)LL. ed io). '.' Clubiona hulosericea (De Géeu) Lai,'o dei 4 Cantoni (Gieg). ♦ (SoUDLL). C. pallidula (Cl.) (FUESSL. , Menz.); C. Gla- rona (IIeeu.). * (SoRDLL. ed io). C. pallens IIaiin Fnrka ((ìieu.). ♦ — C. gencvensis L. Kocn .... Ginevra ? (L. Kocn). — — ?Chiracantliiuìn nutrix (Walck.) — * (SORDLL.). J'iirurnlithvs festivus C. Kocn . — — (io). Micaria pulicaria (Sund.). . . — * — M. formosa C. Kocii .... — — (SoRDLL,). il/, chlurophana G. Kocn . . . C. Glarona al Panixer-Pass (ilEER.). M. Albini (Sav. Aud.) .... — (io). RAGNI DEL CANTONE TICINO 213 NOME SPECIFICO M. aurata Canestr. . . . Dmssus 4-pumtatas (Linn.) D. muriaus IIahn D. latict'ps Camìstk. . . . D. ijradlis Westr ? D. lii'ldns (Walck.) . . . ? D. cojjnatus Westu. . . . Prostkesima petrensis (C. Kocnj P. oblunga (C. Koch) . . . . P. femella L. Kuch . . . . P. Kochi Ca^estr Gnaphosa lucifuga (Walck.). • G. famosa (C. Rocii) . . . G. muscoram L. Ivoch. . . G. Il elvetica L. Kuch . . . ? Bijsdera Cambridgii Thur. D. rubicunda G. Koch . . . Filistata testacea Latr. . . Atgpus piceus- (Sulz.) . . . Micrommata longipes (tìiEB.) Artanes pallidus (Walck.) . . Tlianatus oblongus (Walck.) . Tltomisvs (?) piqer Walck. . . T. (?) bilineatas Walck. . . . Misumena cncurbitina (Sordll.) SVIZZERA TRANS. (FrESSL. C. Glurona (IIeer). (lini, (li Cìini'- vra (io). (IIeer). M.'" Salève o clini, di Ginevra (io). Furka (Gieb.). (L. Koch).' hlngadina (L. Kuch). C. Glarona (IIeer). C. Glarona (IIeer). SuLZ. e aut. C. Glarona (GlEB.). LOMB.\RDIA (io). (SORDLL.). (SORDLL.). (SORI)LL. : D.fu- scus Latr. = /A se- gestriforììiisDvF.). (io). (io). (SoRDLL.). (SORDLL.). (SORDLL. od io). (SoRDLL.). (io). (SURDLL. ed io). (SoRDLL.: Thomi- sus cucurbitinus ) C). (•) Nrilla nostra prima memoria sugli Aramicli italiani (p. 88), rifftiarcio a questa nuova specie del Sordelli, pubblicata col solo nome senza descri- zione, abbiamo scritto che « Ci siamo convinti trattarsi di una femina non perfettamente adulta del T/i. aureus». In quell'occasione la sua diagnosi e figura furono comunicate soltanto al Canestrini; ma ora che il signor Sor- delli le trasmise gentilmente anche a me, concluderei che si possa man- tenerla distinta come specie, sebbene sia vicinissima al vatius o citreu-s. Basta dire che differiscono alcuni caratteri essenziali. Così, gli occhi late- rali della I serie, che non snuo più ffrandidei mediani nel vatius, nel ch- curbitiaus si mostrano evidenteìnente maogiori, ','4 di diametro circa; ed il Bordelli mi osserva che la maggiore ampiezza della pujiilla li fa parere assai più grandi di quello che non sieno. L'armatura delie zampe e diversa, in quanto che le tibie posteriori sono affatto inermi; le tibie del I jiaio , invece di portare 4 spine inferiori da ciascun lato, hanno avanti 5, sotto 3, o con altra notazione 2.2.2.1.1.; ed 1 metatarsi del II pa.jo si distinguono per avere spinta 2.2.2.1.2.2.2.1. La vulva ha pure una configurazione diversa, sia da quella di una ? adulta, che di una vergine o giovane del ratius: posta 214 p. PAVESI NOME SPECIFICO Diaea dorsata (Fabr.) . D. tricnspidata (Fabr.) Xysticus cristatus (Cl.) X. pini (IIaiin) . . X sabvlosns (IIaiin) X. fuscus C. Koch . X. praticola C. Kocii X. pUSiO TlIOR. . . Coriarachne depressa (Razov Lì/cosa agricola Tiior.. . , L. striatipes C. Koch . . , M) L. pullata (Cl.) L. riparia C. Keen L. paludicola (Cl.) L. blanda C. Koch Tarentula fabrilis (Cl.) . . . T. liguriensis (Walck.) . . . T. aculeata (Cl.) ? T. trabalis (Cl.) ? T. vorax (Walck.) .... (dubito ciie siasi presa per la T. albofasciata (Brulle)). T. (?)velox (Walck.) . . . . Trochosa ruricola (De Géer) . SVIZZERA TRANS. C. Glarona (IIeer). M."" Salèvc c Ginevra (io). FuESSL.); Gi- nevra eGeiUliod (io). Svitto (GlEB.). Losanna (Razocm.). C. Glarona GlEB.). C. Glarona t Lago 4 Cant. (GlEB.). Monte Salève presso Ginevra e Losanna (io). C. Glarona (IIeer). Lago dei 4 Cantoni (Gieb.). C. Glarona (IIeer.). LOMBARDIA (io). (SoRDLL. ed io). (io). (io). (SORULL.). (io), (io). (io). (SORDLL.). (SORDLL.). (SORDLL.J in un'area alquanto rialzata, essa è piccola, rotonda, senza parti incom- benti od orlo anteriore e si prolunga all' indietro in due spazii triango- lari colle punte divergenti. Ecco poi la diagnosi originale, compilata dal- l' autore suir unico esemplare, quand'era vivo: Cefalotoi-ace subrotondo, lucido, troncato anteriormente e posteriormente, rilevato nel mezzo, giallo-pallido con due fascie laterali d'un bel rosso- bruno o di sangue. Occhi della I serie sulla troncatura anteriore del capo, Mandibole giallo-rossiccie, nere alla cima. Mascelle e labbro nerastri. Sterno giallastro. Palpi brevi, giallastri. Zampe gialle, 1.2.4.3. Addome piriforme, rigonlio, vestito da pochi e brevissimi peli, non lucente, giallo di solfo, con quattro fascie longitudinali sul dorso rosso-brune, It' due mediane ondulate e confluenti anteriormente, ove restano staccatele late- rali; due piccole macchiette, pure rosse, al disopra delle liliere. Ventre giallo, cosparso di piccolissime macchie rosso-brune, irregolari. — Lungh. tot. 7 niillim. llacc. a Milano in estate. RAGNI DEL CANTONE TICINO 215 NOME SPECIFICO T. cinerea (Fabr.) T. variana (C. Kocii) . . Oxijopes ramosas (Panz.) 0. linealiis Latr. . . . Eresiis cinnabar lims (Oliv.) Leptorchestes venator (Lic) Heliophanus nitens C. Kocii H. inormUus Sni. . . . H. hecticus Sni. H. uncinatns Sim. . . . Marpessa encarpata (Walck M. badia (Sim.) .... M. Itamaia (C. Koch) (Thor. non Sni.) Dendruplnuttes rvdis (Sino.) Euopìirjjs strinlata (C. Kucii) Attus floricola (C. Koch) . . A. pratincola (C. Koch) . . A. (?) ])almlicoìa (C. Koch) . A. (?) canescens (C. Koch) . A. multipnnctatus (Sim.) . . A. scriptus SiM A. cingulatus Sim A. miser Sim. Aelurops fasciatus (Hahn) Yllemis festivus (C. Koch) Totale sp. 129 SVIZZERA TRANS. Monte Salève presso Ginevra (io). Vallese a Zer- niatt (SiM.). Vallese a Zer- niatt (Sim.). (Sim.). Sim. (Sim.). Vallese a Zer- niatt (Sim.). Vallese a Zer- niatt (Sim.). 47 51 LOMBARDIA (io). (SORDLL.). (SORDLL.). (SoRDLL. ed ioj. (io), (io). (SORDLL.). (SORDLL.). (SoRDLL.). (SORDLL. eil io) (Sordll). (io). (Sordli..). 72 NOTES SUR LES GENRES MORIO ET PERIGONA PAR M. J, PuTZEYS Gen. MORIO. Le M. orientalis D. (Long. 14 à 17. — El. 8 à 9 — Lat. 5 à 6 M.) a le corselet très largo , transversai ; ses cótés sont coupes à peu près droit jusque vers le milieu où ils se ré- trécissent par une courbe régulière jusqu'aux angles de la base qui sont petits, ouverts plutót que droits et se terminent en une pointe un peu obtuse. Le bord antérieur porte, au milieu, une écliancrure large et arrondie: il remonte ensuite jusqu'aux angles qui forment une saillie ))ien prononcée. Les stries sont larges et profondes , mais les trois premieres sont très fines et superficielles dans leur moitié postérieure. Les intervalles des stries externes sont assez convexes; le 7." forme une carène étroite et élevée dans tonte son étendue. Gomme cotte espèce est la plus rópandue et la plus facile à bien reconnaìtre , elle va me servir de point de com- paraison avec quelques espèces indiennes. ]Vf. "Wallceri. n. sp. Long. 16. - El. 8 1/2. — Lat. 5 M. Il a le corselet un peu plus long et surtout plus ètroit que celui de Yorienlalis; l'échancrure centrale du bord antérieur est moins marquee; les angles antérieurs , également avan- cus, le sont cependant un peu moins fortement; les cótés MORTO ET PERTGONA sont contbrmcs à peu pros de inèiiie, cependant ils soiit nioins élargis au milieu et ils ne se redressent pas aussi brusqiie- ment aux angles postérieurs qui sont un peu plus petits et plus obtus. Les él}tres sont plus convexes;«rtoutes les stries sont également profondes dans tonte leur étendue et les in- tei'valles sont plus relevés. Ceylan, des montagnes de Noura EUia. — !2 ind. Je pense que les M. ti'ognsitoides et cucujoides de Walker viennent du littoral de Tìle ; au surplus, les diagnoses que l'auteur en donne sont si brèves et si peu precises qu'il est impossible d'en tenir compte. M;. Ibrevior. n. sp. Longr- 12 à 14. — El. 6 à 7. — Lat, l à 1 ai^ M. Plus petit et plus court que Y orìentalis. Le corselet est à peine un peu moins large et plus long, mais ses cótés sont régulièrement arrondis dans tonte leur étendue; leur rebord est moins large; le bord antérieur est moins sinué, il est or- dinairement forme de deux lignes presque droites remontant obliquement vers les angles antérieurs qui sont à peine un peu avancés; les angles de la base sont plus petits et la base méme est plus échancrée au dessus de l'écusson. Les élytres sont plus convexes; toutes les tries sont profondes jusqu'à l'extrémité et les intervalles sont plus convexes; les yeux sont un peu moins saillans. Borneo (Sarawak) 5 ind. recueillis par M/ le Marquis DORIA.- M. Ooriae. n. sp. Long. 11 a 13. — El. 6 à 7. — Lat. 3 «/j à 4 M. Très facile à distinguer à première vue de toutes les au- tres espèces, par la forme de son corselet, ses élytres planes, à stries ponctuóes, par le 5.^ intervalle entièrement relevé en carène. D'un noir très brillant, avec les palpes, le l'^'" et les derniers articles des antennes, le labre et les cuisses d' un brun clair ; 218 M. J. PUTZEYS les articles 2 à 4 ties antennes et les tibias soiit J' un noir brun. La tòte est à peu près semblable à celle du M. orientalis, mais elle est séjmi'ée du col par une impression transversalu plus profonde ; les yeux sont moins enchàssus, leur orbite est plus saillant. Le corselet est assez plan , cordiforme ; ses cótés, droits et parallèles dans leur moitie antérieure, se ré- trécissent ensuite fortement jusqu'aux angles postérieurs où ils se redressent; ses angles sont grands, presque droits, avec la pointe obtuse; la base est très nettement échancrée au dessus de l'écusson; le bord antérieur est conforme comme chez le M. orienlalis, mais le milieu est plus sensiblement échancré et les angles sont moins relevés; les rebords laté- raux sont moins larges; les deux fossettes de la base sont plus nettes et plus profondes. Les élytres sont presque cy- lindriques, un peu rétrécies vers l'extrémité, planes jusqu'au S.^ intervalle qui est relevé en carène ; toutes les stries sont profondes et distinctement ponctuées. Les segments abdomi- naux portent, de chaque coté, une large fossette plus pro- fonde que dans les autres cspéces. Borneo (Sarawak) 5 ind. rapportés par M/ le Marquis Dokia. 31. acu-ticollis. n. sp. Cette espèce dittere du 3L Guineensis, auquel elle ressemble sous tous les autres rapports, par la forme de son corselet qui est un peu plus court, plus rétréci en arrière et dont les cótés sont plus arrondis; les angles postérieurs sont plus grands, plus relevés, plus saillans et plus aigus. J'en ai vu 1 1 ind. rapportés par M/ le D.'" Beccaiu du pays des Bogos. Gen. PERSGONA. Cast. Etud. ent. (1835) \^. 15. Nestra. Motsgii. B. Mosc. 1851 p. 28 n." 138. — Etud. ent. Vili (1850) p. 37. Spathinus Nietn. Ann. a. Mag. of nat. hist. 1858 p. 428. Languctte en triangle allonge, élargie vers le liaut, échan- crée, ])ortant un long })oil de chaque coté ; paraglosses trian- MORIO ET PERIGONA 219 gulaires, avancées et implantées sur les còtés latéraux de la languette. Palpes longs; le dernier des labiaux fusiforme (*), un peu tronquó au bout, de la longueur du precedent; le dernier des palpes maxillaires semblable à celui des palpes labiaux, mais plus large à la base, un peu plus long que le 3.*' Màchoires longues, arquées, vers l'extrémité et pointues. Lobes latéraux du menton se terminant en pointe ; dent cen- trale longue et aigue. Mandibules longues, étroites , arquées, surtout la mandibule gauche, non denticulées intérieurement, ne portant aucun point pilifere dans le sillon externe. Labre transversai, à peine un peu creusé au centre, ses angles pres- qu'arrondis, portant de chaque coté trois points pilifères. An- tennes assez épaisses, dépassant à peine la base du corselet ; leur l.^*" article long, piriforme, le 2. e presqu'arrondi, le 3.^ un peu plus long, les 4."^ et 5.^ rétrécis à la base, les sui- vans comprimus et presque carrés: la pubescence com- mence à l'extrémité du 3.® Téte courte et assez large, portant de cliaque coté deux gres points pilifères, le l.*^*" contro l'oeil à la hauteur de son tiers antérieur, le 2.^ plus écarté et à la hauteur de la base de l'ceil. — Elytres oblongues; épaules relevées et arron- dies; extrémité non sinuée et presque tronquée obliquement ; un sillon transversai à la base: l'avant dernière strie seule est distincte; vers le dernier tiers de l'élytre, elle s'écarte du bord marginai et se prolonge jusqu'à la suture qui est largement arrondie. — La pointe sternale est sillonnée de chaque coté entro les hanches, mais non à l'extrémité qui porte deux points pilifères. — Les épisternes du métathorax sont longs, assez ètroits. La membrane supérieure du der- nier segment de l'abdomen se dilate et déborde de chaque coté de ce segment et présente, comrae le dit Motschulsky, l'apparence d' un petit appendice cartilagineux. Ce seg- ment porte 5 points pilifères de chaque coté de l'anus qui est légérement échancré. — Les pattes sont assez courtes ; (») Motschulsky 1' inthque cornine sccuriformc, mais il a rectifié celle fante d' irapression sur la couverture des Etudes entomologiques de IbGO. 220 M. .1. rUTZEYS los cuisses anturicures sont épaisses vers la base, crousées on dessus pour la reception des tibias; ceux-ci sont un pen arqués, leur extrémité externe ne fait pas saillie; leur coté interne est très profondément écliancré et Téchancrure re- monte plus haut que le milieu. — Les trois premiers ar- ticles des tarses sont un peu plus dilates et plus courts chez le 5 que chez la 9 5 1^ 1.'"' article est pyriforme, le 2.^ et le 3.0 un peu en coeur; le dernier a au moins la longueur des deux précédens ; tous sont très convexes et lisses en dessus; les crochets sont grands et simples. En dessous, les 4 premiers articles sont squammuleux chez le 6 et bordés de longs cils. F*. iiìg-rifrons Motsch. Long. 6. — El. 3. — Lat. 2 «/a M. RiiJ'a, capite nigro, eli/tris nigro-brunnnSj sutura margineqiie rufo-testaceis : capite pronotoque aciculatis, hoc transverso, antice latwre, angulis anticis -prominulis rotimdatis, basi arcuatim pro- longato, angulis posdcis elevatis rotundatis , lateribus oblique rectis. Elytra oblonga ; basi oblique truncata, hunteris elevatis rotundatis, apice oblique subtruncatis, vix bistriatis, superjlcie tota punctulata, margine et apice ìnodice pubescmtibus. Tout l'insecte est d'un brun rougeàtre, testacó aux palpes, aux antennes et à tous les bords des élytres y compris la suture. Le dessus de la tòte est noir; les élytres sont d'un brun presque noir. La téte est large; les mandibules sont longueSj étroites, arquées, aigues; la mandibule droite est unidentée avant l'extrémité. Le labro est transversai, légé- rement échancré avec ses angles arrondis; il porte, de chaque coté, trois points pilifères. Les antennes sont assez courtes, épaisses, pubescentes depuis le k.^ article; les 3 premiers ar- ticles portent quelques poils vers leur extrémité. Le l.*^*" ar- ticle est aussi grand que les deux suivans réunis, légére- ment arqué, grossissant de la base à l'extrémité; les 2.^ et 3.'' sont égaux; le 4.'^ et le b.° sont un peu plus longs, rétrécis vers la l)ase; les suivans sont à peu })ròs carrés jusipi'au 11." MOPvlO ET PERIGONA 221 qui est un pou plus long que le 10.*^ et attenuò à l'ex- trémité. La partie antéricure de la tète porte quatre sillons trans- versaux peu marqués et, de cliaque coté, un court sillon arqué qui dopasse à peine la Ijase des antennes ; de chaque coté du vertex et près des yeux, on remarque un sillon et une carène courbes qui s'étendent jusqu'au delà du tuber- cule post-oculaire; le sommet de la téte porte une fossette arrondie et peu profonde. Les yeux sont très saillans et l'or- bite dans lequel ils sont enchàssés en arrière est plus grand que les yeux méme. Il n'existe qu'un seul point pone-ocu- laire situé un peu plus bas que les yeux. Le corselet est de la largeur de la téte, du double plus large que long, presque cupuliforme; le bord antérieur est tronqué jusqu' a la naissance des angles qui sont grands, saillans, mais arrondis; les cótés sont coupes presque droit et vont en se rétrécissant jusqu'aux angles poster ieurs qui sont très largement arrondis et relevés. La base est très ar- rondie, èchancrée au dessus de l'écusson, subitement dépri- mée aux impressions basales qui sont larges, peu profondes et marquees de quelques points à peine perceptibles. La marge laterale s'élargit dès le milieu jusqu'au dessous des angles postérieurs où elle est très dilatée; les deux impres- sions transversales sont bien marquees; le sillon centrai est profond entre les deux impressions; il devient presqu'indi- stinct vers le bord antérieur. Les élytres sont oblongues, plus larges que le corselet, portant à la base une strie transversale qui est brusque- ment déprimée et marquee d'un gros point à peu de distance de l'écusson et qui se relève jusqu'aux épaules; celles-ci sont arrondies; l'extrémité est large, non sinuée; presque tron- quées obliquement, arrondies à la suture; elles sont un peu planes au milieu: tonte leur surface est parsemée de pe- tits points irrégulièi'ement disposes et légèrement pubescentes tant vers les còtés que vers l'extrémité; on ne volt de traces que des trois premieres stries, mais la 9.® est bien marquee ; 222 M. J. PUTZEYS elle s'écartc beaucoup du bord marginal vers l'angle posté- rieur externe. L'abdomen est ponctué et légèrement pube- scent. Les épisternes métathoraciques sont étroits et allonges. Les pattes sont assez grèles. Ceylan, un individu, pris par M.*" le M.'^ Boria à la Pointe de Galle, l"ait partie du Musée de Gènes. Ir*, riifioollii*. MoTSCU. Long. 3 'I2 — El. 2. — Lat. 1 '/i M. Beaucoup plus petite que la P. nigrijrons, colorée de méme, si ce n'est que le testacé de la suture est plus large et com- prend le 2.*^ intervalle; le tubercule post-oculaire est beau- coup moins dcveloppé. Le vertex ne porte pas de point en- foncé. Le corselet est plus long, moins rétreci en arrière, ses angles antérieurs sont moins avancés ; les cótés moins droits, })lus réguliérement arrondis, plus finement rebordés; avec une très forte loupe, on y distingue quelques petits points (.'■pars ; les ólytres ont leur base plus largement arrondie aux épaules. Borneo (Sarawak). Le musée de Génes en possedè un in- dividu rapporté par M.'" le D."" Beccari. F*. iiig-rieollis Motscii. Long. 2 1/2 à 3. — EL 1 'I2 à 1 \. — Lat. 1 1/4 à «/g M. Elle est colorée à peu près comme la P. nigrifrons, mais le tiers antérieur des élytres est entiérement d'un testacé rougeàtre; les yeux sont un peu plus saillans que chez la P. ruJlcoUls, mais le tubercule post-oculaire n'est pas plus développé ; la tòte est linement, mais distinctement ponctuée; elle est dépourvue de fossette centrale. Le corselet est en carré transversai, un peu plus large en avant qu'en arriére, légèrement échancré au bord anté- rieur, avec les angles un peu saillans; les cótés sont ar- qués jusqu'aux angles postérieurs où ils sont très faible- mont sinués ; les angles sont très ouverts mais coupes nettement; les cótés do la base sont moins anjués que chez MORIO ET PERIGONA 223 la P. nigrifroiìs; les I'ossettes basales sont plus nettcs et Ton remarque un espace élevé entre ces fossettes et les angles ; toute la surface du corselet est converte de petits points comme ceux de la tote. Les élytres sont conformées comme celles de la P. nigri- frons; la ponctuation qui les couvre (et qui est un pen moins distincte vers la region liumérale) est plus serrée; les stries internes sont un peu distinctes. Borneo (Sarawak). Le Musée de Genes en possedè plu- sieurs individus rapportés par M.^" le M.'* Doria. r*. Tbasalis Giiaud. (Coll.). Long. 3 Vi- — Kl- 2. — Lat. 1 »;2 M. D'un testacé rougeàtre; la tète est noire de mème que les deux tiers postrrieurs des élytres ; la suture, les bords mar- ginaux et postérieurs restant testacés. La téte porte , de chaque coté, un sillon arqué assez profond qui part de l'angle de l'épistome et s'étend à peu près jusqu'en face du milieu des yeux; ceux-ci sont assez saillans et deux fois aussi grands que leur orbite postérieur. Le vertex porte au centre un petit point. Le corselet est plus large que la téte avec les yeux, trans- versai, arrendi sur les còtés, se rétrécissant à partir du mi- lieu; il est assez convexe; le bord antérieur est tronqué, un peu renile aux angles qui sont arrondis; la base est un peu échancrée au dessus de l'écusson et de cliacj[ue coté se re- lève en are jusqu'aux angles qui sont largement arrondis et à peine distincts; le sillon longitudinal est profond, il n'at- teint pas le bord antérieur et, en arriére, il s'arréte à l'im- pression transversale qui est bien marquee ; les deux fos- settes de la base sont larges, mais peu distinctes. Le rebord marginai est trés étroit. Les élytres sont ovales, légèrement oblongues, coupées trés obliqucment à l'extrémité, arrondies à l'angle suturai: les épaules sont rolevées et trés arrondies ; les stries internes, quoique peu distinctes, le sont cependant sous une forte 224 M. J. ruTZEYS luupe; elles sont très légérement ponctuées; la region mar- ginale est très déprimèe; le dernier des trois gros points est situé presque contro le bord postérieur. Les é])isternes mé- tathoraciques sont étroits et très allonges. Je n'en ai vu que 2 individus que M/ de Ciiai coir a recus de M.'' de Castelnau, comme venant de Queensland (Australie). JP. pallida,. Gasthi-n. Elmi, entom. p. 152. Long. 5. — El. 3. — Lat. 1 '/a M. D'un testacé un peu rougeàtre ; él} tres un peu obscures avec la suture testacee (chez un individu les élytres sont au contraire plus pàles que le corselet). Tòte noire. La téte est large, fort enchàssèe dans le corselet. Les yeux sont peu saillans, dépourvus en arrière de tubercule post-ocu- laire. Le vertex est lisse, un peu aplani au milieu; il porte, de chaque coté, une impression assez large, mais peu pro- fonde, si ce n'est contro la base de Tépistome. Le corselet, très peu convexe, est presque carré, aussi long qu'il est large en avant; les cótés sont très peu arquès, parallèles jusqu'en dessous du milieu, où ils se i-étrècissent jusqu'aux angles postérieurs, qui sont grands, très obtus. Les angles antèrieurs sont très avancès et arrondis; la base est échancrée au milieu et ses cótés se relèvent obliquement jusqu'aux angles; l'impression de chaque coté de la base est situèe plus près des angles que du milieu, arrondie, large, mais fort peu profonde. Le sillon longitudinal est profond, il ne dopasse pas l'impression transversale postérieure, qui est très distincte, et porte quelques stries longitudinales. Le bord lateral est linement rebordé, la base ne l'est point au milieu. Llytres oblongues, assez planes avec la suture relevée; elles sont presque dépourvues de stries; on ne distingue que de faibles traces des trois premieres ; un gros point se trouve dans la 3.^ avant le milieu et deux auti-es dans la 2.*^ vers la partie postérieure de l'élytre. Cotte espèce étant beaucoup moins répandue quo la nigri- frons, je vais la comparer à cotte dernière. Elle est beau- MORIO ET PERIGONA 225 coup plus petite et autrement colorée; ses mandibules sont moins arquées au bout; les antennes sont un peu épaisses vers l'extrémité; les yeux sont dépourvus de tubercule post- oculaire, ce qui fait paraitre la téle moins large; le corselet est beaucoup plus long, plus étroit, moins sinuu au dessus des angles de la base, plus pian, son rebord lateral est plus étroit; les élytres sont un peu plus longues, plus parallèles, plus planes, les épaules sont moins relevées. 2 individus dans la collection de MJ de Ciiaudoir, indi- qués comme venant du Senegal; l'un est un 5 ; l'autre est en si mauvais état que Ton ne peut pas distinguer son sexe. Le type de M/ de Castelnau est également indiqué comme originaire du Senegal. I*. livens. CruuD. (Coll.). Long 3 "/a. — El. 2. — Lat. 4 '/^ M. Elle ne diffère de la P. pallida que par sa taille plus pe- tite, sa téte plus grosse, son corselet un peu plus pian, un peu plus arrendi vers le milieu, sa base moins échancrée, ses angles postérieurs moins relevés et plus droits quoique leur pointe soit obtuse ; les stries internes des élytres un peu moins effacées. Tout l'insecte , sauf la téte qui est noire, est d'un testacé pale. 1 Ind. Coli, de Ciiaudoir. (Coromandel?). Catalogo dei Dascillidi, Màlacodermi e Teredili della Fauna europea e circummediterranea appartenenti alle collezioni del Museo Civico di Genova per Flaminio baudi. DASGILL.IDI. Dascillus cervinus L. c/^ 9 . D. parallelus Dolirn. «/^ di Vallombrosa; l'ho pure trovato al Monte Petraro presso Cagli. Heiodes minuta L. e/" 9 e yar.lseta Panzer: trovasi nell' Apen- nino Bolognese altra varietà distinta pel capo nero in ambo i sessi, il maschio colle elitre adombrate di fosco attorno allo scudetto, le anche anteriori intieramente e tutti i femori con macchia nel mezzo oscuri, la femmina colle elitre alla sutura per largo spazio intieramente nere, fosche pure nel loro terzo posteriore. H. sericea Kiesw. gli esemplari che vidi differiscono tutti dai tipi greci pel torace costantemente rosso ed elitre completa- mente nere ; identica però è la struttura dell' ultimo anello ventrale nel maschio; distinta fra le congeneri per la sua pubescenza grossolana, ruvida e grigia. Fu raccolta dal Prof. Ferrari presso Stazzano-Scrivia, la rinvenni alle falde del Gran Sasso, provincia di Teramo, a Porretta il sig. Lorenzini. H. marginata Fabr. Alpi marit. (Giuliani), M. Viso (Fea). H. Hausmanni Gre di. 0^9 Valle Formazza sugli abeti (Giu- liani); varia talora il maschio col torace completamente rosso come nella femmina. H. Gredleri Kiesw. Valle Formazza (Giuliani) sulle erbe ed arbusti in sito paludoso : nei maschi il torace è completamente nero. Vicina a questa specie ho un esemplare femmina, che rin- venni presso Pracchia, che dalle congeneri differisce anzi tutto pel torace assai più corto e più fortemente impresso ai lati anteriormente; il suo corpo è nero, del pari le antenne che hanno i quattro primi articoli rossi, di questi il secondo è d' un DASCILLTDI, MALACODERMl E TEREDIU 227 terzo più grosso e più lungo del terzo; il torace assai trasverso è un poco rilevato anteriormente nel mezzo, rilevati pure i margini laterali a motivo dell' impressione arcata che ha sul suo disco in ambi i lati, esso è rosso, con distinta mac- chia nera nel mezzo del margine anteriore, la sua punteg- giatura è fina e sparsa, fulva e fina la pubescenza come quella delle elitre : lo scudetto è nero ; fosche son le elitre, giallastre però longitudinalmente nel mezzo e maggiormente verso gli omeri, la loro punteggiatura è fina e densa: l'ad- dome ha il primo anello ed il mezzo della base del secondo rossigni, d' egual colore son pure le anche anteriori, i femori più meno alla base e tutti i tarsi. Dalla Gredleri in par- ticolare differisce, oltre al colore delle elitre, per esser queste meno densamente punteggiate, pel torace ancor più corto, la cui macchia anteriore è ben limitata, come distinto il di- stacco della tinta dei quattro primi articoli delle antenne dai seguenti: la nominai signaticornis in collezione. Cyphon coarctatus Payk. e/" = Juscicornis Thoms. 9 ; Pie- monte (Giuliani e Fea), Stazzano-Scrivia (Ferrari). Var. meridianiis M u 1 s. 9 statura minore, lati del torace più rotondati ad angoli posteriori più smussati, impressione delle elitre dietro lo scudetto visibilmente più limitata e profonda : Stazzano-Scrivia (Ferrari), Spezia (Doria). C. nitidulus Thoms. e/' =1 pallidiventris Thoms. 9; Alpi marittime (Giuliani), Stazzano-Scrivia (Ferrari), Spezia (Doria); di questi ultimi van distinti due esempi, e/', di forma ovale, color nero di pece, a pubescenza più grossolana ed irta, bian- castra; il loro torace è più corto, coi lati ed angoli più ar- rotondati, assai meno percettibilmente punteggiato; quasi li riterrei per l'altro sesso del Kunkelii Muls. C. variabilis Thunb. Piemonte (Giuliani), Ravenna (Baudi). C. nigriceps Kiesw. Molassana (Petricioli); l'ebbi di Bo- logna dal Prof. Bianconi. C. padi Lin. Piemonte, Liguria, Toscana. Hydrocypiion defiexicollis Muli. M. Viso (Fea) , Alpi marittime (Baudi), Busalla (Gestro). Diversamente da quanto osserva il 228 FLAMINIO lì AUDI MuLSANT (Brèvicolles p. 94) a riguardo di questa specie, l'ho sempre trovata accollata sotto le foglie di nocciolo, o di saliceti più o men presso ai torrenti. Scirtes hemispliaericus Lin. Piemonte (Giuliani), Porretta (Baldi). Eiicinetus haemorrhoidalis Germ. Piemonte (Fea). Eybria palustris Germ. Piemonte e Porretta (Baudi). E. Marchanti Duval. Provenza (Giuliani). MALAGODERMI. Dictyoptera sanguinea Linn. Alpi (Giuliani): soventi la trovai sui fiori (\(ììV Asclepias vincetoxicum. Eros aurora Fabr. Francia (Giuliani). E. rubens Gyll. Svizzera (Baidi). E. minutus Fabr. Alpi marittime (Giuliani), Alpi pennino (Gnecco). Homalisus taurinensis Baudi, Piemonte (Giuliani), Oropa (Doria), Graglia (Gnecco), Acqui (Kerim). H. suturalis Fabr. Savoia (Giuliani). Lampyris mauritanica Lin. Algeria (Reiche). L. noctiluca Lin. 0^9 Piemonte (Fea). Var. longipennis Motsch. Alpi marit. (Giuliani), Rivara (Issel). Var. Bellieri li e i e h e , Porretta e Vallombrosa (Baudi), L. lusitanica Motsch. =z Ray mondi Muls. Liguria (Doria e Gestro) (/'9, crisalide 9 Pracchia (Baudi): varia un individuo e/" di Veltri, pel torace a margine basale molto arcato, cogli angoli posteriori più acuti all' indietro; l'ultimo segmento dorsale dell'addome più ottuso all'apice nel mezzo, d'ambi i lati men sinuato, il penultimo ventrale alquanto prolungato a punta nel mezzo del suo lembo posteriore, questo però osservai pure in altri esemplari di Piemonte. Una femmina dell' accennata località varia pure per i rudimenti delle elitre assai più sviluppati e lo scudetto ben staccato, evidentemente punteggiato, quasi come nella 9 della Lareynii, ma pel re- stante di sua conformazione da questa distinta. DASCILLIDI, MALACODERMI E TEREDILI 229 L. Lareynii Duval. ^ Corsica, 9 Sardegna (Gestro). L. membranacea Motsch. fi Fea), Stazzano-Scrivia (Ferrari), Liguria e Vallom- brosa (Doria), Toscana (Piccioli). Wl. sardous Er. Sardegna (Gestro). M. . . n. sp.? Verde-bronzato-oscuro, epistema, gote e man- dibole alla base, quattro primi articoli delle antenne al di- sotto e lati del torace strettamente llavo-testacei ; apice delle elitre rosso. Il corpo é al disopra coperto di pubescenza fina, depressa, biancastra, alquanto più lunga e più densa sul to- race, meno sulle elitre, inoltre verso i lati di quello e sparse assai regolarmente su tutta la superficie di queste s' ergono alcune piccole setole nere. Il capo quasi intieramente verde, ha fra le antenne due leggeri solchi longitudinali, terminati posteriormente da una lineetta trasversale; il fronte oltre le antenne è rilevato e subitamente tronco in direzione trasversale retta , per cui la sua metà anteriore , unitamente all' epistema che è lineare, .trovasi ad un piano più basso, ed essendo di tinta oscura, staccasi distintamente dalla metà anteriore e dall' e- pistoma che son pallidi e d' apparenza membranacea; il lab- bro è verdognolo. Le antenne semplici, col secondo articolo piccolo, quasi globoso, il terzo alquanto conico, i seguenti filiformi, decrescenti progressivamente di grossezza, esse son rossiccie inferiormente sui quattro o cinque primi articoli: il torace trasversalmente convesso nella sua parte posteriore, ha due larghe impressioni jiresso gli angoli posteriori, è di poco più largo che lungo, col margine anteriore assai arro- tondato, coi lati per intiero sottilmente orlati di giallo-ros- signo : le elitre paralelle ai lati, ciascuna rotonda all' apice, che è intieramente rosso, misurano almeno tre volte la lun- ghezza del torace, la loro superficie è sparsa di leggeri tu- bercoli d' onde escono le setoline nere : il corpo inferiormente è d' un verde-bronzato uniforme, anclie sul torace, le epimere del mesotorace son oscuramente gialliccie : le unghie de' tarsi sorpassano evidentemente in lunghezza le loro mem- brane. Lo presumo una femmina, che dal complesso dei caratteri DASCILLIDI, MALA.CODERMI V. TEREDILI 241 parmi distinta dalle aflini , dal limbij'er particolarmente per r estremità delle elitre interamente rossa e le loro setole nere, nonché per le membrane delle unghie più corte; dal dilaticornis e dal dentifrons per la forma delle antenne e struttura del capo, la cui elevazione frontale è al di là della linea d'inserzione delle antenne, né con essa trovasi elevata allo stesso piano la parte anteriore del fronte stesso. Se non ancor descritto, proporrei nominarlo carinifrons. Raccolto al Caucaso dal M.^^ Doria. M. viridis Fabr. Livorno (Gestro). Var. dissimilis M. J^ Di statura alquanto maggiore, col capo parimente a fronte anteriormente rilevata in un colla sua parte precedente l'epistema, ma fra le antenne esso è per lungo trasversalmente convesso, con due solchi longitudi- nali assai impressi presso la base interna delle antenne, paralleli fra loro e terminati posteriormente da una lieve impressione trasversale: sul capo la disposizione delle tinte è la stessa, ma le parti della bocca son tutte gialliccie ad eccezione dell'apice delle mandibole e dell'ultimo articolo dei palpi mascellari; le antenne quasi della stessa forma, però i loro terzo e quarto articoli son più conici e più grossi, l'ultimo più breve, non più lungo del precedente, il secondo, terzo e quarto sono inferiormente testacei, il quinto ad ottavo solo all'apice; le elitre paiono più allungate, assai più gra- nulose, più densamente pubescenti, di color verde più vivo, la loro macchia apicalo più grossa, di color arancio, il loro apice interno è in entrambe egualmente alquanto ripiegato senza appendici: il corpo al disotto è verdognolo con pube- scenza grigia, epimere del mesotorace, estremità delle anche anteriori, una macchia sulla sommità dei quattro primi fe- mori, ti]jie anteriori all'estremità e loro tarsi giallognoli. Caucaso (Doria). NI. . . n. sp.? (/ Allungato, verde oscuro, quasi opaco sul capo e torace, estremità delle elitre rossa, antenne nere, primo articolo alquanto ingrossato verso l' apice, secondo breve, glo- boso, terzo-sesto oblungo-ovali, seguenti alquanto compressi, . 16 242 FLAMINIO BAUDI settimo ed ottavo poco, nono e decimo assai dilatato-roton- dati, quello più grosso del decimo che è angolosamente su quello inserito, ultimo fusiforme. Capo depresso sul vertice, con leggiera impressione longitudinale fra le antenne, del pari che il torace oltremodo densamente e sottilmente pun- teggiato ; r epistema, le gote ed i lati delle mandibole son giallo-pallidi: torace un pò più stretto delle elitre, d'un terzo circa più breve che largo , poco arrotondato ai lati ed alla base, sensibilmente arcato al margine anteriore, tras- versalmente non molto convesso, agli angoli posteriori poco impresso: elitre allungate, paralelle, sottilmente rugose, poco nitide, con fina pubescenza grigia, disuguale, arrotondate e rosse all'estremità: piedi neri, tarsi anteriori semplici, epi- mere del mesotorace pallide. Pare ben prossimo al iV. con- formis Er. dal quale lo distingue anzitutto la singolare strut- tura delle sue antenne. San Giovanni d'Acri un solo esemplare 'acc^uistato dal sig. Deyrolle: se non ancor descritto proporrei lo sj nominasse flexicornis. IVI. rufus Fabr. Provenza ^Giuliani). IVI. . . n. sp.? /■ Verde-bronzato, capo anteriormente, parti della bocca, meno l'estremità delle mandibole, antenne infe- riormente, metà posteriore dei lati del torace, epimere meso- toraciche, apice delle anche, quello de' quattro femori ante- riori , estremità delle due prime tibie ed i quattro tarsi anteriori ilavescenti ; angoli anteriori del torace con larga mac- chia sanguigna, elitre vermiglie, più o meno verdognole alla base, ripiegate all'indentro all'estremità, munite nel fondo della ripiegatura di sottile e lunga laminetta nera. D'aspetto e statura prossimo al rufus, consimile nel modo di ripiega- tura delle elitre al loro apice, che nell'interno son intiera- mente rosse. Il capo è verdognolo nella sua metà posteriore; in uno de' due esemplari che ho sott' occhio la tinta verde s' avanza davanti agli occhi ed alle antenne in linea tras- versale retta ed annerisce all' estremità , cosi son pur nere le alveole antennarie; il fronte è nella sua metà trasversai- DASCILLIDI, MALAOODERMI É TEREDILI 243 mente un poco elevato e tumido, la parte anteriore d' esso , r epistema, le gote ed il labbro son gialli, del pari che tutta la bocca, eccettuata sola la punta delle mandibole: in questo medesimo esemplare il color verde occupa tutta la larghezza della base delle elitre per circa un quinto della loro lun- ghezza, prolungandosi alquanto obliquamente verso la sutura, r estremo lato marginale sotto gli omeri rimane rosso. In altro esemplare il color verde del capo s' arresta ai lati dietro le alveole antennarie e fra esse si prolunga in forma anteriormente rotondata, non oltrepassando il livello delle foveole suddette che sono totalmente gialle, del pari che la metà anteriore delle orbite oculari, tutta la parte anteriore del capo colla bocca è gialla, meno l'apice delle mandibole ed una macchia nera sull' ultimo articolo de' palpi mascel- lari ; il fronte presenta sul davanti delle antenne poca ele- vazione: la macchia basale verde sulle elitre è triangolare attorno allo scudetto, che oltrepassa solo quasi d' altrettanto della sua lunghezza, ai lati arriva sol presso gli omeri. In entrambi il capo superiormente è piano e lucente, più o meno trasversalmente impresso fra gli occhi, con punto medio poco apparente: le antenne hanno il primo articolo alquanto di- latato in forma di quadrilungo a due lati obliqui, il secondo piccolo, globoso, terzo a sesto allungati, coli' estremità infe- riore più meno, ma leggermente sporgente, meno però che nel rufus, i seguenti "filiformi ; esse son brune o rossigne coi primi articoli sopra verdastri, inferiormente gialli : il torace di forma simile al tnarginellus ha identica l'estensione delle macchie laterali, ben segnato però il distacco delle tinte rossa e gialla: le elitre son coperte di leggiera pul)escenza bian- castra ed irte di alcuni peli neri, il loro angolo suturale in- feriore è assai prolungato a punta in giù : il corpo, inferior- mente verdastro è coperto sul petto e sulle anche di più densa e lunga villosità, bianchiccia, i margini laterale ed apicale degli anelli dell' addome son rossicci o giallognoli; le tibie anteriori hanno più diffusa la tinta giallognola che non le intermedie, assai poco le })Osteriori; i tarsi, de' quali 244 FLAMINIO BAUD! i quattro anteriori sono intieramente rossicci, hanno la mem- brana delle unghie assai più corta d'esse. Rinvenuto nella Persia settentrionale dal Marchese Giacomo Boria: se non ancor descritto proporrei lo si nominasse M. tricolor. !V1. marginellus Oliv. Piemonte (Fla), Liguria (Dgeia), Francia (Reiciie). lyi. maculiventris C h e v r. Siria, coli. Reiciie. M. insigsiis Buquet. Constantina (IIenon). [Vi. geniculalus G e r m. Piemonte (Giuliani e Fea) , Stazzano- Scrivia (Ferrari), Siria acq. Deyrolle. ÌL elegans Oliv. Piemonte (Fea), Alpi Cozie e marittime (Giuliani), Stazzano (Ferrari), Busalla (Gestro). sVl. parilis Er. Alpi marittime e Liguria (Giuliani e Fea), Staz- zano (Ferrari), Siria acq. Deyrolle. Var. calabrus M. Di statura eguale, ma quasi più allungata del geniculalus, verde-cupo o turchino, rimarchevole fra le specie di questo gruppo per la lunghezza delle sue antenne, che nel maschio raggiungono quasi la lunghezza del corpo ed hanno la metà basale dei loro articoli quinto-nono assai più esili che nel parilis vero, col loro margine interno molto pili incavato, intieramente gialliccie sulla faccia inferiore ed esterna dei primi cinque articoli, più o meno alla sola estre- mità sui seguenti quattro; nella femmina esse arrivano alla metà delle elitre, coi loro articoli più iìliformi, solo i tre basali inferiormente giallicci per intiero: in ambo i sessi la tinta verde termina fra le antenne avanzandosi alquanto ar- rotondata, tutta la parte anteriore del capo e la bocca son gialli, meno l' ultimo articolo dei palpi, 1' apice delle mandi- bole ed inferiormente il pezzo di sostegno de' palpi mascel- lari : le macchie apicali delle elitre sono d' un giallo citrino, gli angoli suturali nella ripiegatura di quelle del maschio non sono volti all' ingiù, né prolungati, ma allo stesso livello s'appaiano, formando riuniti un leggero angolo rientrante: tutti i femori, maggiormente gli anteriori, sono rossigni alle ginocchia, le tibie anteriori lo son puro verso l' apice, più DASCILLIDI, MALAOODERMI E TEREDILl 245 largamente nel maschio, del pari che gli stessi tarsi. Dal complesso della sua forma ed in particolare della struttura del capo, non ostante la differenza di tinte in alcune sue parti, parmi non si jiossa specificamente disgiungere dal parilis. Ne ricevetti tre coppie d*al Prof. Targioni-Tozzetti, raccolte nella provincia di Catanzaro, unitamente ad una gran cjuan- tità d'altre specie di coleotteri, né quali spesso trovai, come nella sovra designata, distinte modificazioni di forme, inter- medie soventi fra cjuelle della centrale Italia e quelle di Sicilia. Wl. humeralis lieiche, Siria coli, Reiciie. Anthodytes ovalis Lap. Piemonte (Fea), Toscana (Piccioli). A. cyanipennis Er, Albissola (Gestro). A. dispar Fairm. Sardegna (Baldi). A. he'ieromorphus A bei 11 e = laticollis Baudi. Alpi cozie e marittime (Giuliani), Casotto (Fea). Il maschio di questa specie è piuttosto raro. A. (Oogynes) Anceyl Abeille. Caucaso (Doria). Axinoìarsus ruficollis 01 iv. Piemonte (Giuliani), Stazzano- Scrivia (Ferrari), Toscana (Piccioli), Napoli (Emery). An'fhocomiis sangiiinolenius Fabr. Colli di Torino (Baudi), Persia settentrionale (Doria). A. equestris L i n. Piemonte (Fea). A. Doriae. Verde-turchino, base delle antenne al disotto, parte de' piedi anteriori ed elitre rosso-testacei. Minore in statura àolV equestris , dal quale differisce per corpo più pa- rallelo, alquanto men convesso sulle elitre, queste a punteg- giatura un po' più densa a pubescenza più fina, di tinta uni- forme rosso-testacea, non vermiglia. Raccolto in gran copia dal Marchese Giacomo Doria nella Persia settentrionale nelle vicinanze di Teheran, comunicato col sudesignato nome. Attalus (An'Éolin'Js) lateralis E r. Piemonte (Fea), Toscana (Pic- cioli), Napoli (Emery), Corsica (Bonvouloir), Sardegna (Gestro). Variano pochi esemplari fra noi coi piedi intieramente neri, come vien descritto dagli autori; la maggior parte degli 240 FLAMINIO BAUDI esemplari che vidi d'Italia hanno i quattro piedi anteriori testacei sulle anche, sulla base de' femori e talvolta pure su parte delle tibie. Liguria (Doria): varia talora col torace senza macchia, Sardegna (Gestro) : un esemplare infine, è minore di statura, ha il torace alquanto più corto, le elitre paiono più densamente punteggiate : Genova ^Gestro). A. (AnìholJniis) analis Panz. Alpi marittime (Fea e Baudi). A. (Antholinus) panormitanus Ragusa, Sicilia (Ragusa). A. erylhroderus Er. Sardegna (Gestro): varia una 9 coU'ad- dome nero sulla metà del dorso e nel mezzo del ventre alla sua base. A. sicanus Er. Sicilia (Baudi). Di rado nel maschio, più so- venti nella femmina, che talvolta avanza quello d'assai in statura, varia col torace intieramente rosso come nel dalma- tinus, ed i piedi quasi totalmente rossi; da quello però di- stinguesi facilmente pel rosso men vivo del torace, per le elitre meno densamente punteggiate , rilevate lungo la su- tura, eccetto presso lo scudetto. A. transfuga Kiesw. Piemonte (Filippa), Busalla (Gestro), Vallombrosa (Doria), Casentino (Marcucci). Ebaeus flavobyliatus Mars. Beyrouth acq. Deyrolle. E. collaris Er. Piemonte (Ghiliaxi e Fea), NApoli (Emery). E. affinis Lucas, Algeria (Mocetto). E. toenialus Muls. Piemonte (Giuliani, Fea e Kerim), Li- guria (Doria), Toscana (Piccioli). E. cinctus? Gebler, Persia settentrionale (Doria). E. tener Dohm in coll. Persia (Schahrud) coll. Doiirn. Hypeboeus flavicollis Er. Liguria (Doria, Gestro, Ferrari e David). H. scitulus E r. = cordicollis K i e s w. Cipro (Baldi). H. myiabrinus Baudi, Beyrouth (^Baidi). H. flavipes Fabr. Piemonte (Giuliani). Charopus paliipes Oli v. Genova (Doria), Busalla (Gestro). C. varipes Baudi, Toscana (Piccioli). C. concolor Fabr. Val Formazza (Giuliani), Piemonte (Giu- liani e Fea), Stazzaiio-Scrivia (Ferrari). DASCILLIDI, MALACODERMI E TEREDILI 247 C. rotiindatus Er. Sardegna (Gestro). C. saginatiis Kiesw. Sardegna (Baldi). Antidipnis punctatus Er. Spezia (Doria), Napoli (Emery), Francia meridionale (Ghiliaxi e Fairmaire). A. heteropalpus Mars. Beyrouth acq. Deyrolle. Homaeodipnis obsoletus Er. Cipro (Baldi). Atelestus brevipennis Cast. Sardegna (Gestro). A. Peragalloi Perris, Oneglia (Baudi); I' ho ricevuto dal s:g. Meda coli' indicazione d' averlo raccolto in riva al mare, tal- volta accoppiato sui sassi, sui quali corre veloce quando batte il sollione. Troglops silo Er. Piemonte (Giuliani e Fea), Apennino ligure (Ferrari e Gestro). Coloies maciilatus Lap. Spezia (Doria) Napoli (Emery). Va7\ dorsalis Baudi, Toscana (Giuliani). C. anthicinus Baudi, Cipro (Baldi). C. flavocinctus Mars. Persia settentrionale (Doria) varietà minore e più pallida, Cipro (Baldi). DASITIDI. Henicopus armatus Lucas, specie fra tutte la più comune del genere in tutta Italia: la sola che siasi finora trovata in Sardegna. H. pyrenaeiis Fairm. Pirenei (Fairmaire). H. pilosus Scopoli, dintorni di Genova ed in quantità al Caucaso. (Doria): assai men frequente dell' armatus. H. senex. Rosenh. Andalusia (Baudi). Vive pure in Italia V Hen. melakucotrichos Graells: no ebbi in comunicazione un esempldre dal sig. Bargagli, che Io rinvenne presso Sarteano. Dasytes bipusUilatus Fabr. Genova e Vallombrosa (Doria), To- scana (Issel), Napoli (Emery) : varia, particolarmente nelle Pro- vincie meridionali, pel numero ed estensione delle macchie, sulle elitre; diffuso in tutta Italia. D. flavescens Gene, Sardegna (Giuliani), Sicilia (Ragusa). 248 FLAMINIO BAUDI D. commiinimacula Costa, Spezia (Doria): varietà apiediros- signi alla base delle tibie ed ai tarsi, come xìqW haemurrlioi- dalis , dal quale però è ben diverso per statura più piccola, torace più convesso, solcato ai lati distintamente. D. brevicornis Kiesw. Trieste (Baudi): raro in Piemonte. D. alpigradus Kiesw. Monrosa e Valdobbia /"Doria e Kerim). D. algiricus Lucas, Algeria, Costantina (Henon). Var. coerulescens K il s t. = sardous R o s e n h. Sardegna (Ge- stro), Sicilia (Ragusa). D. acuìipennis n. sp. Algeria (Mocetto). Di statura minore e più convesso del precedente , s' avvicina per forma piuttosto al nigrlia Kiesw, distinguesi da entrambi per la punteggia- tura del torace più rada e più forte , men densa quella delle elitre; queste hanno l'angolo suturale prolungato in punta aguzza , cosicché il margine apicale ne riesce d' ambi i lati un po' smarginato. (V. Beri. Ent. Zeitschrift 1873). D. fuscipes Br. Sicilia, Acireale (Ardis^one). D. obscurus Gyll. Val Formazza (Giuliani). D. niger. L i n. Alpi Cozie (Giuliani). D. siibalpiniJS Baudi Val Sessera ed Alpi marittime (Fea). (V. Beri. Ent. Zeit. 1873). Specie, a mio avviso, distinta dall' ft/- pigradiis pel color bronzato, pubescenza piuttosto grossolana sulle elitre , falvescente , serialmente interrotta da punti lu- cidi glabri come nel subcmetts, torace traversalmente arroton- dato, lucente, con punteggiatura fina e rada. Sparso nelle regioni alpine e nei colli elevati dell' Italia superiore. D. subcoeruleus Muls. Torino (Fea). D. fuscLilus 111. Busalla (Gestro). D. flavipes Oliv. sec. Muìs. Piemonte (Giuliani e Fea), To- scana (Piccioli). Varia a punteggiatura del torace alquanto meno densa. Monferrato (Filippa). D. nigroesieus Kiist. Sardegna (Gestro). D. plumbeiss Muli. Kiesw. = coxalis Muls. comune in tutta Italia. ' DASCILLIDI, MALACODERMI E TEREDILI 249 - Dasyles aerosus Kiesw. ^= p'icmbeus Muls. Parimente assai comune in tutta Italia, particolarmente nelle provincie me- ridionali. D. subaeneus Suftr. Piemonte (Fea e Baudi). Varietà a pubescenza giallo-fulvescente anzi che grigia. Abbruzzi (Baudi). Lobonyx aeneus Fabr. = ciliutus Gr a eli s. Spagna (Dieck), Algeria, Bone (Lepkiei'r). Dolichosoma lineare Rossi, Piemonte (Fea e Baudi). U D. simile Br. trovasi anche in Sicilia. D. (Psilothrix) prolensum Gene, Sicilia e Sardegna (Giuliani e Gestro), Algeria (Leprieur). D. smaragdiiium Lue. = aureolum K i e s \v. Livorno (Gestro), Toscana (Issel), Sicilia (Ragusa). Ovvio in tutte le regioni men fredde d' Italia. D. nobile 111. = viride Rossi = viridi-coeruleiim Geoffv., Muls. Tutta Italia ed isole. Spagna (Reiciie), Algeria (Mo- cetto). Gli individui delle regioni meridionali hanno talvolta il torace più lucente ed il corpo di bella tinta aureo-pupur^a. Fu pure raccolta in Sardegna dal Prof. Gene una varietà del D. melanostoma Br. cui diede nella collezione del R. Museo di Torino il nome di aurarius : essa è d' un bel verde dorato, ha talora il capo e torace purpurascenti : trovasi anche in Sicilia. Haplocnemus crenicollis Kiesw. = Trico Gene in coll., Sar- degna (Gestro). H. nigricornis Fabr. Piemonte (Fea). H. basaiis Kiist. Sardegna (Gestro). H. aestivus K i e s w. Val Formazza (Giuliani) , Lombardia (Baudi). H. pectìnicornis Lue. = pectinatus Kiist. Sardegna (Guiliani e Gestro). Varietà a tibie e tarsi testacei, Sardegna (Gestro). Questa va- rietà, che non trovai menzionata dagli autori, è assai com- mune in Sardegna e Sicilia; assai vicina al sicuius Kiesw. che però ne è ben distinto pei suoi specifici caratteri. 250 FLAMINIO BAUIiI H. marginatus Rott. Sicilia, (Ragusa): ad esso probabilmente vuoisi rap})ortai'e come varietà 1'//. xa«//io/)?^s Kiesw. Trovasi pure in Sardegna, ove varia talora pel colorito, cioè col to- race rossigno non solo ai lati ma anche al margine anteriore, le elitre talora appena sfumate di rosso ai lati, i femori ta- lora foschi. H. andalusicus Rosehn. Spagna (Baldi). H. periusus Kiesw. Cipro (Bauui). H. pisiicola Kiesw. Lombardia (Baldi), H. inieger Baudi n. sp. Lombardia, V. la descrizione nel Berliner Ent. Zeit. 1873. H. trinacriensis Rag. Sicilia (Ragusa). Ad eccezione del pectinlcornis commune nelle tre grandi isole, gli Haplocnemus son poco communi in Italia: oltre i suaccennati rinvengonsi pure le seguenti specie: //. virens Suff. Alpi marittime ed Apennino ligure; //. alpestrls Kiesw\ Alpi Pennine e Leponzie; //. abielum Kiesw. raro nelle regioni montuose. //. dUorosoma? Lue, H. jejunus Kiesw., IL siculus Kiesw., paiono limitati alla Sicilia; //. cylindrkus Kiesw. Italia centrale. Dasytiscus indutus Kiesw. Cipro (Baldi). D. graminìcola Kiesw. Corfu (Javet). Non mi risulta finora trovarsi alcuna specie di questo genere in Italia; del genere Julislus, solo \\ jìoralls 01. nell'Italia superiore. Danacaea denticoliis Baudi Piemonte ed Alpi (Giuliani): è la montivaga IVIuls. D. hypoleuca Kiesw. Cipro (Baudi). D. pallipes Panz. sec. Mulsant. Valdobbia (Gnecco e Kerim), Genova (Baldi). Pare piuttosto specie propria delle regioni montuose. D. ambigua Muls. Piemonte (Fea), Apennino ligure (Gestro e Ferrari), Toscana (Piccioli): fra le specie distinte per la pube- scenza del torace disposta regolarmente secondo la lunghezza, questa è la più commune nell'Italia continentale; facilmente si riconosce per la sua pubescenza assai più abbondante , DASCILLIDI, MALAOODER:\ri E TEREDILI 251 massime sullo scudetto, pelle antenne meno allungate che nella precedente specie , pei due primi articoli dei tarsi pos- teriori presso a poco d'eguale lunghezza, mentre nella pai- lipes il primo d' essi è visibilmente più lungo del secondo. A mio credere la B. aurichalcea Kiist. sarebbe identica o solo varietà dell' ambigua cui non parmi possa convenire la distincta Lucas, che ha ben diverse forme. D. imperialis Gene, Sardegna (Ghiliani e Gestro). Varietà a pubesconza concolore, Sardegna (Gestro). Fra mol- tissimi esemplari di questa specie che esaminai, sia raccolti da me in Sardegna, che in diverse collezioni sìa di questa isola che di Sicilia, rari assai son quelli in cui il corpo abbia la pubescenza variopinta, quale fu descritta dal Gene: nel maggior numero dessa è concolore, perlocchè assai difficil- mente distinguonsi dall' ambigua : però hanno d' ordinario i palpi e le antenne quasi totalmente rossi , la punteggiatura del loro torace è men fitta, cogli intervalli fra i punti piut- tosto piani e lucidi : la punteggiatura nell' ambigua pare approfondata obliquamente si che il margine anteriore di ogni punto ne riesce alquanto rilevato a guisa di piccole asperità. Varia ancora per statura più allungata, torace più ristretto presso le estremità, pubescenza ben variegata, colle tinte nere spiccanti, palpi ed antenne, talvolta pure i femori po- steriori, bruni. Algeria (IIen'on). D. tomentosa Panz. Volgarissima in tutta Italia continentale, di rado ha i piedi leggermente infoscati. D. cusanensis Costa, Napoli (Emery), Vallombrosa (Doria). Pare sparsa in tutta Italia, non frequente; pubescenza densa, sovente iiava o verdognola, disposta sul torace a raggi conver- genti quasi verso il centro del disco. Se mal non m'appongo, non corrisponde alla specie che il Mulsant descrive con questo nome. D. distincta Lucas, Trebisonda (Doria). Vivono inoltre in Sardegna le D. ruilis Kùst; laevicoUis Gene in coli, e D. picicornis Kiist. e la D. Corsica Kiesw., che forse 252 FLAMINIO IlAUDI è la stessa cui di Sardegna diede il nome di misella Gene in collezione. SVIelyris granulata Fabr. Andalusia (Giuliani), xMgeria (Henon). Trovasi [ìure in Sardegna e Sicilia. Fi/1. (Zygia) bicolor Fabr. Caramania coli. Giuliani, Egitto coli. Reiche. Vive anche in Sardegna del pari che la seguente. M. (Zygia) oblonga Fabr. Francia merid. (Giuliani), Algeria (Henun). M. (Zygia) rostrata Er. Palestina coli. Giuliani. Phioeophilus Edwarsii Steph. Dusseldorf (Dohrn). GLERITI. Denops albofasciatus Charp. Lerma (Filippa): fronte annerita, elitre concolori colla sola fascia bianca. Var. personatus Gene: capo, torace e base delle elitre rossi: Piemonte (Giuliani). TJiUss elongatus Fabr. Piemonte (GARniGLiETTi) : nelle nostre Alpi trovasi pure, di rado, la varietà tutta nera, amhiUmis Fabr. T. unifasciaìus Fabr. Piemonte (Fea e Giuliani). T. transversalis Charp. Algeria (Henon e Lèprieur): non raro in Sardegna, Sicilia e Malta. Opilus mollis Lin. Piemonte (Giuliani). 0. domesticus St. Piemonte (Fea). 0. pallidus 01. Toscana (Giuliani). Cìerus (Pseudocleriis) muiillarius Fabr. Piemonte (Giuliani), Francia (Faiumaire). G. (Thanasimiis) formicarius Lin, Piemonte (Giuliani e Fea), Napoli (Emery), Germania (Burmeister). Il C/. /jecto/'otó Fuss. , trovasi raramente sulle alture del Sempione. Tarsostenus univiliatus Rossi. Piemonte (Giuliani e Fea), Genova (Duria). Trichodes octopunctatus Fabr. Andalusia (Giuliani). T. Olivieri C h e v r o 1 a t var. (nec K 1 u g , ncc S p i n o 1 a), rac- colto in quantità nella Persia settentr. dal M.^*^ Doria. Dille- DASCILLIDI, MALACODERMI E TEREDILI 253 risce dalla descrizione che ne dà il Cìievrolat pel torace che non è puntato-rugoso , ma sottilmente e dispersamente pun- teggiato sul dorso, solo un poco più fortemente ai lati, poco peloso, caratteri per cui essenzialmente distinguesi dal era- bronljormis. Inoltre in tutti i molti esemplari che vidi, le elitre hanno poco oltre la base non una fascia abbreviata, ma un solo grosso punto oscuro arrotondato, leggermente dittico; l'addome nei maschi ha i due primi anelli neri, solo rossi i seguenti. Si riconosce pure il maschio pei femori dei piedi posteriori solo mediocremente ingrossati, le tibie ben arcate , pel quinto anello dell' addome intagliato assai larga- mente in rotondo alla sua estremità, il sesto allungato, lu- cido: r addome nella femmina è concolore al corpo, il quinto anello è tronco in linea retta. Presumo questa varietà non ancora conosciuta. T. craboniformis Fabr. Grecia (Giuliani). T. Zebra Fald. , crabroniformis var. secondo Spinola. Persia settentrionale (Doria). Mia opinione sarebbe di ritenerlo come specie distinta dal crahroniforìnis , a motivo del capo che ha assai più voluminoso e del torace che in conseguenza è assai più largo anteriormente, relativamente meno allungato , en- trambi con punteggiatura men fitta e più distinta ; . per le elitre più fortemente e meno densamente punteggiate , le fascie non sinuose, ma coi margini quasi retti e paralleli; per la pubescenza del corpo fulvo-rossigna, più densa sulle zampe, cjueste colle tibie e tarsi intieramente giallo-testacei: i femori posteriori nei maschi son più ingrossati e più arcati sul dorso, le tibie invece c[uasi rette, non arcate come nel crabroniformis: la punteggiatura dell' addome più rada, quinto anello un }tò men profondamente intagliato ne' maschi al- l' estremità, orlato del pari che il sesto di folta villosità. T. alveariiis Fabr. Piemonte e Liguria, comune. Var. Dahiii Spin. Sardegna (Giuliani e Gestro). T. apiariiis Lin. Volgare in tutta Italia. Var. apicida Ziegl. Spezia (Doria). T. favarius 111. var. illustiis Fald. Astrabad coli. Duiirn. 254 FLAMINIO lìAUDI T. armeniacus n. sp. Armenia e Persia settentrionale (Doria). /Eneo-vlrescens vel cumiesccns, palpis , anlennarum funkulo lar- sisque anterioribus rufescentibus j, thorace postice valde conslricto , panini crebre , elytris crebre for titer punctatis ^ hisce rujis_, su- tura anguste, J'asciis duabus maculaque apicali communi trian- (julari cijaneis vel viridibus. Mas Jemorìbus posticis vix crassio- ribus , tibiis iisdem parimi arcuatis , apice tenuiter mucronatis , abdominis segmento quinto apice projunde et late exciso , utrinque sexloque rujis. D'aspetto e statura prossimo al favarius , distinto massime pel torace assai più ristretto verso, la base , più fortemente e meno densamente punteggiato, col solco trasversale anteriore distintamente biarcato; eguale è la punteggiatura delle elitre, che alla base sono appena, od assai sottilmente colorate in oscuro ai lati dello scudetto, soventi dopo questo rosse alla sutura, le due fascie son più o meno dilatate, e, come nel favai' iu s , la prima volgesi lateralmente all' insù, la seconda verso r a})ice ; però la macchia comune dell' estremità è più lunga che larga in forma di triangolo che poco s' estende lungo il margine posteriore. Le antenne son piuttosto corte , nere , coi cinque primi articoli rossicci al disotto , ovvero col secondo- quarto intieramente rossi. Ver la forma della macchia apicale delle elitre vicino pure al T. nobilis Klug, ma da esso distinto sovratutto pel colore delle antenne e per la forte punteggiatura del torace: questo nel nobilis è pure ristretto assai verso la base , ma il solco anteriore è retto e la punteggiatura sul dorso è poco sensi- bile quasi nulla; le sue antenne sono intieramente rosse. T. Amnios Fabr. Algeria (IIenun). Var. dauci Villa, Spin. Algeria (Fairmaire), Il Tr. leucopsi- deus vive pure in Sicilia. T. Sìpylus Fabr. Siria acq. Devkolle. T. (juadriguitatiis Adams, Siria acq. Devkolle. Enoplium serralicorne Fabr. Genova (Gestro e Keri.m), To- scana (Issel). Corynetes coeruleus Degeer, Piemonte (Giiillvni, Fea e I^audi). PASCILLini, MALACODERMI E TEREPTLI 255 Negli esemplari che vidi d' Italia ben di rado il funicolo delle antenne è nero, quasi sempre più o meno bruno, raramente I-osso ferrugineo: distinto però dal rujkornis massime per la punteggiatura delle elitre più fina e men profonda. C. ruficornis S t. Caucaso (Doria), Svizzera (Baudi). Mi risulta assai raro in Italia. Il C. pusillus Klug, trovasi non solo in Sardegna, ma anche nella prov. napoletana, Emery. C. (Necrobia) riificollis Fabr. Liguria (Doria), Napoli (Emery): sparso in tutta Italia del pari che i due seguenti. C. (Necrobia) violaceus L i n. Liguria e Persia settentr. (Doria), Piemonte (Fea): varia con piedi più o men ferruginosi. C. (Agonolia) rufipes F. Insetto cosmopolita, commune in tutta Italia. Soventi , massime nelle femmine , le serie di punti più grossi sulle elitre svaniscono , né più si discer- nono frammezzo alla punteggiatura più fina e densa che ne copre tutta la superficie: raramente per contro in altri esemplari le elitre presentano serie di punti assai forti e profondi a guisa di strie e la punteggiatura degli inter- valli diviene confusa in modo che questi paiono trasversal- mente rugosi. C. (Agonolia) biooior Lap. Spagna (Fairmaire). Rarissimo in Piemonte il C. (Opeliopselaphus) scule'lurisWì. Laricobius Erichsonii R o s e n h. , Tirolo italiano (Baudi). LYMEXYLINI. Hylecoetus dermestoides L i n. Piemonte ed Alpi (Giuliani). Assai variabile di statura e colorito, più o meno oscuri d'ordinario i maschi, giallo-testacee, più grosse le femmine. Nelle folte boscaglie delle vicinanze di Porretta osservai in principio di Luglio numerose le larve di quest'insetto, in buchi attra- versanti la corteccia di faggi atterrati, ed insinuantisi pure nell'alburno; rinvenni solo pochi insetti perfetti, ma dallo stato avanzato delle larve e crisalidi non presumo volessero tardare alla susseguente primavera a trasformarsi , ciò non 256 FLAMINIO RAimi sarebl)C in quella località conforme a quanto osserva il Mulsant a questo riguardo. Lymexylon navale Lin. Francia (Giuliani e Fairmauie): non comune in Italia. PTINI. Hedobia (Ptinomorphus) imperialis L i n. Piem. (Ghhjani e Fea). H. regalis Duft. Alpi marittime (Giiill\ni), Piemonte (Fea). L' Il ('do bla pubescens fu trovata in Sardegna dal Prof. Gene, in Toscana dal sig. Bargagli: V awjuslala Bris. , mi fu comuni- cata dal sig. Emery , che la rinvenne presso Napoli. Ptinus damascenus n. sp. Oblong us ^ angustulus , niger , cm- tennis pedibusque rufescenlibus , tliorace brunneo, disco gibbose elevato, trisulcato , suicido medio teniiissime car inalo , utrinque auriculalo , postice constricto„ fulvo Jìavotiue villoso , elytris sat fortiler serialo-punctatis. Long. 1 — \ '/.^ Lin. Masminor^ antennis jìlij'ormibas , corporis fere longitudine ; Ihorace elgtris angustiore, utrinque parum auriculalo, dorso minus elevale gibboso, parum profunde canaliculato, canalicula distincle subtillime medio cari- nulala , carinulis basalibus obsolelis ; eli/tris elongato-parallelis , cum ìmmeris prominulis subquadralis , latitudine baseos fere triplo longioribus, basin versus profundius fortiusque , lantisper parcius apice punclatis , inter stiliis angustisi su be le va lis; tar- sorum poslicorum articulo quinto crassiore. Foemina major , ob- longo-ovaUiy antennis validiuscuUs, corpore quadrante brevioribus; thorace elytris vix angustiore , utrinque sai auriculalo, dorso fortius gibboso , profundius trisulcato , carinulis basalibus apice nitidulis , elytris ovalo-ellypiicis , ad humeros rotundalis , sat for titer seriatim punclatis, interstiliis planis ^ fascia pone medium obsoleta maculisque quibusdnm sparsis nigro-squamosis ornalis. 11 torace in ambo i sessi ha peli foschi ai lati, e pube- scenza anteriormente fulva piuttosto lunga, nel mezzo presso la base ed i seni laterali hanno pubescenza iiava: esso è den- samente granuloso, solo più nitido sulla prominenza media: lo scudetto é coperto da pubescenza l)ianchiccia: le elitre DASCILLIDI, MALArODERlMI E TEREDILI 257 hanno una villosità fosca o grigiastra, lunga e poco depressa, con frammezzo alcune squame bianche sparse qua e là anche nel maschio. Per la scoltura delle elitre il maschio è prossimo al P. foveolatus Boi., minore di statura che il car'matus , più sottile d'ambidue ; la femmina ha un pò l'aspelto del nUidus, ma il suo torace è più gobboso nel mezzo, anteriormente granuloso in ambo i sessi, il canaletto longitudinale mezzano ha nel fondo una distinta lineetta elevata etc: la punteggiatura delle elitre nelle serie è meno densa, i punti sono rotondi. Damasco acq. Deyrolle. Appartiene alla prima divisione del genere (EutaphrusJ se- condo il metodo di Mulsaxt: di questa in Italia trovansi V ir- roratus Kiesw. Riviera ligure occidentale ed Apennini Umbri; il siculus Kiesw. di Sicilia e Sardegna; il lusitanus Charp. di Sardegna; il carinatus Lucas di Sicilia e, denominato terreslris dal Gexè, pure di Sardegna; infine il Reicìiei Boi, del quale rin- zenni un esemplare in Piemonte, conforme ad uno di Corsica communicatomi dal sig. Emery. Di tutti questi vidi pochi e- semplari ; non conosco il quadridens C h e v r. di Mentono. P. variegatus Rossi Piemonte (Giuliani e Fea) , Apenninn ligure (Ferrari). Specie ovvia in tutta Italia: la var. Du- valli rara nelle regioni montuose. P. sexpunctatus Panz. Piemonte (Giuliani e Fea), Toscana (Piccioli): non raro. P. Aubei Boi. Napoli (Emery), Toscana (Baudi). Pare più fre- quente nella bassa, che nella superiore Italia: ne uscirono alcuni es. al sig. Giuliani dalla galla coronata della quercia. Di questa divisione, nominata Gynopterus dal Mulsant, trovansi inoltre il P. dublus St. in Piemonte e Sardegna, non comune , assai raro il P. jmsiUus S t. in Piemonte. P. italicus Arrag. (Gene) Monferrato (Ferrari), Lombardia (Baudi). P. rufipes Fabr. Piemonte (Baldi). P. ornatus Mùller, Alpi (Giuliani), Genova (Doria). Varia, particolarmente in Lombardia, per statura minore, colle mac- 258 FLAMINIO I5AUDI chie di bianca pubescenza più o men mancanti sul torace e sulle elitre, confuso in alcune collezioni col vero lepidus Villa, che pare assai raro, quale almeno lo caratterizza il Mulsant. P. Spilzyi Villa, Napoli (Baudi): pare assai diffuso, ma non commune ; variabile di statura , d' un terzo talvolta più grosso dell'ordinario, con elitre ben macchiate, minore non di rado, con elitre senza squame : m' occorse trovarlo in Piemonte fra i muschi dei pedali di quercia l' inverno. P. fur Lin. Communisbimo in tutta Italia: in alcune colle- zioni gli esemplari più piccoli, femmina, di questa specie son denominati inter me dius : il vero intermedins Boi. d'Algeria e di Siria è ben diverso, massime per la punteggiatura delle elitre più forte nel maschio, assai più, quasi in forma di qua- drati , nella femmina. P. latro Fabr. Piemonte e Liguria, specie volgare. P. brunneus Duft. Piemonte (Fea): men frequente, mas- sime il maschio , diffuso però in tutta Italia. P. testaceus 01. Apennino ligure (Ferrari), Piemonte (Giu- liani). P. perplexus Muls. Piemonte (Fea). Piuttosto raro in Piemonte e Lombardia, pare più ovvio in Toscana e nelle provincie me- ridionali: di statura per solito assai maggiore di c|uella che gli attribuisce il Mulsant, distinto però dagli affini per spic- cati caratteri , e conforme ad esemplare communicate dal sig. Emery, cosi nominato dal Kiesenwetter. P. obesiis Lucas = peculator Geno in coli. , Sardegna (Gm- LiANi), Napoli (Emery). Ben distinto il maschio per le elitre ad orlo spianato posteriormente, alquanto tronche all' apice. P, Lucasi! Boi. Persia settentr. (Doria): un solo maschio, che distinguesi da quelli che vidi, di Sardegna, del Napole- tano e di Cipro, per la pubescenza assai più folta, fulva, la punteggiatura delle elitre perciò appare meno. P. quercus Kiesw. = bidens Muls. Piemonte (Fea), Stazzano (Ferrari) Liguria (Doria) : specie diffusa, ovvia fra noi fra i muschi delle quercie , in cui sta nascosta svernando. P. raptor? Muls. Piemonte (Fea): di questo esaminai molti DASCILLIBI, MALACODERMI E TEREDILI 259 esemplari, che cosi perù nominai con dubbio, non riscontrando in essi precisi tutti i caratteri coi quali lo contraddistingue il Mulsant, parmi però distinto dal suo bldtns. Di questa divisione. Punì ye/'if secondo Mulsant, trovansi inoltre in Italia il pilosus St. e blcinctus St. poco frequenti e diffusi: nel Napoletano ed in Sicilia \\ phlomidis Kiesw. ; poco frequente in Piemonte e Toscana il subpilosus St. P. (Eurosius IVIuls.) frigidus Boi. Gressoney (Boria): lo rin- venni pure nella Valle Sesia fra le foglie e quisquilie de' boschi di faggio. In pari circostanze trovai nella valle dell' Orco altra specie che nominai quisquiliarum, e negli Apennini toscani fra Por- retta e Pracchia una che distinsi col nome di Apenninus: sa- ranno entrambi descritte nella Beri. Ent. Zeitschrift. Niptus ho!o!eiiCiis Fald. Inghilterra (Reiciie). Da comunica- zione del sig. Betta Antonio pare siasi pure rinvenuto in Lombardia. N. crenalus Fabr. Piemonte (Gihlianj), Monrosa (Doria), San Bernardo (Baudi) : mi rammento averne trovato buon numero molti anni sono in una camera di quell' Ospizio a pareti di larice, N. gonospermi Woll. Canarie. Sphoericus gibboides Boi. Francia (Giuliani). Vive pure in Lombardia e Sardegna; in quest' isola trovasi pur anco lo Sph. exìguus Boi. Wlezium affine Boi. Toscana (Ghiliani), Genova (Boria), Spezia (Kerim). Il M. sukalum vive pure in Sardegna; conforme ad esemplare avuto dal Curtis. Gibbium scotìas Fabr. Genova (Gestro), iNapoli (Emery). Specie assai diffusa. G. Boieldieuì Levrat. Raccolto in quantità nella Persia set- tentrionale dal M.**' DoRiA : distinguesi dal precedente anzi tutto per la forma del corpo più regolarmente in guisa di cuneo nella sua parte anteriore , più. piccolo di statura , più compresso lateralmente: le mascelle^ che in questo genere sono assai grandi ora sono affatto liscie, come le designa il 260 FLAMINIO BAUDI Levrat, ora sono più o meno longitudinalmente striate, le strie però son più larghe che nello scolias. ANOBII Dryophilus pusillus G y 1 1. = Villae S o 1 i e r. Val Formazza (Gni- LiANi), si tiene piuttosto nelle regioni alpine. Rari sono in Italia il Dr. rugicollis Muls, Apennini toscani, Umbria, Sardegna; Y anobioides Chevr. Piemonte e Apennino ligure; longicoUis Muls. Sardegna; raphaelensìs Muls. Napoletano (Emery). Il Priobium tricolor 01. raro pure in Piemonte e regioni alpine. Anobìum perìinax Lin. Svizzera (Baldi). A. domesticum Geoffr. , striatum 01. Volgare in tutta Italia. A. fulvicorne St., Onorio Villa, Napoli (Emery), Lombardia (Baudi) ; pure diffuso in tutta Italia, ma poco frequente. Trovansi pure nella superiore Italia VA. denticoUe Panz., neir Apennino ligure ed Alpi marittime il costatum Gene che credo identico -ài fagicola Muls.; nel Tirolo italiano ed Alpi Leponzie 1' emarginatimi D u ft. A. hirtum 111. = villosum B o n e 1 1 i, Piemonte (Giuliani e Fea), Napoli (Emery). Commune in tutta Italia ed isole ; me ne nacquero da tavolette di gambo d' aloe poste per fondo di cassette da magazzeno. Molto raro il tomentosum Muls. che forse non è che varietà dell' hirtum. A. (Hadrobregmiis Thoms.) Reyi Bris. Piemonte (Giuliani e Fea), Genova (Gestro), Napoli (Emery). Specie assai diffusa e non rara in Italia, e quasi propria d'e.-sa, d'aspetto somigliantissima aW Oligomer US brunneus, sec. Muls. che finora non mi consta trovarsi in Italia. Ingannato dall' aspetto e dalla quasi iden- tità di forma e struttura di varie parti del corpo, onde dif- ferisce dai genuini Anobii, lo avea denominato in collezione Oligomer US abnormis e con tal nome lo mandai a varii miei corrispondenti, giacché riconosciuto avea in esso non soli dieci, ma bensi undici articoli alle antenne. Trovai però in ora che appuntino s'adatta alla descrizione àoìV Anobium Regi - DASCILLIDI, MALACODERMI E TEREDILI 2G1 Br is. che trovo metodicamente mal collocato nel Catalogo Stein presso hlrtum, dacché per la forma delle antenne e struttura del petto deve comprendersi, unitamente al rufipes ed al disruptum (n. sp.), nel geneve Hadrobregmus del Thomson. L' A. disruptum n. sp., cosi nominato dal Gene nella coli, di Sardegna, dai precedenti distinguesi sovratutto per le elitre sinuosamente restringentesi ai lati presso 1' estremità, più o men fortemente secando il sesso. Ne do la descrizione in nota ai Coleotteri di Cipro nel Beri. Ent. Zeit. 1873. A. paniceum Lin. Commune in tutta Italia; alcuni esemplari furono trovati in cassette contenenti insetti d'Australia: rin- viensi pure talvolta nell' interno dei coleotteri di vecchie col- lezioni, nelle noci moscate ed altri coloniali. Xestobium iessellalum Fabr. Alpi marittime (Guiliani) , Mon- ferrato (Filippa) ; tutta Italia, men frequente. Raro in Piemonte il declive Dufour, il velutinum Muls. come pure ìXplumbeum 111. che pare più ovvio nel Tirolo italiano, (Bertollm), Ernobius mollis Lin. Genova (Denegri): assai raro; nelle col- lezioni con questo nome sovente hassi il seguente. E. consimilis Muls. Piemonte (Guiliani e Fea). La più fre- quente in Italia fra le molte specie di questo genere descritte dal Mulsant; d'esse trovansi da noi TE. pruinosus Alpi e Cor- sica, densicornis Muls. Piemonte, nigrinus St. delle Alpi pen- nine, tutti però assai rari. Amphibolus genìilis Rosenh. = Chevrieri Villa, Alpi marit. (Giuliani), Genova (Gestro). Secondo le regole della priorità se in esso non risconti-ansi tutti i caratteri dati dal Rossi al suo Ihoracicus , dovrebbe portare il nome impostogli dal Villa, siccome anteriore. Dift'uso in Italia, raccolto pure in Sardegna. Gastrallus laevìgatus 01. Genova (Vinciguerra), Lombardia (Baudi). Poco frequente, Lombardia, Piemonte, Trentino, To- scana e Sardegna; Bolsena sotto le scorze di cerro. Del G. se- ricatus vidi un solo es. italiano, communicato dal sig. Emery. Ptilinus pectinicornìs L i n. Alpi Cozie (Giuliani). Poco frequente. P. COStatus Gyll. Piemonte (Giuliani e Fea); assai comune, 262 FLAMINIO EAUDI specialmente nell'Italia superiore; ne raccolgo ogni anno buon numero, che escono da un veccliio armadio di noce. Ochina hederae Muli. Piemonte (Giuliani e Fea), Napoli (Emery). L' 0. LalreiUei è assai rara in Piemonte, vidi soltanto nella raccolta di questo R. Museo il tipo del Boxelli, più al- cuni es. di Sardegna , ove varia ora bruno-nerastra , coli' apice delle elitre, antenne e piedi rossigni, ora tutta ferruginea, coir apice delle elitre, antenne e piedi testacei: in ambedue queste varietà le elitre sono assai più leggermente punteg- giate. Trypopithys carpini Herbs t. Piemonte (Baudi): ne vidi solo dell' Italia superiore. Wietholcus cylindricus Germ. Veltri (Doria) ; trovasi pure in Sardegna , Sicilia e nel napoletano. Portici (Emery). Allo stato di larva fu trovato nel regime de' datteri. Calypterus bucephalus 111. Cipro Baudi: vive anche in Sar- degna, e nel Napoletano. Xyletinus ruficollis Gebler Francia merid. (Giuliani e Fair- maire). X. pectinatus Fabr. Piemonte (Baudi): poco frequente. X. ornatus Germ. Sarepta (Baudi) dal D. Stierlin. X. laticollis D u ft. Alpi maritt. (Giuliani). Alquanto men raro del pectinatus. Var. cogli angoli anteriori del torace più smussati, elitre più allungate; Livorno (Gestro). X. (Xeronthobius) pallens Germ. Russia merid. (Fair- maire). Lasioderma haemorrhoidale 111. Sicilia (Baudi): raro nell'Italia superiore: lo rinvenni pure presso il lago Trasimeno; pare più frequente nelle regioni meridionali. Di queste vidi un es. del L. apkatum Muls. , dell'Italia superiore il L. fulvescens M u 1 s. assai raro. L. (Hypora) serricorne Fabr. Cipro (Baudi) : specie esotica im- portata ne' coloniali, or quasi naturalizzata in Italia, varia- bile di statura come V Anobium paniceiun; il sig. Emery mi riferisce averne veduto le larve nei sacchetti di fiori secchi DASriLLIDI, MALACODERMI E TEREDILI 263 di camomilla; fra quelli che mi communicò havvene col capo, la metà posteriore del torace ed il corpo nel dissotto neri. Affine a questa è altra specie descritta dal Fairmaire col nome di dubalus su esemplari di Corsica : con questa combina per tutti i caratteri un es. ricevuto dal Dottor Bertollm, che l'ebbe dagli Abbruzzi, del pari che un altro communicato dal sig. Emery che lo ricevette di Corsica del Keveliere col nome di lorqimlum. Raro pure in Italia il Mesotìies ferrugineus , ne vidi uno di Corsica, ed uno ne rinvenni in Piemonte. Mesocoelopus niger. Miill. Genova (Doria), Francia (Giuliani). Più raro il M. collaris ma pure diffuso da un capo all'altro della penisola. Il sig. Emery inviò delle vicinanze di Napoli lo Siagelus hyrrJioides , che prese sotto le scorze de' platani. Dorcatoma elongata Muls. Val Formazza (Giuliani), Lombardia (Baudi) dal sig. Betta, che ne rinvenne un certo numero: tempo fa la spedi pure il sig. Villa Antonio insieme alla dresdensis che di rado trovasi in Piemonte. Due specie a parer mio ben distinte e ben caratterizzate dal Mulsant. D. serra P a n z. Francia (Giuliani e Fairmaire) sotto il nome di flavicornis Fabr. In questo genere osservai soventi differenze di denominazione delle specie, esaminate nelle collezioni o ricevute da' miei corrispondenti, dai nomi loro assegnati dal Mulsant ; quest' autore però avendole ben definite e classificate, al suo parere m' attenni nel denominarle. La D. serra si trova pure in Piemonte. D. Dommeri Rosen h. Sardegna (Giuliani), col nome di me- ridioìialis? Lap. D. lanuginosa Gene in litt. n. sp. Sardegna (Giuliani). Specie intermedia fra la serra e la setosella Muls. da ambe distinta per la punteggiatura fina e superficiale , a forma di punti cicloidei verso 1' apice delle elitre , queste con pubescenza più ruvida, parte depressa, parte eretta, irregolarmente disposta, due strie com|)lete ai lati: essa è rosso-ferruginosa, più o men chiara , coi soli occhi neri. 264 FLAMINIO KAUDl La D. setosella Muls. non mi consta finora trovarsi in Italia; ne vidi alcune di Francia inviate da varii Entomologi col nome di chrysomel'ma , distinte però da questa sec. Muls. per la punteggiatura delle elitre assai tenue, due sole strie ai lati di esse, per la pubescenza più o meno irta e disposta serialmente. D. chrysomelina S t. Austria col nome di flavicomis^ Francia (GiiiLLWi): non ne vidi d' Italia. Di Sicilia il sig. Ragusa mi communicò un individuo che credetti dover rapportare alla vernjlcwicornis Fabr. sec. Muls. per la punteggiatura delle sue elitre assai confusa e rugosa, pella pubescenza più breve e fulva, per le strie laterali delle elitre in numero di tre. Enneatoma subalpina Bon. Germania (Baudi) : rara in Pie- monte. E. affinis St. Muls. Piemonte (Fea): trovasi in Monferrato ed in Lombardia: a questa prossima, ma ben distinta particolar- mente per le elitre solcate, non soltanto striate ai lati è la subglobosa Muls., della quale ho un es. di Piemonte, altro ne communicò di Lombardia il sig. Betta. Sphìndus grandis Hampe. Croazia (Baudi). Questo genere non credo siasi ancor trovato in Italia: V Asphidiphorus or- biculatus solo in Lombardia. BOSTRIGHIDAE (APATINl). Bostrichus (Apate auctorum.) capucinus L i n. Ovvio in tutta Italia. Var. (rugosus? Fabr.) ad elitre più fortemente e profonda- mente punteggiate, interstizii più rugosi, d' un rosso per so- lito più intenso. Genova (Dorlv). In questa talvolta l'addome è nero , (ìiigrivenlris K ù s t.) Piemonte (Fka). Varia ancora colle elitre nerastre ^ {lucluosus 01.) addome or rosso , or nero , Toscana (Giiillvni), Spezia (Dorl\), Genova (Kerlm). B. varius 111. Ungheria (Baldi). B. bimaculatus 01. Sicilia (Giuliani), Sardegna (Gestro). Il DASCILLIDI, MALACODERMI E TEREDILI 2G5 B. Xijloperthoides Duval fu anche raccolto nella Liguria occi- dentale dal sig. GniLiANi. Synoxylon muricatum l'abr. Piemonte (Giuliani e BauDi): ne estrassi una serie dal midollo di rami di lieo. S. sexdentaium 01. Monferrato (Filippa), Piemonte (Fea). Ambe le specie anche in Sardegna. Xylopertlia sinuata Fabr. Piemonte (Giuliani e Fea), Liguria (DoiiiA). X. praeiisla Germ. Genova (Boria e Gestro) ^ Sardegna (Baldi), Francia mer. (Giuliani). X. pustulata Fabr. var. Chevrieri Villa, Piemonte (Giuliani), Veltri (Boria): tutta Italia, del pari che le precedenti. Nella descrizione àeWn. fouelcollis Ali. non seppi trovare caratteri succienti e costanti per ritenerla specificamente distinta da alcune varietà immature della pustulata femmina. Dinoderus subsiriatus Payk. Francia (Giuliani). Vive anche in Piemonte. Rhizopertha pusilla Fabr. Francia (Giuliani), Cipro (Baudi): insetto esotico, importato. Bi questo genere inviommi una ben distinta specie nuova di Sicilia il sig. Ragusa, quale denominai 7?. s/ci^/a : dessa ha r aspetto della femmina del Xijkborus dispar , è bruna , ci- lindrica, il suo torace più largo delle elitre è coperto da rugosità sempre vieppiù forti e disposte per serie semicirco- lari verso la parte anteriore che è grossa ed assai rilevata dal capo ; le elitre sono densamente coperte di grossi punti ocellati, quasi regolarmente disposti, diminuenti di gros- sezza , e condensantisi fra loro sensibilmente verso 1' estre- mità : per la forma in particolare delle antenne i cui ultimi tre articoli testacei sono assai grossi e formano come una clava eccedente in lunghezza il resto dell'antenna, appartiene evidentemente a questo genere (V. Ber. Ent. Zeitschrift 1873). Psoa viennensis llerbst. Austria (Giuliani), Boemia (Bieck). P. dubia Rossi Piemonte (Giuliani e Fea): vive anche in Toscana. Non conosco la P. Herbstii che Kììster designa della bassa Italia. 266 FLAMINIO BAUDI LYGTINI. Lycìus canaliculatiis F. Commune in tutta Italia; numeroso trovasi talvolta nelle tavole di pioppo e di salice. Varietà minore, di tinta più chiara, torace alquanto più stretto, Piemonte ( Fea), Genova (Doria) : a questa probabil- mente si riferisce il L. pubescens Redt. mentre la specie de- signata con questo nome dal Panzer, secondo il Cat. Harold, sarebbe identica al hicolor C o m o 1 1 i. L. bicolor C m 11 i , Stazzano (Ferrari), Lombardia (Baudi). L. impressus C o m o 1 1 i , Genova (Doria), Piemonte (Baldi). Men frequente del canaliculalus pare diffuso in tutta Italia; gli esemplari minori di statura portano nelle collezioni il nome di glabratus Villa. L. brunneus Steph. = colydìoides Dej. Cat. Cipro (Baudi): non lo vidi d' Italia. GISSINI. Xylographus bostrichoides D u f. Francia (Giuliani). Poco ovvio in tutta Italia. Rhopalodontus fronìicornis Panz. Piemonte (Baldi): spesso nu- meroso negli agarici dei salici. Il R. pcrforatus Gy 11. pare piuttosto raro; ne rinvenni solo nelle Alpi marittime; lo vidi di Sicilia. Cis boleti Lin. Commune particolarmente nelle Alpi e negli Apennini entro i boleti dei faggi. Var? caucasicus Menetr. Caucaso (Doria), una femmina: mediocre di statura, prominenze del torace più minute, ma più pronunziate, punteggiatura delle elitre scarsa e superficiale; capo giallognolo, linea longitudinale media ferruginosa sul torace, elitre giallo-ferruginose, con larga striscia longitudi- nale commune sulla sutura e margini laterali oscuri. C. rugulosus Melile, Graglia (Doria). Non raro nell'Italia superiore e media. DASClLLIDIj MALACODERMI E TERKDILI 261 C. setiger Mel. Francia (Giiiliajii): anclie in Piemonte ove pare rarissimo il C. fissicoUis Mel.; ne conosco un solo es. che rinvenni molti anni sono negli Apennini di Bobbio. C. micans Herbst. Casentino (Marclcci), Piemonte e Tirolo (Baldi): nella maggior parte degli esemplari nostrali esaminati il torace è nel mezzo segnato da ana tenuissima ma ben distinta lineetta lucida, della quale il Melliè non fa cenno; nei maschi il torace è anteriormente più o men depresso, col margine più men rilevato ed anche nel mezzo intagliato, come in alcune specie atìini. C. hispidus Payk. Pare assai commune e diffuso. C. comptus Gyll. Sardegna (Baldi) : lo trovai pure in To- scana; di recente sui colli di Torino in agarici di olmo. C. bidenìalus 01. Apennini, Alpi Francesi (Baldi): pare ristretto alle regioni men calde e montuose. Men frecjuente pare il C. dentatus Mei. in Piemonte ed Alpi marittime. C. niìidus Herbst, ovvio in quasi tutta Italia. C. glabratus Mei. Lombardia ed Abbruzzo (Baldi) : pare men diffuso del precedente. Del C. nitidulus M e 1. vidi un solo es. di Lombardia nella raccolta del Museo civico di Pavia: pro- prio all' Italia centrale pare sia piuttosto il C lineato- cribratus 'M el. , Apennino bolognese, Toscana (Bargagli) : assai raro il C. Alni di cui ho un solo di Piemonte. C. oblongus Mei. Francia (Giuliani): alcuni ne raccolsi nelle Alpi marittime. Il C. punclifer Mei. m'occorse trovarlo sotto le corteccie di corro presso Bolsena; del sericeus Mel. vidi un es. di Sicilia inviato dal sig. Raglsa. C. bidentulus Rosehn. = alpinus Mei. Piemonte (Fea); poco frequente, vive pure in Sicilia e Sardegna. C. caslaneus Mei. Francia (Giiiliaxi); men frequente in Italia; colli di Torino, Sicilia dal sig. Raglsa. Rapportai con dubbio al C. fuscatus Mei. un es. inviato dal sig. Emery di Napoli, distinto per la sua forma allungata , pubescenza fina , breve e depressa, rossigna ad una data luce, torace senza impres- sioni né spazio medio più nitido. Ennsarthron cornutum Gyll. Piemonte (Giuliani) non frequente. 268 FLAMINIO BAUDI E. affine Gylì. Piemonte (Fea), Apennino ligure (Baldi); talora lo si vede numeroso percorrere la faccia inferiore dei boleti freschi de' faggi. Orophius mandibiilaris G y 1 1. Tirolo (Baldi) : Melliè lo designa pure d' Italia. Octotemnus glabriculus Gyll. Piemonte (Ghiliani e Fea). Intorno alla disposizione ed allo sviluppo delle glandole molari nel dromedario. Nota del Prof, paolo panceri. rrav. ivj. Molti trattatisti di anatomia umana e comparata non danno, a mio avviso , sufficiente importanza alle glandole cosi dette mucose della bocca, labiali, linguali, palatine e boccali pro- priamente dette, delle quali fa parte nell'uomo il piccolo gruppo delle glandole molari. Che se per la struttura codesti organi si rassomigliano tutti tra di loro , è però anche certo che nei dilìerenti mammiferi possono assumere sviluppo di- verso secondo i casi , onde si rende necessario sempre lo studio delle medesime e per averne esatta contezza , come anche perchè sono organi che, in un con le glandole salivali, sono specialmente presi di mira dal fisiologo e facili a prestarsi all'esperimento. Lasciando da parte per ora le labiali, le linguali e le va- ia' Ì7ie ; le boccali sono Cjuelle che possono present